<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809</id><updated>2012-01-14T18:14:52.675+01:00</updated><category term='critiche'/><category term='pensieri'/><category term='accudire'/><category term='myocastor coypus'/><category term='myocastor'/><category term='storie'/><category term='disinformazione'/><category term='iniziative'/><category term='castorino'/><category term='nutria'/><category term='informazioni scientifiche'/><category term='denunce e opinioni'/><title type='text'>La Nutria - Myocastor coypus</title><subtitle type='html'>le vere informazioni relative a questo simpatico Roditore (Coypu)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Tursiops</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img181.imageshack.us/img181/3652/kangaroocrossing1lt5.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>104</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-6536482797604959258</id><published>2012-01-14T18:02:00.000+01:00</published><updated>2012-01-14T18:02:44.402+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disinformazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>RISPOSTE BREVI MA SCIENTIFICAMENTE ESATTE PER LE DOMANDE SULLA NUTRIA</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie23lug11%20(12).jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="425" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie23lug11%20(12).jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spesso si sentono davvero parecchie leggende metropolitane sulle nutrie, o per meglio dire coypu (castorini). Ciò è dovuto alla dilagante ignoranza che la maggior parte delle persone presenta nei confronti della natura e di questi animali ma anche e soprattutto alle manovre meschine delle lobbies venatorie e agricole le quali vogliono solo far soldi sulla pelle di animali innocenti e truffando i cittadini con la complicità dei giornalisti, pagati si sa solo per obbedire a chi sta sopra di loro, senza il minimo senso critico. Per lo meno la maggior parte di quelli iscritti all'albo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è certamente un caso che molte false notizie che si leggono sui giornali compaiano sempre durante la stagione venatoria, con titoli sovente allarmistici e con storie spessissimo inventate di sana pianta. Tutte le notizie che si leggono, le lettere ed i comunicati sono scritti dalla medesima mano e peccano di ignoranza scientifica, presunzione e atteggiamenti aggressivi. La morale di tali interventi è solo una: finanziare la lobby delle armi e truffare le amministrazioni con scuse campate per aria ma facendo pressione sulla paura e sull'ignoranza dei cittadini. Capita purtroppo che anche sedicenti "esperti del settore" vengano plagiati e/o corrotti dalle lobbies venatorie, agricole e politiche per far pressione sull'opinione pubblica.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fortunatamente esistono veri esperti, professionisti indipendenti che mettono a disposizione la loro ferrea e comprovata conoscenza ed esperienza puramente per passione, senza guadagnarci nulla e anzi rischiando e rimettendoci del proprio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oltretutto le ordinanze basate su queste false informazioni vengono spesso bocciate dal TAR su ricorso di valide argomentazioni, che dimostrano per l'appunto l'infondatezza di tali dicerie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Analizzando i vari articoli disinformativi si può notare anche una sorta di filo conduttore che lega il modo e le tecniche disinformative utilizzate per raggiungere i biechi scopi di cui sopra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma veniamo alle RISPOSTE CONCRETE, ONESTE E AFFIDABILI alle principali domande che il pubblico si pone. Tali risposte però vogliono essere brevi, sintetiche sia per non dilungarsi troppo e annoiare il lettore sia perchè man mano verranno prrofonditi meglio gli argomenti. Ricordo comunque che all'interno di questo blog si possono trovare vari approfondimenti a ciò.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;1) LE NUTRIE MANGIANO GLI UCCELLI, LE UOVA E GLI ALTRI ANIMALI?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! Le nutrie sono ERBIVORE. Sono i cani che attaccano le nutrie. Le nutrie sono prede quindi sono per natura timorose. Difendono però i loro cuccioli come tutti gli altri animali. Le nutrie non predano attivamente le uova ma potrebbero calpestarle accidentalmente. Ciò è un bene perchè in un ambiente sano aiutano a mantenere l'equilibrio ecologico delle specie. Le nutrie vivono in armonia con l'ambiente e l'avifauna locale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;2) LE NUTRIE ATTACCANO L'UOMO?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! E' l'uomo che infastidisce le nutrie. Non esistono casi di morsi o attacchi da nutrie. Ciò può avvenire solo quando l'uomo le disturba o le intimorisce, come con qualunque altro animale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;3) LE NUTRIE PORTANO MALATTIE?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! Le analisi eseguite dagli Istituti Zooprofilattici dimostrano che la nutria NON rappresenta un pericolo sanitario. Ben altre sono le cause di contrazione di patologie. E' più pericoloso andare sui mezzi pubblici a contatto con altre persone malate, lì si che c'è da temere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;4) LE NUTRIE MANGIANO I RACCOLTI, LE COLTURE E PROVOCANO DANNI ALL'AGRICOLTURA?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! Le nutrie prediligono le piante acquatiche e la vegetazione spontanea. Solo in carenza di cibo possono alimentarsi di colture ma solo delle piantine più prossime ai corsi d'acqua. I dati dimostrano che non si può parlare di danni veri e propri ma di perdite già messe in preventivo. Ben più danni sono fatti dalla selvaggina immessa dai cacciatori. Sono dati ufficiali e scientifici. Eventuali danni sono comunque limitati e dovuto ad un alto tasso di densità della popolazione causato dalla presenza di allevamenti di nutrie o da abbattimenti con arma da fuoco. Regola n° 1 della nutria: "più si uccidono nutrie e più le nutrie si riproducono per ristabilire l'equilibrio."&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;5) LE TANE DELLE NUTRIE SONO PROFONDE?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! Ben altri animali scavano tane più lunghe. I dati dimostrano che le tane delle nutrie sono lunghe mediamente 2-3 metri. Inoltre la nutria non è un animale fossorio obbligato, solo in caso di necessità e in base a determinate caratteristiche idrogeologiche scava la sua tana negli argini. Spesso si leggono articoli con scritto che le nutrie scavano tane di lunghezza "considerevole". Ciò dimostra il doppiogiochismo dei giornalisti venduti al sistema. Basta leggere un articolo qualunque per verificare di persona che NON esistono MAI dati oggettivi e dimostrabili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;6) LA NUTRIA CAUSA DANNI ALLE INFRASTRUTTURE?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Generalmente NO! Solo dove si ha mancanza di manutenzione e l'habitat è già degradato allora ci possono essere danni, ma sempre limitati nello spazio e nel tempo. I veri responsabili dei danni alle infrastrutture sono gli automobilisti e i consorzi di bonifica che non rispettano le leggi di manutenzione. Anche gli agricoltori che non seguono le norme di sicurezza sono la vera causa dei danni alle infrastrutture così come i cacciatori che camminano sugli argini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;7) LA NUTRIA E' UN VERO PROBLEMA?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! La nutria è un NON-PROBLEMA creato dalle lobbies venatorie e non solo come sotterfugio per lucrare denaro pubblico a fini privati. Costoro, come sanno tutti, sono collusi con l'industria delle armi e la corruzione politica. Basti pensare al fatto che dopo almeno 20 anni di abbattimenti il numero di nutrie non sia calato ma anzi aumentato, la spesa è aumentata e nonostante siano maggiormente presenti le nutrie, i danni all'agricoltura sono calati! Sono dati pubblici e scientifici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;8) LA NUTRIA E' AGGRESSIVA?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! La nutria è una preda e per di più è un animale dolce, docile, affettuoso e amichevole. Difatti è stato allevato in maniera capillare (e viene allevato tutt'ora) per vari scopi, è considerato animale da compagnia e in tutti gli altri Paesi del mondo è rispettato e apprezzato per la sua tenerezza e docilità appunto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;9) LA NUTRIA SI RIPRODUCE A DISMISURA?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! E che cos'è? Una fabbrica di peluche? Certo che no anzi la nutria si riproduce poco in realtà, solo 2 volte all'anno partorendo mediamente 4-6 cuccioli. In oltre va tenuto conto che: la gravidanza è molto lunga e dura 4 mesi. Si ha un alto tasso di aborti tra le primipare e durante l'inverno. La mortalità infantile dopo la nascita è alta. La maturità sessuale viene raggiunta a 5-6 mesi di età e cala ogni anno che passa. La nutria si autoregola in base alle risorse trofiche e ambientali essendo in grado di assorbire i feti e abortire. Ciò avviene perchè le nutrie tendono naturalmente all'equilibrio ecologico della popolazione in base alla capacità portante. Tant'è vero che in moltissimi luoghi le nutrie sono stanziali da decine e decine di anni senza alcun tipo di impatto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;10) LA NUTRIA E' UN RATTO/TOPO/PANTEGANA O UN INCROCIO TRA UN CASTORO E UN RATTO?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! Questa è la tipica barzelletta e l'apoteosi dell'ignoranza. La nutria è un castoro sudamericano appartenente alla famiglia monofiletica "Myocastoridae". Il suo nome scientifico in latino è&lt;i&gt; Myocastor coypus&lt;/i&gt;. Esiste da circa 30 milioni di anni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;11) L'ABBATTIMENTO E' L'UNICO MODO PER CONTENERE LA NUTRIA?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! Esistono vari metodi ecologici efficaci come metodi di contenimento della nutria tra cui la dissuasione fisica/meccanica, acustica, la sterilizzazione, l'ingegneria ambientale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;12) LA NUTRIA HA PREDATORI NATURALI?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;SI! In Italia ce ne sono eccome! Volpi, Lupi, Linci, Gatti selvatici, Gatti randagi, Cani randagi, Rapaci diurni, Rapaci notturni, Ciconiformi, Lucci, Colubridi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;13) LE NUTRIE SONO UN PERICOLO STRADALE?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO! Sono gli automobilisti che guidano come pazzi in campagna! infatti le statistiche parlano chiaro e risulta che le nutrie sono tra gli animali che non sono considerati come pericoli automobilsitici. E poi la colpa è sempre e solo dell'automobilista che non rispetta mai i limiti e si macchia di omicidi ed omissione di soccorso. Sulle strade non ci sono solo nutrie investite ma anche una marea di altri animali come ricci, conigli, uccelli, rettili, ecc. Oltre a persone purtroppo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;14) COSA BISOGNA FARE?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Informarsi ed essere più umili e coerenti con la propria coscienza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-6536482797604959258?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/6536482797604959258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=6536482797604959258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6536482797604959258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6536482797604959258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2012/01/risposte-brevi-ma-scientificamente.html' title='RISPOSTE BREVI MA SCIENTIFICAMENTE ESATTE PER LE DOMANDE SULLA NUTRIA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-7090495257002904006</id><published>2011-12-08T21:48:00.000+01:00</published><updated>2011-12-08T21:48:56.730+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disinformazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='denunce e opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>LA VERITA' SULLA NUTRIA 1</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con oggi prende il via una nuova rubrica divertente ma al contempo precisa e affidabile atta a divulgare le corrette informazioni sul castorino (nutria) e a smontare definitivamente tutte le disinformazioni che appaiono sui principali media digitali e cartacei. Nasce così il "Castoro dell'Informazione" che illustra in maniera semplice ma efficace le menzogne della stampa di regime venatorio. Come i castori, questa rubrica abbatte le disinformazioni e costruisce una sicura informazione. Buona visione dunque!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/7DpQhlBwCJ8/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7DpQhlBwCJ8&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/7DpQhlBwCJ8&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;1° parte&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://i.ytimg.com/vi/66aMbcmLmJ0/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/66aMbcmLmJ0?version=3&amp;f=user_uploads&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/66aMbcmLmJ0?version=3&amp;f=user_uploads&amp;c=google-webdrive-0&amp;app=youtube_gdata" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;2°parte&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-7090495257002904006?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/7090495257002904006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=7090495257002904006' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/7090495257002904006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/7090495257002904006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/12/la-verita-sulla-nutria-1.html' title='LA VERITA&apos; SULLA NUTRIA 1'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5351895526613861388</id><published>2011-11-05T10:25:00.000+01:00</published><updated>2011-11-05T10:25:53.550+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>M’AMMALIA – IL CASTORINO: UNO STRANIERO NEI CORSI D’ACQUA</title><content type='html'>&lt;b&gt;Milano&lt;/b&gt; – Venerdì sera 4/11/11 alle ore 21 presso il Museo di Storia  Naturale di Milano in Corso Venezia 55, in occasione dell’evento  nazionale M’ammalia – la settimana dei Mammiferi – il dott. Samuele  Venturini e la dott.ssa Roberta Castiglioni terranno una conferenza sul  Coypu o Nutria dal titolo “IL CASTORINO: UNO STRANIERO NEI CORSI  D’ACQUA”. Verrà illustrata la biologia, la storia, l’ecologia e le  interazioni di questa specie con gli ecosistemi nostrani e non solo. Una  serata culturale e divulgativa da non perdere. Vi aspettiamo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Ai-_9z9X37s/TrUBCGKLMqI/AAAAAAAAABg/zEz8tFhi5hk/s1600/MammaliaMilano.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ai-_9z9X37s/TrUBCGKLMqI/AAAAAAAAABg/zEz8tFhi5hk/s640/MammaliaMilano.jpg" width="476" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5351895526613861388?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5351895526613861388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5351895526613861388' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5351895526613861388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5351895526613861388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/11/mammalia-il-castorino-uno-straniero-nei.html' title='M’AMMALIA – IL CASTORINO: UNO STRANIERO NEI CORSI D’ACQUA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Ai-_9z9X37s/TrUBCGKLMqI/AAAAAAAAABg/zEz8tFhi5hk/s72-c/MammaliaMilano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-7265020174096486510</id><published>2011-10-22T18:44:00.000+02:00</published><updated>2011-10-22T18:44:10.967+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='denunce e opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><title type='text'>L’ODISSEA BUROCRATICA DELLA NUTRIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su un documento relativo alla dichiarazione dei redditi delle società  di persone fisiche del 2011 (ma anche degli anni precedenti), nello  specifico all’interno delle tabelle dei redditi agrari in cui compaiono  gli animali da allevamento, tra gli animali da pelliccia come lepre,  cincillà e visone, compare (ancora) la nutria!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/10/nutrie-agenzia-entrate.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-599" height="308" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/10/nutrie-agenzia-entrate.jpg" title="nutrie agenzia entrate" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;FIG. 1 – la nutria compare tra le specie a reddito nel modello Unico dell’Agenzia delle Entrate (2011 e anni precedenti)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si decide quindi di telefonare alle Istituzioni competenti per avere  una risposta alla seguente domanda: “è possibile allevare ancora oggi le  nutrie come animali da pelliccia? E se si, quali leggi bisogna  seguire?”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scrivo una mail alla Camera di Commercio sia Nazionale che di Milano  ma a tutt’oggi nessuna risposta. Ecco qui di seguito schematizzato  l’iter che ho dovuto seguire per avere una risposta chiara a cui  tutt’oggi le autorità competenti non hanno ancora saputo rispondere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci  tengo a &lt;strong&gt;ringraziare&lt;/strong&gt; comunque &lt;strong&gt;tutti gli Enti preposti per la loro gentilezza nel darmi indicazioni&lt;/strong&gt;. Il problema infatti non sono loro ma il sistema burocratico che va assolutamente cambiato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/10/odissea-nutria-burocrazia.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-600" height="480" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/10/odissea-nutria-burocrazia.jpg" title="odissea nutria burocrazia" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;FIG. 2 – percorso burocratico per avere una non-risposta&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Telefono all’Agenzia delle Entrate che mi rimanda all’Ufficio Legale  dell’Agenzia delle Entrate, il quale mi consiglia di telefonare al  Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, però loro non si  occupano di animali da pelliccia ma solo di bovini e foreste, quindi mi  passano il CITES il quale però si occupa solo di specie in via di  estinzione. Quindi mi comunicano il numero di telefono da chiamare  relativo al centralino del Ministero delle Politiche Agricole e  Forestali. Telefono al centralino e dopo aver esordito con la seguente  frase “&lt;em&gt;le nutrie sono pesci?&lt;/em&gt;” mi consigliano di chiamare il  Ministero della Salute. Quest’ultimo mi dispone due nominativi: un  veterinario dell’Ufficio Benessere Animale e un responsabile del  Ministero dell’Ambiente. Il primo mi comunica finalmente che a tutt’oggi  in Italia è possibile allevare nutrie come animali da pelliccia, perché  non sono autoctone e non sono in via di estinzione. La legge che  regolamenta gli allevamenti di animali da pelliccia è la 146/2001, un  recepimento della CE 98/58. Non ci sono però normative riguardanti le  nutrie, ma solo un allegato sui visoni. Quindi non esistono  regolamentazioni su come allestire e gestire oggi un allevamento di  castorini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Telefono al Ministero dell’Ambiente e la persona preposta, alla  solita domanda, ha una reazione alquanto spropositata, per lui tutti gli  animali esotici andrebbero uccisi! La reazione è comunque, in parte,  giustificata perché se proprio a causa degli allevamenti di animali da  pelliccia, diversa fauna esotica si è diffusa causando vari impatti (ma  mai eccessivi a livello assoluto) agli ecosistemi, e comunque sempre e  solo a causa dell’uomo, il fatto di poter potenzialmente allevare ancora  le nutrie come animali da pelliccia, lascia assai perplessi. Il  Ministero dell’Ambiente mi ha comunque consigliato, per sapere con  esattezza se ci sia un divieto o meno di allevamento di nutrie, di  contattare l’ISPRA.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ISPRA, dopo aver contattato l’Associazione Italiana Pellicceria, mi  ha comunicato&amp;nbsp; non risultare in Italia esserci allevamenti di nutria  (registrati) finalizzati alla produzione di pellicce. Per la produzione  di pellicce o manufatti di nutria, gli operatori importano la materia  prima dall’estero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A tutt’oggi quindi, in Italia, la risposta alla domanda “è possibile allevare nutrie come animali da pelliccia?” è: “&lt;strong&gt;Si, No.&lt;/strong&gt;”  E da quanto si evince, possono benissimo esistere allevamenti non  registrati di castorino e azioni di lobbies venatorie e/o agricole  prospettate verso il commercio di pelli e carni di nutria proprio  all’estero (ma temo anche in Italia). Non si spiegherebbero altrimenti  le continue ordinanze senza base scientifica approvate al solo scopo di  cacciare animali da pelliccia in natura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non solo, nel prossimo articolo verrà illustrato il business che si cela dietro questo fenomeno antropico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-7265020174096486510?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/7265020174096486510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=7265020174096486510' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/7265020174096486510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/7265020174096486510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/10/lodissea-burocratica-della-nutria.html' title='L’ODISSEA BUROCRATICA DELLA NUTRIA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-2892358294332615534</id><published>2011-09-04T00:09:00.003+02:00</published><updated>2011-09-04T00:14:32.066+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='denunce e opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><title type='text'>Brevi aggiornamenti sulla dimostrazione dell’inutilità degli abbattimenti, sull’impossibilità di introdurre la nutria come specie cacciabile ecc.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Brevi aggiornamenti sulla dimostrazione dell’inutilità degli abbattimenti, sull’impossibilità di introdurre la nutria come specie cacciabile e sulle solite disinformazioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Grazie agli abbattimenti e ai piani di contenimento numerico senza  criterio eseguiti da varie Amministrazioni senza studi scientifici  approfonditi e tecnicamente corretti (a causa di pressioni “particolari e  a dir poco oneste” di lobbies e associazioni venatorie, agricole,e cc.)  ecco le conseguenze che lor signori hanno creato:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;aumento dell’areale della nutria, ovvero grazie alla “caccia alla  nutria” si è incrementata la sua presenza e si è favorita la sua  espansione territoriale, come mostrato nella figura sottostante.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/P1140232.jpg"&gt;&lt;img style="width: 681px; height: 509px;" title="P1140232" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/P1140232.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/P1140231.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il numero degli animali prelevati è aumentato proprio perché le  nutrie, essendo animali a strategia “r”, se minacciate tendono a  riprodursi maggiormente. Possiamo leggere tale affermazione anche così:  siccome è risaputo che le nutrie tendono a riprodursi maggiormente se  minacciate e se uccise, ciò permetterebbe alle lobbies venatorie di  continuare a perpetrare il problema (causato quindi da loro) per poter  esercitare la loro “attività”. E’ il tipico concetto di “problema –  reazione – soluzione”. Fai in modo di creare un problema (le nutrie,  volpi, cinghiali, ecc., animali che spesso vengono incitati a riprodursi  apposta come abbiamo visto o vengono rilasciati illegalmente proprio  dalle aziende faunistico-agro-venatorie) in modo da pilotare una  reazione (vengono inventati finti danni e tramite i giornali e i mezzi  di [dis]informazione come televisioni e quotidiani nonché siti web  creati apposta). L’opinione pubblica, vittima del terrorismo psicologico  mediatico (fatto ad arte da alcuni giornalisti e alcune testate  giornalistiche sia cartacee che digitali (guarda caso sempre le stesse)  chiede di intervenire ed ecco che si ripropone sempre la solita  soluzione: uccidere, sparare e finanziare le lobbies venatorie. Peccato  per loro che, nonostante le loro inutili minacce, diffamazioni e  calunnie (basta leggere in Internet), i dati scientifici parlano chiaro.  Sono stati smascherati e, grazie anche al nostro lavoro di corretta  informazione e divulgazione, ora l’opinione pubblica inizia a conoscere  come stanno realmente i fatti. Il grafico sottostante infatti dimostra  come gli abbattimenti abbiano favorito l’aumento della specie. Se il  contenimento o l’uccisione fosse davvero utile, non si avrebbe un  fallimento totale ovvero il numero della specie cacciata non dovrebbe  minimamente aumentare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/P11402311.jpg"&gt;&lt;img style="width: 679px; height: 509px;" class="aligncenter size-full wp-image-588" title="P1140231" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/P11402311.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Coloro che attuano quindi i piani di abbattimento e contenimento sono  i responsabili dei danni causati all’agricoltura, spesso gonfiati per  ottenere i finanziamenti (dichiarare il falso per ottenere soldi dagli  Enti Pubblici è parecchio patetico…). Inoltre nonostante le nutrie siano  aumentate e in espansione, i danni sono diminuiti di molto secondo le  statistiche ufficiali, come mostrato nella figura in basso:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/P1140233.jpg"&gt;&lt;img style="width: 679px; height: 510px;" class="aligncenter size-full wp-image-589" title="P1140233" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/P1140233.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nel prossimo documento di approfondimento sarà possibile leggere  ulteriori dimostrazioni di questo business sommerso grazie a documenti  scaricati dalla Rete e salvati prima che vengano tolti (leggi:  censurati) come è già accaduto per le volpi ad esempio.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sempre dal Primo Convegno Internazionale sulla Nutria tenutosi a  Pavia (2011), la stessa ISPRA ha dimostrato e dichiarato l’impossibilità  di inserire la nutria nelle specie cacciabili, si tratta infatti di una  proposta a dir poco folle nel senso che andrebbe a impattare fortemente  sulla biodiversità, sull’ambiente, sulla sicurezza e altri ambiti. Il  sospetto (che a ben vedere si tratta di certezza) che tale proposta  venga presentata solo ed esclusivamente per meri fini economici è ormai  assodato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ecco cosa dice l’ISPRA:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/P1140224.jpg"&gt;&lt;img style="width: 673px; height: 508px;" class="aligncenter size-full wp-image-590" title="P1140224" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/P1140224.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ultimamente si legge spesso di nutrie (e gamberi) come causa di  cedimenti di argini. Se si indaga a fondo si scoprono alcune cose  interessanti. Intanto sono sempre presenti i consorzi di bonifica che –  guarda caso – proprio in questo ultimo periodo sono in crisi  finanziaria. Dato che i tecnici dei consorzi e i proprietari terrieri  devono occuparsi della manutenzione degli argini, ciò porterebbe ad un  elevato tasso di prevenzione. Se non avvengono cedimenti i consorzi non  possono lavorare e non possono ricevere finanziamenti. E’ lo stesso  metodo utilizzato da alcuni agricoltori per ottenere gli indennizzi dai  danni causati da fauna selvatica e nutrie anche se non sono obbligati a  dimostrare che siano state nutrie o altri animali! Le tane di nutrie e  gamberi non vengono costruiti in poche ore ma occorre tempo quindi chi  deve fare i controlli deve vigilare sulla sicurezza strutturale degli  argini. Inoltre spesso nei luoghi dove avvengono i cedimenti si attuano  piani di contenimento e nonostante questo anche dopo il cedimento si da  la colpa alle nutrie (o volpi o gamberi). Si tratta di pessimo “trucco”  perché se si eseguono gli abbattimenti allora non dovrebbero esserci  nutrie in quegli stessi luoghi dove è avvenuta la frana. Ciò porta a  dedurre che:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;-          O chi di dovere non esegue il proprio lavoro (inadempienza)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;-          O i metodi come gli abbattimenti non servono a nulla anzi peggiorano la situazione (ovvio)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;-          O tutto ciò fa parte di una manovra speculativa come anche in altri ambiti siamo purtroppo consci che accadano&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Fortunatamente qualche Consorzio di Bonifica onesto esiste e infatti  si leggono le vere cause che comportano danni all’agricoltura:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/screenshot1.jpg"&gt;&lt;img style="width: 678px; height: 159px;" class="aligncenter size-full wp-image-591" title="screenshot1" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/screenshot1.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Infine, per dovere di cronaca, è interessante notare la  corrispondenza tra queste notizie di cedimento argini ed i Consorzi di  Bonifica che si vedono al centro dell’attenzione, e la possibilità di  eliminare proprio alcuni Consorzi di Bonifica con la nuova manovra  finanziaria:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/screenshot3.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="screenshot3" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/screenshot3.jpg" alt="" height="277" width="674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/screenshot2.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-592" title="screenshot2" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/screenshot2.jpg" alt="" height="124" width="651" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Questo inoltre il punto di vista dell’ANBI, associazione nazionale  dei consorzi di bonifica, la quale non cita minimamente la fauna  selvatica come causa di degrado strutturale ma, come è giusto e ovvio  che sia, le condizione climatiche e territoriali (gestione,  manutenzione). Dal titolo è comunque possibile verificare ancora una  volta il particolare stato di crisi economica di questi consorzi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/screenshot4.jpg"&gt;&lt;img style="width: 677px; height: 175px;" class="aligncenter size-full wp-image-595" title="screenshot4" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/screenshot4.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sulla base del Piano Pluriennale di Riduzione del Rischio  Idrogeologico, viene proposto quanto segue nei territori in cui operano i  consorzi di Bonifica:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/screenshot5.jpg"&gt;&lt;img style="width: 678px; height: 800px;" class="aligncenter size-full wp-image-594" title="screenshot5" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/09/screenshot5.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nuovi aggiornamenti nei prossimi giorni. Nel frattempo stiamo lavorando ad un dossier molto interessante.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-2892358294332615534?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/2892358294332615534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=2892358294332615534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2892358294332615534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2892358294332615534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/09/brevi-aggiornamenti-sulla-dimostrazione.html' title='Brevi aggiornamenti sulla dimostrazione dell’inutilità degli abbattimenti, sull’impossibilità di introdurre la nutria come specie cacciabile ecc.'/><author><name>Tursiops</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img181.imageshack.us/img181/3652/kangaroocrossing1lt5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-4639628629330648647</id><published>2011-08-10T21:47:00.001+02:00</published><updated>2011-08-10T21:49:01.605+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accudire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><title type='text'>LA NUTRIA (Coypu o Castorino – Myocastor coypus) COME ANIMALE DOMESTICO DA COMPAGNIA (PET)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse non tutti si sono posti la seguente domanda: “perché la nutria  si è diffusa così tanto dopo il fallimento della moda delle pellicce di  castorino?”. Ancora meno persone sono in grado di fornire una risposta  al quesito sopra citato. Ebbene, la nutria ha potuto diffondersi in modo  capillare perché capillari e diffusi erano gli allevamenti di  castorino, la maggior parte costituiti da piccole imprese private,  sopratutto agricole, che non si iscrivevano ai registri delle camere di  commercio ma che spesso, a fronte di facili guadagni, trasformavano in  fretta e furia un pollaio in un allevamento di castorino, con tutte le  conseguenze del caso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Nutria infatti è un animale molto forte, ovvero che si adatta a diverse condizioni e ne risulta molto facile l’allevamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Sud America è anche considerato come perfetto animale da  compagnia. Ebbene si, il castorino si presta egregiamente ad essere un  animale domestico in piena regola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma cosa lo rende adatto a questo ruolo? Detto in modo semplice è  molto simile ad un coniglio domestico. Le caratteristiche che lo rendono  un buon inquilino di casa sono diverse:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Affetto&lt;/strong&gt;: la Nutria è in grado di dare  moltissimo affetto e amore a chi se ne prende cura e identifica la o le  persone della famiglia come proprio gruppo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fiducia&lt;/strong&gt;: la Nutria, a seconda dei tempi  che possono variare da individuo a individuo e da altre condizioni  particolari, è in grado di stringere un rapporto di sincera fiducia tra  lei e il suo “padrone”. Spesso questa fiducia viene traslata agli  individui della specie con cui vive per cui sarà ben felice di accettare  le coccole da altre persone e anzi si avvicinerà a loro per conoscerli  ed essere accarezzata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Docilità&lt;/strong&gt;: la Nutria è un animale, un  roditore, veramente tranquillo e docile appunto. Non manca però di  mostrare la sua voglia di giocare, quasi simili a come fanno i gatti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Intelligenza&lt;/strong&gt;: la Nutria è un mammifero  molto intelligente e anche un po’ testardo ma è proprio grazie a ciò che  riesce a raggiungere i suoi obiettivi. Sa cavarsela in diverse  situazioni, sa comporre varie associazioni e una volta imparato un  comportamento positivo diviene abitudinaria. La stessa cosa dicasi per i  comportamenti di “divieto”. Sono in grado di imparare i “no” e altri  toni che comunichino alla nostra Nutria ciò che non deve fare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Dolcezza e Tenerezza&lt;/strong&gt;: quando la si conosce da vicino la si impara ad amare per quello che è realmente: un autentico castoro sudamericano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Interattività&lt;/strong&gt;: la Nutria è in grado di interagire in modo attivo sia a livello comportamentale che a livello vocale con noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Pulizia&lt;/strong&gt;: oltre ad essere un animale  estremamente pulito a livello di “toilettatura” la Nutria è anche  inodore, adatta a vivere in appartamento ma preferibilmente e  auspicabilmente in un giardino con tanto di stagnetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi ha avuto modo di interagire da vicino per qualche tempo con  questi roditori potrà confermare quanto sopra descritto. Non sono poche  infatti le persone che mi contattano perchè hanno trovato una nutria  orfana o ferita che necessita cure. Non solo in Italia ma anche in  Europa ed in particolare in Polonia vi sono persone che normalmente  possiedono una nutria come pet &lt;strong&gt;[1]&lt;/strong&gt; o animale da compagnia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche il famoso scienziato Molina già nel 1782 aveva descritto il Coypu (castorino o nutria) come animale da compagnia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/molinanutria2.png"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-527" height="178" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/molinanutria2.png" title="molinanutria2" width="694" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/molinanutria3.png"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-528" height="203" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/molinanutria3.png" title="molinanutria3" width="653" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/molinanutria2.png"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/molinanutria3.png"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;FIG. 1 – brevi estratti del saggio di Molina (1782) che  descriveva la nutria o coypu come animale domestico. Quando indica che  può mangiare d’ogni cosa, intende qualunque tipo di vegetali. In  cattività un animale, qualunque esso sia, potrebbe mangiare davvero ogni  cosa ma ciò non corrisponde alla situazione reale e naturale e pertanto  non è degna di nota.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altri autori storici e che ben conoscono questo docile animale lo  hanno definito: socievole e giocherellone. Ciò, unito alla facilità  nella gestione, è uno dei motivi per cui gli allevamenti del castorino  si sono diffusi in maniera così capillare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli anni 60 del Novecento, numerosi allevamenti di castorino  sorsero in Italia e vi erano persone che si prendevano cura di cuccioli  orfani adottandoli come animali da compagnia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel 1983 in un programma televisivo una nutria salvata da un incidente fu eletta animale domestico dell’anno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="349" width="425"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/heDG9jUS8lc?version=3&amp;amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="349" width="425"&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Francia inoltre esiste il “&lt;a href="http://www.oleron-island.com/visits-and-activities/amusement-park/description-visite-et-activite-le-parc-myocastors-158183.html"&gt;Parc de Myocastorid&lt;/a&gt;”  in cui le nutrie sono “l’attrazione” principale e le persone,  soprattutto famiglie con bambini, si divertono a dar da mangiare ai  castorini.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="349" width="425"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/38orETT9_fE?version=3&amp;amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="349" width="425"&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oltre ad essere un nostro fedele amico, il Coypu si dimostra amichevole e  giocherellone anche con le altre persone e con gli altri animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attualmente in Italia la Nutria non è ancora classificata come “pet” ma fino a poco tempo fa anche il furetto non lo era.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Castorino non è specie CITES ed è fauna protetta. E’ vietata la  detenzione salvo per i casi e le eccezioni previste dalla Legge.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel caso in cui una persona dovesse trovare una nutria orfana o in  difficoltà ha il diritto (e il dovere) di prestarle soccorso. Una volta  recuperata, dopo una prima visita veterinaria, la si può liberare in  qualche oasi o area privata previi accordi con gli interessati. Se però  il tempo di permanenza in casa (domesticità) si dovesse allungare e  l’animale si fosse affezionato, ecco che subentra il fattore “affezione”  appunto per cui le persone che lo hanno tenuto in custodia divengono a  tutti gli effetti i proprietari ed automaticamente diviene animale da  compagnia. Ciò è previsto dalla Legge che tiene conto appunto del  benessere animale. Non solo, la stessa Legge vieta la re-immissione in  natura (salvo specifiche autorizzazioni) dato che si andrebbe a  configurare il reato di introduzione di fauna alloctona (esotica).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chissà, forse tra pochi anni proprio il castorino potrà divenire un  nuovo compagno di vita e si potrebbe associare questa alternativa come  metodo “ecologico” di contenimento delle nutrie &lt;strong&gt;[2]&lt;/strong&gt;.  Siccome è scientificamente dimostrata l’inutilità e l’inefficacia  dell’abbattimento (anzi in realtà è proprio l’abbattimento che causa un  incremento del “problema nutrie”), trasformare la Nutria da specie  “invasiva” a “pet” potrà per lo meno alleviare il fenomeno regalando  oltretutto un sorriso in più a chi è solo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;[1]&lt;/strong&gt; con ciò si intende rendere animali da compagna  le nutrie presenti in natura e recuperate per diversi motivi. Non si  vuole promuovere nessun tipo di attività o allevamento in quanto si  andrebbe solo ad incrementare loschi interessi e ci andrebbero di mezzo  sempre gli animali. Personalmente mi è stato anche chiesto se fosse  possibile allevare nutrie per nutrire i serpenti. Ci tengo a precisare  che è vietato ed illegale allevare questi animali per scopi di lucro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;[2]&lt;/strong&gt; Quando la Nutria diverrà ufficialmente, anche in  Italia, considerata animale da compagnia, ciò potrà portare benefici e  vantaggi non solo da un punto di vista prettamente domestico ma anche a  livello ecologico. La Nutria infatti è animale altamente territoriale e  dato che la sua sterilizzazione risulta fattibile, e a costi  paragonabili ad interventi simili per altri animali da compagnia, ciò  potrebbe giovare al contenimento numerico ecologico della specie in  determinati contesti. Ad esempio una persona che possiede un terreno con  uno stagno, un laghetto, una cava, una roggia, un fontanile, ecc.  potrebbe sposare questa prospettiva e oltre ad avere un simpatico amico  vicino potrà contribuire nel suo piccolo ad una gestione ecologica  locale della fauna ivi presente. La stessa cosa vale per i proprietari  terrieri che amano la natura. Un gesto di amore verso il prossimo con un  buon risparmio in termini economici senza impatti ecologici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per allietare la lettura e dimostrare che la nutria è a tutti gli  effetti un roditore che ben si adatta alla vita domestica, ecco una  galleria fotografica di &lt;a href="https://www.facebook.com/pages/Willy-il-Castorino-Coypu-o-nutria/40076587275"&gt;Willy&lt;/a&gt;:&lt;/div&gt;&lt;div class="gallery galleryid-500 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail" id="gallery-1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt; 				&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=503" title="nutria3-16dic08 (15)"&gt;&lt;img alt="nutria3-16dic08 (15)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutria3-16dic08-15-150x150.jpg" title="nutria3-16dic08 (15)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=504" title="nutria05ott08 (14)"&gt;&lt;img alt="nutria05ott08 (14)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutria05ott08-14-150x150.jpg" title="nutria05ott08 (14)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=505" title="nutria08mar09 (19)"&gt;&lt;img alt="nutria08mar09 (19)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutria08mar09-19-150x150.jpg" title="nutria08mar09 (19)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=506" title="nutria19ott08 (65)"&gt;&lt;img alt="nutria19ott08 (65)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutria19ott08-65-150x150.jpg" title="nutria19ott08 (65)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=507" title="nutriacucciolowilly08apr08 (60)"&gt;&lt;img alt="nutriacucciolowilly08apr08 (60)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutriacucciolowilly08apr08-60-150x150.jpg" title="nutriacucciolowilly08apr08 (60)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=508" title="nutriacucciolowilly13-14mag08 (9)"&gt;&lt;img alt="nutriacucciolowilly13-14mag08 (9)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutriacucciolowilly13-14mag08-9-150x150.jpg" title="nutriacucciolowilly13-14mag08 (9)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=509" title="nutriacucciolowilly16-17mag08 (32)"&gt;&lt;img alt="nutriacucciolowilly16-17mag08 (32)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutriacucciolowilly16-17mag08-32-150x150.jpg" title="nutriacucciolowilly16-17mag08 (32)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=510" title="nutrie02giu10 (2)"&gt;&lt;img alt="nutrie02giu10 (2)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie02giu10-2-150x150.jpg" title="nutrie02giu10 (2)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=511" title="nutrie03ago10 (27)"&gt;&lt;img alt="nutrie03ago10 (27)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie03ago10-27-150x150.jpg" title="nutrie03ago10 (27)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=512" title="nutrie06nov10"&gt;&lt;img alt="nutrie06nov10" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie06nov10-150x150.jpg" title="nutrie06nov10" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=513" title="nutrie12feb11 (303)"&gt;&lt;img alt="nutrie12feb11 (303)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie12feb11-303-150x150.jpg" title="nutrie12feb11 (303)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=514" title="nutrie13-19lug08 (32)"&gt;&lt;img alt="nutrie13-19lug08 (32)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie13-19lug08-32-150x150.jpg" title="nutrie13-19lug08 (32)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=515" title="nutrie18-19ago08 (24)"&gt;&lt;img alt="nutrie18-19ago08 (24)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie18-19ago08-24-150x150.jpg" title="nutrie18-19ago08 (24)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=516" title="nutrie19set09 (8)"&gt;&lt;img alt="nutrie19set09 (8)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie19set09-8-150x150.jpg" title="nutrie19set09 (8)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=517" title="nutrie21set08 (2)"&gt;&lt;img alt="nutrie21set08 (2)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie21set08-2-150x150.jpg" title="nutrie21set08 (2)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=518" title="nutrie24-28giu08 (52)"&gt;&lt;img alt="nutrie24-28giu08 (52)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie24-28giu08-52-150x150.jpg" title="nutrie24-28giu08 (52)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=519" title="nutrie27set08 (26)"&gt;&lt;img alt="nutrie27set08 (26)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie27set08-26-150x150.jpg" title="nutrie27set08 (26)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=520" title="nutrie28mar10 (9)"&gt;&lt;img alt="nutrie28mar10 (9)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie28mar10-9-150x150.jpg" title="nutrie28mar10 (9)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=521" title="nutrie0310lug10 (2)"&gt;&lt;img alt="nutrie0310lug10 (2)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie0310lug10-2-150x150.jpg" title="nutrie0310lug10 (2)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=522" title="nutrie0506mar11 (263)"&gt;&lt;img alt="nutrie0506mar11 (263)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/nutrie0506mar11-263-150x150.jpg" title="nutrie0506mar11 (263)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=523" title="willynutria24lug11 (58)"&gt;&lt;img alt="willynutria24lug11 (58)" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/08/willynutria24lug11-58-150x150.jpg" title="willynutria24lug11 (58)" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-4639628629330648647?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/4639628629330648647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=4639628629330648647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4639628629330648647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4639628629330648647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/08/la-nutria-coypu-o-castorino-myocastor.html' title='LA NUTRIA (Coypu o Castorino – Myocastor coypus) COME ANIMALE DOMESTICO DA COMPAGNIA (PET)'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-3708990059453452151</id><published>2011-07-31T09:59:00.000+02:00</published><updated>2011-07-31T09:59:04.378+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><title type='text'>NUTRIE E LUPI: VITTIME DELLA STESSA DISINFORMAZIONE MEDIATICA</title><content type='html'>Si è appresa recentemente una notizia relativa ad una manovra  mediatica e politica (quindi senza fondamenti scientifici) atta a creare  psicosi nella gente per agevolare una criminale caccia al lupo da parte  della Commissione Agricoltura.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://cache2.allpostersimages.com/p/LRG/26/2674/292UD00Z/posters/carey-alan-and-sandy-grey-wolf-canis-lupus-montana.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="300" src="http://cache2.allpostersimages.com/p/LRG/26/2674/292UD00Z/posters/carey-alan-and-sandy-grey-wolf-canis-lupus-montana.jpg" title="lupi" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ecco quanto scrive un sito web:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;La commissione Agricoltura approva all’unanimità la caccia al lupo per difendere il bestiame&lt;br /&gt;Il concetto di “guerra preventiva” verrà applicato anche nei boschi  italiani: secondo la Camera infatti è lecito abbattere i lupi “per  prevenire danni importanti al bestiame”. Insorgono entomologi e  ambientalisti, che parlano di una “criminalizzazione inaccettabile” nei  confronti di una specie che è in via d’estinzione e il cui impatto  dannoso sull’allevamento è molto limitato. Preoccupa inoltre la  possibilità per i cacciatori di appigliarsi alla legittima difesa per  sparare liberamente. (fonte: http://ambiente.liquida.it&lt;/blockquote&gt;Si tratta delle solite manovre mediatiche che da anni vengono  utilizzate a discapito delle nutrie. Fortunatamente però qualche esperto  del settore faunistico (quelli veri) scende in campo svelando la verità  dietro tutto questo polverone. Si tratta delle medesime manovre che il  sottoscritto e lo staff del blog sulla nutria hanno smascherato da  diversi anni a questa parte e che prossimamente saranno pubblicate in  una nuova edizione. Ecco dunque la realtà dei fatti:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;[...] un breve riassunto dei dati reali, che abbiamo  raccolto con scrupoloso approccio fin dal 1999 (visto che almeno a  qualcuno interessano):&lt;br /&gt;Come sapete per la Commissione Europea è fondamentale distinguere tra  popolazione alpina ed appenninica (distinzione ovviamente fatta per  necessità gestionali, più che genetiche o demografiche): i lupi per la  popolazione alpina in Piemonte oggi sono organizzati in 14 branchi, con  una stima minima di circa 70 individui nell’inverno 2010-11. Il numero  di branchi non è aumentato da 3 anni, ma dal 1999 siamo passati da 3 a  14 in 9 anni. Quindi una più veloce espansione iniziale ed oggi,  nonostante riproduzioni documentate da 3 anni, una fase di stasi dovuta  facilmente ad alta mortalità.&amp;nbsp; Tutte le informazioni le potete ottenere  dai report pubblicati scaricabili (e.g. &lt;a href="http://www.regione.piemonte.it/agri/osserv_faun/dwd/dati/carnivori/report.pdf"&gt;http://www.regione.piemonte.it/agri/osserv_faun/dwd/dati/carnivori/report.pdf&lt;/a&gt;),  da pubblicazioni scientifiche ad alto IF, ed a breve uscirà l’ultimo  rapporto aggiornato (si, perché in realtà è sempre il Centro Gestione e  Conservazione Grandi Carnivori a lavorare su questi argomenti in Regione  in collaborazione con Parchi, CFS, Province e CA; nonostante cosa  leggiate su alcuni articoli di Corti &amp;amp; Co.). Il numero di attacchi e  danni sui domestici invece è sempre stato contenuto a livello regionale  (nel 2010 in Regione Piemonte sono stati verificati 182 attacchi e 243  vittime, non 60.000 come indicato su Stampa ed altri giornali sulla base  di dichiarazioni varie) grazie ad un’efficiente lavoro sulla  prevenzione portato avanti dai veterinari del Centro Grandi Carnivori in  collaborazione con gli allevatori, anche qui dati ottenibili dai report  pubblicati. Qualsiasi informazione è scaricabile o mi può essere  chiesta in dettaglio senza problemi, anche in relazione a questa ultima  stagione di alpeggio.&lt;br /&gt;Ok, tutto questo non è importante …. Perché oggi l’attuale  amministrazione regionale ha fatto del tutto una questione unicamente  politica, dove la mala informazione è attivamente voluta e promossa, a  scapito in primis dei pastori stessi. Non ha interesse a risolvere  nessuna situazione in modo razionale, programmato, a lungo termine,  basato su dati scientifici; vuole solo animare gli animi per ottenere  consensi. L’attuale amministrazione ha ribadito più volte l’inutilità di  dati scientifici, e sminuito la necessità di questi ultimi definendoli  non informativi. Qualcuno può spiegare loro come si giudicano i dati  robusti o meno? In Piemonte in due anni di amministrazione nuova,  nonostante avessimo messo in piedi in 10 anni di lavoro un sistema  efficiente conosciuto in tutta Italia ed Europa, siamo tornati indietro  di 20. Noi abbiamo lavorato sotto la destra di Ghigo i primi 5 anni, poi  con la sinistra altri 5, sempre con obiettivi concreti per arrivare a  stabilire un regime di convivenza tra uomo e lupo a lungo termine basato  su dati oggettivi. La fortuna è che in questi anni i soldi ci sono  stati per finanziare prevenzione, indennizzi, ed altro fin dall’inizio, e  queste cose hanno dato i loro frutti negli anni perché abbiamo ormai la  maggior parte degli allevatori che vivono in zone di lupo con branchi,  con minimi danni in un’intera estate. Merito loro in primis. Questi  allevatori non vengono mai interpellati. Gli allevatori regolarmente  intervistati sono le “pecore nere” dell’allevamento, che non danno il  buon esempio, ma utili nell’intento.&lt;br /&gt;Attualmente i dati scientifici e la verità non interessano a questa  amministrazione regionale, ma è solo l’opinione pubblica e gli articoli  che escono su Stampa ed altro, ad essere importanti. Articoli totalmente  arbitrari, con dati mai verificati dai giornalisti e disseminati con  comunicati stampa. La politica nostra regionale cerca solo questo  adesso, ed ottengono di più nel “gridare al lupo al lupo” piuttosto che  nel fare vedere che si lavora bene nel gestire il problema.&lt;br /&gt;Ed adesso per dimostrare all’opinione pubblica che solo loro fanno la  differenza è fondamentale arrivare all’abbattimento di un lupo. Ed  abbattere un lupo, per quanto ne vogliamo parlare, non farà la  differenza ne per la popolazione di lupi ne per i pastori. E’ solo ed  unicamente una mossa politica che fa molto parlare. Io personalmente  penso che un giorno si arriverà a questo, ed il meglio è essere  preparati con una buona quantità di dati oggettivi e altamente robusti  (corredati da pubblicazioni con “alto impact factor” per evitare  opinioni spicciole sulla robustezza di dati), per valutare la migliore  strategia gestionale per una specie protetta dove il primo obiettivo,  nonostante l’eventuale rimozione, è la conservazione della specie a  lungo termine. In realtà la molto citata Francia, esattamente questo ha  fatto. Noi lavoriamo con i francesi e gli altri stati alpini dal 2002  nell’ambito del Wolf Alpine Group (WAG), producendo documenti di vario  genere a livello europeo, ed in Francia con il loro piano gestionale,  basato su dati scientifici e modelli (discutibili o meno, ma sicuramente  imprescindibili da un approccio gestionale nazionale), hanno rimosso  dal 2004 ad oggi solo 6 lupi legalmente sull’intero territorio  nazionale. Questa cosa fa la differenza per lupi o pastori? Però gli è  costato finanziariamente tantissimo. Questa discussione compare negli  articoli che oramai leggo quotidianamente sul lupo sulla Stampa locale o  nazionale? NO. Ci sono solo articoli allarmistici, su lupi che mangiano  bambini, e creatori di false informazioni e ragionamenti a basso  livello culturale, si parla di apertura alla caccia del lupo, quando  l’unica cosa che può essere chiesta o permessa è la rimozione di qualche  individuo. Articoli che sminuiscono il lavoro di professionisti (vi  ricordate quelli usciti forse 1 anno fa sui ricercatori che ululavano ai  lupi o studiavano pipistrelli, con nomi e cognomi di qualcuno? Articoli  che arrivano sempre dalla stessa strategia e gruppo di persone). [...]&lt;br /&gt;Gli unici che possono divulgare informazioni corrette sono i ricercatori  o chi lavora nel settore, che è spesso riluttante a farlo a meno che  non venga interpellato. Adesso è ora di scrivere, di scrivere la realtà,  di fare vedere concretamente che cos’è il lupo e cosa vuole dire  gestirlo con competenza, di spiegare la necessità di lavori scientifici e  seri, mentre bisogna fare vedere che cosa sta facendo la Lega riguardo a  questi argomenti, della gestione di opinione, dell’ambiente, della  gestione faunistica, perché è devastante questo approccio, spiegando  invece cos’è la logica di interventi razionali e oggettivi su qualsiasi  specie faunistica, a prescindere da qualsiasi schieramento politico.&lt;br /&gt;Il mio unico appello a tutti voi oggi, specialmente a chi ha competenza  nel settore, è veramente: SCRIVETE, prendete tutti il tempo di scrivere  una breve lettera (1 ora di tempo) ai giornali, alla Stampa che ne ha  bisogno, ai direttori delle testate giornalistiche, direttamente al  presidente della Regione Piemonte, perché in questo momento questi  articoli sul lupo e sulla gestione dei grandi carnivori verranno  accettati dai giornalisti e possono fare la differenza, perché solo  vedendo che l’opinione pubblica non è schierata verso l’ignoranza, la  parte politica rivaluterà delle posizioni. E’ importante inserire i  ragionamenti che vengono fatti in lista nell’opinione pubblica. Perché  il famoso Corti scrive lettere alla Stampa regolarmente (ed ha una  costanza ammirevole). La comunicazione al vasto pubblico è più  importante di quello che pensavo, ma oggi gestita ed utilizzata  unicamente da chi ha fini politici senza utilizzare volontariamente dati  oggettivi; dobbiamo veramente cercare di alzare il tono ed il livello  della discussione, e penso veramente che la gente sia critica ed in  grado di giudicare più di quello che pensiamo, se dotata di mezzi per  giudicare.&lt;/blockquote&gt;Ed è proprio quello che i curatori di questo blog e di MI.F.A. onlus  stanno facendo da anni. Grazie di cuore a tutti quelli che scrivono  spinti per amore della vita e della verità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-3708990059453452151?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/3708990059453452151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=3708990059453452151' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3708990059453452151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3708990059453452151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/07/nutrie-e-lupi-vittime-della-stessa.html' title='NUTRIE E LUPI: VITTIME DELLA STESSA DISINFORMAZIONE MEDIATICA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-826812566776182248</id><published>2011-07-12T09:20:00.000+02:00</published><updated>2011-07-12T09:20:24.889+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accudire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><title type='text'>STORIE DI COYPU (NUTRIA) - NU</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è la storia di un animale di nessuno. Trovato sull’asfalto in  una notte fredda. Sembrava cadavere ma non lo era. Uno come tanti lungo  le strade di campagna.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quest’animale, odiato e temuto da tutti, nessuno versa una  lacrima. Molti cacciatori gli sparano per divertimento, altri per lavoro  (la provincia paga per ogni coda consegnata). Nemico numero uno degli  agricoltori perché scava e fa crollare i canali d’irrigazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div id="attachment_1420" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="375" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/05/nu.jpg" title="Investita da un auto trovata quasi priva di sensi" width="500" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Investita da un auto trovata quasi priva di sensi&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In realtà le nutrie non hanno colpa. Vivevano tranquille in Sud  America finché l’uomo ha deciso di importarle in Italia per fare  allevamenti in quanto vengono usati per le pellicce. Un giorno gli  allevamenti sono stati chiusi e molti animali sono stati liberati su un  territorio non loro. Ma le nutrie si sono adattate alla pianura e il  loro numero si è incrementato a dismisura. Come con altri animali,  l’intervento irresponsabile dell’uomo ha squilibrato i meccanismi  delicati e fragili della natura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il risultato si può notare ogni mattina sulle strade. Una strage di  nutrie ai lati dell’asfalto. Così anche Nu. Ma lui per un destino strano  è rimasto vivo. Solo perché quella notte è passato lì un veterinario  che ha notato un leggero movimento di quella testa che inorridisce tanta  gente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Portato in Ospedale, Nu, così l’abbiamo chiamato, è stato sottoposto a  tutti gli esami come qualsiasi animale di proprietà. L’investimento ha  provocato la frattura delle zampe anteriori e la rottura della vescica.  Se non veniva operato subito sarebbe morto entro poche ore. L’abbiamo  operato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div id="attachment_1419" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="500" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/05/intervento_nu.jpg" title="Nu in sala operatoria" width="349" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Nu in sala operatoria&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sistemata la vescica e le fratture, Nu ha ripreso lentamente. I primi  giorni dopo l’intervento erano difficili, lui, essendo animale  selvatico, non voleva mangiare e cercava di aggredirci in ogni  occasione. Lo si teneva in due mentre una terza persona lo alimentava  con la siringa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div id="attachment_1421" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="375" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/05/nu_mangia.jpg" title="Nu alimentata un po’ contro la sua volontà" width="500" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Nu alimentata un po’ contro la sua volontà&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con il passare dei giorni Nu ha capito che da noi trovava solo tante  coccole e tanto buon cibo da mangiare senza la fatica che era abituato a  fare per mangiare in natura. Presto ha iniziato a mangiare le mele  dalla nostra mano (le sue erano fasciate per le fratture). Le nutrie  hanno denti enormi e bisogna stare attenti alle dita quando li si da  mangiare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div id="attachment_1418" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="375" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/05/denti_nu.jpg" title="I denti di Nu" width="500" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;I denti di Nu&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo qualche settimana Nu si è abituato a noi. Ci seguiva lungo il  corridoio e quando ti fermavi si fermava anche lui, alzandosi il tronco  di tanto in tanto a mo di canguro. Le zampe guarite e ormai senza  fasciature, venivano usate come le mani di una persona, bastava  allungarli una carota o una mela e lui la prendeva con tanta agilità fra  le sue mani che sembravano le mani di una persona.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://youtu.be/f-dUsarpwko"&gt;Nu mangia da solo&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nu finalmente mangia da solo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è la fase pericolosa con qualsiasi animale selvatico. Lui si  abitua a te e tu ti innamori di lui. La separazione diventa molto  difficile e c’è il rischio di tenerlo con te. Ma non è giusto. Loro sono  nati liberi e in libertà devono tornare. E’ arrivato il momento di  liberare Nu. Eravamo molto tristi ma sapevamo che l’alternativa era  peggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ultimo giorno era particolarmente difficile. Non li abbiamo dato da  mangiare per lasciarlo leggermente affamato al momento della  liberazione. Lui mi guardava deluso e se non avete mai visto una nutria  delusa, non sapete la delusione com’é. Nu è stato portato, in un  trasportino da gatto, alle sponde di un fiume con la vegetazione  particolarmente fitta. L’ho portato quasi a livello dell’ acqua,  appoggiato il trasportino sull’erba e ho aperto la porta. Nu esitava per  qualche secondo. Gli animali selvatici fanno sempre così in queste  circostanze. Qualcuno gira la testa e ti fissa per un po’, strappandoti  una lacrima. Poi partono, lentamente o velocemente, se ne vanno e tu  torni a casa un po’ felice e un po’ triste.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://youtu.be/TjxBH5YvvRM"&gt;Nu libero&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il dr. Offer Zeira libera la nutria Nu&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Dott. Offer Zeira&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;fonte: http://www.ospedalesanmichele.it/nu.html&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-826812566776182248?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/826812566776182248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=826812566776182248' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/826812566776182248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/826812566776182248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/07/storie-di-coypu-nutria-nu.html' title='STORIE DI COYPU (NUTRIA) - NU'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-945505810457513041</id><published>2011-07-03T15:05:00.002+02:00</published><updated>2011-07-03T15:05:59.095+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>PRIMO CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA NUTRIA – PAVIA 18/06/11</title><content type='html'>&lt;div class="art-postheadericons art-metadata-icons"&gt;&lt;a class="post-edit-link" href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-admin/post.php?post=484&amp;amp;action=edit" title="Edit Post"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="art-postcontent"&gt;                 &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/07/P1140282.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-485" height="370" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/07/P1140282.jpg" title="P1140282" width="493" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sabato 18/06/11 si è tenuto a Pavia il primo convegno internazionale  sulla Nutria e l’associazione MI.F.A. onlus era presente. Prossimamente  saranno resi pubblici gli “atti del convegno” e verrà redatto un  rapporto che descriverà l’evento, gli argomeni discussi, i dati e i vari  interventi. In definitiva si è ribadito anche ufficialmente quanto  detto e scritto all’interno di questo blog, segno che il dott.  Venturini, esperto di nutrie appunto, ha visto giusto e si è sempre  basato sulla letteratura nazionale e internazionale con numeri e dati  alla mano. Anche questo blog è stato citato pubblicamente al convegno  dichiarando che le persone che lo curano sono appassionato ed esperte di  questo animale. Lo staff dell’associazione ringrazia per questa  citazione.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-945505810457513041?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/945505810457513041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=945505810457513041' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/945505810457513041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/945505810457513041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/07/primo-convegno-internazionale-sulla.html' title='PRIMO CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA NUTRIA – PAVIA 18/06/11'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-6336640101672903922</id><published>2011-06-24T16:42:00.000+02:00</published><updated>2011-06-24T16:42:24.738+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>NUOVO AGGIORNAMENTO IUCN 2011 SULLA NUTRIA (Myocastor coypus)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche quest’anno lo &lt;a href="http://www.iucnredlist.org/"&gt;IUCN&lt;/a&gt; (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) ha aggiornato la Red List delle diverse specie viventi prese in esame.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda il Coypu o nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) a  livello globale la popolazione è per la terza volta consecutiva in  decremento e non costituisce più un pericolo di nocività. Solo in  determinati casi si possono constatare forti impatti ma sempre e solo  dovuti alle già condizioni precarie dell’ambiente e alle attività di  contenimento numerico mediant abbattimento effettuate senza criterio e  solo per soddisfare gli interessi economici delle solite lobbies  (venatorie e industria delle armi in testa).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui di seguito alcuni estratti del sito ufficiale in questione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/06/iucn-coypu-1.png"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-478" height="341" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/06/iucn-coypu-1.png" title="iucn coypu 1" width="437" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;FIG. 1 – Sommario della pagina IUCN RedList relativa alla nutria&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/06/iucn-coypu-2.png"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-479" height="513" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/06/iucn-coypu-2.png" title="iucn coypu 2" width="573" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;FIG. 2 – Decremento della popolazione di nutria nel mondo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/06/iucn-coypu-3.png"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-477" height="475" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/06/iucn-coypu-3.png" title="iucn coypu 3" width="509" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;FIG. 3 – Considerazioni finali della pagina IUCN riferita alla nutria&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-6336640101672903922?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/6336640101672903922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=6336640101672903922' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6336640101672903922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6336640101672903922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/06/nuovo-aggiornamento-iucn-2011-sulla.html' title='NUOVO AGGIORNAMENTO IUCN 2011 SULLA NUTRIA (Myocastor coypus)'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-2527811725356407226</id><published>2011-05-21T21:25:00.010+02:00</published><updated>2011-05-21T21:25:00.576+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accudire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>Come accudire una Nutria – LEZIONE 9: L’ALLOGGIO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quale è l’alloggio più consono per una nutria domestica? Esite una cuccia anche per questi animali?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di rispondere a queste domande, è bene fare una piccola  digressione su dove vive la nutria in natura, in allevamento e  successivamente in casa, cercando di indirizzare il proprietario nella  giusta scelta (o scelte) per il benessere del nostro castorino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;In natura: la tana&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Coypu – o castoro sudamericano – in natura predilige, in ordine di  importanza, ricavarsi un alloggio costruendo una sorta di “zattera”  galleggiante costruita con giunchi o piante raccolte o staccate nei  pressi della zona umida in cui risiede. Una volta costruita la sua  piccola loggia, il castorino vi ricava all’interno la sua tana. Un tipo  di sistemazione del tutto simile, su scala ridotta, alla loggia centrale  delle dighe costruite dal castoro nordamericano o europeo (&lt;em&gt;Castor fiber&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Castor canadensis&lt;/em&gt;).  In caso di mancanza di vegetazione sufficiente e in assenza  dell’adeguata sistemazione, il Coypu si dirige verso l’occupazione o la  creazione di tane ricavate dalla vegetazione del sottobosco. Risulta  facile pertanto trovare nutrie che riposano tra i cespugli, insieme  anche ad altri animali soprattutto uccelli acquatici (germani,  gallinelle d’acqua, ecc.). Se non fosse presente neppure la vegetazione  di sottobosco (siepi, cespugli ad esempio) e se il luogo lo permette,  ecco che il nostro castorino per sopravvivere cerca di occupare anfratti  o tane scavate negli argini già esistenti (tane costruite da nutrie o  da altri animali). In mancanza anche di questa ultima possibilità allora  il Coypu costruirà la sua casa scavando una tana in un punto a lui  congeniale che corrisponde sempre alla assenza di vegetazione in quanto  le piante e le radici sono un ostacolo alla sua attività fossoria (che  ricordiamolo è solo facoltativa e accessoria) ma come abbiamo visto  poc’anzi rappresentano in realtà un ottimo rifugio evitando l’attività  di scavo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;In allevamento: la stabulazione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando vi erano gli allevamento di castorino, per la pelliccia, le  nutrie venivano allevate in recinti e stabulari appositamente progettati  per loro. Non entro in merito alla struttura rimandando il lettore ai  libri specializzati che anche il sottoscritto possiede. Chi fosse  interessato ad avere informazioni in merito può contattarmi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;In casa: la cuccia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il castorino ben si adatta alla vita domestica e può ricavare il proprio  alloggio a seconda di come viene abituato nel tempo. Se si possiede uno  spazio aperto, ad esempio un giardino, è facile trovare una  sistemazione adatta alle diverse esigenze, ponendo attenzione alla  sicurezza della sua incolumità. In caso di appartamento, da 0 a 2 anni  circa può vivere in una gabbia da coniglio, sempre aperta salvo casi  particolari, di misure 120 x 50 circa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie17lug10%20%286%29.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="428" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie17lug10%20%286%29.jpg" title="coypugabbia" width="571" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie17lug10%20%286%29.jpg"&gt;&lt;/a&gt;FIG. 1 – Coypu nella gabbietta&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie06nov10%20%284%29.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="428" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie06nov10%20%284%29.jpg" title="coypu dorme" width="571" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie06nov10%20%284%29.jpg"&gt;&lt;/a&gt;FIG. 2 – Coypu che riposa sull’asciugamano&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie06nov10.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="428" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie06nov10.jpg" title="coypu cuccia" width="571" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie06nov10.jpg"&gt;&lt;/a&gt;FIG. 3 – Coypu a cuccia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Successivamente è consigliato farlo girare liberamente in casa, a  seconda dei propri limiti, e insegnarli a dormire ai piedi del nostro  letto o su un asciugamano tutto per lui oppure acquistanto una cuccia  ovale semiaperta (quella per cani) in cui sistemare dentro il suo  asciugamano / lenzuolo. In breve tempo lui si abituerà a dormire sempre  nello stesso posto dato che le nutrie sono animali molto abitudinari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie12feb11%20%28301%29.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="428" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie12feb11%20%28301%29.jpg" title="coypucuccia" width="571" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;FIG. 4 – Coypu in cuccia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie0506mar11%20%28263%29.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="428" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie0506mar11%20%28263%29.jpg" title="coypucuccia2" width="571" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie0506mar11%20%28263%29.jpg"&gt;&lt;/a&gt;FIG. 5 – Coypu in cuccia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In casa inoltre il castorino conosce ogni  stanza e sa dove si trova la cucina (e soprattutto cosa si trova), la  vasca da bagno, la camera ecc. dato che è in grado di associare le  azioni ad ogni luogo, proprio come facciamo noi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-2527811725356407226?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2527811725356407226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2527811725356407226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/05/come-accudire-una-nutria-lezione-9.html' title='Come accudire una Nutria – LEZIONE 9: L’ALLOGGIO'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-1021589426103498938</id><published>2011-04-22T22:08:00.000+02:00</published><updated>2011-04-22T22:08:33.712+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>NUTRIA E CINGHIALE: LE STESSE SCUSE PER UN FALSO PROBLEMA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riporto qui un articolo tratto da un giornale che si occupa di  tematiche ambientali. Quanto scritto può, anche in questo caso, essere  riferito alle nutrie e agli altri animali. Tutto ciò viene utilizzato  dai giornali e dai media controllati solo per fare audience e per  soddisfare i meri interessi economici e politici delle lobbies  venatorie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In realtà nessuno ha mai censito le popolazioni di nutrie, così come  quelle dei piccioni o di altri animali. I dati vengono solo riportati  sulla base degli abbattimenti eseguiti. Gli stessi abbattimento però  sono la causa principale dell’aumento del numero di questi animali. La  caccia e il “contenimento” mediante arma da fuoco oltre a causare gravi  danni ambientali risultano essere metodi irresponsabili, inefficaci,  inutili come dimostrano diversi studi scientifici. Si tratta come al  solito di un falso pretesto per poter uccidere delle vite innocenti in  barba alle leggi e agli equilibri della Natura. L’ecologia insegna  infatti che la Natura stessa si autoregola e solo l’uomo ha creato delle  alterazioni ai vari ecosistemi. L’unico modo per risolvere la questione  dell’interazione fauna selvatica e attività antropiche è quella di NON  interferire in alcun modo con la biocenosi ma lasciar fare alla Natura  il suo corso come è sempre accaduto da qualche miliardo di anni a questa  parte. Ciò significa studiare e applicare metodi di gestione faunistica  del tutto ecologici e biocompatibili che tra l’altro dove praticati  sono risultati essere efficaci e risolutivi oltre che economici. Questa è  scienza, è biologia, ecologia, scienza della Vita e non mera  speculazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Un nemico pubblico chiamato cinghiale&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un flagello minaccia l’Italia. Orde devastatrici della bestia nera si  nascondono nel folto della macchia, pronte a scatenare la loro furia  distruttrice al calar della notte, travolgendo tutto quello che  incontrano sul loro cammino, e niente sembra poter fermare i discendenti  di quella sottospecie di &lt;em&gt;Sus scrofa&lt;/em&gt; giunta sin qui dalle  lontane plaghe centroeuropee e non a caso denominata “Attila”. Ma non  tutto è perduto: ogni anno un vero e proprio esercito della salvezza  corre letteralmente alle armi pur di salvare i raccolti e, con essi, il  popolo, dalla carestia e dalla fame. Il porco selvatico continua nel  frattempo ad accoppiarsi senza ritegno, moltiplicandosi  vertiginosamente. Non bastano 3 mesi all’anno di contrasto da parte  dell’esercito regolare a furia di braccate, palle e pallettoni, comprese  le operazioni di “disturbo notturno” condotte da squadre di irregolari,  o i metodi da guerriglia fatti con lacci di acciaio per strangolare il  temuto nemico. Nossignori, ci vuole ben altro che sparare alle femmine  gravide: bisogna stanarlo, come i Talebani, dalle zone in cui trova  rifugio, sterminarlo perchè non minacci più la sicurezza e l’economia di  intere regioni. E pensare che gli stessi avversari di oggi erano  entusiasti sostenitori di ieri, quando l’ambito suide veniva reclamato a  gran voce e i solerti amministratori “ripopolavano” generosamente  boschi e valli di verri e scrofe per il trastullo venatorio di elettori  riconoscenti. Le cronache avvertono oggi che i cinghiali sono in  soprannumero, il che minaccia le risorse agricole e persino la viabilità  delle supersicure strade nazionali, e che bisogna organizzare dei corsi  accelerati per contarli e poi dargli la caccia che si meritano.  Qualcuno potrebbe obiettare che detti corsi sono inutili e dispendiosi,  considerato che, se si sostiene che le presenze del selvatico sono  eccessive (rispetto a che?), vuol dire che qualcuno li ha già contati.  Viceversa, se ciò non è avvenuto, come si fa a dire che sono in  soprannumero? A meno che, come pensano i malfidati, con la scusa del  cinghiale non si voglia entrare dalla finestra dopo che la porta è stata  chiusa; un modo volpigno e già sperimentato, per far tuonar le ferree  canne anche laddove (parchi e riserve) la legge lo vieterebbe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;P. P.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-1021589426103498938?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/1021589426103498938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=1021589426103498938' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1021589426103498938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1021589426103498938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/04/nutria-e-cinghiale-le-stesse-scuse-per.html' title='NUTRIA E CINGHIALE: LE STESSE SCUSE PER UN FALSO PROBLEMA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5682940460669649916</id><published>2011-03-27T11:04:00.000+02:00</published><updated>2011-03-27T11:04:31.782+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>I PREDATORI DELLA NUTRIA: LE VOLPI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come viene descritto dagli studi di letteratura scientifica sia nazionali che internazionali, il Coypu o Nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;)  presenta diversi nemici o predatori naturali anche negli areali di  diffusione. Dato che questo roditore è stato importato quasi un secolo  fa dal Sud America in tutta Europa tra cui in Italia, il meccanismo  della coevoluzione ha avuto modo di svilupparsi generalmente bene verso  il rapporto tra l’ecologia della nutria e la fauna locale. Diversi  infatti sono i predatori locali appunto di questo castorino e grazie al  bellissimo servizio fotografico di Luca Iancer, propongo qui le sequenze  fotografiche (cliccare le foto per ingrandirle) che ritraggono un  meccanismo di predazione di &lt;em&gt;Vulpes vulpes&lt;/em&gt; verso &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; (Nutria):&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt;   #gallery-1 {    margin: auto;   }   #gallery-1 .gallery-item {    float: left;    margin-top: 10px;    text-align: center;    width: 33%;   }   #gallery-1 img {    border: 2px solid #cfcfcf;   }   #gallery-1 .gallery-caption {    margin-left: 0;   }  &lt;/style&gt;   &lt;!-- see gallery_shortcode() in wp-includes/media.php --&gt;   &lt;div class="gallery galleryid-432 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail" id="gallery-1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=433" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-1"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-1" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-1-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-1" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=434" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-2"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-2" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-2-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-2" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=435" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-3"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-3" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-3-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-3" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;br style="clear: both;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=436" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-4"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-4" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-4-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-4" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=437" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-5"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-5" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-5-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-5" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=438" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-6"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-6" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-6-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-6" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;br style="clear: both;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=439" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-7"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-7" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-7-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-7" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=440" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-8"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-8" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-8-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-8" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=441" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-9"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-9" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-9-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-9" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;br style="clear: both;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=442" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-10"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-10" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-10-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-10" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=443" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-11"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-11" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-11-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-11" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=444" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-12"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-12" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-12-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-12" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;br style="clear: both;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/?attachment_id=445" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-13"&gt;&lt;img alt="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-13" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/03/Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-13-150x150.jpg" title="Volpe_nutria_Cona_dic2010_foto_L_Iancer-13" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;br style="clear: both;" /&gt;   &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come è possibile osservare, dapprima la volpe fiuta la nutria e la  insegue. Il castorino, essendo appunto una preda, non si accorge subito  della sua presenza e continua tranquillo la sua camminata alla ricerca  di cibo. La volpe, giunta sufficientemente vicino si accinge ad  attaccarlo e il roditore, ormai alle strette, si gira e tenta di  difendersi. La volpe lo morde al collo per immobilizzarlo e ucciderlo.  La nutria cerca di difendersi dapprima simulando (mimando) un  atteggiamento minatorio, inarcando la schiena e mostrando i denti e poi,  una volta nelle fauci della volpe, tenta disperatamente di fuggire  graffiando con le unghie ma nonostante i suoi sforzi la volpe compie il  sacrificio e la porta in un posto riparato per cibarsene. Poco dopo  sopraggiunge un’altra volpe ed insieme possono consumare il pasto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Grazie a questa importantissima e meravigliosa testimonianza  fotografica, si è potuto dimostrare come anche nei nostri ecosistemi le  nutrie siano entrate a far parte della catena alimentare divenendo prede  di predatori autoctoni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Personalmente ho potuto constatare la presenza di carcasse di nutrie  uccise da volpi, per mezzo di tracce indirette, anche in Lombardia nel  Parco Agricolo Sud Milano. Questi dati e studi sono molto importanti e  dimostrano come la Natura sia in grado di autoregolarsi sempre. Le volpi  (ma non solo) costituiscono quindi una risorsa naturalistica e  biologica di estrema importanza per la conservazione dei nostri  ecosistemi e per il controllo numerico della popolazione di questi  roditori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Si ringraziano per le bellissime foto e per la notizia:&lt;br /&gt;Luca Iancer&lt;br /&gt;http://www.sbic.it&lt;br /&gt;http://bora.la/2010/12/29/volpe-preda-nutria-allisola-della-cona-le-foto/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5682940460669649916?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5682940460669649916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5682940460669649916' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5682940460669649916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5682940460669649916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/03/i-predatori-della-nutria-le-volpi.html' title='I PREDATORI DELLA NUTRIA: LE VOLPI'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-1823405174739567824</id><published>2011-02-27T17:45:00.000+01:00</published><updated>2011-02-27T17:45:09.416+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>SCIENZA E NUTRIA (Myocastor coypus) – 5</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si riporta l’abstract di uno studio eseguito in Pianura Padana.  Insieme ad un altro studio che proporrò prossimamente, viene dimostrato  ulteriormente come le nutrie non causino impatti devastanti ma molto  localizzati e risolubili; come le nutrie non siano una causa ma solo una  conseguenze delle cattive azioni umane; di come i piani di abbattimento  siano inutili e inefficaci oltre che dispendiosi. Proprio l’uccisione  indiscriminata di questi animali (che ricordiamo viene fatta solo per  soddisfare quasi esclusivamente i capricci delle lobbies venatorie)  favorisce il loro aumento numerico e il conseguente impatto ambientale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si incoraggiano le Amministrazioni a non cedere o farsi abbindolare  dalle finte elucubrazioni di matrice politico-economica delle lobbies  venatorie appunto, ma di investire le finanze in opere di gestione  territoriale e faunistica da parte di veri scienziati (biologi, zoologi,  faunisti, etc. indipendenti e senza conflitti di interesse). Solo così  si può riprendere la fiducia della popolazione ormai stanca delle prese  in giro di quel gruppo di individui che ragiona solo con la violenza e  il piombo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;PRIMI DATI SULLA POPOLAZIONE DI NUTRIA (MYOCASTOR COYPUS) IN UN’AREA COLTIVATA DELLA PIANURA PADANA, LA VALLE DEL MEZZANO (FE) &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di PAGNONI G.A., SANTOLINI R.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie05feb11%20%2862%29.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="389" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie05feb11%20%2862%29.jpg" title="nutria nuoto" width="583" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie05feb11%20%2862%29.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;(fig. 1 – Coypu che nuota in un laghetto)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel Ferrarese si stimano le maggiori concentrazioni di Nutria  Myocastor coypus della regione Emilia Romagna, pari a una popolazione di  almeno 36000 individui. In questo lavoro, per l’analisi della struttura  di popolazione si è scelto un’area di 40 ha rinaturalizzata a zona  umida. Dal marzo 2003 al maggio 2004 sono state condotte 12 sessioni di  cattura di circa una settimana ciascuna con gabbie. L’analisi dell’età é  stata basata sul peso secco del cristallino. Nel Mezzano, i giovani  (età &amp;lt; 8 mesi) sono risultati il 56% della popolazione e la coorte  più rappresentata è quella degli individui con età compresa tra i 2 e i 4  mesi. L’età media di tutti gli individui catturati, calcolata secondo  Cossignani e Velatta, è di 0,76 mesi superiore a quella stimata secondo  Gosling e collaboratori. Visto il basso errore (3% dell’età massima), il  metodo risulta sufficientemente adatto per analisi di tipo gestionale.  Si nota una leggera differenza in peso tra maschi e femmine: 5 e 6 kg le  classi più frequenti per le femmine a causa dell’elevata percentuale di  individui gravidi, 4 e 5 Kg per i maschi. L’indice di condizione (IK)  varia tra 34,1 a 45,2, con minimi nel periodo invernale e massimi nel  periodo primaverile-estivo in conseguenza delle migliori condizioni  ambientali e della maggiore disponibilità trofica. Mediamente oltre il  75% della popolazione femminile è in stato di gravidanza e tra marzo e  giugno si raggiunge il 100%. La maggior parte dei parti avviene in tarda  primavera ed estate ed un secondo picco si verifica all’inizio  dell’inverno in relazione alle caratteristiche ambientali e alle  condizioni meteorologiche. La dominanza maschile è evidente negli  embrioni (M/F=1,23:1) e nelle classi giovanili (&amp;lt; 8 mesi,  M/F=1,47:1). Col passare del tempo il rapporto sessi diviene paritario  (negli adulti ≥ 8 mesi M/F=1,04:1) e nelle classi più anziane (&amp;gt;12  mesi) si comincia a vedere la preponderanza delle femmine con  M/F=0,53:1. La porzione dei giovani della popolazione e la bassa  percentuale di maschi nelle classi adulte sono probabilmente conseguenze  della intensa pressione dei piani di limitazione. Ciò induce a  considerare che un fattore limitante quale un’azione di contenimento,  sia più efficace nel momento di crisi della popolazione, quale un  inverno particolarmente rigido, in cui effettuare una forte e duratura  pressione di selezione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-1823405174739567824?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/1823405174739567824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=1823405174739567824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1823405174739567824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1823405174739567824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/02/scienza-e-nutria-myocastor-coypus-5.html' title='SCIENZA E NUTRIA (Myocastor coypus) – 5'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-2144346859596708709</id><published>2011-02-13T21:56:00.000+01:00</published><updated>2011-02-13T21:56:56.768+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>VOLPE E NUTRIA: DUE NOMI PER UN SIMILE DESTINO?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La volpe e la nutria, due animali così diversi sia da un punto di  vista evolutivo che biologico, ma che la persecuzione umana ha reso  molto simili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come per la lontra prima e la nutria poi, anche la volpe si vede costretta ad essere l’ennesima vittima della follia umana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di iniziare vediamo quali sono le caratteristiche che  contraddistinguono da una parte e che accomunano dall’altra questi  animali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;VOLPE&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Predatore&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Carnivoro&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Cacciata per la pelliccia&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Considerata nociva (in realtà non lo è)&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Può scavare tane negli argini ma occupa spesso tane già esistenti&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Si ciba di selvaggina e i cacciatori ed alcuni “allevatori” si  lamentano. Gli stessi cacciatori che hanno importato spesso illegalmente  conigli e altri animali inquinando geneticamente le specie autoctone  con conseguente danno ambientale, naturalistico ed economico immane&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Mercato nero per la pelliccia attualmente attivo&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Dato che in alcuni luoghi le Amministrazioni hanno compreso che  l’abbattimento della nutria è inutile e generalmente i castorini non  sono causa di danni agli argini (la colpa è sempre dell’uomo come  dimostrato più volte), alcuni “furboni” hanno pensato di rivalersi sulla  volpe dichiarandola colpevole di creare danni agli argini, lo stesso  movente (quasi mai dimostrato) per le nutrie!&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/02/redfox.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-424" height="351" src="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/02/redfox.jpg" title="redfox" width="500" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://nutria.mifaonlus.com/wp-content/uploads/2011/02/redfox.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Fig. 1 – Volpe (Vulpes vulpes)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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&lt;w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 2" /&gt; 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&lt;w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 6" /&gt; 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&lt;w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 1" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 1" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 1" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 1" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 1" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 1" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 1" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 1" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 2" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 3" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 4" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 5" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 6" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="19" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Subtle Emphasis" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="21" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Intense Emphasis" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="31" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Subtle Reference" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="32" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Intense Reference" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="33" SemiHidden="false"    UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Book Title" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="37" Name="Bibliography" /&gt; &lt;w:LsdException Locked="false" Priority="39" QFormat="true" Name="TOC Heading" /&gt; &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  Analizziamo ora un documento della Regione Emilia Romagna (guarda caso  scomparso recentemente). Tali informazioni sono perfettamente  assimilabili anche per la nutria e gli altri animali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Meccanismi di autoregolazione della popolazione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutte le popolazioni animali possiedono meccanismi che tendono a  mantenere il numero degli individui in equilibrio con le risorse  ambientali disponibili. In termini estremamente sintetici, esiste un  numero ottimale di individui a cui tende la popolazione in un dato  territorio e che resterà invariato una volta raggiunto l’equilibrio. Il  numero di individui della popolazione può diminuire drasticamente a  seguito di eventi anormali di mortalità, quali epizoozie, eventi  climatici o prelievo da parte dell’uomo, tuttavia il numero tenderà a  riassestarsi verso l’equilibrio, una volta che cessi l’azione del  fattore limitante. La velocità con cui la popolazione ricostituisce le  dimensioni ottimali dipende da numerose caratteristiche proprie delle  varie specie e delle varie popolazioni. Nel caso della volpe è stato più  volte osservato come questa velocità sia elevatissima, grazie proprio  ai parametri descritti in precedenza per le popolazioni volpine. Ad una  riduzione della densità dovuta a fattori esterni la popolazione può  rispondere essenzialmente attraverso tre modalità: l’aumento del tasso  di natalità, la diminuzione del tasso di mortalità e l’aumento del tasso  di immigrazione; risulta quindi evidente come l’elevata produttività,  il rapido turn-over e l’esistenza di una cospicua frazione “itinerante”  siano tutti elementi che consentono una rapida ripresa della popolazione  di volpi in seguito a eventi che ne abbassino drasticamente la densità  locale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Aspetti gestionali&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ruolo della volpe, sia dal punto di vista ecologico sia nell’ambito  della gestione faunistico-venatoria, è stato oggetto di numerosissimi  studi in tutto il mondo. D’altra parte, proprio per l’estrema capacità  della volpe di adattarsi alle condizioni ambientali più diverse, i  risultati e le conclusioni sono spesso di difficile generalizzazione.  Sulla base degli elementi che emergono dall’imponente mole di dati  disponibile è comunque possibile definire un quadro generale  relativamente al ruolo ecologico della volpe e alle possibili strategie  gestionali in funzione dei vari scenari ambientali e antropici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di seguito vengono discussi brevemente i principali problemi concernenti  l’impatto sulla selvaggina e sulle attività umane, le tecniche di  censimento, le problematiche legate al prelievo venatorio e al controllo  delle popolazioni. Gran parte delle informazioni e delle considerazioni  sono tratte da MacDonald (1987), Boitani e Vinditti (1988), Toso e  Giovannini (1991), opere a cui si rimanda per una trattazione più  dettagliata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Censimenti e indici di abbondanza&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La conoscenza della consistenza e della dinamica delle popolazioni  naturali è un elemento imprescindibile per la loro corretta gestione,  tuttavia le difficoltà tecniche e l’impegno necessario al raggiungimento  di questi obiettivi possono essere estremamente variabili a seconda  delle caratteristiche biologiche di ciascuna specie e delle condizioni  ambientali in cui si deve operare. Nel caso della volpe, come di altri  carnivori, è quasi sempre molto difficile raggiungere buone stime di  densità, se non a prezzo di sforzi che risultano in genere  improponibili. In particolare i censimenti diretti, cioè basati  sull’avvistamento diretto degli animali, sono applicabili solo in  condizioni estremamente favorevoli, che solo molto raramente si  verificano (Sargeant et al., 1975), mentre più utilizzabili risultano  metodi di stima indiretta della popolazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Controllo della popolazione volpina. Il problema del rapporto costi/benefici&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In accordo con la L.N. 157/92 (art. 19), il controllo di popolazioni  animali appartenenti a specie cacciabili può essere ammesso qualora  queste arrechino danni alle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche.  Nel caso della volpe la risorsa economica danneggiata è costituita quasi  esclusivamente da animali di bassa corte allevati in maniera non  confinata o in spazi di stabulazione non sufficientemente protetti.  Alcune semplici ed economiche misure preventive possono ridurre  sensibilmente, se non eliminare, i danni provocati dalla predazione  delle volpi, ad esempio il ricovero notturno degli animali e la  recinzione degli allevamenti con robusta rete metallica interrata e con  la parte terminale sporgente verso l’esterno. Assai più complesso è il  problema legato all’impatto della predazione sulle specie selvatiche  d’interesse venatorio. L’effetto della predazione della volpe sulla  selvaggina è infatti assai variabile in dipendenza di numerosi fattori  locali. Ad esempio sia le densità del predatore sia quelle delle specie  predate, la disponibilità e la dispersione di fonti di cibo alternative  e, nel caso dei ripopolamenti, il grado di adattabilità degli animali  immessi e le tecniche di rilascio utilizzate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I dati ottenibili dagli studi sul regime alimentare della volpe  forniscono informazioni puramente indicative, poichè, come è già stato  evidenziato, tendono a valutare l’importanza relativa delle diverse  specie preda nello spettro di predazione del carnivoro, ma non sono in  grado di quantificare l’effetto limitante per le diverse specie predate.  Da diversi autori la volpe viene indicata come la specie cui va  ascritta in termini percentuali le maggiore predazione a carico di  Anatidi, Galliformi e Lagomorfi, tuttavia anche questa constatazione non  è di per sè sufficiente a chiarire l’importanza della predazione in  rapporto ad esempio ad altri fattori limitanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In generale, sulla base dei dati disponibili, è possibile affermare che,  almeno nel caso dei Galliformi, la predazione non influenza  significativamente la densità delle popolazioni nel periodo  preriproduttivo e di conseguenza le variazioni della consistenza media  sul medio e lungo periodo, tuttavia può determinare una contrazione  anche notevole della produttività, entrando localmente in conflitto  diretto con gli interessi del mondo venatorio. [guarda caso, sono solo  gli interessi economici che muovono le lobbies venatorie, non esiste in  loro nessun accenno alla salvaguardia e alla tutela ambientale, sono  solo loro ipocrisie. n.d.r.]&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In definitiva quindi l’impatto sulla selvaggina della volpe, così  come di altri predatori, seppur di difficile quantificazione, è stato  confermato da vari studi, oltre ad essere peraltro intuitivo. In questo  senso sembrerebbe pertanto più che giustificabile la posizione  dell’ambiente venatorio, che considera il controllo della volpe come un  importante strumento gestionale nell’ottica del miglioramento  quali-quantitativo dei popolamenti della piccola selvaggina. In realtà,  pur condividendo l’esistenza dell’ impatto predatorio esercitato dalla  volpe, molti tecnici e studiosi di ecologia non concordano con questo  approccio, infatti il punto di contrasto che spesso emerge con  l’ambiente venatorio non sta nell’ammettere una certa pressione della  volpe sulla selvaggina, quanto sulla reale possibilità di intervenire  efficacemente per limitare tale pressione. Osservando i dati disponibili  relativi alle campagne di abbattimento e controllo delle volpi non si  può non notare come il numero di volpi abbattute si mantenga pressochè  stabile per molti anni nelle stesse aree a parità di sforzo. Ciò indica  chiaramente come il prelievo non abbia prodotto alcuna diminuzione della  popolazione di volpe, la quale ha evidentemente compensato  immediatamente le perdite subite grazie ai meccanismi di autoregolazione  illustrati in precedenza. La cosa è ampiamente confermata dai ripetuti  tentativi inesorabilmente falliti, di bloccare l’avanzata della rabbia  silvestre, effettuati in tutta Europa per decenni, attraverso la  riduzione delle popolazioni volpine in natura. In molte circostanze si  hanno buone ragioni per sostenere che tali interventi di controllo  abbiano in realtà provocato una accelerazione del fronte epizootico,  proprio perchè l’eliminazione delle volpi residenti richiama altre  volpi, spesso portatrici dell’infezione, da territori limitrofi. Solo  attraverso campagne diffuse di vaccinazione delle volpi è stato  possibile fermare l’avanzata della malattia, proprio perchè le volpi  residenti, una volta vaccinate, costituiscono un fronte immune che  impedisce a eventuali volpi infette provenienti da altre aree di  assestarsi sul territorio e di estendere il contagio. In realtà i mezzi  utilizzabili dal punto di vista tecnico e legale per il controllo  diretto delle volpi non sono abbastanza efficaci da garantire il  prelievo di una quota consistente della popolazione, a meno di un  impegno, in termini di uomini, mezzi e denaro, decisamente  sproporzionato in relazione ai possibili benefici. D’altra parte l’uso  di mezzi non selettivi non è consentito dall’attuale legislazione  italiana e pone, oltre a gravi ed evidenti problemi di tipo  conservazionistico, anche problemi di sicurezza e di etica. Inoltre una  ipotetica campagna di drastico controllo, oltre che realizzabile solo in  aree molto limitate, dovrebbe mantenersi costante nel tempo, pena la  vanificazione dei risultati non appena si allentasse la pressione. Ciò  induce diversi autori a ritenere che un controllo di popolazione della  volpe realmente efficace risulti virtualmente impossibile con il solo  ricorso a mezzi strettamente selettivi (armi da fuoco) e mettendo in  atto uno sforzo realizzabile nel contesto della gestione faunistica  corrente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutti questi elementi rendono scettici gli ecologi sulla reale  convenienza, in termini di risorse impiegate e di risultati ottenibili,  delle operazioni di controllo diretto della volpe, se non finalizzate al  raggiungimento di obiettivi molto precisi e limitati nel tempo e nello  spazio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In effetti occorre ricordare che il controllo dei predatori e della  volpe in particolare non è che uno degli strumenti in grado di agire  sulla dinamica delle popolazioni di specie di interesse cinegetico. Ad  esso infatti possono essere contrapposti altri interventi gestionali,  riferibili qui genericamente come miglioramenti ambientali, i quali sono  in grado di determinare un notevole aumento della densità media dei  popolamenti di piccola selvaggina e, contrariamente al controllo dei  predatori, producono effetti indotti di tipo ecologico, paesaggistico ed  estetico positivi ed apprezzabili da parte della generalità  dell’opinione pubblica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non va infine dimenticato che ogni modificazione stabile di una  popolazione animale non può ottenersi che intervenendo sul suo habitat,  agendo soprattutto sulle risorse alimentari disponibili. In questo senso  predatori opportunisti come la volpe possono essere controllati assai  più proficuamente attraverso misure indirette, tese cioè all’ inibizione  dei fattori ecologici che stanno alla base dell’aumento locale delle  popolazioni volpine, in particolare:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;a) La graduale eliminazione delle discariche di rifiuti a cielo aperto  o, quantomeno, la recinzione delle stesse a prova di animale;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;b) L’eliminazione delle operazioni di ripopolamento intese come  massiccio rilascio di selvaggina allevata piuttosto che come  reintroduzioni operate su corrette basi tecnico-scientifiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;c) L’eliminazione di tutte le fonti alimentari di origine antropica,  quali le discariche abusive, soprattutto avicole, e quant’altro  rappresenta scarto della produzione dell’allevamento.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-2144346859596708709?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/2144346859596708709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=2144346859596708709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2144346859596708709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2144346859596708709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/02/volpe-e-nutria-due-nomi-per-un-simile.html' title='VOLPE E NUTRIA: DUE NOMI PER UN SIMILE DESTINO?'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-4338138908739422789</id><published>2011-01-16T17:21:00.002+01:00</published><updated>2011-01-16T17:21:55.066+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>SCIENZA E NUTRIA (Myocastor coypus) - 4</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcuni paragrafi tratti dall'introduzione di uno studio effettuato  dal Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di  Fucecchio. Per maggiori informazioni in merito alla corretta  interpretazione di quanto scritto e dei dati si prega di contattare il  curatore di questo sito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: center;" style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrielaghettocorsico27nov10%20%286%29.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrielaghettocorsico27nov10%20%286%29.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="428" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrielaghettocorsico27nov10%20%286%29.jpg" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrielaghettocorsico27nov10%20%286%29.jpg" title="nutria uccelli" width="571" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: center;" style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrielaghettocorsico27nov10%20%286%29.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrielaghettocorsico27nov10%20%286%29.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;FIG. 1 - Coypu in un laghetto con uccelli acquatici&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;RICCARDO PETRINI, ALESSIO BARTOLINI &amp;amp; EMILIA VENTURATO&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;b&gt;La nutria (Myocastor coypus)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quaderni del Padule di Fucecchio n. 1 (2001): 173-199&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La nutria (Myocastor coypus) è un roditore originario del Sud America  introdotto in Europa agli inizi del 1900 (LEVER 1985) per la produzione  della pelliccia, il cosiddetto castorino. Nel corso dei decenni la fuga  e la deliberata liberazione di numerosi esemplari, per il venir meno  della convenienza dell’allevamento, ha portato alla costituzione di  popolazioni selvatiche in molti paesi europei. A causa della notevole  adattabilità della specie, dell’elevato tasso di natalità e della  pressoché totale assenza di predatori, le nutrie si sono spesso diffuse  in maniera dilagante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Animale semi-acquatico e di abitudini in prevalenza notturne, la nutria  ha mostrato una notevole capacità di adattamento ad un’ampia gamma di  ambienti di acqua dolce e salmastra: paludi, laghi, lagune e corsi  d’acqua a lento scorrimento. Si insedia preferibilmente nelle zone con  ricca vegetazione, spingendosi anche lontano dalle rive in cerca di cibo  o durante gli spostamenti tra diverse zone umide. Preferisce le zone di  pianura, ma può spingersi anche oltre i 1000 metri di quota (WOODS et  al. 1992). Può raggiungere un peso di 8-9 kg ed una lunghezza totale di  80-100 cm. Prevalentemente erbivora, la nutria ingerisce quotidianamente&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;l’equivalente del 25% del suo peso sotto forma di vegetali freschi  (GOSLING 1979). La dieta comprende parti epigee e radici di piante  acquatiche (Phragmites, Typha, Sparganium, Nynphaea, ecc.) e coltivate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La nutria si trova a suo agio sia sul terreno sia in acqua; in caso di  pericolo tende tuttavia a fuggire attraverso i corpi idrici, dove può  immergersi per alcuni minuti e scendere a vari metri di profondità.  Trascorre i periodi di inattività in giacigli di materiale vegetale  nascosti tra la vegetazione riparia, oppure all’interno di tane scavate  nelle rive.La specie è territoriale e scarsamente gregaria, anche se in  alcune aree sono state osservate popolazioni strutturate in clan, fra  individui aventi generalmente legami di parentela . I giovani maschi  abbandonano precocemente il territorio dove sono nati e possono compiere  ampi spostamenti alla ricerca di aree ove sia minore la competizione  territoriale. Le femmine al contrario si spostano meno, e spesso i  territori di diverse femmine tendono a sovrapporsi (GOSLING 1977, MICOL  1991b).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A parte la volpe, che può attaccare anche subadulti, le altre  predazioni, riferibili a uccelli da preda e a carnivori terrestri, sono a  carico dei giovani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Italia la nutria ha iniziato a diffondersi con popolazioni selvatiche  soprattutto a partire dalla metà degli anni ’70. Le popolazioni più  consistenti si hanno attualmente nella parte centro settentrionale della  penisola, mentre nelle regioni meridionali la specie è presente con  pochi nuclei isolati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Toscana è presente allo stato selvatico fin dalla metà degli anni  ’60. Le prime popolazioni riproduttive si sarebbero formate lungo il  corso dell’Arno a seguito di una massiccia liberazione di animali da  parte di un grosso allevamento avvenuta in occasione dell’alluvione del  novembre del 1966.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella maggior parte dei casi inoltre l’ingresso della nutria, così come  di altre specie alloctone, si innesta in un quadro già compromesso a  causa di processi di trasformazione in atto (per esempio l’interramento,  l’inquinamento, ecc.) che mettono seriamente a rischio la sopravvivenza  delle emergenze botaniche e faunistiche notevoli.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-4338138908739422789?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/4338138908739422789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=4338138908739422789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4338138908739422789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4338138908739422789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2011/01/scienza-e-nutria-myocastor-coypus-4.html' title='SCIENZA E NUTRIA (Myocastor coypus) - 4'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5699589968949929521</id><published>2010-12-04T00:21:00.000+01:00</published><updated>2010-12-04T00:21:25.988+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>Buccinasco – Un nuovo metodo di contenimento delle nutrie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie24ott10%20%2821%29.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie24ott10%20%2821%29.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" height="428" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie24ott10%20%2821%29.jpg" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie24ott10%20%2821%29.jpg" title="nutria " width="571" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Buccinasco (2 dicembre 2010)&lt;/b&gt;  – Abbattere le nutrie per evitare il  sovrappopolamento non è l’unica  soluzione e non è nemmeno la migliore.  Questa l’argomentazione di due  biologi italiani che domani, attraverso  una conferenza stampa,  spiegheranno un metodo alternativo di  contenimento della specie già  sperimentato con successo nel Comune di  Buccinasco.    La nutria  (Myocastor coypus) è un roditore originario  delle zone subtropicali del  Sud America meridionale. In Argentina, in  condizioni naturali, i  gruppi sociali sono formati da molte femmine  adulte e subadulte, un  maschio dominante, numerosi maschi adulti e  subadulti subordinati e un  numero variabile di giovani (Guichon et al.,  2003). I maschi dominanti  difendono attivamente e marcano il territorio  contro le intrusioni di  altri maschi. Questo mammifero, importato in  Europa  con l’intento di  farne un animale da ‘pelliccia’, si è subito  ben adattato all’ambiente  acquatico e si è diffuso invasivamente negli  ambienti umidi dell’Italia  peninsulare e insulare causando talvolta  estesi danneggiamenti alle  biocenosi acquatiche, alle coltivazioni e ai  manufatti. Ad oggi, per il  controllo numerico della nutria, si  utilizzano l’eutanasia, le armi da  fuoco e le esche avvelenate.        “Il nostro progetto  - afferma il  biologo Samuele Venturini – si basa su  un contenimento ‘naturale’ dove  individui riproduttori sterilizzati,  continuando a difendere il  territorio in competizione per il cibo e gli  spazi con gli individui  fertili, impediscano fenomeni di immigrazione e  riducano il tasso  riproduttivo della colonia. Questo è un sistema  indolore, rispettoso  della vita e sicuramente più gradito   dell’uccisione cruenta che  risulta impopolare presso il pubblico più  sensibile.     Da un anno  circa stiamo sperimentando la sterilizzazione  nell’area urbana e  suburbana del comune di Buccinasco (MI). E i  risultati positivi ci  spingono a proseguire per questa strada che ci  auguriamo di continuare a  percorrere sempre con il supporto di Regione  Lombardia.”     Gli  animali vengono così catturati, trasportati in un  ambulatorio,  visitati, analizzati, chippati, sterilizzati e poi  reinseriti nel loro  habitat dove vengon costantemente monitorati.      “Da amante della  natura quale sono – afferma Loris Cereda, Sindaco di  Buccinasco -  non  posso che essere favorevole a questo metodo e sono  stato ben contento  che Buccinasco sia stato il Comune pilota di  quest’operazione. Mi  auguro che i risultati continuino ad essere quelli  sperati e che la  nostra esperienza possa essere d'esempio per altre  città”.           Alla conferenza Interverranno: il dottor Samuele  Venturini, il dottor  Gerard Mangiagalli, Clinica Veterinaria Europea, il  dottor Giorgio  Chiozzi, Museo di Storia Naturale di Milano, il Sindaco  Loris Cereda,  Comune di Buccinasco, la signora Anna Corbani  dell’Associazione Tom  &amp;amp; Jerry. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ufficio stampa Comune di Buccinasco&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5699589968949929521?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5699589968949929521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5699589968949929521' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5699589968949929521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5699589968949929521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/12/buccinasco-un-nuovo-metodo-di.html' title='Buccinasco – Un nuovo metodo di contenimento delle nutrie'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-256265538117937486</id><published>2010-11-12T21:20:00.000+01:00</published><updated>2010-11-12T21:20:50.964+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='denunce e opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><title type='text'>ALLUVIONI: LA FAUNA (E LE NUTRIE) NON E’ RESPONSABILE DELL’INCURIA DELL’UOMO</title><content type='html'>&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;Come  purtroppo spesso accade ogni anno, con l'arrivo della stagione autunnale  che porta con sè molte piogge, si ripresenta quasi puntuale il fenomeno  delle alluvioni con coinvolgimento anche di vite umane. E come  purtroppo accade in questi casi il copione è sovente il medesimo: la  colpa è degli animali! Naturalmente biologi, faunisti, naturalisti,  tecnici, etc. sanno perfettamente che ciò non corrisponde al vero. La  responsabilità è da imputarsi solo ed esclusivamente sempre all'uomo.  Alle amministrazioni fa comodo sbarazzarsi delle responsabilità dovute  ad una cattiva gestione e condotta del territorio in questione, così per  non dover pagare multe o fare una "brutta figura" verso i proprio  concittadini ecco che tirano in ballo la farsa degli animali che causano  alluvioni! Fortunatamente esistono studi e dati scientifici che  smentiscono ciò e dimostrano invece la veridicità di biologi e altre  persone competenti in materia e che soprattutto non hanno legami  economici particolari. Va nostro malgrado ricordato che dietro ogni  disastro preannunciato (come le alluvioni) vi ruotano molti interessi  economici. Per rincarare la dose, dare la colpa (inesistente e  infondata) agli animali serve a certe categorie di individui per portare  avanti altri interessi lucrosi che sono poi la vera causa del degrado  ambientale in cui ci troviamo da alcuni anni a questa parte.&lt;br /&gt;Dato che in questo spazio vengono rigorosamente riportati fatti,  documenti, dati scientificamente corretti e affidabili, per favorire la  divulgazione delle corrette informazioni ecco quanto dice l'ISPRA a  proposito:&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;RISCHIO IDROGEOLOGICO&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;[...]  Le ricerche svolte fino a oggi hanno messo in luce la complessità, nel  nostro paese, dell'analisi del rischio geologico-idraulico, diretta  conseguenza dell'estrema eterogeneità degli assetti  geologico-strutturali, idrogeologici e geologico-tecnici e di un'ampia  gamma di condizioni microclimatiche differenti anche in aree limitrofe o  apparentemente simili. Se a tutto questo si somma il fatto che la  penisola italiana, essendo geologicamente "giovane" , è ancora soggetta a  intensi processi morfogenetici che ne modellano in modo sostanziale il  paesaggio, si comprende come i fenomeni di dissesto legati al rischio  geologico-idraulico possano manifestarsi, in relazione alle molteplici  combinazioni di tutte le variabili in gioco, secondo diverse modalità;  sono perciò riscontrabili evidenti diversità dei suddetti fenomeni,  soprattutto legate alle differenti entità dei volumi coinvolti, alla  velocità del movimento, ai numerosi contesti territoriali in cui si  possono verificare (area di fondovalle, pedemontana o di versante) e  alle numerose tipologie (ad esempio crolli, scivolamenti, colate, debris  e mud flow). Per una efficace valutazione del rischio associato a un  determinato evento atteso per una certa porzione di territorio diventa  allora indispensabile la conoscenza di tutti i fattori sopra indicati e,  quindi, un approfondito studio dello stesso e dei fenomeni naturali che  lo caratterizzano.&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: center;" style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.apat.gov.it/site/_images/Rischio_idrogeologico.jpg" mce_href="http://www.apat.gov.it/site/_images/Rischio_idrogeologico.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="537" mce_src="http://www.apat.gov.it/site/_images/Rischio_idrogeologico.jpg" src="http://www.apat.gov.it/site/_images/Rischio_idrogeologico.jpg" title="cartina alluvioni" width="407" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: center;" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;Sempre dal sito dell'ISPRA:&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;RISCHIO IDROGEOLOGICO - FATTORI DI RISCHIO&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;Nell'ampio  quadro dei fattori che concorrono a definire un determinato grado di  pericolosità per una certa area rispetto a eventi di dissesto  geologico-idraulico, non può di certo essere tralasciata l'attività  antropica che, soprattutto negli ultimi decenni, ha in molti casi  condizionato, fino a modificare a volte in modo sostanziale, le  dinamiche del paesaggio naturale attraverso la propria attività sul  territorio. Quest'ultima, quando svolta senza controllo e senza adeguati  criteri di sfruttamento delle risorse, ha incrementato il rischio  rispetto a fenomeni di dissesto già presenti o ne ha indotti di nuovi,  incrinando i già delicati equilibri di un territorio ad alta fragilità.  In alcuni casi, ad esempio, lo sviluppo socio-economico e demografico ha  portato allo sfruttamento e all'occupazione di determinati contesti  ambientali, quali le piane alluvionali, senza tenere conto della loro  naturale tendenza evolutiva. Tale sviluppo, nonostante gli indubitabili  benefici apportati alla società, ha però saturato e "imbrigliato" il  territorio attraverso la costruzione di numerose opere, l'utilizzo di  tecniche agricole produttive estensive assai poco rispettose degli  equilibri idrogeologici, l'aumento della propensione al dissesto e, di  conseguenza, l'incremento significativo del rischio ad esso associato.&lt;br /&gt;Alla luce di quanto detto, appare chiaro che una corretta politica di  previsione e prevenzione deve mirare alla mitigazione del rischio  geologico-idraulico individuando un livello di rischio adeguato, da  considerare accettabile compatibilmente con la salvaguardia della vita  umana e con il tipo di utilizzo del territorio.&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;Dato  che in questa sede si vuole non solo essere "informativi" ma anche  propositivi, ecco sempre sull'ottimo sito dell'ISPRA cosa viene detto  per prevenire tali fenomeni e salvare potenzialmente vite umane:&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;RISCHIO IDROGEOLOGICO - ATTIVITA' DI PREVENZIONE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;Per  rispondere all'esigenza di prevenire il rischio geologico-idraulico e  per accelerare quanto previsto dalla legge quadro 183/89, è stato  emanato il decreto legge 180/98, convertito e modificato dalla legge  267/98, con l'intento di avviare un programma finalizzato  all'individuazione e alla delimitazione delle aree a rischio  geologico-idraulico nell'ambito del territorio nazionale e di  predisporre adeguate misure di salvaguardia atte a rimuovere le  situazioni a rischio più elevato. Tali interventi, generalmente  realizzati attraverso il ricorso a opere di ingegneria civile e  idraulica, hanno lo scopo di mitigare il livello di rischio attraverso  la riduzione sia della pericolosità (intensità) dell'evento atteso sia  della vulnerabilità dei soggetti a rischio.&lt;br /&gt;Nel primo caso vengono realizzati interventi di sistemazione dei  versanti (consolidamento delle aree in frana, drenaggi, piantumazioni) e  di regimazione delle acque lungo tutta la rete idrica superficiale  (vasche di laminazione, pennelli trasversali, canali scolmatori,  briglie); nel secondo caso vengono costruite opere di difesa passiva  (muri di contenimento, canalizzazioni, argini, sistemi di allerta e di  allarme) nelle aree dove sono presenti soggetti a rischio. Riguardo a  tali misure di carattere strutturale, va sottolineato che la loro  realizzazione deve sempre essere preceduta da uno studio accurato di  compatibilità ambientale non solo rispetto all'impatto paesaggistico che  necessariamente opere del genere comportano, ma anche nei confronti  delle modificazioni indotte dall'opera in tutto il bacino idrografico  considerato nel suo insieme. A tal fine è fondamentale anche una  approfondita analisi costi/benefici che giustifichi la realizzazione  dell'opera sia rispetto a quanto si vuole salvaguardare, sia rispetto  alla tipologia dell'intervento proposto.&lt;br /&gt;Al di là dell'indubbia necessità e utilità di interventi di tipo  strutturale per la mitigazione del rischio geologico-idraulico,  nell'ottica non solo di una migliore compatibilità ambientale ma anche  di un corretto equilibrio finanziario, di un miglior inserimento nel  paesaggio e di una sensibilizzazione pubblica verso le tematiche di  protezione ambientale, è auspicabile che vengano adottate anche misure  di salvaguardia non strutturali, essenzialmente a carattere preventivo.  La loro efficacia risiede, oltre che in una adeguata e ordinaria  manutenzione del territorio, in una corretta politica di programmazione e  pianificazione territoriale da effettuare a valle di una accurata  conoscenza dei processi morfogenetici naturali che guidano l'evoluzione  del paesaggio. Tale programmazione viene realizzata già in fase di  redazione del piano regolatore generale attraverso l'imposizione di  vincoli di tipo urbanistico, l'emanazione di mirate regolamentazioni  edilizie, la scelta di una idonea disciplina circa l'uso del territorio  nelle aree maggiormente vulnerabili. Queste soluzioni possono essere  integrate dall'applicazione di vincoli e prescrizioni riguardo alle  pratiche agricole e alle modalità d'uso agro forestale del suolo.&lt;br /&gt;Altresì, negli ultimi anni da molte parti del mondo politico e  scientifico si avverte la necessità di una maggiore responsabilizzazione  dei privati cittadini nella corretta localizzazione dei manufatti da  inserire nel territorio. A tal fine si auspica l'introduzione di  prescrizioni assicurative a salvaguardia dei beni e degli strumenti di  servizio presenti nelle aree a maggior rischio. Questo tipo di approccio  a un problema tanto gravoso potrebbe portare, oltre che a un'effettiva  mitigazione delle condizioni di rischio che attualmente si registrano  nel nostro paese, anche ad un recupero da parte delle comunità locali  della coscienza civile e ambientale, che porti ogni privato cittadino ad  acquisire la consapevolezza dei naturali processi che guidano  l'evoluzione del territorio, requisito fondamentale per convivere  correttamente anche con condizioni di rischio e per rendere efficace  qualsiasi politica in favore dell'ambiente.&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;Per concludere questo doveroso articolo voglio citare solo alcune notizie e considerazioni:&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;1) è  stato redatto un bellissimo studio composto da una raccolta di dati  molto estesa e affidabili che dimostrano come le alluvioni siano  provocate dall'incuria dell'uomo e di come nella storia (da poco più di  1000 anni a questa parte) nessun animale sia stato la causa della più  piccola alluvione.&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;2) Sono  diverse decine gli animali che vivono e interagiscono con gli argini e  vivono in armonia con i corsi d'acqua da milioni di anni, molto prima  dello sviluppo della civiltà moderna ovviamente. Guarda caso proprio da  quando l'uomo ha iniziato a modificare in malomodo l'ambiente si sono  creati i problemi.&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;3)  Esistono casi di Comuni italiani che hanno richiesto indennizzi per  danni agli argini (causati dagli animali...) quando in realtà in quei  Comuni non esistono corsi d'acqua!&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;4)  Molto, troppo spesso si è data la colpa alle nutrie (colpa infondata)  per acuni straripamenti - come quello del Po - salvo poi rendersi conto e  scoprire che la causa dei cedimeni è stata la non curanza e la  leggerezza della ditta che aveva in appalto i lavori di manutenzione!&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;Infine  una ulteriore dimostrazione dell'innocenza della fauna e della  colpevolezza dell'uomo risiede proprio nelle alluvioni stesse. Nelle  Regioni colpite da questi avvenimenti sono attuati ogni anno piani di  abbattimento veramente inutili e dispendiosi quindi secondo la logica  tali piani (pagati con i soldi dei cittadini TUTTI) dovrebbero eradicare  o quanto meno ridurre in maniera assai drastica gli effetti della  presenza di questi animali, nello specifico i piani di abbattimento si  effettuano per evitare i danni proprio agli argini. Ebbene nonostante  sia da decine di anni che vengono sprecati soldi e uccisi animali in  modo crudele (per non parlare del fatto che le pelli e le carni delle  nutrie&amp;nbsp; - ma non solo - vengono vendute in quanto esiste un mercato nero  dietro tutto ciò, basti pensare anche agli uccelli protetti che i  cacciatori uccidono per venderli di sottobanco ai ristoranti), la colpa  delle alluvioni è sempre di questi animali! E senza prove! Ma come?  quindi se sono le nutrie allora gli abbattimenti non servono!! Se si  uniscono i puntini si può facilemente dedurre e comprendere come siano  proprio gli stessi abbattimenti ad accrescere il numero di nutrie, ad  inquinare l'ambiente e a destabilizzare gli argini!&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div mce_style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;Riassumendo,  perchè avvengono le alluvioni? Principalmente a causa dell'azione  dell'uomo, della sua incuria, superficialità, fatalità e per meri  interessi economici.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-256265538117937486?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/256265538117937486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=256265538117937486' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/256265538117937486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/256265538117937486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/11/alluvioni-la-fauna-e-le-nutrie-non-e.html' title='ALLUVIONI: LA FAUNA (E LE NUTRIE) NON E’ RESPONSABILE DELL’INCURIA DELL’UOMO'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-6339021877043959081</id><published>2010-10-25T20:37:00.000+02:00</published><updated>2010-10-25T20:37:11.726+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>SCIENZA E NUTRIA (Myocastor coypus) – 3</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;Il metodo di cattura-ricattura è stato applicato dal  gennaio 1989 a  giugno 1991 in una zona di 37,5 ettari situata nella  valle centrale del fiume  Tevere (Lazio), finalizzato alla stima dei  parametri demografici di una  popolazione di nutrie nel clima  mediterraneo e in via preliminare per investigare i fattori che ne  regolano il numero. In questa regione la  popolazione ha oscillato tra  27 e 137 individui e ha seguito un andamento  stagionale. E’ diminuita  dopo l’inverno e aumentata tra l’estate e l’inverno. La densità  è  rimasta pressoché stabile durante gli inverni miti. I tassi di   sopravvivenza sono rimasti relativamente elevati durante l’intero  periodo di studio,  l’attività riproduttiva e le integrazioni alla  popolazione dal sito di riproduzione, tuttavia, hanno mostrato picchi  minimi a seguito di inverni più freddi. Alcune analisi preliminari hanno  mostrato che il fallimento delle gravidanze e le morti post parto dei  nuovi nati costituiscono il fattore più importante nei riguardi della  mortalità totale, e sono positivamente correlati al  numero di nutrie  nei periodi precedenti. L’impossibilità di realizzare la massima   fecondità potenziale è inversamente proporzionale alla densità di nutria   precedente. Abbiamo dimostrato che le perdite post-assunzione svolgono  solo  un ruolo secondario nella determinazione della diminuzione della  popolazione.&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr"&gt; Reggiani,G ,Boitani,L and De Stefano, R 1995 PopulaUon dynamics and  regulation in the coypu Myocastor coypus in central Italy – Ecography 18  138-146&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-6339021877043959081?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/6339021877043959081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=6339021877043959081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6339021877043959081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6339021877043959081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/10/scienza-e-nutria-myocastor-coypus-3_25.html' title='SCIENZA E NUTRIA (Myocastor coypus) – 3'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-3989886833236929396</id><published>2010-09-26T10:38:00.001+02:00</published><updated>2010-09-26T10:39:07.148+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>LONTRA E NUTRIA: STESSO NOME PER UNO STESSO DESTINO?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Europa la popolazione di Lontra ha subito un drastico calo nel periodo compreso tra il 1960 ed il 1970, a causa dell'inquinamento, della caccia e della riduzione dell'habitat. Attualmente sono presenti popolazioni in buone condizioni in Portogallo, Irlanda, Grecia, Scozia e Russia settentrionale. Le popolazioni di lontra stanno recuperando naturalmente nel resto della Gran Bretagna ed in Finlandia. In Italia la specie è rara o in forte decremento numerico, ed è attualmente una delle specie di Mammiferi maggiormente esposta al rischio di estinzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.wwf.it/UserFiles/Image/lontra.jpg" mce_href="http://www.wwf.it/UserFiles/Image/lontra.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="267" mce_src="http://www.wwf.it/UserFiles/Image/lontra.jpg" src="http://www.wwf.it/UserFiles/Image/lontra.jpg" title="lontra" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.wwf.it/UserFiles/Image/lontra.jpg" mce_href="http://www.wwf.it/UserFiles/Image/lontra.jpg"&gt;&lt;/a&gt;FIG. 1 - Lontra (&lt;i&gt;Lutra lutra&lt;/i&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutela: La lontra europea è tutelata dalle seguenti convenzioni internazionali:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;* Delibera del Consiglio Europeo 82/72, 3/12/1981 relativa alla Convenzione sulla Conservazione della Fauna Europea e degli habitat naturali (Convenzione di Berna), Appendice II.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;* Direttiva CEE 92/43 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (Direttiva "Habitat"), Ministero dell'Ambiente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;* CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora). Appendice I.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;* Regolamento CEE 338/97, relativo alla protezione di talune specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio (recepimento del CITES a livello europeo), Allegato A.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da: Prigioni, in Mitchell-Jones et al. &lt;i&gt;The atlas of European mammals&lt;/i&gt;. London: T&amp;amp;AD Poyser, 1999&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pericoli per la sopravvivenza della specie&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Collocandosi ai vertici della catena alimentare, la Lontra è particolarmente esposta agli effetti prodotti dalle alterazioni del suo ambiente di vita. Il declino delle popolazioni, sia a livello europeo sia italiano, è attribuibile all'azione combinata di più fattori, tra i quali i principali sono: l'inquinamento delle acque, la distruzione dell'habitat, la caccia condotta indiscriminatamente e il disturbo antropico. Ad essi va aggiunto, almeno per alcuni Paesi, il traffico stradale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inquinamento dell'acqua&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli effetti prodotti dall'inquinamento idrico sulla Lontra possono essere distinti in due grandi categorie: quelli indiretti, identificabili con la compromissione delle sue risorse alimentari o più in generale dell'ambiente, e quelli diretti, dovuti al bioaccumulo di sostanze tossiche (tra cui i piombini delle cartucce durante la caccia e gli ami abbandonati dai pescatori).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Compromissione dell'ambiente naturale&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli ambienti acquatici sono in genere i più facilmente soggetti a degradazione a causa della loro intrinseca fragilità; qui, dunque, le modificazioni ambientali agiscono con effetti amplificati. La Lontra è una delle principali componenti faunistiche ad aver risentito della compromissione degli habitat naturali avvenuta soprattutto negli ultimi decenni. La situazione dei fiumi italiani dal punto di vista degli interventi di regimazione (come arginatura, canalizzazione, deviazione o rettificazione del corso, ecc.) è drammatica. Tali interventi comportano modificazioni dirette dell’ambiente, innanzi tutto la distruzione della vegetazione riparia e, secondariamente, variazioni chimico-fisiche delle acque. La rimozione della vegetazione ripariale ha profonde ripercussioni negative sull'intero ecosistema acquatico fluviale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La persecuzione&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La caccia ha una grande responsabilità nel declino della specie in diversi paesi europei. Sebbene i dati desumibili da varie fonti storiche siano molto frammentari, è stato stimato che durante il secolo scorso siano state uccise oltre 541.000 lontre, pari ad una media annua di circa 5.700 esemplari. Questi dati sono senz'altro in difetto, considerato che per diversi paesi non si dispone di notizie storiche.&amp;nbsp; Considerata un flagello per il patrimonio ittico, oltre che preda ambita per la sua pelliccia, la Lontra ha subito una spietata persecuzione che, molto spesso, veniva incentivata con taglie e premi anche elevati. La caccia era praticata (e in parte lo è ancora) sia con tagliole, lacci e trappole di vario tipo, sia con mute di cani appositamente addestrati. Anche in Italia, dove questo Mustelide è stato considerato "nocivo" fino al 1971 e cacciabile fino al 1977, la persecuzione ha fatto numerosissime vittime; una stima complessiva delle lontre abbattute è riportata per il decennio 1963-73, periodo in cui sarebbero stati uccisi non meno di 660 esemplari (Cagnolaro et al., 1975). Questo dato è una chiara testimonianza che circa trent’anni fa la specie era ancora abbastanza diffusa e abbondante.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La lontra ormai è giunta sull'orlo dell'estinzione a causa dell'azione devastante dell'uomo che, cacciando, cementificando ed inquinando i fiumi, costruendovi ponti, case, strade e ferrovie ha ridotto drasticamente il suo habitat. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Inoltre, a causa dei danni che provoca alla fauna ittica, in quanto ottima pescatrice, è stata sempre perseguitata dall'uomo e anticamente venivano offerte ricompense ai cacciatori semplicemente per il suo abbattimento. Oggi è molto ricercata la sua pelliccia, usata per preparare vari capi di vestiario, mentre con i peli della coda si fanno pennelli e con la parte lanosa del pellame si confezionano copricapo. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Le cause che hanno portato le popolazioni, sia italiane e sia europee, sull’orlo dell’estinzione, sono attribuibili ad una serie di fattori concomitanti, tra cui i più importanti sono:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;•&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inquinamento delle acque con sostanze tossiche o eutrofizzanti;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;•&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Alterazione dell’habitat con il prosciugamento delle aree umide, la captazione delle acque per scopi irrigui o idroelettrici, l’arginatura artificiale di canali e fiumi;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;•&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Caccia e bracconaggio;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;•&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Disturbo antropico dovuto soprattutto alle attività “ricreative”, come per esempio la pesca.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molte sono le analogie che accomunano dal punto di vista della sopravvivenza la lontra con la nutria (castorino).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;LONTRA:&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Cacciata per la pelliccia&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Considerata nociva (in realtà non lo è)&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Può scavare tane negli argini ma occupa spesso tane già esistenti&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si ciba di pesce e i “pescatori” si lamentano&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mercato nero per la pelliccia attualmente attivo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NUTRIA:&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Cacciata per la pelliccia&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Considerata nociva (in realtà non lo è)&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Può scavare tane negli argini ma occupa spesso tane già esistenti&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si ciba di vegetazione e i “contadini” si lamentano&lt;br /&gt;-&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mercato nero per la pelliccia (e la carne) attualmente attivo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie22mag10%20%281%29.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie22mag10%20%281%29.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" height="428" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie22mag10%20%281%29.jpg" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie22mag10%20%281%29.jpg" title="nutria" width="571" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie22mag10%20%281%29.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie22mag10%20%281%29.jpg"&gt;&lt;/a&gt;FIG. 2 - Coypu o Nutria (&lt;i&gt;Myocastor coypus&lt;/i&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ importante che la nutria non faccia la stessa fine della lontra ma che anzi venga valorizzata per quello che è veramente, un castoro di palude che grazie alla sua presenza mantiene vivi gli ecosistemi della Pianura Padana e non solo. La persecuzione verso la lontra e la nutria oltre ad essere estremamente antiscientifica è anche biologicamente, ecologicamente, eticamente e moralmente inaccettabile. Non è giusto che a causa dei soliti interessi economici di poche lobbies (venatorie in primis) sia sempre l’ambiente a pagarne le conseguenze. E’ fondamentale che le Amministrazioni pongano fine ai rapporti con il mondo venatorio e che instaurino una miglior sinergia con le persone e le organizzazioni preposte ad una vera, corretta e più scientifica gestione faunistica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-3989886833236929396?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/3989886833236929396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=3989886833236929396' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3989886833236929396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3989886833236929396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/09/in-europa-la-popolazione-di-lontra-ha.html' title='LONTRA E NUTRIA: STESSO NOME PER UNO STESSO DESTINO?'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-4485213330945290105</id><published>2010-09-04T17:13:00.000+02:00</published><updated>2010-09-05T10:18:30.965+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE DELLA NUTRIA (Coypu – Myocastor coypus) IN AFRICA</title><content type='html'>&lt;h3&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/images/africa.gif" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="488" src="http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/images/africa.gif" title="africa coypu" width="350" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;FIG. 1 – Distribuzione della nutria in Africa&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Kenya&lt;/strong&gt;: gli esemplari di castorino sono stati importati al Plateau Kinangop per l’allevamento da pelliccia nel 1950 (Harper e altri, 1990). Nel 1965 alcuni individui erano fuggiti e hanno raggiunto il lago Naivasha (Harper e altri, 1990). I Pitoni (&lt;em&gt;Python rebae&lt;/em&gt;) sono stati introdotti come controllo biologico, ma sono stati inefficaci (Harper e altri, 1990). Nathan Gregory (Università di Princeton) ha riferito di aver visto le nutrie nel distretto di Laikipia del Kenya nel 2005 e ha fornito prove fotografiche per la conferma. Egli ha avuto anche la conferma dai suoi informatori posti sul fiume e sui laghi Narok Naivasha e Albalosit.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;strong&gt;Zimbabwe, Zambia e Botswana&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;: le Nutrie sono state introdotte poco tempo prima del 1958&amp;nbsp; in Zimbabwe, Zambia, Botswana (Aliev, 1967). Howerth e altri (1994), le hanno segnalate&amp;nbsp; in Africa, mentre Woods e altri (1992) affermano che esse sono presenti in Africa orientale. Non vi è alcun indiziodella naturalizzazione della nutria (Johan du Toit, Mammal Research Institute di Pretoria, Sud Africa, scritto commun., 2001).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;fonte: http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/africa.htm&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-4485213330945290105?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4485213330945290105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4485213330945290105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/08/diffusione-e-distribuzione-della-nutria.html' title='DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE DELLA NUTRIA (Coypu – Myocastor coypus) IN AFRICA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-9100935551993071644</id><published>2010-08-05T17:08:00.001+02:00</published><updated>2010-08-05T17:09:09.695+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>LA NUTRIA NON E' PIU' UN FLAGELLO - IUCN 2010</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come per &lt;a href="http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/11/importante-aggiornamento-iucn-la-nutria_7133.html"&gt;l'anno 2009&lt;/a&gt;, anche quest'anno sul sito IUCN relativo alle Red List è possibile verificare il dato dello scorso anno (2009) ovvero che anche per il 2010 la Nutria - Coypu o Castorino, &lt;i&gt;Myocastor coypus&lt;/i&gt; - non rappresenta più un "problema" e difatti la popolazione globale di castorini è in decremento, salvo per l'areale di origine dove viene a tutt'oggi ancora allevata per la pelliccia e la carne dalle popolazioni locali. Solo in determinati contesti di &lt;b&gt;origine antropica&lt;/b&gt; la nutria può essere concausa di uno squilibrio ambientale. I motivi di ciò vanno ricercati nelle vicinanze di precedenti allevamenti di castorino e nelle campagne di abbattimento che sono la principale ragione dell'incremento del numero di questo roditore. Va ricordato infine che a tutt'oggi esiste un forte commercio e business (nero) tra coloro preposti all'abbattimento delle nutrie e la domanda del mercato delle pellicce estero e della carne sia per farine (pellets) che per ristoranti, sia stranieri che italiani. Come metro di paragone basti pensare infatti come a Brescia vengano cacciati illegalmente moltissimi volatili protetti dalle Leggi solo per il lucro che si ricava dalle ricette di alcuni ristoranti. Purtroppo è sempre l'uomo la causa della perdita di biodiversità e del degrado ambientale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_KHronun-daw/TFrTyCpyDoI/AAAAAAAAAA4/17UJ0zKkI8Q/s1600/nutriaiucn2010.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/_KHronun-daw/TFrTyCpyDoI/AAAAAAAAAA4/17UJ0zKkI8Q/s640/nutriaiucn2010.JPG" width="568" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;FIG. 1 - aggiornamento IUCN 2010&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-9100935551993071644?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/9100935551993071644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/9100935551993071644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/08/la-nutria-non-e-piu-un-flagello-iucn.html' title='LA NUTRIA NON E&apos; PIU&apos; UN FLAGELLO - IUCN 2010'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KHronun-daw/TFrTyCpyDoI/AAAAAAAAAA4/17UJ0zKkI8Q/s72-c/nutriaiucn2010.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-2681046625834096705</id><published>2010-07-25T11:34:00.002+02:00</published><updated>2010-07-25T11:44:28.861+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>SCIENZA E NUTRIA (Myocastor coypus) – 2</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;C-Banded Karyotype of Myocastor coypus (Molina, 1782) from Turkey (Mammalia: Rodentia&lt;/b&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Authors: İliker, Ayşegül; Arslan, Atilla; Pamukoğlu, Nahit; Albayrak, İrfan&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Source: Folia Biologica, Volume 57, Numbers 1-2, December 2008 , pp. 33-36(4)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Publisher: Institute of Systematics and Evolution of Animals, Polish Academy of Sciences&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KHronun-daw/TEwGHaBRpBI/AAAAAAAAAAw/sQ40YcPaKOY/s1600/Nutr60.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/_KHronun-daw/TEwGHaBRpBI/AAAAAAAAAAw/sQ40YcPaKOY/s400/Nutr60.jpg" width="311" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;FIG. 1 - cariotipo di Myocastor coypus&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;The present study reports the C-band patterns of chromosomes of Myocastor coypus from Turkey. The karyotype of M. coypus is comprised of (2n) 42 chromosomes, the number of chromosomal arms (FN) was 83 and the number of autosomal arms (FNa) was 80. The X chromosome was a medium-sized metacentric and the Y chromosome was acrocentric and the smallest in the set. Two metacentric chromosomes have secondary constrictions. Most autosomes in this species were centromeric C-positive and some autosomes had telomeric C-bands. The X chromosome has centromeric heterochromatin, while the Y chromosome appeared to be entirely heterochromatic.&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;Il presente studio riporta i modelli C-band dei cromosomi di&amp;nbsp;&lt;i&gt;Myocastor coypus&lt;/i&gt; dalla Turchia. Il cariotipo delle nutrie è composto da (2n) 42  cromosomi, il numero delle braccia cromosomiche (FN), è di 83 e il numero delle braccia autosomiche (FNA) è pari a 80. Il cromosoma X è metacentrico di media dimensione e il cromosoma Y è acrocentrico e il più piccolo del corredo. Due  cromosomi metacentrici presentano costrizioni secondarie. La maggior parte dei cromosomi autosomici &amp;nbsp;in questa specie sono stati C-positivi centromericamente e alcuni autosomi possiedono C-band telomerica. Il cromosoma X ha un'eterocromatina centromerica, mentre il  cromosoma Y sembra essere del tutto eterocromatico.&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;fonti:&lt;br /&gt;http://placentation.ucsd.edu&lt;br /&gt;www.ingentaconnect.com&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-2681046625834096705?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/2681046625834096705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=2681046625834096705' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2681046625834096705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2681046625834096705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/07/scienza-e-nutria-myocastor-coypus-2.html' title='SCIENZA E NUTRIA (Myocastor coypus) – 2'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KHronun-daw/TEwGHaBRpBI/AAAAAAAAAAw/sQ40YcPaKOY/s72-c/Nutr60.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-1948970618030729430</id><published>2010-06-30T22:10:00.002+02:00</published><updated>2010-07-25T11:03:43.168+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor coypus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>SCIENZA E NUTRIA (Myocastor coypus) – 1</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come accennato precedentemente, ha inizio da oggi la pubblicazione di "abstract" ovvero di riassunti di pubblicazioni della letteratua scientifica nazionale e internazionale che riguarda il Coypu (Nutria o Castorino). Questo per divulgare al meglio le vere informazioni su questo roditore e per dimostrare ancora una volta come gli articoli presenti in queste pagine siano affidabili sia da un punto di vista scientifico che umano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Indagini sulla popolazione di Nutria (Myocastor coypus, Molina 1782) della Riserva “Macchia Foresta del Fiume Irminio” (Ragusa)&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ettore Petralia (a*), Maria Carolina Di Maio (b), Renzo Ientile (a), Rosario Grasso (a), Alfredo Petralia (a)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;aDipartimento di Biologia Animale “Marcello La Greca”, Università degli Studi di Catania, via Androne 81, 95124 – Catania, Italia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;bProvincia Regionale di Ragusa, Servizio Parchi Naturali, Protezione Naturalistica e Forestale, via G. Di Vittorio 175, 97100 -Ragusa, Italia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Abstract&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Nutria, Roditore originario dell’America meridionale, è presente come entità alloctona nella Riserva Naturale Speciale Biologica “Macchia Foresta del Fiume Irminio”, in Provincia di Ragusa, dai primi anni ’90. Un monitoraggio su stato e dinamica di tale popolazione è stato realizzato con campionamenti stagionali, dalla primavera 2003 all’estate 2004. I dati ottenuti attraverso il metodo Cattura-Marcatura-Ricattura e trattati utilizzando l’estimatore Jackknife (software Capture), indicano come attualmente la dimensione numerica della popolazione di nutrie sia stimabile nel complesso sui 2.5 individui per ettaro. Nella popolazione si evidenzia altresì un trend positivo in leggera crescita che segue ad una fase di sostanziale stabilità riscontrata in precedenti analoghe indagini sulla stessa popolazione effettuate tra il ’99 e il 2000 (Petralia, 2003). Il rapporto sessi indica una prevalenza numerica dei maschi mentre la popolazione risulta abbastanza giovane (metodo di Dagault, 1987) pur con una prevalenza di individui che hanno superato i sei mesi di vita e raggiunto la maturità sessuale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attraverso la determinazione dell’“indice di condizione”, basato sul peso e sulle dimensioni degli individui (Velatta, 1994), si è potuto osservare come i soggetti si presentino in buono stato fisico. Gli spostamenti dei singoli individui nell’ambiente studiato risultano notevolmente differenti con home range variabili da 0.5ha a 3.3ha. L’alimentazione si conferma vegetariana (Abbas, 1991).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;© 2005 SItE. All rights reserved&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-1948970618030729430?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/1948970618030729430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=1948970618030729430' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1948970618030729430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1948970618030729430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/06/scienza-e-nutria-myocastor-coypus-1.html' title='SCIENZA E NUTRIA (Myocastor coypus) – 1'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-1280570157410523482</id><published>2010-06-05T11:07:00.001+02:00</published><updated>2010-06-05T12:42:03.125+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>IL COYPU O NUTRIA E’ LA MASCOTTE PER LA SALVAGUARDIA DELLE FORESTE</title><content type='html'>&lt;p&gt;Nel 1976 &lt;a href="http://www.conaf.cl/"&gt;CONAF&lt;/a&gt;, la Corporazione Forestale Nazionale del Cile, ha dato vita a Forestin, il simbolo della prevenzione degli incendi boschivi e per la salvaguardia e cura dell’ambiente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Nutria Forestin è un mammifero roditore che vive nelle paludi, nei prati e nei laghi nutrendosi soprattutto della vegetazione acquatica ivi presente. Sulle rive dei fiumi costruisce le proprie camere sia per riparo che per la prole.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ il più grande roditore nativo del Paese ed è caratterizzato da una coda cilindrica, orecchie e occhi piccoli, muso quadrangolare e le zampe posteriori sono palmate (4 dita su 5).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La sua preziosissima pelliccia è stata una delle cause principali della sua cattura intensiva. Attualmente egli è protetto in alcuni Parchi Nazionali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La sua missione è quella di preoccuparsi di realizzare un cambiamento dell’atteggiamento delle persone verso il nostro ambiente. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso la partecipazione attiva di bambini e Partner come il &lt;a href="http://clubforestin.conaf.cl/?unidad=0&amp;amp;seccion_id=HOME"&gt;Club Forestin&lt;/a&gt; e partecipare alla soluzione dei problemi ambientali locali. Grazie a Forestin e al suo Club saranno fornite informazioni sulla cura dei boschi, su come prevenire gli incendi boschivi e lottare per la conservazione della flora e della fauna.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.conaf-rms.cl/images/Forestin.gif"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="forestin" src="http://www.conaf-rms.cl/images/Forestin.gif" alt="" width="108" height="180" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Coypu o Nutria Forestin&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il mio vero nome, e non ridete per favore che non ho colpa, è Myocastor coypus, chiamato comunemente “nutria” ed ora conosciuto a voi come “Il Coipo Forestin”. Ho due cugini ben noti, il castoro e la lontra. Mi hanno anche soprannominato “falsa lontra” e sono stati gli spagnoli che mi hanno dato quel nome. Anche se sono il miglior nuotatore della mia specie, così mi chiamano per via della mia lunga coda come quella delle lontre. Ma io di falso non ho niente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Io provengo da una classe di alto rango sociale, chiamata Mammiferi, dell’ordine dei Roditori. La mia famiglia nel campo scientifico è nota come Miocastoride. Io sono il più fedele servitore di questa parte d’America, in questo bellissimo paese, io sono la mascotte e il simbolo di cura per le foreste.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Miisuro dalla testa al tronco 43-63 cm, ho una bella pelliccia con peli marrone, giallo sul dorso e grigio sulla parte dell’addome. peso da adulto intorno al 7-8 chili, la mia coda è lunga, circa 30 o 40 cm, e la curo con attenzione. Il mio cibo è costituito da piante fresche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mi preparo a nascere dopo circa 17-18 settimane di gestazione, di solito non  nasco da solo, ci sono a volte 4 o 6 fratelli. La mia crescita è rapida e quando divengo più autonomo è in acqua l’ambiente che mi piace.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ho cugini in tutto il mondo e in base a ciò che ci raccontano, ovunque ci perseguitano e ci uccidono i cacciatori per approfittare della nostra pelliccia e venderla. Ecco perché ci nascondiamo nel folto del bosco, lontano dagli esseri umani e da altri animali predatori, vicino alle sponde di fiumi e laghi, dove l’erba cresce con l’acqua. Questo mi aiuta più come una difesa che come fonte di cibo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vi sfido a cercarmi, mi troverete dove c’è acqua pulita, erbe aromatiche e una vicina foresta. Non sarà facile perché mi nascondo molto bene. Ma c’è una speranza, perché tu possa aiutarmi a prendere cura delle acque e delle foreste e solamente insieme riusciremo a fare bene tutto questo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-1280570157410523482?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/1280570157410523482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=1280570157410523482' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1280570157410523482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1280570157410523482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/06/il-coypu-o-nutria-e-la-mascotte-per-la.html' title='IL COYPU O NUTRIA E’ LA MASCOTTE PER LA SALVAGUARDIA DELLE FORESTE'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5437916891170261130</id><published>2010-05-02T13:29:00.002+02:00</published><updated>2010-05-02T13:36:06.118+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>IL COYPU o NUTRIA (Myocastor coypus) E' FAUNA SELVATICA ITALIANA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il castoro sudamericano, comunemente chiamato "coypu" o più impropriamente "nutria" è un mammifero roditore, originario del Sud America ma che è stato importato in tutta Europa e in Italia per farne pellicce. Nel nostro Paese in particolare i primi allevamenti di nutria risalgono agli anni 20 del secolo scorso. Siccome la maggior parte degli allevamenti era a conduzione famigliare, non registrati presso gli appositi Enti e privi di qualunque garanzia di protezione, le fughe accidentali unite soprattutto al rilascio intenzionale di questi animali proprio dagli estessi allevatori dopo il fallimento del business della pelliccia di Castorino, contribuirono alla formazione di nuclei stanziali di questi animali nelle nostre zone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'opera di "colonizzazione" dei primi esemplari di castorino può essere fatta risalire quindi a circa 80-90 anni fa! &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In base alla legge nazionale 157/92, qualunque animale in grado di autosostenersi in un determinato ambiente si definisce naturalizzato ed è a tutti gli effetti fauna selvatica locale. La nutria da diverso tempo è sia ecologicamente che legalmente fauna selvatica italiana. In diversi contesti questo animale infatti è stato in grado in occupare una nicchia ecologica a sè stante, senza interferire in modo sostanziale o irreversibile con la fauna e la flora locale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esistono tuttavia zone in cui la presenza di questo roditore influisce in modo più evidente sugli equilibri naturali ma si tratta di un normale processo ecologico che col tempo porterà ad un nuovo equilibrio ecosistemico, come accade da diversi milioni di anni a questa parte. Naturalmente nei casi in cui sussitono già situazioni precarie di popolazioni animali o vegetali, la presenza di animali come questo roditore possono avere conseguenze più importanti ed è proprio in questi contesti che, previo studi scientifici accurati, la stessa legge prevede di intervenire con metodi ecologici per la gestione faunistica della popolazione della specie in esame. Solo su parere dell'ISPRA si potrà eventualmente intervenire con metodi diretti atti ad un drastico contenimento (non eradicazione) della nutria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo visto in un articolo precedente come la presenza del castorino sia un fattore di pregio per diversi siti, soprattutto in zone dove le attività antropiche influiscono pesantemente in termini di inquinamento o di frammentazione degli habitat.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'unica situazione dove la presenza del coypu (ma anche dei conigli, lepri, silvilago, gamberi rossi della Louisiana, talpe, mustelidi, carnivori, uccelli, anfibi, etc.) rappresenta un problema, solo a livello economico e non ecologico, è costituito da determinate zone site solo in contesti agricoli. Qui a causa dell'eccessivo sfruttamento dovuto a diverse attività antropiche e dalla scarsa manutenzione dei sistemi irrigui e di conduzione delle pratiche agricole, questi animali (non solo le nutrie ma tutta la fauna che vive in ambiente silvo-pastorale) costituiscono una concausa dei cedimenti strutturali e delle eventuali perdite (spesso gonfiate) dei raccolti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un prossimo articolo descriveremo in modo specifico i diversi metodi ecologici funzionanti per la corretta gestione faunistica di questa specie ma non solo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diversi e anche abbondanti sono quindi i casi in cui la nutria si è ben adattata e integrata in perfetta armonia ed equilibrio ecologico con i nostri ecosistemi tanto che questi animali risultano di estrema utilità per il corretto mantenimento e funzionamento degli stessi. Basti pensare ai fontanili, alle Oasi, ai parchi naturali e in molti tratti di campagna. Nondimeno però, proprio per quanto descritto precedentemente, risultano importanti interventi di gestione faunistica per la tutela e la protezione della biodiversità di determinate zone. Il tutto però deve essere fatto secondo i criteli biologici prima e legali dopo per il pieno rispetto dell'ecologia e della natura che ci circonda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Va ricordato infine che in base all'aggiornamento IUCN, le popolazioni di nutria a livello globale sono in decremento (ad eccezione del Sud America e della Louisiana) e ciò è dovuto esclusivamente ad un raggiungimento della capacità portante dell'ambiente stesso e dell'equilibrio naturale che spontanemanete si è assestato. Dove vengono effettuate campagne indiscriminate di abbattimento, le nutrie prosperano proprio perchè l'uccisione e il trappolaggio aiutano a incrementarne il numero e a causare estesi e profondi danni a tutto l'ambiente circostante. Purtroppo però gli interessi economici sono estremi nemici dell'ecologia e della scienza che al contrario ha dimostrato più volte l'inefficacia e l'inutilità di tali pratiche al limite dell'etica e della legalità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Impariamo a conoscere meglio la natura che ci circonda perchè solo con la conoscenza, con la biologia e con l'amore e il rispetto per la natura e la vita si possono risolvere molti fenomeni ma soprattutto in modo ecologico ed ecosostenibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie25apr10%20%289%29.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="nutria avifauna" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie25apr10%20%289%29.jpg" alt="" height="428" width="571" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#3333FF;"&gt;FIG. 1 - nutrie e avifauna&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5437916891170261130?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5437916891170261130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5437916891170261130' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5437916891170261130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5437916891170261130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/05/il-coypu-o-nutria-myocastor-coypus-e.html' title='IL COYPU o NUTRIA (Myocastor coypus) E&apos; FAUNA SELVATICA ITALIANA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-8325721790915492966</id><published>2010-04-04T18:11:00.000+02:00</published><updated>2010-04-04T18:12:21.973+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accudire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>Come accudire una Nutria – LEZIONE 8: VIVERE INSIEME</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;"&gt;Il Coypu (o Nutria) è un animale molto docile, affettuoso, mansueto e per essere un roditore, di facile addomesticamento. Si adatta molto bene a diverse condizioni e di fatti se trattato come "uno di famiglia" è felice di vivere in ambiente domestico. Man mano che cresce è bene che la sua "tana" sia abbastanza lunga, ad esempio verso i 2 anni di età, quando cioè la crescita tende ad essere molto lenta, quasi costante, una gabbia 120 x 60 x 60 (cm) è l'ideale per mangiare, riposare e dormire.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);" mce_style="color: #ff0000;"&gt;COME CRESCERE CON IL NOSTRO AMICO CASTORINO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La nutria è da considerarsi non solo come fauna selvatica italiana (a tutti gli effetti) ma anche e sopratutto come PET ovvero come animale domestico. Come noi oggi possiamo vedere persone che hanno un furetto o un coniglio, così a breve, nel giro di qualche anno, potremo osservare nelle case di alcune persone esemplari di castorino. Ciò avviene già da diversi anni in Sud America. Attualmente però solo in particolari casi (nutrie che vivono in un terreno privato o in parchi o presso strutture sia pubbliche che private adibite al recupero degli animali) è possibile crescere insieme ai castorini. Se accudito fin da piccolo il Coypu è un perfetto compagno di vita, è un Roditore molto intelligente e socievole e in grado di riconoscere le persone che se ne prendono cura come facenti parte del proprio gruppo. E' buona norma ricordare che gli animali (in questo caso le nutrie) considerano noi come loro simili e non viceversa! Ecco alcune peculiarità che possiamo incontrare vivendo con un castorino:&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;dolcezza, docilità, mansuetudine, affetto&lt;/b&gt;;&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;atteggiamenti di richiesta per cibo&lt;/b&gt; (il castorino si solleva sulle due zampe posteriori, stile "marmotta" con i mustacci (le vibrisse) rivolte verso l'alto per attendere qualche boccone);&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;atteggiamenti di richiesta coccole e gioco&lt;/b&gt;;&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;varietà di suoni e vocalizzazioni&lt;/b&gt; a seconda delle situazioni per comunicare i propri stati d'animo o per richiamare la nostra attenzione.&lt;br /&gt;Accudendo un cucciolo di Nutria è più facile che si adatti in minor tempo alla situazione domestica. Tuttavia anche esemplari adulti (età superiore a 1 anno) ben si adattano a vivere con l'uomo. Già nel &lt;b&gt;1800&lt;/b&gt; il Coypu veniva considerato come animale domestico grazie alle sue qualità elencate poco sopra.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;" mce_style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutycucciolonutria27nov09%20%2836%29.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutycucciolonutria27nov09%20%2836%29.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutycucciolonutria27nov09%20%2836%29.jpg" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutycucciolonutria27nov09%20%2836%29.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutycucciolonutria27nov09%20%2836%29.jpg" alt="" height="398" width="531" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);" mce_style="color: #ff0000;"&gt;COME SI RAPPORTA IL COYPU (NUTRIA) CON GLI ALTRI ANIMALI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La Nutria vive in armonia con moltissimi animali appartenenti alla fauna selvatica autoctona, in ambito domestico invece si rapporta molto bene con altre nutrie ma anche con cani, gatti e in generale con altri roditori. Naturalmente, trattandosi di animali è sempre buona norma che ognuno abbia i suoi spazi e in caso di interazioni dirette è preferibile (e vivamente consigliata) la presenza di una persona.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);" mce_style="color: #ff0000;"&gt;CONVIVENZA CON ALTRI ANIMALI: E' POSSIBILE?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si, è possibile quindi far convivere la Nutria con altri animali anche in ambito domestico. Attenzione alla gelosia perchè anche i castorini percepiscono le varie situazioni e se cala il livello di attenzione verso di loro, assumono atteggiamenti tramite i quali ci fanno capire che qualcosa non va. Può capitare che per mancanza di affetto diventino meno reattivi, come se si sentissero "abbandonati". Per ovviare a questi inconvenienti è sufficiente una buona dose di coccole.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-8325721790915492966?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/8325721790915492966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=8325721790915492966' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/8325721790915492966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/8325721790915492966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/04/come-accudire-una-nutria-lezione-8.html' title='Come accudire una Nutria – LEZIONE 8: VIVERE INSIEME'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-4839506091136927413</id><published>2010-02-27T22:55:00.002+01:00</published><updated>2010-02-27T23:01:20.097+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><title type='text'>TUTTO (o quasi) SUL CASTORO SUDAMERICANO (NUTRIA)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per tutti coloro interessati ad approfondire studi su questo meraviglioso roditore, il qui presente blog e i suoi collaboratori dispongono di materiale, unicamente reso pubblico grazie a noi, relativo a diversi temi come:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- anatomia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- fisiologia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- etologia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- ecologia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- biogeografia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- storia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- attualita'&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- verità e disinformazione&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- FAQ&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- materiale multimediale&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tutto è tratto sia da osservazioni dirette, testimonianze ma soprattutto dalla letteratura scientifica nazionale e internazionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A causa dei molti progetti in cui i nostri collaboratori sono coinvolti, e che lo stesso blog viene chiamato in causa come valido supporto, l'aggiornamento non potrà essere regolare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo staff ringrazia tutti coloro (e sono molti) che ci fanno visita e ci chiedono consigli e chiarimenti sulla nutria e che grazie al nostro lavoro hanno conosciuto le vere informazioni relative proprio a questo roditore. Noi andremo sempre avanti per l'amore che nutriamo per tutte le forme di vita.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-4839506091136927413?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/4839506091136927413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=4839506091136927413' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4839506091136927413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4839506091136927413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/02/tutto-o-quasi-sul-castoro-sudamericano.html' title='TUTTO (o quasi) SUL CASTORO SUDAMERICANO (NUTRIA)'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-4141684854804991991</id><published>2010-02-07T12:24:00.002+01:00</published><updated>2010-02-07T12:37:59.407+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>NUOVI PROGETTI IN CORSO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il blog sulla nutria (l'unico riferimento ufficiale e scientifico riconosciuto che tratta in modo serio, dettagliato e super-partes della nutria) è al lavoro con progetti e ricerche sul campo molto interessanti, basate sia sulla letteratura scientifica nazionale e internazionale che sulla consulenza e sui dati veritieri e incontrovertibili di scienziati del settore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stiamo quindi lavorando per voi e per informare e divulgare con serietà le nozioni biologiche di questo meraviglioso roditore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto vorrei segnalare un articolo interessante su come i disinformatori della rete tendono a mettere in atto metodi meschini e al limite della legalità per affondare chi dice la verità e chi con amore e dedizione vuole divulgare informazioni reali ma che vanno contro agli interessi economici dei soliti noti. Buona lettura!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Il modus operandi dei disinformatori&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su Internet, specie negli ultimi anni, agiscono alcuni personaggi col preciso scopo di screditare coloro che trattano argomenti pericolosi per lo status quo. Questi personaggi bazzicano nei vari blog oppure creano siti che si riconoscono perché non hanno alcuna finalità (non informano né offrono contenuti costruttivi) se non quella di denigrare persone scomode perché indipendenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Essi si illudono che cercando di distruggere la reputazione di persone indipendenti distruggeranno anche la possibilità di divulgare gli argomenti da esse sollevati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riconoscere i personaggi in questione non è difficile perché essi utilizzano le solite tecniche di regime. Le tecniche più comuni sono:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1) Associare gli scrittori indipendenti a personaggi già screditati, facendo addirittura intendere che essi apparterrebbero ad una sorta di fazione. Ciò consente di etichettare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2) Sollevare critiche che non hanno alcuna attinenza con gli argomenti sollevati, ma puntare a personalizzare le questioni, facendo intendere di avere a che fare con persone emotivamente disturbate o irrazionali. In sintesi, le accuse più frequenti rivolte alle persone indipendenti sono:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- egocentrismo;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- invidia verso i personaggi avallati dal regime;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- disinformazione (come se i media ufficiali informassero);&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- arroganza;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- voglia di mettersi in mostra (come se non fosse più facile emergere dicendo bugie piuttosto che la verità);&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- essere gatekeep o avere altre caratteristiche opposte rispetto a quelle proprie del dissidente;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- non essere competenti (come se i personaggi di regime fossero tutti cervelloni con una cultura da Nobel);&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- di essere faziosi o schierati (come se quelli pagati dal sistema fossero “indipendenti”);&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- di essere contraddittori o illogici;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- essere intolleranti verso le opinioni altrui (come se chi impiega tempo cercando di screditare gli altri fosse tollerante);&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- di avere manie di persecuzione (come se i crimini denunciati fossero infondati), ecc.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3) Altra tecnica è quella di accusare gli autori indipendenti degli stessi difetti che il sistema vuole rafforzare in tutti gli individui: censura, intolleranza, avidità, sete di protagonismo, invidia, ecc. Si tratta di spostare l'attenzione dal messaggio al messaggero, e di creare un clima emotivamente carico, per escludere una discussione sul vero argomento, che non riguarda certo i difetti possibili dell’autore. In altre parole, si cerca di spostare il terreno dai contenuti oggettivi a contenuti emotivi, puntando a far credere che chi esce dal recinto del “bias di conferma” abbia qualcosa che non va. Alcuni si spacciano persino per personaggi che vorrebbero “aiutare” le persone indipendenti, facendo credere di agire per nobili fini. In realtà, più una persona indipendente viene vista come pericolosa per il regime, e più si attiveranno persone che vorranno metterla in cattiva luce, creando persino siti appositi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;4) Diverse altre tecniche hanno alla base le critiche manipolative, ovvero critiche volte a manipolare o destabilizzare gli altri colpendoli emotivamente, in modo tale da difendere interessi ed esercitare un controllo sul loro comportamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spiegano gli studiosi Michele Giannantonio e Anna Laura Boldorini: “Le critiche manipolative sono critiche che hanno come scopo fondamentale quello di creare imbarazzo, senso di incompetenza, di ignoranza, di colpa … (per) manipolare gli altri in modo da soddisfare i propri interessi, come il potere, il controllo, l’attribuzione ad altre persone delle proprie responsabilità… un modo più sottile e più pericoloso di usare queste critiche è di essere abilmente vaghi, in modo tale che le ambiguità delle critiche rivolte ad una persona vengano interpretate nel modo peggiore possibile. (ad esempio “questo è pazzo”, oppure “non ha capito niente” NdA)… Siamo in presenza di critiche manipolative basate su deduzioni arbitrarie quando, preso atto di un determinato comportamento, si deduce che questo sia indicatore di caratteristiche o di comportamenti più generali di una persona, pur essendo tale deduzione errata o quanto meno discutibile (ad es. “Questo critica sempre tizio”, oppure “è sempre superficiale”)”. (Giannantonio Michele, Boldorini Anna Laura, “Autostima, assertività e atteggiamento positivo”, Ecomind, Salerno 2007, pp. 37-40)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;FONTE: trafiletto ripreso dal blog di Antonella Randazzo (http://www.lanuovaenergia.blogspot.com/)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-4141684854804991991?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/4141684854804991991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=4141684854804991991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4141684854804991991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4141684854804991991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/02/nuovi-progetti-in-corso.html' title='NUOVI PROGETTI IN CORSO'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-1526806119384377421</id><published>2010-01-24T18:26:00.006+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:56.371+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accudire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><title type='text'>STORIE DI COYPU (NUTRIA) - YAGUA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Riportiamo la testimonianza di una persona che ha accudito una nutria. Un grazie da tutto lo staff del blog sulla nutria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei semplicemente smentire Enrica da Cremona sul fatto che "sui giornali non si leggerà mai di una nutria salvata e curata", perchè a me è capitato esattamente questo!&lt;br /&gt;Forse non verrà pubblicato dalla stampa, ma io 4 mesi fa ho salvato una nutria bianca, una giovane femmina, da una gabbia di cattura, e me la sono portata a casa!&lt;br /&gt;Ora abita in una piccola stalla, in uno spazio chiuso di 7 mq. e uno spazio aperto di uguale superficie, con piscina a disposizione!&lt;br /&gt;Non è diventata proprio domestica, però si lascia accarezzare e grattare sulle orecchiette, mi piace moltissimo (alla faccia di chi disprezza questi dolci animalini) e l'ho chiamata Yagua. A farle visita di tanto in tanto si sono un gatto e due cagnolini. E 45 cavie!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristina da Modena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:'Times New Roman';font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia,serif;font-size:16px;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/yagua9.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img class="aligncenter" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/yagua9.JPG" alt="" border="0" height="339" width="462" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span mce_style="color: #0000ff;" style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;i&gt;FIG. 1 - Yagua (Myocastor coypus) salvata&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-1526806119384377421?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/1526806119384377421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=1526806119384377421' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1526806119384377421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1526806119384377421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/01/storie-di-coypu-nutria-yagua.html' title='STORIE DI COYPU (NUTRIA) - YAGUA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-7513339308171680939</id><published>2010-01-17T22:36:00.006+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.291+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>LA SENSIBILITA' DI CHI HA UN CUORE E UN CERVELLO</title><content type='html'>In attesa degli aggiornamenti a cui il blog sulla nutria sta lavorando, vorrei girare questa mail trovata in Internet e reperibile dal sito dell'associazione bairo. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: small; font-weight: bold; "&gt;da Enrica da  Cremona:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Concordo con l'ultima parte della  prima info. Sterminare ad oltranza le nutrie non è la soluzione migliore.  Un'operazione che da noi si fa con estrema facilità e chiunque incontra una  nutria può tranquillamente ammazzarla in qualsiasi modo, senza incorrere in  nessun reato, anzi.....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;La soluzione finale è una  iniziativa mediocre, tipica della nostra specie che, quando non sa come  comportarsi di fronte a qualcuno che non conosce, preferisce eliminare il  problema in modo drastico e naturalmente irrisolvibile. Questi animali hanno  vita dura: importati per diventare pellicce, quando la moda è tramontata sono  stati lasciati a loro stessi per finire ora nel mirino di umani senza scrupoli.  Hanno pure inventato la leggenda del "topone da fogna" pur di renderli  antipatici, ma queste bestiole sono solo dei castorini che stanno tentando di  sopravvivere in habitat che non sono a loro naturali. Nessuno pensa a cercare  qualcosa di meglio che imbracciare fucili o bastoni, così le nutrie sterminate  lasciano liberi i posti ad altre nutrie che continueranno a riprodursi per  finire poi come le precedenti.. Sono dei roditori e non dei carnivori. Timide e  impaurite, non attaccano nessuno, ma cercano sempre di nascondersi.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Dalle nostre parti non si leggerà  mai sui giornali di una nutria salvata e curata......nord tanto sensibile e  amante degli animali........Eppure sono creature davvero splendide. Basta  saperle conoscere come meritano.....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Enrica"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo un paio di piccole precisazioni:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- le nutrie sono a tutti gli effetti fauna selvatica italiana in quanto naturalizzate da molti anni. Sono riuscite ad adattarsi ai nostri habitat in modo equilibrato (salvo particolari eccezioni dovute agli squilibri causati precedentemente dall'uomo);&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- la quasi totalità di coloro che imbracciano un fucile si rivela palesemente ignorante in termini di ecologia e di scienze naturali. D'altronde da chi venera il piombo e il dio denaro non c'è nulla da aspettarsi!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un grazie particolare anche da parte nostra a Enrica da Cremona.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriemortisia27dic09%20%2816%29.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriemortisia27dic09%20%2816%29.jpg" title="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriemortisia27dic09%20%2816%29.jpg" class="aligncenter" height="358" width="479" /&gt;&lt;span mce_style="color: #0000ff;" style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span mce_style="color: #0000ff;" style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span mce_style="color: #0000ff;" style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;i&gt;FIG. 1 - Coypu mentre mangia dolcemente e tranquillamente lungo un corso d'acqua&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-7513339308171680939?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/7513339308171680939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=7513339308171680939' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/7513339308171680939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/7513339308171680939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/01/la-sensibilita-di-chi-ha-un-cuore-e-un_4905.html' title='LA SENSIBILITA&amp;#39; DI CHI HA UN CUORE E UN CERVELLO'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-4431287785919748243</id><published>2010-01-08T22:42:00.001+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.338+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><title type='text'>LA LEGGE SALVA LE NUTRIE!</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Riporto una notizia pervenutami tramite la newsletter della LAC. Ciò che è scritto dimostra che la vita degli esseri viventi ha un valore inestimabile dove nemmeno gli interessi economici possono trovare scampo. E' un nuovo passo avanti che promuove le amministrazioni intelligenti e oneste verso questo fenomeno.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;EMILIA-ROMAGNA - SALVE LE NUTRIE A POLESINE PARMENSE&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il TAR dell'Emilia Romagna, sezione staccata di Parma, sezione prima, a seguito di ricorso della LAC difesa dall'avvocato Massimo Rizzato, con sentenza n. 10/2010 del 15 dicembre 2009 ha annullato l'ordinanza del Comune di Polesine Parmense n. 3 del 9 gennaio 2009, con la quale il Comune stesso aveva consentito l'abbattimento delle nutrie su tutto il territorio comunale, al fine di contenerne il numero. Il Tribunale ha rilevato che il Comune di Polesine Parmense &lt;b&gt;non ha in alcun modo comprovato la sussistenza di un'emergenza sotto i profili sanitario e della sicurezza pubblica, ed inoltre che la competenza in materia non è del Comune ma dell'amministrazione provinciale.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie27dic09.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie27dic09.jpg"&gt;&lt;img alt="" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie27dic09.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie27dic09.jpg" title="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie27dic09.jpg" class="aligncenter" height="323" width="432" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie27dic09.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie27dic09.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;span mce_style="color: #0000ff;" style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;i&gt;FIG . 1 - Castoro sudamericano (nutria) in un corpo idrico di campagna&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-4431287785919748243?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/4431287785919748243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=4431287785919748243' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4431287785919748243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4431287785919748243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/01/la-legge-salva-le-nutrie_08.html' title='LA LEGGE SALVA LE NUTRIE!'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5742164717131827558</id><published>2010-01-04T13:06:00.003+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.317+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>LETTERATURA SCIENTIFICA SUL COYPU o NUTRIA (Myocastor coypus)</title><content type='html'>&lt;div class="PostContent"&gt; &lt;p&gt;Di seguito riporto alcuni principali riferimenti bibliografici che il sottoscritto ha consultato e su cui si basa il presente sito, unico in Italia per quanto concerne l’informazione scientifica su questo roditore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbas A., 1988 - &lt;strong&gt;Impact du ragondin (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; Molina) sur une culture de maïs (&lt;em&gt;Zea mays&lt;/em&gt; L.) dans le marais Poitevin.&lt;/strong&gt; Acta Oecol.\Oecol. Appl., 9: 173-189.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbas A., 1991 - &lt;strong&gt;Feeding strategy of coypu (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) in central western France.&lt;/strong&gt; J. Zool. Lond., 224: 385-401.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Arcangeli G., 2001 - &lt;strong&gt;Problematiche sanitarie legate alla presenza della Nutria (&lt;em&gt;Myocastor&lt;/em&gt; &lt;em&gt;coypus&lt;/em&gt; – Molina, 1782).&lt;/strong&gt; Atti Conv. Naz. Il controllo della fauna per la prevenzione di danni alle attività socio-economiche. Vercelli, 8-9 maggio 2001.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Arcangeli G., Casati D., Zanellato G., Mutinelli F., 1997 – Stato &lt;strong&gt;sanitario della nutria selvatica (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;, Molina.&lt;/strong&gt; ODV 1: 46-50.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Baker S. J., Clarke C. N., 1988 - &lt;strong&gt;Cage trapping coypus (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) on baited rafts.&lt;/strong&gt; J. Appl. Ecol., 25: 41-48.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Balestrieri A., Remonti L. &amp;amp; Prigioni C., 2002 - &lt;strong&gt;Stato delle conoscenze sulla nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) in Lombardia e problematiche di gestione.&lt;/strong&gt; Atti Conv. Naz. La gestione delle specie alloctone in Italia: il caso della nutria e del gambero rosso della Louisiana – Firenze, 24-25 settembre 2002.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Batini G., 1981 &lt;strong&gt;- Il fiume dei castori.&lt;/strong&gt; In: La fauna in Toscana. Ed. Bonechi, Firenze. pp.92.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bertolino S., Gola L., Perrone A., Bollo E., Modica M., 2001 - &lt;strong&gt;Esperienze di controllo della Nutria&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; nel Parco del Po tratto vercellese – alessandrino.&lt;/strong&gt; Atti Conv. Naz. Il controllo della fauna per la prevenzione di danni alle attività socio-economiche. Vercelli, 8-9 maggio 2001.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Boitani L., D’Antoni S., De Stefano R., Reggiani G., Spada F., 1994 (Abstracts) - &lt;strong&gt;Preliminaries observations on effects of feeding habits of the coypu (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) on natural plant communities and crops.&lt;/strong&gt; I° Convegno Italiano di Teriologia, Pisa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Brown L., 1975 - &lt;strong&gt;Ecological relationships and breeding biology of the nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) in the Tampa, Florida area.&lt;/strong&gt; J.Mammal, 56: 928-930.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Carter J., A. Lee Foote, and Lori A. Johnson, 1998 - &lt;strong&gt;Nutria-Marsh Biomass-Marsh Area Loss Model.&lt;/strong&gt;U.S. Geological Survey-National Wetlands Research Center.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Carter J., A. Lee Foote, and Lori A. Johnson-Randall, 1999 - &lt;strong&gt;Modeling the effects of nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) on wetland loss. &lt;/strong&gt;Wetlands Vol 19(1): 209-219.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chabreck R. H., 1962 - &lt;strong&gt;Daily activity of nutria in Louisiana.&lt;/strong&gt; J. Mamm., 43(3): 337-344.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Clutton -Brock T. H., S. D. Albon, 1985 - &lt;strong&gt;Competition and population regulation in social mammals.&lt;/strong&gt;In: Silby R. M. &amp;amp; Smith R. H. (Eds.), Behavioural Ecology. Ecological consequences of adaptative behaviour, Blackwell Sci. Publ.: 557-575.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cocchi R. e Riga F., 2001 - &lt;strong&gt;Linee guida per il controllo della Nutria (Myocastor coypus).&lt;/strong&gt; Quad. Cons. Natura, 5, Min. Ambiente – Ist. Naz. Fauna selvatica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Coreil P. D., Zwank P. J., Perry H. R. JR., 1988 - &lt;strong&gt;Female nutria habitat use in the intermediate marsh zone of Coastal Louisiana.&lt;/strong&gt; Proc. Louisiana Acad. Sci., 51: 21-30.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Corn M. L., Buck E. H., Rawson J., and Fischer E., 1999 - &lt;strong&gt;Harmful Non-Native Species: Issues for Congress Resources, Science, and Industry Division.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Davis R. A., Jenson A. G., 1960 - &lt;strong&gt;A note on the distribution of the coypu (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) in Great Britain. &lt;/strong&gt;J. Anim. Ecol., 29: 397-398.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;D’Antoni S., 1992 - &lt;strong&gt;Modelli spaziali e temporali della nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) nella Riserva Naturale Tevere-Farfa. &lt;/strong&gt;Tesi di Laurea, Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Italy, 99 pp.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;De Ciechi R. &amp;amp; Prigioni C., 1998 - &lt;strong&gt;Distribuzione ed ecologia della Nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) nella Valle del Ticino (Italia nord occidentale).&lt;/strong&gt; Atti Soc. it. Sci. nat. Museo civ. Stor. nat. Milano, 138/1997 (I-II): 13-23.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;De Stefano R., 1990/1991 - &lt;strong&gt;Aspetti demografici della nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) nella Riserva Naturale Tevere-Farfa.&lt;/strong&gt; Tesi di Laurea, Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Italy, 120 pp.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;D’Antoni S., Pacini A., Cocchieri G., Pittiglio C., Reggiani G., 2002 - &lt;strong&gt;L’impatto della Nutria (Myocastor coypus) nella Riserva Naturale Tevere-Farfa (RM).&lt;/strong&gt; Atti Conv. Naz. La gestione delle specie alloctone in Italia: il caso della nutria e del gambero rosso della Louisiana – Firenze, 24-25 settembre 2002.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dixon K. R., Willner G. R., Chapman J. A., Lane W. C. &amp;amp; Pursley D., 1979 - &lt;strong&gt;Effects of trapping and weather on body weights of feral nutria in Maryland.&lt;/strong&gt; J. Appl. Ecol., 16: 69-76.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Doncaster C. P., Micol T., 1988 - &lt;strong&gt;Comparison of three absolute estimates of coypu abundance from cage trapping.&lt;/strong&gt; Acta Oecol.\Oecol. Gener., 9: 89-99.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Doncaster C. P. &amp;amp; Micol T., 1989 - &lt;strong&gt;Annual cycle of a coypu (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) populations: male and female strategies.&lt;/strong&gt; J. Zool. Lond. 217: 227-240.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Doncaster C. P. &amp;amp; Micol T., 1990 - &lt;strong&gt;Response by coypus to catastrophic events of cold and flooding.&lt;/strong&gt;Holarct. Ecol. 13: 98-104.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Population structure of coypus (Myocastor coypus) in their region of origin and comparison with introduced populations&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;M. Laura Guichón &lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; &lt;a href="http://www3.interscience.wiley.com/journal/118845933/abstract#c1"&gt;*&lt;/a&gt;, C. Patrick Doncaster &lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; Marcelo H. Cassini &lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; Departamento de Ciencias Básicas, Universidad Nacional de Luján, Rutas 5 y 7, (6700) Luján, Buenos Aires, Argentina   &lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; School of Biological Sciences, University of Southampton, Southampton SO16 7PX, U.K.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Correspondence to   *M. Laura Guichón.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ehrlich S., 1966 - &lt;strong&gt;Ecological aspects of reproduction in nutria 7(&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; Molina).&lt;/strong&gt;Mammalia, 30: 142-152.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ehrlich S., 1967 - &lt;strong&gt;Field studies in the adaptation of nutria to seasonal variations.&lt;/strong&gt; Mammalia, 30: 347-360.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Eibl-Eibesfeldt I, 1959 - &lt;strong&gt;Einige Beobachtungen an einer in Freiheit gehaltenen weiblichen Biberratte (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;).&lt;/strong&gt; Der Zool. Garten (NF), 19, 277-283 (1952).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Evans J., 1970 - &lt;strong&gt;About nutria and their control.&lt;/strong&gt; U.S. Fish Wildl. Ser. Res. Publ., 86: 1-65.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Foote A. L., Best G. R., and Johnson L. A., - &lt;strong&gt;A Tool for Evaluating Influence of Nutria on Coastal Marsh Sustainability.&lt;/strong&gt;, National Wetlands Research Center, U.S. Geological Survey – Ecological Risk Assessment, Biological Resources Division, 700 Cajundome Boulevard, Lafayette, Louisiana 70506.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gariboldi A., 1993 - &lt;strong&gt;La nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) in Lombardia.&lt;/strong&gt; Suppl. Ric. Biol. Selvaggina XXI(1993):259-262.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., 1974 - &lt;strong&gt;The coypu in East Anglia.&lt;/strong&gt; Trans. Norf. and Nor. Nat. Soc., 23: 49-59.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L. M., 1977 - &lt;strong&gt;Coypu (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;).&lt;/strong&gt; In G. B. Corbet &amp;amp; Southern H. N. (eds.): The handbook of British mammals. Blackwell Scientific Publs, Oxford, 2nd ed., 256-265.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L. M., 1979 - &lt;strong&gt;The twenty-four hour activity cycle of captive coypus (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;).&lt;/strong&gt; J. Zool. Lond., 187: 341-367.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., 1980 - &lt;strong&gt;The duration of lactation in feral coypus (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;).&lt;/strong&gt; J. Zool., 191: 461-474.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., 1981a - &lt;strong&gt;The dynamic and control of a feral coypu populations.&lt;/strong&gt; In: Chapman J. A. and Pursley D. (Eds.), The furbearer conference proceedings. Univ. Of Maryland, pp. 1806-1825.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., 1981b - &lt;strong&gt;Climatic determinants of spring littering by feral coypu, &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;.&lt;/strong&gt; J. Zool., 195: 281-288.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., 1986 - &lt;strong&gt;Selective abortion of entire litters in the coypu: adaptative control of off-spring production in relation to quality and sex.&lt;/strong&gt; Am. Nat., 127: 772-797.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., Baker S.J., 1987 - &lt;strong&gt;Planning and monitoring an attempt to eradicate coypus form Britain.&lt;/strong&gt; Symp. Zool. Soc. Lond., 58: 99-113.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., Baker S.J., 1989 - &lt;strong&gt;Demographic consequences of differences in the ranging behaviour of male and female coypus.&lt;/strong&gt; In: Putman R.J. (Ed.), Mammals and Pests. Chapman &amp;amp; Hall, London: 155-167.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., Baker S.J., Skinner J.R., 1983 - &lt;strong&gt;A simulation approach to investigating the response of a coypu population to climatic variation.&lt;/strong&gt; EPPO Bull., 13: 183-192.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., Guyon G.E., Wright K.M., 1980 - &lt;strong&gt;Diurnal activity of feral coypus (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) during the cold winter of 1978-9.&lt;/strong&gt; J. Zool., 192: 143-146.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., Huson L. W. And addison G. C., 1980 - &lt;strong&gt;Age estimation of coypus (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) from eye lens weight. &lt;/strong&gt;J. Appl. Ecol. 17: 641-647.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., Skinner J. R., 1984 - &lt;strong&gt;Coypu&lt;/strong&gt;, In: Mason I. L. (Ed.), Evolution of domesticated animals, Longman, London: 246-251.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gosling L.M., Watt A. D., Baker S.J., 1981 - &lt;strong&gt;Continuous retrospective census of the East Anglian coypu population between 1970 and 1979.&lt;/strong&gt; J. Anim. Ecol., 50: 885-901.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Harris U. T., Webert F., 1962 - &lt;strong&gt;Nutria feeding activity and its effect on marsh vegetation in Southwestern Louisiana. &lt;/strong&gt;United States Department of the Interior, Fish and Wildlife Service, Special Scientific Report. Wildlife, 64, 53 pp.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Kohli E., 1995 - &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; (Molina, 1782).&lt;/strong&gt; In: (Eds.) Hausser J., “Mammiferi della Svizzera”, Memorie Accademia Svizzera di Scienze Naturali, Vol. 103.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lever C., 1977 - &lt;strong&gt;The naturalized animals of the British Isles.&lt;/strong&gt; Hutchinson &amp;amp; Co. Publisher Ltd., London: 110-118.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Linscombe G., Kinler N., Wright U., 1981 - &lt;strong&gt;Nutria population density and vegetative changes in brackish marsh in coastal Louisiana.&lt;/strong&gt; Worldwide Fur. Conf. Proc., August 3-11, 1980, Frostburg, Maryland, 1: 129-141.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Maiocco F. - &lt;strong&gt;Il Nutria. &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Caratteristiche, allevamento, utilizzazione.&lt;/strong&gt; Soc. Ed. Zootecniche, Roma.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Martignoni C. &amp;amp; Scaravelli D., 1994 (Abstracts) - &lt;strong&gt;La nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) nel Parco del Mincio (Lombardia, Italia settentrionale).&lt;/strong&gt; I° Congresso Italiano di Teriologia, Pisa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Moinard C., Doncaster C.P. &amp;amp; Barré H., 1992 - &lt;strong&gt;Indirect calorimetry measurements of behavioral thermoregulation in a semiaquatic social rodents, &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;.&lt;/strong&gt; Can. J. Zool., 70: 907-911.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Newson R. M., 1966 - &lt;strong&gt;Reproduction in the feral coypu (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;).&lt;/strong&gt; Symp. Zool. Soc. Lond., 15: 323-334.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Norris J. D., 1967a - &lt;strong&gt;A campaign against feral coypus (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; Molina) in Great Britain.&lt;/strong&gt; J. Appl. Ecol., 4: 191-199.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Norris J. D., 1967b - &lt;strong&gt;The control of coypus (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; Molina) by cage trapping.&lt;/strong&gt; J. Appl. Ecol., 4: 167-189.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Petrini R., Bartolini A. &amp;amp; Venturato E., 2002 - &lt;strong&gt;Lungo le rotte migratorie. Progetti di ricerca: la nutria.&lt;/strong&gt;Atti Conv. Naz. La gestione delle specie alloctone in Italia: il caso della nutria e del gambero rosso della Louisiana – Firenze, 24-25 settembre 2002.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Putman R. J. (Ed.), 1989 - &lt;strong&gt;Mammals and Pests.&lt;/strong&gt; Chapman &amp;amp; Hall, London, 271 pp.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ragni B., Velatta F., 1988 - &lt;strong&gt;Sulla scelta dell’habitat della nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) populations.&lt;/strong&gt; Riv. Idrobiol., 27: 575-583.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Reggiani G., Boitani L. and De Stefano R., 1995 - &lt;strong&gt;Population dynamics and regulation in the coypu&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; in central Italy.&lt;/strong&gt; Ecography, 18: 138-146, Copenhagen (DK).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Reggiani G., Boitani L., D’Antoni S., De Stefano R., 1993 - &lt;strong&gt;Biology and control of the coypu in the Mediterranean area. &lt;/strong&gt;Suppl. Ric. Biol. Selvaggina, XXI (1993): 67-100, Ozzano Emilia, Bologna.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Riga F. e Cocchi R., 2001 - &lt;strong&gt;Approccio generale alle problematiche del controllo della nutria.&lt;/strong&gt; Atti Conv. Naz. Il controllo della fauna per la prevenzione di danni alle attività socio-economiche. Vercelli, 8-9 maggio 2001.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ryszkowsky L., 1966 - &lt;strong&gt;The space organization of nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) populations.&lt;/strong&gt; Symp. Zool. Soc. Lond., 18: 259-265.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Santini L., 1981 - &lt;strong&gt;La nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) allo stato selvatico in Toscana.&lt;/strong&gt; Frustula Entomol. 1: 273-288.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Santini L., 1983 - &lt;strong&gt;I roditori italiani di interesse agrario e forestale.&lt;/strong&gt; Collana: Promozione Qualità dell’Ambiente. Consiglio Nazionale delle Ricerche AQ/1/232.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scaramella D. &amp;amp; Motti G., 1988 - &lt;strong&gt;Allevamento del castorino.&lt;/strong&gt; Edagricole, Bologna, 135 pp.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scaravelli D., 2001 - &lt;strong&gt;Gestione di &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; in aree campione del parco del Mincio e del Delta del Po.&lt;/strong&gt; Atti Conv. Naz. Il controllo della fauna per la prevenzione di danni alle attività socio-economiche. Vercelli, 8-9 maggio 2001.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scaravelli D., 2002 - &lt;strong&gt;Evoluzione del popolamento di &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; in Provincia di Forlì.&lt;/strong&gt; Atti Conv. Naz. La gestione delle specie alloctone in Italia: il caso della nutria e del gambero rosso della Louisiana – Firenze, 24-25 settembre 2002.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scaravelli D. &amp;amp; Martignoni C., 2000 (1998) - &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Leptospira&lt;/em&gt; spp. in &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;: risultati di un’indagine sierologica in provincia di Mantova.&lt;/strong&gt; Suppl. al n.1/2000 Rivista Laguna. Atti Conv. “Aspetti veterinari dell’interazione tra ambiente e animali non convenzionali”. Ozzano Emilia, Bologna.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Spiaggi E.P., Benaglia A. &amp;amp; di Masso R.J., 1998 - &lt;strong&gt;The coypu &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; – Bull.BEDIM, 7, 1, 12-13 (@bedim 7/1).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Velatta F. &amp;amp; Ragni B., 1991a - &lt;strong&gt;Distribuzione della nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) in Umbria.&lt;/strong&gt; In Fasola M.: Atti II Semin. Ital. Cans. Faun. Vert., Suppl. Ric. Biol. Selvaggina, XVI: 633-636.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Velatta F. &amp;amp; Ragni B., 1991b - &lt;strong&gt;La popolazione di nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) del Lago Trasimeno. Consistenza, struttura e controllo numerico.&lt;/strong&gt; Suppl. Ric. Biol. Selvaggina 19: 311-326.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Veronese F. 2002 - &lt;strong&gt;Attività di controllo numerico della popolazione di nutria della Provincia di Rovigo: strategie. metodi, difficoltà, gestione e risultati conseguiti dal 1995 ad oggi.&lt;/strong&gt; Atti Conv. Naz. La gestione delle specie alloctone in Italia: il caso della nutria e del gambero rosso della Louisiana – Firenze, 24-25 settembre 2002.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Watkins S.A. &lt;em&gt;et al.&lt;/em&gt;, 1995 - &lt;strong&gt;The coypu as rodent reservoir of Leptospyra infection in Great Britain.&lt;/strong&gt;J.Hygiene, 95: 409-17.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Warkentin M. J., 1968 – Observations &lt;strong&gt;of the behavior and ecology of the nutria in Louisiana.&lt;/strong&gt; Tulane Stud. Zool. &amp;amp; Bot., 15: 10-17.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Willner G. R., Chapman J. A., Pursley D., 1979 - &lt;strong&gt;Reproduction, physiological responses, food habits and abundance of nutria on Maryland marshes.&lt;/strong&gt; Wild. Monogr., 65, 43 pp.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Chiozzi&lt;/em&gt; G. &amp;amp; &lt;em&gt;Venturini S&lt;/em&gt;., 2008 -&lt;em&gt; &lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Sterilizzazione chirurgica della &lt;em&gt;nutria&lt;/em&gt; (Myocastor coypus): potrebbe essere un potenziale strumento di controllo? &lt;/strong&gt;Le specie alloctone in Italia: censimenti, invasività e piani di azione Memorie della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano Volume XXXVI – Fascicolo I&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Population structure of coypus (Myocastor coypus) in their region of origin and comparison with introduced populations&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Zoology&lt;br /&gt;Volume 261, Issue 3, Date: November 2003, Pages: 265-272&lt;br /&gt;M. Laura Guichón, C. Patrick Doncaster, Marcelo H. Cassini&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scent marking and resource defence by male coypus (Myocastor coypus)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Zoology&lt;br /&gt;Volume 234, Issue 3, Date: November 1994, Pages: 423-436&lt;br /&gt;L. M. Gosling, K. H. M. Wright&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Facultative variation in the timing of parturition by female coypus (Myocastor coypus), and the cost of delay&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Zoology&lt;br /&gt;Volume 214, Issue 3, Date: March 1988, Pages: 407-415&lt;br /&gt;L. M. Gosling, K. M. H. Wright, G. D. Few&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Observations on the Fetal Morphology in Myocastor Coypus Bonariensis (Coypu) (Rodentia, Myocastoridae)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anatomia, Histologia, Embryologia&lt;br /&gt;Volume 37, Issue 6, Date: December 2008, Pages: 469-474&lt;br /&gt;A. E. Felipe, P. G. Masson&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cloning and Expression in Insect Cells of two Pancreatic Lipases and a Procolipase from Myocastor coypus&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;European Journal of Biochemistry&lt;br /&gt;Volume 227, Issue 1, Date: January 1995, Pages: 186-193&lt;br /&gt;Kenneth Thirstrup, Frédéric Carrière, Siv A. Hjorth, Poul B. Rasmussen, Per F. Nielsen, Claus Ladefoged, Lars Thim, Esper Boel&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Anatomicohistological Characteristics of Female Genital Tubular Organs of the South American Nutria (Myocastor coypus)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anatomia, Histologia, Embryologia&lt;br /&gt;Volume 27, Issue 4, Date: August 1998, Pages: 245-250&lt;br /&gt;A. Felipe, S. Callejas, J. Cabodevila&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Microbial Flora Associated with Louisiana Processed Frozen and Fresh Nutria (Myocastor Coypus) Carcasses&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Food Science&lt;br /&gt;Volume 65, Issue 6, Date: September 2000, Pages: 1041-1045&lt;br /&gt;W.J. Lyon, J.B. Milliet&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Morphological Aspects of In Vivo Cleavage in Myocastor coypus (coypu)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anatomia, Histologia, Embryologia&lt;br /&gt;Volume 33, Issue 2, Date: April 2004, Pages: 75-80&lt;br /&gt;A. E. Felipe, M. T. Teruel, J. A. Cabodevila, S. S. Callejas&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Microsatellite DNA markers for the study of population structure and dynamics in nutria (Myocastor coypus)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Molecular Ecology Notes&lt;br /&gt;Volume 5, Issue 1, Date: March 2005, Pages: 124-126&lt;br /&gt;COLLEEN R. CALLAHAN, ANNE P. HENDERSON, MICHAEL S. EACKLES, TIM L. KING&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;The genital systems of nutria (Myocastor coypus)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;The Anatomical Record&lt;br /&gt;Volume 130, Issue 3, Date: March 1958, Pages: 515-531&lt;br /&gt;Howard H. Hillemann, Alta I. Gaynor, Hugh P. Stanley&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Annual cycle of a coypu (myocastor coypus) population: male and female strategies&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Zoology&lt;br /&gt;Volume 217, Issue 2, Date: February 1989, Pages: 227-240&lt;br /&gt;C P. DONCASTER, T. MlCOL&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;The duration of lactation in feral coypus (Myocastor coypus)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Zoology&lt;br /&gt;Volume 191, Issue 4, Date: August 1980, Pages: 461-474&lt;br /&gt;L. M. Gosling&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Climatic determinants of spring littering by feral coypus, Myocastor coypus&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Zoology&lt;br /&gt;Volume 195, Issue 3, Date: November 1981, Pages: 281-288&lt;br /&gt;L. M. Gosling&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Diurnal activity of feral coypus (Myocastor coypus) during the cold winter of1978–9&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Zoology&lt;br /&gt;Volume 192, Issue 2, Date: October 1980, Pages: 143-146&lt;br /&gt;L. M. Gosling, G. E. Guyon, K. M. H. Wright&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;The twenty-four hour activity cycle of captive coypus (Myocastor coypus)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Zoology&lt;br /&gt;Volume 187, Issue 3, Date: March 1979, Pages: 341-367&lt;br /&gt;L. M. Gosling&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Aspects of the Cardiovascular Nervous Control in a Mammalian Diver (Myocastor Coypus)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Acta Physiologica Scandinavica&lt;br /&gt;Volume 82, Issue 4, Date: August 1971, Pages: 439-446&lt;br /&gt;B. Folkow, B. Lisander, B. Öberg&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;A Simulation Approach to Investigating the Response of a Coypu Population to Climatic Variation1&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;EPPO Bulletin&lt;br /&gt;Volume 13, Issue 2, Date: January 1983, Pages: 183-192&lt;br /&gt;L.M. GOSLING, S.J. BAKER, J.R. SKINNER&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;The reproductive success of female coypus in a feral population: variation in relation to age, fat reserves and the availability of mates&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Zoological Journal of the Linnean Society&lt;br /&gt;Volume 95, Issue 2, Date: February 1989, Pages: 149-149&lt;br /&gt;L. M. GOSLING&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Response by coypus to catastrophic events of cold and flooding&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ecography&lt;br /&gt;Volume 13, Issue 2, Date: April 1990, Pages: 98-104&lt;br /&gt;C. P. Doncaster, T. Micol&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;The eradication of muskrats and coypus from Britain&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Biological Journal of the Linnean Society&lt;br /&gt;Volume 38, Issue 1, Date: September 1989, Pages: 39-51&lt;br /&gt;L. M. GOSLING, S. J. BAKER&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Population dynamics and regulation in the coypu Myocastor coypus in central Italy&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ecography&lt;br /&gt;Volume 18, Issue 2, Date: June 1995, Pages: 138-146&lt;br /&gt;Gabriella Reggiani, Luigi Boitani, Rita Stefano&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Anatomicohistological Characteristics of the Ovary of the Coypu (Myocastor coypus)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anantomia, Histologia, Embryologia&lt;br /&gt;Volume 28, Issue 2, Date: April 1999, Pages: 89-96&lt;br /&gt;A. Felipe, J. Cabodevila, S. Callejas&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gross and microscopic anatomy of the digestive system of the nutria, Myocastor coypu bonariensis (Geoffroy)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Morphology&lt;br /&gt;Volume 112, Issue 3, Date: May 1963, Pages: 319-333&lt;br /&gt;John A. Wagner&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Histology of the reproductive organs of nutria, myocastor coypus (molina)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Journal of Morphology&lt;br /&gt;Volume 106, Issue 3, Date: May 1960, Pages: 277-299&lt;br /&gt;Hugh P. Stanley, Howard H. Hillemann&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;The definitive architecture of the placentae of nutria, Myocastor coypus (Molina)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;American Journal of Anatomy&lt;br /&gt;Volume 109, Issue 3, Date: November 1961, Pages: 299-317&lt;br /&gt;Howard H. Hillemann, Alta I. Gaynor&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Distribution of cholinesterase in the basal rhinencephalic structures of the coypu (Myocastor coypus)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;The Journal of Comparative Neurology&lt;br /&gt;Volume 129, Issue 1, Date: January 1967, Pages: 85-95&lt;br /&gt;M. Girgis&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Health status of a population of nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) living in a protected area in Italy&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Research in Veterinary Science&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 75, Issue 1&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;August 2003&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pages 21-25&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E. Bollo, P. Pregel, S. Gennero, E. Pizzoni, S. Rosati, P. Nebbia, B. Biolatti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Catecholamine content and histology of the adrenal glands of the nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Comparative Biochemistry and Physiology Part A: Physiology&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 48, Issue 3&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;1 July 1974&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pages 539-542, IN1-IN2, 543-546&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;P.A. Katomski, F.L. Ferrante&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fetal growth and development of the coypu (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;): Prenatal growth, tooth eruption, and cranial ossification&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mammalian Biology – Zeitschrift fur Saugetierkunde&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 73, Issue 5&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;1 September 2008&lt;/em&gt;,&lt;em&gt;Pages 350-357&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Keiko Sone, Kazuhiro Koyasu, Shuji Kobayashi, Sen-ichi Oda&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Thermoregulatory significance of non-evaporative heat loss from the tail of the coypu (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) and the tammar-wallaby (&lt;em&gt;Macropus eugenii&lt;/em&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Journal of Thermal Biology&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 12, Issue 1&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;June 1987&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pages 15-18&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;R. Krattenmacher, K. Rübsamen&lt;/p&gt; &lt;table border="0" cellpadding="0" width="100%"&gt; &lt;tbody&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="5%"&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt; &lt;/table&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Détermination rapide du sexe chez des embryons de ragondin, &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;, dès les premiers stades de gestationFast and reliable sex identification in early stage of gestation in &lt;em&gt;myocastor coypus&lt;/em&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Comptes Rendus de l’Académie des Sciences – Series III – Sciences de la Vie&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 324, Issue 4&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;April 2001&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pages 321-325&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Pascale Garcia-Meunier, Laurence Pastout, Guillemette Chevalier, Christophe Guinet&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dental and skull anomalies in feral coypu, &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Archives of Oral Biology&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 49, Issue 10&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;October 2004&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pages 849-854&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Keiko Sone, Kazuhiro Koyasu, Sen-ichi Oda&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Foot-and-mouth disease in &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Journal of Comparative Pathology&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 77, Issue 2&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;April 1967&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pages 217-220&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Maureen Capel-Edwards&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Foraging behaviour of coypus &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;: why do coypus consume aquatic plants?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Acta Oecologica&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 24, Issues 5-6&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;December 2003&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pages 241-246&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;M. L. Guichón, V. B. Benítez, A. Abba, M. Borgnia, M. H. Cassini&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Effect of GH and IGF-I treatment on reproduction, growth, and plasma hormone concentrations in domestic nutria (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;General and Comparative Endocrinology&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 131, Issue 3&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;May 2003&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pages 296-301&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A. V. Sirotkin, D. Mertin, K. Süvegová, A. V. Makarevich, E. Mikulová&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Renal Neoplasia in Coypus (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;The Veterinary Journal&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 158, Issue 2&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;September 1999&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pages 144-151&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;I. F. KEYMER, G. A. H. WELLS, H. L. AINSWORTH&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Evolution of South American spiny rats (Rodentia, Echimyidae): the star-phylogeny hypothesis revisited&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Molecular Phylogenetics and Evolution&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Volume 25, Issue 3&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;December 2002&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pages 455-464&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Yuri L. R. Leite, James L. Patton&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Redescription of Hippocrepis myocastoris (Digenea: Notocotylidae) in the Coypu Myocastor coypus (Rodentia: Myocastoridae) from Patagonia, Argentina &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Verónica R. Flores, Norma Brugni, Carlos A. Rauque&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Comparative Parasitology July 2007 : Vol. 74, Issue 2, pg(s) 233-236&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;SOCIAL BEHAVIOR AND GROUP FORMATION IN THE COYPU (MYOCASTOR COYPUS) IN THE ARGENTINEAN PAMPAS &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;M. Laura Guichón, Mariela Borgnia, Carina Fernández Righi, Guillermo H. Cassini, and Marcelo H. Cassini&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Journal of Mammalogy February 2003 : Vol. 84, Issue 1, pg(s) 254-262&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Regional differences in hindgut structure and function in the nutria, &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;R. L. Snipes, H. Hörnicke, G. Björnhag and W. Stahl&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cell and Tissue Research, Volume 252, Number 2 / May, 1988&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Modeling the effects of nutria&lt;em&gt;(Myocastor coypus)&lt;/em&gt; on wetland loss&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Jacoby Carter, A. Lee Foote and A. Johnson-Randall&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Wetlands, Volume 19, Number 1 / March, 1999&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Long-term cost-effectiveness of coypu (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) control in Piedmont (Italy)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sandro Bertolino and Ramona Viterbi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Biological Invasions&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;A mortality survey of free range nutria ( &lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt; )&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pablo Martino, Juan C. Sassaroli, José Calvo, Jorge Zapata and Eduardo Gimeno&lt;/p&gt; &lt;p&gt;European Journal of Wildlife Research, Volume 54, Number 2 / May, 2008&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Behaviors and nutritional importance of coprophagy in captive adult and young nutrias (Myocastor coypus)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;T. Takahashi and E. Sakaguchi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Journal of Comparative Physiology B: Biochemical, Systemic, and Environmental Physiology, Volume 168, Number 4 / May, 1998&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dermatophytes and other keratinophilic fungi from coypus (&lt;em&gt;Myocastor coypus&lt;/em&gt;) and brown rats (&lt;em&gt;Rattus norvegicus&lt;/em&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Roberto Papini, Simona Nardoni, Roberto Ricchi and Francesca Mancianti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;European Journal of Wildlife Research, Volume 54, Number 3 / August, 2008&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Redescription of Hippocrepis myocastoris Babero, Cabello et Kinoed, 1979 (Digenea: Notocotylidae) in the Coypu Myocastor coypus (Rodentia: Myocastoridae) from Patagonia, Argentina&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Verónica R. Flores, Norma Brugni, Carlos A. Rauque&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Comparative Parasitology&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2007&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;74&lt;/em&gt; (2), 233-236&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Field Methods for Studying Nutria&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;JORK MEYER&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Wildlife Society Bulletin&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2006&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;34&lt;/em&gt; (3), 850-852&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;SOCIAL BEHAVIOR AND GROUP FORMATION IN THE COYPU (MYOCASTOR COYPUS) IN THE ARGENTINEAN PAMPAS&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;M. Laura Guichón, Mariela Borgnia, Carina Fernández Righi, Guillermo H. Cassini, Marcelo H. Cassini&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Journal of Mammalogy&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2003&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;84&lt;/em&gt; (1), 254-262&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Presence of Fasciola hepatica in Feral Nutria (Myocastor coypus) Living in a Public Park in Brazil&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Maysa M. A. N. El-Kouba, Sandra M. T. Marques, Célso Pilati, Waldir Hamann&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Journal of Zoo and Wildlife Medicine&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2009&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;40&lt;/em&gt; (1), 103-106&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Effectiveness of coypu control in small Italian wetland areas&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sandro Bertolino, Aurelio Perrone, Laura Gola&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Wildlife Society Bulletin&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2005&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;33&lt;/em&gt; (2), 714-720&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Testing Tail-mounted Transmitters with Myocastor coypus (Nutria)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sergio Merino, Jacoby Carter, Garrett Thibodeaux&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Southeastern Naturalist&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2007&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;6&lt;/em&gt; (1), 159-164&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nutria Survivorship, Movement Patterns, and Home Ranges&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lauren E. Nolfo-Clements&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Southeastern Naturalist&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2009&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;8&lt;/em&gt; (3), 399-410&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Population control of coypu Myocastor coypus in Italy compared to eradication in UK: a cost-benefit analysis&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Manuela Panzacchi, Roberto Cocchi, Piero Genovesi, Sandro Bertolino&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Wildlife Biology&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2007&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;13&lt;/em&gt; (2), 159-171&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giardia in Beaver (Castor canadensis) and Nutria (Myocastor coypus) From East Texas&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Brett G. Dunlap, Monte L. Thies&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Journal of Parasitology&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2002&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;88&lt;/em&gt; (6), 1254-1258&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;A Novel Method for Capturing and Implanting Radiotransmitters in Nutria&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LAUREN E. NOLFO, ELIZABETH E. HAMMOND&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Wildlife Society Bulletin&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2006&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;34&lt;/em&gt; (1), 104-110&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Evaluation of Attractants to Improve Trapping Success of Nutria on Louisiana Coastal Marsh&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Susan M. Jojola, Gary W. Witmer, PATRICK W. BURKE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Journal of Wildlife Management&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2009&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;73&lt;/em&gt; (8), 1414-1419&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;A Reexamination of Age-Related Variation in Body Weight and Morphometry of Maryland Nutria&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MARK H. SHERFY, THEODORE A. MOLLETT, KARRIE R. McGOWAN, SHERRY L. DAUGHERTY&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Journal of Wildlife Management&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;2006&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;70&lt;/em&gt; (4), 1132-1141&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Impact du Ragondin sur les levées de la Loire = The impact of the Coypu on the dykes of the loire &lt;/strong&gt;GUILLOU Y. ; MANIFACIER G.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Phytoma, la défense des végétaux   &lt;strong&gt;ISSN&lt;/strong&gt; 1164-6993&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1998, n&lt;sup&gt;o&lt;/sup&gt;508, pp. 8-12&lt;/p&gt; &lt;h5&gt;Evaluation of Attractants to Improve Trapping Success of Nutria on Louisiana Coastal Marsh&lt;/h5&gt; &lt;p&gt;Susan M. Jojola, Gary W. Witmer&lt;a href="http://www.bioone.org/doi/abs/10.2193/2008-106#fn1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, and PATRICK W. BURKE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;United States Department of Agriculture, Animal and Plant Health Inspection Service, Wildlife Services, National Wildlife Research Center, 4101 LaPorte Avenue, Fort Collins, CO&lt;/p&gt; &lt;h5&gt;Nutria Survivorship, Movement Patterns, and Home Ranges&lt;/h5&gt; &lt;p&gt;Lauren E. Nolfo-Clements&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Life History Studies of Nutria, or Coypu, in Coastal Louisiana&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Earl L. Atwood&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;The Journal of Wildlife Management&lt;/em&gt;, Vol. 14, No. 3 (Jul., 1950), pp. 249-265&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5742164717131827558?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5742164717131827558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5742164717131827558' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5742164717131827558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5742164717131827558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2010/01/letteratura-scientifica-sul-coypu-o_04.html' title='LETTERATURA SCIENTIFICA SUL COYPU o NUTRIA (Myocastor coypus)'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-3641336468850459124</id><published>2009-12-24T20:37:00.002+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.382+01:00</updated><title type='text'>AUGURI DI BUONE FESTE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Blog sulla Nutria augura a tutti i suoi lettori uno splendido Natale e un felice Anno nuovo. Che siano feste ricche di serenità e soprattutto di Amore verso tutto e tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un sincero augurio di cuore.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-3641336468850459124?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/3641336468850459124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=3641336468850459124' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3641336468850459124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3641336468850459124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/12/auguri-di-buone-feste_24.html' title='AUGURI DI BUONE FESTE'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-2116592205077989587</id><published>2009-12-12T12:57:00.001+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.395+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>VANTAGGI E BENEFICI DELLA NUTRIA (Coypu - Myocastor coypus)</title><content type='html'>Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Coypu&lt;/span&gt; o Nutria (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Myocastor coypus&lt;/span&gt;) è un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;roditore vegetariano&lt;/span&gt; che è stato importato dal Sud America per farne pellicce...ma non solo!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come spiegherò in un prossimo articolo più approfondito, nel suo Paese di origine la Nutria viene usata sia come pelliccia che come alimento oltre che, in modo particolare, come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;animale da compagnia&lt;/span&gt;. Proprio in questo ultimo caso la Nutria appare tra i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;roditori più intelligenti e affettuosi&lt;/span&gt; in grado di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rapportarsi bene con l'uomo&lt;/span&gt;; se le si dona amore sanno ricambiare con tanta tenerezza e affetto il sentimento dimostrato.&lt;br /&gt;In Sud America ma anche in Europa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la caccia alla Nutria è vietata&lt;/span&gt; perchè il Coypu è un animale che svolge un ruolo molto importante negli ecosistemi in cui vive e pertanto è fondamentale preservarne le caratteristiche di variabilità genetica.&lt;br /&gt;La Nutria viene quindi impiegata anche nella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;gestione e nella bonifica di paludi &lt;/span&gt;e acquitrini perchè grazie alla loro alimentazione vegetariana sono in grado di tenere sotto controllo le popolazioni di piante acquatiche e permettere agli stagni, paludi, fontanili e altri corpi idrici di sopravvivere e di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;favorire&lt;/span&gt; così la vita dei pesci, dei gasteropodi e delle altre piante acquatiche.&lt;br /&gt;La stessa funzione viene svolta per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;liberare appezzamenti di terreno e strade dalle erbe infestanti&lt;/span&gt;. La loro opera di scavo per cercare le radici inoltre (come fanno i lagomorfi) è utile per areare il terreno e permettere la colonizzazione di altri vegetali. Quest'ultima funzione viene anche favorita dalle feci di questi animali perchè in quanto vegetariani, i semi presenti in esse e le parti di piante lasciate cadere dalla Nutria mentre mangia, hanno modo di colonizzare nuovi ambienti e di espandersi.&lt;br /&gt;Siccome le Nutrie occupano nicchie ecologiche prossime ad altri roditori - in primis topi e ratti - la loro presenza in un determinato ambiente, oltre ad essere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;indice di un buono stato&lt;/span&gt;, consente di tenere sotto controllo il numero di questi altri piccoli roditori e quindi svolgono un ruolo nel mantenimento di un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;equilibrio igienico-sanitario stabile&lt;/span&gt; (salvo eccezioni).&lt;br /&gt;Un'altra importante funzione da non sottovalutare è l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ottimo equilibrio&lt;/span&gt; che si crea molto spesso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tra Nutrie e fauna locale&lt;/span&gt; (avifauna soprattutto), in particolare per quanto concerne la distribuzione e la gestione delle risorse trofiche. In ambienti come parchi urbani, oasi naturali e simili, la presenza di Nutrie rende &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;più vivo e magico l'ambiente &lt;/span&gt;e le persone - soprattutto i bambini - rimangono sempre affascinati da questi splendidi e innocui roditori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/nutria01ago09%20%288%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 452px; height: 338px;" src="http://www.tursiops-biology.com/nutria01ago09%20%288%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 1 - Coypu o Nutria che vive in completa e perfetta armonia con la fauna locale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio in luoghi come fontanili e parchi, dove la gente spesso esagera nel buttare il cibo agli animali, le Nutrie svolgono un ruolo di "spazzini" molto utile perchè un surplus di pane e altri alimenti creano squilibri faunistici e ambientali spesso disastrosi mentre i Coypu sono animali che si autoregolano. Naturalmente per gestire meglio il tutto occorre il solito buon senso delle persone che spesso è molto raro da trovare.&lt;br /&gt;Da alcuni anni quindi (salvo casi particolari) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la Nutria o Castorino è a tutti gli effetti fauna selvatica italiana&lt;/span&gt; proprio perchè vi sono prove e dimostrazioni che la nicchia occupata dalla Nutria è perfettamente integrata nei nostri ecosistemi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-2116592205077989587?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/2116592205077989587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=2116592205077989587' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2116592205077989587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2116592205077989587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/12/vantaggi-e-benefici-della-nutria-coypu_12.html' title='VANTAGGI E BENEFICI DELLA NUTRIA (Coypu - Myocastor coypus)'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-6560680783207410962</id><published>2009-11-30T23:59:00.001+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.410+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>RAZZE E COLORI DELLE NUTRIE</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;"&gt;Non tutti sanno che il vero nome della nutria è Coypu (&lt;i&gt;Myocastor coypus&lt;/i&gt;) o Castorino e non tutti si ricordano che proprio la famosa pelliccia di "castorino" è stata fatta allevando le nutrie. Fintanto che il business andava a gonfie vele si è utilizzato il nome di castorino, una volta fallito invece il nome si è magicamente tramutato in nutria. Sostantivo che come spiegato in precedenza significa Lontra (&lt;i&gt;Lutra lutra&lt;/i&gt;) ma è usato anche per indicare il sottopelo dell'animale.  In attesa di ulteriori e interessanti approfondimenti su questo aspetto della nutria, vorrei rendere partecipe il pubblico sul fatto che esistono ben 200 varietà circa di colore di nutrie che sono state selezionate apposta per farne pelliccie. Qui di seguito ne elenco solo alcune che possono essere osservate anche nel nostro Paese.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;1) oro-marrone&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj1.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj1.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="1 " src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj1.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj1.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;2) bruno&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj2.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj2.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="2" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj2.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj2.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;3) nero&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj3.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj3.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="3" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj3.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj3.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;4) ambra-oro&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj4.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj4.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="4" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj4.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj4.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;5) bianco albino&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj5.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj5.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="5" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj5.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj5.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;6) mosaico&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj6.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj6.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="6" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj6.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj6.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;7) bluastro&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj7.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj7.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="7" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj7.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj7.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;8) pastello&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj8.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj8.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="8" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj8.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj8.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;9) acciaio-oro&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj9.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj9.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="9" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj9.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj9.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;10) groenlandia chiaro&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj10.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj10.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="10" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj10.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj10.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;11) groenlandia scuro&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj11.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj11.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="11" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj11.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj11.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;12) perla&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj12.jpg" mce_href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj12.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="12" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj12.jpg" mce_src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/zdj12.jpg" alt="" height="200" width="344" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I tipi 1 - 2 - 5 - 10 sono tra le razze più facilmente osservabili in natura dalle nostre parti mentre il tipo 1 è il vero colore del Coypu importato dal Sudamerica.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: left;"&gt;Ringrazio per le foto il sito http://nutrie.eu&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-6560680783207410962?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/6560680783207410962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=6560680783207410962' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6560680783207410962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6560680783207410962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/11/razze-e-colori-delle-nutrie_30.html' title='RAZZE E COLORI DELLE NUTRIE'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-2620710244955994629</id><published>2009-11-22T14:05:00.001+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.424+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>CONVEGNI, SEMINARI E CONFERENZE SULLA NUTRIA</title><content type='html'>&lt;div class="PostContent"&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;La nuova Associazione MIFA è lieta di annunciare la disponibilità, da parte del biologo esperto di Nutrie Samuele Venturini, di tenere corsi, convegni, conferenze e seminari per divulgare le vere informazioni scientifiche relative a questo roditore e proporre progetti e metodi ecologichi funzionanti per una corretta ed efficace gestione faunistica di questi meravigliosi animali.&lt;br /&gt;Proprio il giorno 14 novembre 2009 in occasione della manifestazione intitolata “incontro con gli animali esotici e la fauna selvatica” (organizzato con il patrocinio del Comune di Buccinasco e con la collaborazione delle Associazioni Banca del Tempo e dei Saperi, Tom &amp;amp; Jerry, MIFA) nel Comune di Buccinasco è stata tenuta la prima conferenza di questo tipo ed è stata un successo. La popolazione è intervenuta con domande molto attente e mirate e l’esito è stato veramente positivo.&lt;br /&gt;Il sottoscritto si propone di collaborare con le varie Amministrazioni Comunali italiane e le Associazioni che fossero interessate ad approfondire questa tematica.&lt;br /&gt;Per informazioni, appuntamenti e dettagli si prega di rivolgersi alla mail presente nel menù “contatti”.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie11ott09%20%284%29.jpg"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="nutria a nuoto " src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie11ott09%20%284%29.jpg" alt="" height="309" width="411" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-2620710244955994629?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/2620710244955994629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=2620710244955994629' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2620710244955994629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2620710244955994629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/11/convegni-seminari-e-conferenze-sulla_22.html' title='CONVEGNI, SEMINARI E CONFERENZE SULLA NUTRIA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-1809158180694917341</id><published>2009-11-15T23:35:00.001+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.436+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>IMPORTANTE AGGIORNAMENTO IUCN: LA NUTRIA NON E' PIU' CONSIDERATA "PEST"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Recentemente è stata aggiornata la red list dello IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Per quanto riguarda la specie "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Myocastor coypus&lt;/span&gt;" (Nutria), che attualmente è considerata a rischio minimo di estinzione (LC - Least Concern), si può leggere un'importante notizia: la popolazione di Coypu è in decremento demografico e non è più considerata specie invasiva in Europa bensì solo in America, nei pressi cioè del suo areale di origine.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Va precisato che la diminuzione della popolazione NON è dovuta agli interventi di eradicazione (che anzi ne hanno aumentato in modo spropositato il numero di esemplari, assieme all'attività venatoria e alle introduzioni illegali prepetrate proprio da alcuni cacciatori) bensì al raggiungimento di un equilibrio naturale raggiunto a seconda della capacità portante dell'ambiente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Salvo casi particolari la Nutria da alcuni anni è infatti fauna naturalizzata e vive in armonia con la natura e la fauna locale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img163.imageshack.us/img163/7393/redlistnutria.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 415px; height: 469px;" src="http://img163.imageshack.us/img163/7393/redlistnutria.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 1 - aggiornamento IUCN 2009 sullo status della nutria nel mondo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-1809158180694917341?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/1809158180694917341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=1809158180694917341' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1809158180694917341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1809158180694917341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/11/importante-aggiornamento-iucn-la-nutria_7133.html' title='IMPORTANTE AGGIORNAMENTO IUCN: LA NUTRIA NON E&amp;#39; PIU&amp;#39; CONSIDERATA &amp;quot;PEST&amp;quot;'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-6634639235154439223</id><published>2009-10-17T14:32:00.001+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.460+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>E' DIMOSTRATO: LA NUTRIA NON ARRECA DANNI ALL'AGRICOLTURA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Studi, testimonianze e osservazioni sul campo condotte in un Comune del Parco Agricolo Sud Milano (Sud-Ovest Milanese) hanno dimostrato la non fondatezza e l'inattendibilità delle false accuse mosse dagli organi di stampa ufficiali, da alcuni Consorzi, agricoltori e cacciatori secondo cui le nutrie (Coypu o castorini) causerebbero danni all'attività agricola. Questo e' FALSO e i dati lo dimostrano. Ma andiamo per gradi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come scrissi qualche articolo addietro le principali accuse imputate a questi roditori possono essere raggruppate nelle seguenti classi:&lt;br /&gt;1) danni alle colture&lt;br /&gt;2) danni agli argini&lt;br /&gt;Analizziamo ora i dati che scagionano la nutria da queste infamanti e pretestuose accuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/campiconnutrie.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 441px; height: 328px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/campiconnutrie.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 1 - campi coltivati con argini per irrigazione. In questi posti è forte la presenza di nutrie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;1) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LE NUTRIE E L'AGRICOLTURA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In alcuni Comuni del Parco Agricolo Sud Milano (e non solo) sono state eseguite osservazioni sul campo per constatare gli effetti della presenza delle nutrie sulle principali pratiche agricole.&lt;br /&gt;Anche se lo studio è iniziato da alcuni anni, dedicherò la mia attenzione agli utlimi 2 anni sia perchè sono i più recenti sia perchè secondo le solite fonti disinformative il fenomeno nutrie è in continuo aumento, ma questo ultimo punto lo spiegheremo più tardi.&lt;br /&gt;Mais, frumento, grano, riso, marcite, foraggi, soia sono solo alcune delle colture poste sotto esame da questo studio, eseguito appunto su Comuni con una forte presenza di nutrie fin dagli anni passati (almeno 10 - 15 anni fa). Ogni anno le aziende agricole procedono con la semina, la concimazione, l'irrigazione, le pratiche per il mantenimento fino ad arrivare al raccolto. Ebbene, ad ogni termine di questo ciclo agricolo si assiste ad un raccolto che è prossimo almeno al 98% circa di quanto seminato.&lt;br /&gt;In agricoltura è impossibile avere il 100% del raccolto in termini numerici ed è anche errato fissarsi su questa mentalità. Se l'immaginario collettivo pensa che da un seme seminato corrisponde una piantina è in errore. Non si tratta mai di rapporto 1:1 perchè, prendendo ad esempio il mais, da 1 seme di ricava una pannocchia con (per semplicità ma sono molti di più) 50 semi! Un rapporto di 1:50. Il raccolto sarà quindi sempre in positivo, salvo naturalmente incidenti o catastrofi naturali.&lt;br /&gt;Durante la semina, fin dai tempi più antichi, gli uomini e in particolare i contadini (quelli veri che amano la Natura, oggi ormai sempre più rari perchè accecati dal denaro) hanno sempre convissuto con gli uccelli che si cibavano delle sementi ma nonostante questo - che si ripete tutt'oggi - i raccolti sono sempre disponibili.&lt;br /&gt;Anche quest'anno appunto su estesi campi coltivati, il raccolto è stato abbondante e le eventuali perdite rientrano nel normale bilancio. Queste perdite sono causate sia dalla tecnica adottata (fattori interni) che da fattori esterni. Per i primi cito solo un fatto esemplare: durante la semina, quasi tutte le piantine presenti ai bordi esterni del campo hanno difficoltà a crescere e a produrre il raccolto perchè sono molto esposte alle intemperie, ad una cattiva esposizione, all'inquinamento delle auto che passano vicino etc. Questo gli agricoltori lo sanno e lo prendono sempre in considerazione e rientra in quel 2% di "perdite" che è indicato sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/maispiccoloNOnutria.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 444px; height: 332px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/maispiccoloNOnutria.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;"&gt;FIG. 2 - Le piante ai confini dei campi non sono da considerare ai fini produttivi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In quel 2% circa di "perdite" sono incluse le attività degli animali, inevitabili per ovvi motivi:&lt;br /&gt;- l'uomo ha disturbato l'ambiente in cui essi vivono&lt;br /&gt;- le colture sono mangiate anche dagli animali che a loro volta (tutti) aiutano l'ecosistema a non collassare.&lt;br /&gt;Esattamente: la fauna selvatica (sia essa autoctona che alloctona) è di fondamentale importanza perchè grazie ad essa gli sconvolgimenti umani dettati appunto dall'attività antropica, possono essere compensati e ridimensionati. Ricordo che l'agricoltura intensiva e gli allevamenti sono la causa principale dei dissesti idrogeologici e dell'inquinamento idrico e atmosferico. Ciò non viene detto solo perchè potrebbe destabilizzare il sistema in cui oggi viviamo ma la realtà è proprio questa e in Rete si trovano studi mirati che dimostrano ciò.&lt;br /&gt;Nel caso particolare, le nutrie se non hanno a disposizione della vegetazione spontanea (erba, prati incolti, etc.) possono in casi di necessità cibarsi delle piante coltivate presenti vicino all'acqua, raramente di addentrano. Questo però non vale solo per le nutrie ma per tutti quegli animali che vivono in campagna, dagli uccelli ai mustelidi, dagli insetti ai conigli. Anche l'uomo fa la sua parte difatti sono stati ripresi furti di pannocchie di mais da alcune persone.&lt;br /&gt;Concludendo, anche secondo uno studio della Regione Lombardia non esiste nessuna correlazione tra i castorini e le spesso gonfiate perdite agricole. Gli unici effetti che gli animali possono causare all'agricoltura consistono in un'effettiva alimentazione delle suddetto colture ma questo avviene solo in particolarissime circostanze. Un caso su tutti e che riguarda le nutrie è la presenza in passato (ma non è detto che sia anche attuale) di allevamenti di castorini e le pratiche insensate di abbattimenti con gabbie e armi da fuoco. Oltretutto l'immissione di fauna per fini venatori crea davvero perdite ai raccolti e squilibri ambientali. La responsabilità quindi, ad essere onesti con la propria coscienza, è sempre dell'uomo e dei suoi interessi meramente economici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/raccoltotutto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 450px; height: 337px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/raccoltotutto.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;"&gt;FIG. 3 - Raccolto abbondante e senza perdite&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;2) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LE NUTRIE E GLI ARGINI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le nutrie scavano tane anche negli argini, questo è risaputo e l'ho sempre spiegato. Ma nessuna nutria ha mai causato i disastri che crea l'uomo. A parte questa piccola parentesi doverosa, le tane delle nutrie possono essere anche ricavate tra la vegetazione del sottobosco e a seconda dell'argine le tane variano di lunghezza. In alcuni casi non si parla di "cunicoli" ma di conche perchè alla nutria basta solo uno spazio di terra per ricavarsi un posto dove ripararsi e vivere pacificamente. Durante le osservazioni di questi anni si sono notate dei piccoli cedimenti di argine che hanno provocato la fuoriuscita di acqua da un campo di riso alla roggia sottostante MA nonostante questo il "danno" è stato comunque molto relativo perchè la produzione e il raccolto sono stati ottimi. Spesso inoltre per riparare questi inconvenienti è sufficiente coprire con della terra il buco ma tale operazione avrà solo una durata limitata. Le fuoriuscite di acqua però avvengono prevalentemente dove gli argini sono "nudi", privi cioè di vegetazione. E' risaputo infatti che le radici delle piante svolgono una funzione di consolidamento degli argini e infatti la piantumazione di questi ultimi è una tecnica a favore della stabilità delle opere idriche. Dove vi è vegetazione e vi sono le nutrie e le loro tane, gli argini sono solidi e non si sono mai avute perdite di alcun tipo.&lt;br /&gt;Tra l'altro non sono solo le nutrie a scavare tane negli argini, anche molti altri roditori lo fanno così come mustelidi, lagomorfi, rettili, invertebrati, altri mammiferi etc. Da testimonianze sia dirette che indirette, l'instabilità degli argini è causata proprio dai mezzi agricoli sia perchè la terra crolla sotto il loro peso sia perchè le pratiche agricole prevedono l'uso a volte massiccio di diserbanti. Questi percolano poi nel terreno e con le piogge stagionali, avendo i nostri suoli delle caratteristiche idrogeologiche precarie, gli smottamenti sono all'ordine del giorno. Oltretutto i cacciatori nella stagione venatoria camminano sugli argini facendoli anche crollare. E' facile poi dare la colpa agli animali!&lt;br /&gt;Esistono molti modi per prevenire questi "danni" e come scriverò in un articolo più avanti, tali opere si basano sull'impiego di ingegneria ambientale e metodi ecologici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/tanearginirisaie06lug08%20%2818%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 434px; height: 325px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/tanearginirisaie06lug08%20%2818%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;"&gt;FIG. 4 - Argini nel Sud-Ovest Milanese con presenza di nutrie (e altri animali). Attenzione, non vanno confuse le tane degli animali con gli anfratti naturali creati dall'erosione (naturale) dell'acqua.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Come si può notare le Nutrie sono INNOCENTI e non arrecano alcun danno all'agricoltura, anzi degi studi in corso stanno proprio rivalutando questa considerazione sotto aspetti positivi.&lt;br /&gt;Questo studio procederà e sarà soggetto ad aggiornamenti in bae alle nuove scoperte e risultati raggiunti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie11ott09%20%2810%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 441px; height: 330px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie11ott09%20%2810%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;"&gt;FIG. 5 - Coypu (Castorino o nutria) che mangia pacificamente l'erba spontanea che cresce sulle sponde di una roggia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-6634639235154439223?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/6634639235154439223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=6634639235154439223' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6634639235154439223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6634639235154439223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/10/e-dimostrato-la-nutria-non-arreca-danni_17.html' title='E&amp;#39; DIMOSTRATO: LA NUTRIA NON ARRECA DANNI ALL&amp;#39;AGRICOLTURA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-4854064068466494836</id><published>2009-10-04T22:02:00.003+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.478+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disinformazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='denunce e opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>SULL'ALIMENTAZIONE E SULLA CONVIVENZA CON L'AVIFAUNA DELLA NUTRIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultimamente mi è capitato di sentire persone che credono che il Coypu (Nutria) sia onnivoro e mangi anche pesce, uccelli e addirittura gatti!! Niete di più FALSO ovviamente e naturalmente.&lt;br /&gt;Ma andiamo con ordine: la nutria è un roditore prettamente vegetariano, si ciba quindi solo ed esclusivamente di vegetali, ortaggi, frutta, verdura e farinacei. Tutto al più potrebbe occasionalmente cibarsi dei molluschi per il semplice fatto che questi invertebrati sono costituiti come una noce: il guscio con all'interno il "seme" (l'animale in questo caso). L'azione corrisponde esattamente all'apertura di un guscio in entrambi i casi. C'è da dire inoltre che spesso le nutrie mangiano molluschi alloctoni (portati dall'uomo) ma questo è in fase di studio.&lt;br /&gt;Un'altra osservazione che invece ho documentato recentemente è stata che la nutria si ciba anche della Robinia pseudoacacia, una pianta alloctona importata dall'uomo anni fa e ora diffusa in tantissime zone.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l'alimentazione, è comprovato che l'anatomia e la fisiologia degli organi interni digestivi e dell'apparato boccale sono a tutti gli effetti quelli di un CASTORO e soprattutto di un erbivoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie19set09%20%2814%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 464px; height: 347px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie19set09%20%2814%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 1 - Coypu (nutria) che mangia vicino alla sua roggia un vegetale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Certo, se una persona mette vicino ad una nutria una carcassa di un animale, è ovvio che provi ad assaggiarla ma questo dimostra ancor di più due cose:&lt;br /&gt;1) la nutria è vegetariana perchè non è un predatore in quanto non va a caccia ad uccidere animali;&lt;br /&gt;2) in natura la Nutria è prettamente vegetariana ma l'uomo interviene creando squilibri, immettendo cioè alimenti che non sono pertinenti con l'alimentazione vera di questi castori sudamericani, oltretutto se non fosse vegetariana non mangerebbero le colture agricole! E qui i disinformatori si sono tirati la zappa sui piedi!&lt;br /&gt;Mi è stato detto anche che la nutria ha ucciso dei gatti e che attacca le gallinelle d'acqua. Anche qui risulta essere TUTTO FALSO, sia perchè chi dice queste cose non ha le prove ma parla solo per sentito dire, sia perchè è scientificamente provato che ciò non avviene! Difatti i roditori come le nutrie e i castorini non hanno lo scheletro adatto e le articolazioni giuste per mordere altri animali, inoltre quasi sempre la moria di altri animali è da imputarsi all'uomo e vi illustro un tipico esempio sconcertante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://etc.usf.edu/clipart/7300/7368/beaver-bones_7368_lg.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 402px; height: 294px;" src="http://etc.usf.edu/clipart/7300/7368/beaver-bones_7368_lg.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 2 - Scheletro di Castor fiber (Castoro), del tutto simile a quello del Coypu, entrambi erbivori. Si noti come le vertebre del collo e la conformazione delle ossa delle zampe e della schiena sia quella tipica di un erbivoro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.arthursclipart.org/skeletons/skeletons/lion_bones.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 414px; height: 251px;" src="http://www.arthursclipart.org/skeletons/skeletons/lion_bones.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 3 - Scheletro di un Leone (un predatore carnivoro). Da notare le vertebre e le articolazioni del collo, delle spalle e delle zampe sia anteriori che posteriori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Alcuni giorni fa ho sentito una voce dire che le nutrie avevano attaccato delle gallinelle d'acqua quando, dopo alcune indagini, ho scoperto dal proprietario di un laghetto in cui vivono questi animali, che non sono state le nutrie bensì dei ragazzi che si "divertono" a tirare i sassi agli uccelli (gallinelle d'acqua in questo caso) e che per ripararsi salivano sugli alberi. Questo dimostra il vandalismo e la pericolosità dell'essere umano che addirittura vuole incolpare ingiustamente un animale così pacifico e affettuoso come il Coypu.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie03ott09%20%2831%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 464px; height: 348px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie03ott09%20%2831%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 4 - Nutrie insieme alle gallinelle d'acqua (giovani e adulti), ennesima prova e dimostrazione che le nutrie non arrecano nessun danno all'avifauna locale. Come si può notare sono intente a cercare cibo sul prato e tra le loro prelibatezze vi sono l'erba e il pane che le persone lasciano a loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-4854064068466494836?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/4854064068466494836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=4854064068466494836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4854064068466494836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4854064068466494836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/10/sull-e-sulla-convivenza-con-l-della.html' title='SULL&amp;#39;ALIMENTAZIONE E SULLA CONVIVENZA CON L&amp;#39;AVIFAUNA DELLA NUTRIA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-4048860386231944937</id><published>2009-09-18T23:36:00.007+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.527+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>SULLA PREDAZIONE DELLE UOVA DA PARTE DELLE NUTRIE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo blog, prettamente &lt;b&gt;scientifico&lt;/b&gt;, non vengono prese in considerazione tutte le disinformazioni che circolano sui media e su altri siti che non conoscono la biologia. C'è da dire che "grazie" a loro ho molto materiale per la consueta rubrica "&lt;i&gt;la verità sulla nutria&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi però vorrei parlare di un fenomeno che alcuni articoli scientifici hanno riportato ma che non è mai stato fino ad ora documentato con foto e video. Si tratta della &lt;b&gt;predazione di uova&lt;/b&gt; di uccelli acquatici da parte delle nutrie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/nutrieuccelli02ago09%20%2836%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 445px; height: 333px;" src="http://www.tursiops-biology.com/nutrieuccelli02ago09%20%2836%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;FIG. 1 - Coypu (nutrie) che vivono in armonia con tutta l'avifauna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo alcuni studi, i coypu causerebbero un disturbo dell'avifauna perchè si cibano delle loro uova e perchè, camminando, ne distruggono i nidi e di conseguenza le covate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In certi contesti questo potrebbe effettivamente accadere ma si tratta solo di casi particolari per cui totalmente estranei alla normalità e quindi non statisticamente significativi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per un corretto esame sulla questione, occorre porsi una domanda: &lt;i&gt;"la predazione di uova da parte delle nutrie cosa provoca?&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innanzitutto, parlo sempre in via generale, tale fenomeno è solo marginale e non va ad intaccare minimamente l'equilibrio dell'avifauna, salvo nei luoghi dove alcune specie di uccelli acquatici siano già in pericolo di estinzione ma come al solito ciò sarebbe una condizione causata esclusivamente dall'uomo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le nutrie vivono in ambienti "paludosi" che alle nostre latitudini significano stagni, fontanili, cave, rogge, corsi d'acqua e zone umide. In questi particolari habitat vivono diversi animali come mammiferi, rettili, anfibi, uccelli, artropodi, pesci, etc. Qui spesso nidificano vari uccelli acquatici come gallinelle d'acqua, folaghe, germani reali, oche, svassi maggiori, cormorani, etc. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questi uccelli si cibano di vegetali e piante acquatiche ma anche di animali come molluschi e piccoli pesci. Come in tutte le situazioni, un'eccessiva presenza di avifauna può arrecare "danni" e squilibri all'ambiente dove vivono, depauperando suolo e acqua di alcuni elementi fondamentali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Natura, che è &lt;b&gt;perfetta e si autoregola&lt;/b&gt;, per evitare ciò interviene con meccanismi di predazione appunto. Ma quali sono i predatori dell'avifauna? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allo stato adulto sono principalmente mammiferi (carnivori e onnivori) mentre le uova e i nidiacei sono predati da rapaci, corvidi, ghiri,, marmotte, rettili, mustelidi, etc. Anche ratti e topi predano le uova mentre solo marginalmente sono citate anche le nutrie ma per ovvi motivi naturali: condividono tutti lo stesso spazio e contribuiscono all'equilibrio dell'intero ecosistema. Se non ci fosse la predazione (entro i limiti naturali ovviamente) delle uova e dei nidiacei, la biodiversità calerebbe a picco. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oltretutto da testimonianze raccolte, dove ci sono le nutrie il numero di topi diminuisce e di conseguenza diminuisce anche il pericolo di potenziali trasmissioni di patologie. Ciò rende alcuni tipi di ambienti più sani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da precisare infine che "calpestare" le uova e cibarsi delle stesse avviene per la nutria in modo passivo. In parole semplici non è la nutria che va a cercare le uova ma vivendo insieme e in armonia con l'avifauna se le trova appresso, contribuendo così, come gli altri animali, al mantenimento dell'equilibrio e alla propagazione naturale delle diverse specie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è la reale entità del fenomeno in questione, spesso gonfiato solo per creare finti allarmismi e dare la possibilità ai soliti noti di compiere inutili crociate e mattanze contro creature viventi innocenti e non mi riferisco solo alle nutrie ma anche a tutti gli altri animali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-4048860386231944937?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/4048860386231944937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=4048860386231944937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4048860386231944937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4048860386231944937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/09/sulla-predazione-delle-uova-da-parte_18.html' title='SULLA PREDAZIONE DELLE UOVA DA PARTE DELLE NUTRIE'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-1500595306253974939</id><published>2009-09-12T09:55:00.003+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.549+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>A TU PER TU CON LA NUTRIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per tutti coloro che sono interessati a "toccare con mano" e a verificare tutte le informazioni che sono qui presenti nei riguardi delle nutrie, possono contattarmi per fissare un appuntamento con il famoso castorino (Coypu) Willy.&lt;br /&gt;Basta mandare una mail all'indirizzo del blog con:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- nome, cognome&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- città&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- numero di telefono&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/willysubagno%20%282%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 419px; height: 314px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/willysubagno%20%282%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;FIG. 1 - Willy (Coypu) che si lava in bagno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si sceglierà così il modo per mostrare Willy (via web-cam o dal vivo) o per parlare direttamente con il suo biologo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(naturalmente i trasgressori e i perditempo saranno puniti a norma di legge)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-1500595306253974939?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/1500595306253974939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=1500595306253974939' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1500595306253974939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/1500595306253974939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/09/tu-per-tu-con-la-nutria_12.html' title='A TU PER TU CON LA NUTRIA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-6679909585044793419</id><published>2009-08-29T15:05:00.005+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.575+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>TENTATIVI DI GESTIONE (ed eradicazione) DELLA NUTRIA (Myocastor coypus)</title><content type='html'>In questo articolo vengono esposti alcuni tentativi di eradicazione e controllo della nutria in varie parti del mondo. Come è possibile notare in quasi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tutti questi esempi l'esito è stato negativo&lt;/span&gt; e la nutria è ancora presente. In Inghilterra solo una fortuita coincidenza di inverni rigidi consecutivi e l'habitat frammentario hanno reso possibile la scomparsa di questo Roditore dal paese. Sempre qui inoltre i tentativi di controllo numerico erano stati presi quasi immediatamente alla comparsa del fenomeno. In molti casi infine, l'eradicazione della nutria è solo un pretesto economico che i cacciatori usano per lucrare denaro.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/images/worldmap.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 282px;" src="http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/images/worldmap.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 1 - distribuzione della nutria nel&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;mondo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Austria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La cattura delle nutrie non in cattività è iniziata nel 1935. (Aliev, 1967; in Carter, 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fiume Baztan (Spagna)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fiume Bidasoa (Spagna)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;California (Stati Uniti (USA))&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un piccolo programma di eradicazione ha avuto successo e la specie è stata eradicata dal 1978&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Catalunya (Spagna)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tra il 1974 e il 1985 il numero di nutrie è cresciuto ed è stato utilizzato l'impiego di farmaci anti-coagulanti come forma di avvelenamento. (Abbas, 1991; in Carter, 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Georgia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando presenti con alta densità di popolazione, le nutrie hanno livellato la copertura erbacea in aree paludose della Georgia. (Laurie, 1946; in Carter, 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Guipuzcoa (Spagna)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Honshu. (Giappone)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nella prefettura di Hyogo, un Comitato di gestione dell'ecosistema è stato istituito nel 2004 per tutelare la libellula e per la gestione dell'habitat della nutria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Indiana (Stati Uniti (USA)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una piccola popolazione di nutrie selvatiche create da individui fuggiti da allevamenti da pelliccia è stata debellata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'eradicazione della nutria in Italia non è considerata fattibile perché adesso è presente in gran parte del paese. È stata anche introdotta illegalmente in Sardegna e in Sicilia. Il mite clima invernale che caratterizza la maggior parte d'Italia rende l'habitat adatto per la specie. Programmi di controllo sono effettuati da molte amministrazioni locali, tramite la cattura di animali vivi e l'eutanasia degli stessi. In alcuni casi i programmi  adottati possono ridurre efficacemente il livello dei danno. L'Istituto Nazionale Fauna Selvatica (ora ISPRA) ha recentemente elaborato linee guida per il controllo delle specie per il ministero dell'Ambiente (Cocchi e Riga, 2001. Linee guida per il controllo della nutria (Myocastor coypus). Quad. Cons. Natura, 5, Min. . Env. - Nat.Wildl. Inst. [In italiano con sintesi in inglese]). Esse sono inoltre la realizzazione di un indagine sui costi di gestione della specie, utilizzando questionari inviati a tutte le amministrazioni locali, aree protette, ecc. Essa dovrebbe essere finita nel 2002 (Piero Genovesi, Istituto Nazionale Fauna - Italia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giappone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le Nutrie sono state cacciate dal Giappone con un metodo di controllo / eradicazione dal 1963. (Miura, 1976; in Carter, 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kenya&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;C'è stato un tentativo fallito di eradicazione dei Coypu dal Lago Naivasha tramite l'introduzione dei pitoni (rebae Python).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Louisiana (Stati Uniti (USA))&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La specie è selvatica in Louisiana e viene controllata con le catture e dagli alligatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maryland (USA) (Stati Uniti (USA))&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;All'inizio i tentativi di eradicazione non avevano avuto successo, ma la ricerca è attualmente in fase di studio per determinare la migliore strategia per l'eradicazione della specie da lle zone umide del Maryland. (Carter, 2007).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fiume Montseny (Spagna)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Navarra (Spagna)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paesi Bassi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La Nutria è considerata un candidato per l'eradicazione dalle agenzie europee a causa del suo danno alla coltura della barbabietola da zucchero. Il metodo di controllo in uso nei Paesi Bassi è la cattura. (Litjens, 1980; in Carter, 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fiume Rieral (Spagna)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tailandia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il governo thailandese considera la Nutria come un problema e ha proibito l'importazione di altre specie in paese. Anche se non in modo ufficiale è stato organizzato un piano di controllo, alcuni individui sono stati consumati dalla popolazione locale. (Kanwanich, 1998; in Carter, 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fiume Tordera (Spagna)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Regno Unito (UK)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1962, il possedimento di Coypu è stato vietato ai sensi di una particolare legge, tuttavia questa volta si sono verificati alcuni impatti a causa delle dimensioni della popolazione. Un programma di ricerca e di cattura è stato anche promosso dal Ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione (MAFF). Questa prima campagna di cattura è stata infruttuosa. Il 90% della popolazione di nutria è stato ucciso a causa dell' estremo inverno del 1962/63, ma a causa di successivi inverni miti, c'è stata una rinascita ed espansione demografica. Ciò ha portato ad una seconda campagna di eradicazione iniziata nel 1981. La seconda campagna traeva beneficio da più conoscenza ed esperienza, e sono stati utilizzati modelli matematici  per esaminare il potenziale di cattura e i diversi regimi basati sulla dinamica della popolazione della specie. Nell' aprile 1986 sono stati stimati meno di 40 nutrie  nella parte occidentale della Gran Bretagna e la campagna di eradicazione è stata arrestata nel 1989. (Gosling e Baker, 1989).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte: http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/index.htm&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-6679909585044793419?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/6679909585044793419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=6679909585044793419' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6679909585044793419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/6679909585044793419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/08/tentativi-di-gestione-ed-eradicazione_135.html' title='TENTATIVI DI GESTIONE (ed eradicazione) DELLA NUTRIA (Myocastor coypus)'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-2629151063947613795</id><published>2009-08-07T18:48:00.004+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:56.394+01:00</updated><title type='text'>Buone Vacanze!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Blog sulla Nutria augura a tutti buone vacanze!&lt;br /&gt;Come accennato nel precedente articolo, stiamo lavorando a progetti sul campo molto interessanti in collaborazione con diversi Enti e Istituzioni. A settembre ci saranno molte novità.&lt;br /&gt;Continueremo con le uniche e vere informazioni scientifiche relative a questo meraviglioso roditore.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;A presto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Staff&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-2629151063947613795?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/2629151063947613795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=2629151063947613795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2629151063947613795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2629151063947613795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/08/buone-vacanze_07.html' title='Buone Vacanze!'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5162828090785656486</id><published>2009-07-26T21:44:00.003+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.596+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>IL BLOG SULLA NUTRIA AL LAVORO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Blog sulla Nutria è attualmente impegnato in una ricerca sul campo relativa allo studio di questo meraviglioso roditore, insieme con altri Enti ed Istituzioni.&lt;br /&gt;A causa di questo impegno il blog non sarà aggiornato regolarmente ma sarà sempre attivo e pronto in prima linea alla divulgazione delle vere informazioni sul castorino e alla sua tutela.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Lo staff del blog sulla Nutria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5162828090785656486?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5162828090785656486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5162828090785656486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5162828090785656486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5162828090785656486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/07/il-blog-sulla-nutria-al-lavoro_26.html' title='IL BLOG SULLA NUTRIA AL LAVORO'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-7957748026207630314</id><published>2009-07-03T23:41:00.001+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.635+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE DELLA NUTRIA (Coypu - Myocastor coypus) IN EUROPA</title><content type='html'>Il Coypu (Nutria) è un roditore nativo della Patagonia e il suo areale comprende la parte settentrionale dell'Argentina, della Bolivia, Paraguay, Uruguay, Brasile meridionale e Cile.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I principali motivi di introduzione della Nutria in altri Paesi (al di fuori del Sud America) sono da ricercarsi in:&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rilasci intenzionali&lt;/span&gt;: la stragrande maggioranza delle popolazioni presenti al di fuori dell'areale di origine sono dovute alle liberazioni intenzionali dei piccoli allevatori di aziende per la produzione della pelliccia di castorino;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fughe accidentali&lt;/span&gt;: corrispondono ad una piccola percentuale ma sono dovute a scarse misure di sicurezza degli stessi allevamenti di castorino.&lt;br /&gt;Spesso, le popolazioni naturalizzate di nutria derivano proprio da nuclei rilasciati intenzionalmente dagli allevatori. In Spagna ad esempio le Nutrie sono entrate dalla Francia.&lt;br /&gt;Le popolazioni naturalizzate di Myocastor coypus conosciuto fino ad ora si trovano in Nord America, Europa, Asia centrale e settentrionale, Giappone, Africa orientale e Medio Oriente.&lt;br /&gt;Nell'Inghilterra orientale la specie è stata eradicata dopo 11 anni per i seguenti motivi:&lt;br /&gt;- nuclei isolati,&lt;br /&gt;- successione di inverni particolarmente rigidi,&lt;br /&gt;- campagne di controllo numerico immediate.&lt;br /&gt;Nonostante ci siano diversi programma di contenimento relativi a questo animale soprattutto in America ed Europa, i range di distribuzione e la densità di popolazione stanno aumentando in diversi Paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paese                Stato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Albania:                          Aliena/Naturalizzata &lt;br /&gt;Austria:                          Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Bielorussia:                    Aliena/Non Naturalizzata &lt;br /&gt;Belgio:                             Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Bulgaria:                         Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Croazia:                          Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Repubblica Ceca:          Aliena/Non Naturalizzata &lt;br /&gt;Danimarca:                    Aliena/Non Naturalizzata&lt;br /&gt;Russia europea:            Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Finlandia:                       Aliena/Estinta &lt;br /&gt;Francia:                          Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Germania:                      Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Gran Bretagna:             Aliena/Estinta &lt;br /&gt;Grecia:                           Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Irlanda:                          Aliena/Estinta &lt;br /&gt;Israele:                          Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Italia:                             Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Lituania:                       Aliena/Non Naturalizzata &lt;br /&gt;Lussemburg:o             Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Macedonia:                  Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Olanda:                        Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Norvegia:                     Aliena/Estinta &lt;br /&gt;Polonia:                        Aliena/Non Naturalizzata &lt;br /&gt;Romania:                     Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Sardegna:                    Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Serbia:                         Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Sicilia:                          Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Slovacchia:                  Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Slovenia:                    Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Spagna:                      Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;Svezia:                        Aliena/Estinta &lt;br /&gt;Svizzera:                    Aliena/Non Naturalizzata&lt;br /&gt;Ucraina:                    Aliena/Naturalizzata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/images/europe.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 349px; height: 534px;" src="http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/images/europe.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;"&gt;FIG. 1 - diffusione e distribuzione della nutria (Myocastor coypus)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Austria&lt;/span&gt;: le Nutrie sono state &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevate&lt;/span&gt; in Austria (Laurie, 1946). La cattura degli esemplari liberati è iniziata nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1935&lt;/span&gt; (Aliev, 1967)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Belgio&lt;/span&gt;: le nutrie sono state &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevate&lt;/span&gt; in cattività dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1930&lt;/span&gt; e sono ora selvatiche (Laurie, 1946; Aliev, 1967; Litjens, 1980).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bulgaria&lt;/span&gt;: Aliev (1967) non ha osservato nutrie qui. Mitchell-Jones e altri (1999) hanno segnalato la nutria lungo le frontiere con la Grecia e la Romania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ex Repubblica della Cecoslovacchia (Repubblica Ceca e Slovacchia)&lt;/span&gt;: in base a Kinler e altri (1987) e Aliev (1967), le nutrie sono state &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevate&lt;/span&gt; in cattività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Danimarca&lt;/span&gt;: Stubbe (1989) ha segnalato esemplari di nutria in natura in Danimarca nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1930 &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1940&lt;/span&gt;, ma non potrebbero sopravvivere a successivi inverni rigidi. Attualmente, non sono segnalati individui di nutria in Danimarca (Mitchell-Jones e altri, 1999).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Inghilterra&lt;/span&gt;: Il primo nucleo di nutria è stato importato in Gran Bretagna nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1929 &lt;/span&gt;per la loro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pelliccia &lt;/span&gt;dalle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aziende agricole&lt;/span&gt; (Laurie, 1946). Una campagna di eradicazione lunga 10 anni è stata avviata nel 1981,(Gosling e Baker, 1987). Il 10 gennaio 1989 la nutria è stata dichiara estinta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Finlandia&lt;/span&gt;: Aliev (1967) ha stilato una mappa in cui sono indicate le popolazioni selvatiche di nutria in Finlandia. Nei primi anni &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1990 &lt;/span&gt;sono stati segnalati esemplari di Coypu fuggiti da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevamenti da pelliccia&lt;/span&gt;. Popolazioni selvatiche esistevano nel sud della Finlandia nei pressi di Turku (K. Jutila, orale comune.). Le nutrie sono considerate come un gioco per le &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;associazioni di caccia&lt;/span&gt; (finlandese Hunters' Central Organizzazion, 2000). Tuttavia, Mitchell-Jones (1999) li classifica come estinte allo stato selvatico. Si ipotizza che inverni rigidi abbiano causato la morte in queste zone (K. Jutila).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Francia&lt;/span&gt;: La nutria è stata introdotta in Francia già nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1882&lt;/span&gt;, qui sono iniziati gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevamenti &lt;/span&gt;per la produzione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pellicce &lt;/span&gt;in modo serio dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1925 &lt;/span&gt;al 1928 (Bourdelle, 1939). Alcune nutrie sono fuggite e sono divenute selvatiche (Bourdelle, 1939). Dal 1974 al 1985 sono aumentate in numero e sono stati controllati con avvelenamento tramite farmaci anti-coagulanti (Abbas, 1991).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Germania&lt;/span&gt;: Le Nutrie sono state &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;introdotte &lt;/span&gt;per la prima volta in Germania nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1926&lt;/span&gt;, e dal 1935 le piccole colonie selvatiche cominciarono ad apparire nel canale Elbe-Trave (Van Den Brink, 1968; Stubbe, 1992; Gebhardt, 1996).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Grecia&lt;/span&gt;: Le Nutrie sono state &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevate &lt;/span&gt;in cattività in Grecia (Aliev, 1967). Tra il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1948 &lt;/span&gt;e il 1966 sono state osservate in natura in diversi di habitat, come stagni, laghi, canali, fiumi, paludi, prati e zone boschive (Ehrlich, 1967).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ungheria&lt;/span&gt;: Le Nutrie sono state &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevate &lt;/span&gt;in Ungheria (Sztojkov e altri, 1982; Kinler e altri, 1987; Salyi e altri, 1988). Tuttavia, Mitchell-Jones e altri (1999) indicano la Nutria presente in Ungheria meridionale vicino al confine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Irlanda&lt;/span&gt;: Aliev (1967) ha disegnato una mappa dove ha registrato la loro presenza qui, ma non ha fornito ulteriori informazioni. Mitchell-Jones e altri (1999) non hanno riportato la presenza di castorini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Italia&lt;/span&gt;: Il primo caso di importazione di Nutria in Italia risale al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1928 &lt;/span&gt;per uso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;commerciale&lt;/span&gt; (Cocchi e Riga, 1999). Gruppi di Nutria sono stati segnalati allo stato selvatico nel 1960 (Reggiani e altri, 1993). Nutria si sono diffuse da Italia alla Sicilia e Sardegna e sono attualmente considerati come una specie invasiva a causa dei danni che provocano al riso delle ziende agricole (Cocchi e Riga, 1999). Piero Genovesi (2003) ha calcolato che tra il 1996 e il 2000, la nutria ha causato 14 milioni di euro i danni e le perdite dovute alla nutria sono previste in aumento di 9-12 milioni di euro / anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paesi Bassi&lt;/span&gt;: Le Nutrie sono state &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;introdotte &lt;/span&gt;nei Paesi Bassi per la loro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pelliccia &lt;/span&gt;intorno al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1930 &lt;/span&gt;dal settore agricolo, e dal 1940 sono stati osservati i primi nuclei selvatici (Litjens, 1980). Poiché arrecano danni agli argini e alle colture di barbabietola da zucchero, sono considerati un candidato per l'eradicazione dalle agenzie europee (Litjens, 1980). Il controllo è attuato tramite cattura (Litjens, 1984). Nonostante le perdite di popolazione di Coypu dovute alle catture e agli inverni rigidi, le nutrie persistono nel Neatherlands perché l'inquinamento aumenta la temperatura dell’ambiente circostante consentendo di sopravvivere ad alcuni inverni rigidi e l’immigrazione dal Belgio e dalla Germania ricostituisce la popolazione (Litjens, 1980).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Norvegia&lt;/span&gt;: l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevamento &lt;/span&gt;in cattività è stata praticato anche in Norvegia (Aliev, 1967; Laurie, 1946, Van Den Brink, 1968). Tuttavia, Mitchell-Jones e altri (1999) elencano le nutrie come estinte allo stato selvatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Polonia&lt;/span&gt;: Nutrie &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevate &lt;/span&gt;in cattività, ma anche gestite in stato semiselvatico negli  stagni in Polonia (Ehrlich, 1962; Kinler e altri, 1987). Osservati in natura dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1948 &lt;/span&gt;(Ehrlich, 1967).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Romania&lt;/span&gt;: Aliev (1967) non ha indicato gli animali come  presenti in Romania. Nella recensione di  Stubbe (1989) sulla nutria in Germania, ha rilevato che erano stati osservati degli animali selvatici. Sono ora al confine sud con la Bulgaria e lungo il Mar Nero (Mitchell-Jones e altri, 1999).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spagna&lt;/span&gt;: Le Nutrie sono state &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevate &lt;/span&gt;in cattività in Spagna (Aliev, 1967). Nel 1999, (Mitchell-Jones e altri) le hanno indicate come estinte allo stato selvatico in Spagna. Tuttavia, i recenti studi (Piero Genovesi, 2003) indicano che le piccole popolazioni di nutria si sono stabilite nel nord della Spagna, lungo il confine con la Francia, dove a quanto pare la migrazione continua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Svezia&lt;/span&gt;: Una mappa indicata la loro presenza allo stato selvatico nel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1967 &lt;/span&gt;(Aliev 1967), e continuano ad essere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevati &lt;/span&gt;in aziende agricole. Tuttavia, Mitchell-Jones e altri (1999) le elencano come estinte allo stato selvatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Svizzera&lt;/span&gt;: Mitchell-Jones e altri (1999) hanno riportato la presenza di coypu in Svizzera, anche se Aliev (1967) non ha avuto riscontri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ex Repubblica di Jugoslavia (Serbia, Montenegro, Bosnia - Herz., Macedonia, Croazia e Slovenia)&lt;/span&gt;: Nutria sono state &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevate &lt;/span&gt;in cattività in Jugoslavia (Aliev, 1967). Il loro stato attuale non è noto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte: http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/europe.htm&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-7957748026207630314?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/7957748026207630314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=7957748026207630314' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/7957748026207630314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/7957748026207630314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/07/diffusione-e-distribuzione-della-nutria_03.html' title='DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE DELLA NUTRIA (Coypu - Myocastor coypus) IN EUROPA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5693709010938723762</id><published>2009-06-26T19:11:00.004+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.650+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>ORIGINI DEL COYPU (Myocastor coypus - nutria)</title><content type='html'>Il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Myocastor coypus&lt;/span&gt; (che qui chiameremo Coypu ma che comunemente viene denominato "nutria") è un roditore appartenente alla famiglia monofiletica "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Myocastoridae&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Coypu è originario della regione sub-tropicale del Sud America e delle aree temperate del Cile e dell'Argentina. Sono stati osservati esemplari di castorino anche nella Terra del Fuoco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/images/samerica.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 350px; height: 460px;" src="http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/images/samerica.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;FIG. 1 - areale di origine del Myocastor coypus&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;http://www.nwrc.usgs.gov&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La famiglia dei Miocastoridi si è evoluta nell'Oligocene, circa 30 milioni di anni fa da un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;echimide&lt;/span&gt; della sottofamiglia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Adelophomynae&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La prima forma di fossile riconosciuta come appartenente alla famiglia dei Miocastoridi è il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Prospanyomis&lt;/span&gt; del tardo Oligocene rinvenuto in Patagonia.&lt;br /&gt;La sistematica del Coypu annovera 5 sottospecie presenti nell'areale di origine:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Myocastor coypus bonariensis&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;- Myocastor coypus coypus&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;- Myocastor coypus melanops&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;- Myocastor coypus santacruzae&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;- Myocastor coypus popelairi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;All'interno dell'areale di origine sudamericano, il Coypu occupa ambienti molto diversi tra loro caratterizzati da condizioni climatiche che variano dai caldi delle regioni sub-tropicali agli inverni freddi della Patagonia.&lt;br /&gt;Nel secolo scorso la specie è stata introdotta, per motivi industriali (pellicce) in molti Paesi del Nord America e in Europa stabilendo anche nuclei di popolazione naturalizzati.&lt;br /&gt;Descriveremo successivamente l'areale di diffusione al di fuori dell'ambiente di origine.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ringraziamenti e bibliografia:&lt;br /&gt;http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=766&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5693709010938723762?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5693709010938723762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5693709010938723762' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5693709010938723762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5693709010938723762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/06/origini-del-coypu-myocastor-coypus_26.html' title='ORIGINI DEL COYPU (Myocastor coypus - nutria)'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-2925170778402546958</id><published>2009-06-07T19:00:00.005+02:00</published><updated>2010-01-29T22:12:06.065+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>La Nutria e l'aggressività: osservazioni, dati e prove empiriche</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Questo è un video dedicato a tutti quelli che dicono che le Nutrie sono aggressive. Questa è la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dimostrazione&lt;/span&gt; della loro palese malafede. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tutte le Nutrie sono timorose&lt;/span&gt; in quanto sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;prede&lt;/span&gt; e  sono anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vegetariane&lt;/span&gt;. Il loro primo istinto è quello di scappare (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;strategia di fuga&lt;/span&gt;). Solo se minacciate simulano atteggiamenti da "attacco" ma con l'unico scopo di far fuggire il nemico e guadagnare tempo per mettersi in salvo. Willy, il Coypu domestico più famoso d'Italia, è la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dimostrazione provata della docilità e della possibilità di addomesticare questi animali&lt;/span&gt;. Sconsiglio comunque la loro detenzione a fini domestici perchè essendo fauna selvatica deve rimanere nel suo ambiente. Willy, come tutti ormai sanno, è stato salvato da morte certa quando sua mamma ha partorito ed è morta a causa di un incidente. Questa è l'unica eccezione che la legge permette. Attualmente Willy vive in un'area protetta del Centro Italia.&lt;br /&gt;In attesa di un articolo più approfondito su questo aspetto etologico, invito il pubblico a visionare questo video che risulta essere a tutti gli effetti una delle prove scientifiche e affidabili che esistano su questo argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mWpJcdvh_CI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/mWpJcdvh_CI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-2925170778402546958?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/2925170778402546958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=2925170778402546958' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2925170778402546958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2925170778402546958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/06/la-nutria-e-l-osservazioni-dati-e-prove.html' title='La Nutria e l&amp;#39;aggressività: osservazioni, dati e prove empiriche'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5855535943282739532</id><published>2009-05-31T11:50:00.004+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.678+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accudire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><title type='text'>STORIE DI COYPU (NUTRIA) - Pon Pon</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricevo e pubblico la storia di una femmina di Coypu di nome Pon Pon. Ringrazio l'amica Barbara di Asti per avermi reso partecipe di questa tenera esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pon Pon&lt;/span&gt; è arrivata a casa mia in seguito alla morte della sua mamma e siccome era una cucciolina tenerissima e molto spaventata, non ho saputo resistere e me la sono presa.&lt;br /&gt;All'inizio, come ben sai, ero un po' apprensiva, visto l'animaletto un po' insolito da curare.&lt;br /&gt;Poi ho "incontrato" (tramite quel canale "salvagente" che si chiama internet), “te” che mi hai letteralmente salvata, dandomi consigli preziosissimi su come tenerla, alimentarla ecc... Per altro Pon Pon è un animale dolcissimo, da un sacco di soddisfazioni come animale da compagnia ed è molto intelligente.&lt;br /&gt;Quanto ho detto però non va travisato, rimane comunque un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;animale selvatico&lt;/span&gt; che andrebbe preservato nel suo ambiente naturale, ancora meglio quello d'origine (Sud America). Non va “pasticciata” o trattata come fosse un giocattolo, ma lasciata tranquilla il più possibile.&lt;br /&gt;Purtroppo, però, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;per la sua incolumità&lt;/span&gt;, sono costretta a tenerla in cattività, anche se in condizioni molto buone per lei. L'incapacità di gestirsi da sola e non ultima la possibilità affatto remota che venga &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;abbattuta dai cacciatori&lt;/span&gt; sempre in agguato, non mi permettono di liberarla come mi piacerebbe fare.&lt;br /&gt;Come accennavo sopra, nonostante &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'affetto che nutre per noi e le nostre cure per lei&lt;/span&gt;, ha mantenuto una certa diffidenza dettata dal carattere estremamente pauroso e probabilmente anche dall'esperienza avuta che, secondo me, non ha affatto dimenticato.&lt;br /&gt;Inoltre quando è arrivata da noi non era piccolissima come il tuo Willy, per cui non abbiamo potuto beneficiare dell’effetto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;imprinting&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Per altro se ci si avvicina cercando di non spaventarla si riesce ad accarezzarla ed anche a prenderla in braccio (sempre con accortezza).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E' molto coccolona,&lt;/span&gt; quando inizia a prenderci gusto sta li a farsi fare i grattini come un micio, alzando la testa per farseli fare meglio. Questo è già un buon risultato, ma ci vorrà pazienza.&lt;br /&gt;Ama molto fare il bagno (ovviamente) per cui abbiamo messo a sua disposizione una grande vasca a sponde basse, tipo quelle per le fontanelle per intenderci. Adesso che fa molto caldo al pomeriggio sta a mollo a lavarsi e lisciarsi il pelo molto volentieri. Infatti è&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; un animale molto pulito&lt;/span&gt;, sta delle mezz’ore a pulirsi accuratamente anche in modo ridicolo e buffo, sembra una pera che fa la doccia.&lt;br /&gt;Devo dire, però, che non sono tutte rose e fiori….. il “mostrillo” infatti, da molto da fare, non si può pensare di andarsene in vacanza e lasciarla li da sola, se non si ha qualcuno pronto a prendersi cura di lei.&lt;br /&gt;Necessita un sacco di cure, verdura fresca tutti i giorni, cambio dell’acqua della vaschetta un giorno si uno no, cambio dei giornali e del fieno tutti i giorni in modo  che rimanga sempre pulita. Periodicamente bisogna disinfettare il locale in cui alloggia per evitare i parassiti, che nonostante tutto riescono comunque a rompere le scatole. Lo so io che adesso impazzisco per via delle zecche lasciate a destra e a manca dal pastore che è passato con le pecore vicino a casa mia!!! Ci mancava solo più quello.&lt;br /&gt;Inoltre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è proprio simpatica&lt;/span&gt;. E’ uno spettacolo quando si mette a scegliere i pezzetti di banana essiccati tra il suo mangime preferito. Con quelle zampette che sembrano manine acchiappa di tutto e se lo ficca in bocca ingordamente, come se qualcuno tentasse di rubarle il cibo dalla ciotola.&lt;br /&gt;Se si spaventa, e succede spesso, fa dei balzi enormi ed emette un suono minaccioso, oppure un grido molto acuto. La spaventano soprattutto i rumori forti ed improvvisi, o i movimenti a scatti e corre a rifugiarsi nella sua cuccia/tana.&lt;br /&gt;Quando pensa che il pericolo sia scampato torna nuovamente fuori guardinga, tipo pantera rosa. In questi casi è proprio buffa, le manca solo più il soprabito da investigatore! Se sto ferma vicina alla sua cuccia si avvicina ad esplorarmi, per vedere se le ho portato qualcosa di buono!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso sia tutto, anche se starei a parlare di lei delle ore, per cui un saluto e grazie dell’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5855535943282739532?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5855535943282739532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5855535943282739532' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5855535943282739532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5855535943282739532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/05/storie-di-coypu-nutria-pon-pon_31.html' title='STORIE DI COYPU (NUTRIA) - Pon Pon'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5865012487856909174</id><published>2009-05-09T12:40:00.005+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.714+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>IL BLOG SULLA NUTRIA PER LA CORRETTA INFORMAZIONE E DIVULGAZIONE SUL COYPU (Myocastor coypus)</title><content type='html'>Lo staff del qui presente blog si rende disponibile a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;collaborare&lt;/span&gt; con le varie &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ssociazioni animaliste, ambientaliste e le amministrazioni locali&lt;/span&gt; che sono interessate ad &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;essere informate e ad informare&lt;/span&gt; l'opinione pubblica sul mondo delle nutrie (castorini, coypu, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Myocastor coypus&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo anni di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ricerche, studi, osservazioni&lt;/span&gt; e avendo a disposizione una buona raccolta di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;materiale informativo derivato dalla letteratura scientifica nazionale e internazionale, &lt;/span&gt;ci rendiamo disponibili per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;conferenze, convegni, seminari &lt;/span&gt;in tutte le parti di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia &lt;/span&gt;previa comunicazione all'apposita casella di posta elettronica.&lt;br /&gt;Ci si può anche mettere d'accordo per la creazione e distribuzione di materiale sia cartaceo che multimediale informativo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriescarlatti08feb09%20%2830%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 399px; height: 300px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriescarlatti08feb09%20%2830%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-style: italic;"&gt;FIG. 1 - Coypu (Myocastor coypus)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5865012487856909174?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5865012487856909174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5865012487856909174' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5865012487856909174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5865012487856909174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/05/il-blog-sulla-nutria-per-la-corretta_09.html' title='IL BLOG SULLA NUTRIA PER LA CORRETTA INFORMAZIONE E DIVULGAZIONE SUL COYPU (Myocastor coypus)'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-3568420823633284037</id><published>2009-04-17T21:56:00.005+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.732+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><title type='text'>06/04/2009: IL PRIMO COMPLEANNO DI WILLY il COYPU (nutria - Myocastor coypus)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il giorno &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;06 aprile 2009&lt;/span&gt; l'ormai famoso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Coypu domestico Willy&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Myocastor coypus&lt;/span&gt;) ha compiuto 1 anno ed è divenuto pertanto un esemplare adulto.&lt;br /&gt;Ricordo che Willy venne salvato la notte del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6 aprile 2008&lt;/span&gt; da A.Z., un mio amico, il quale vide una carcassa di nutria in mezzo alla strada. Si fermò per spostarla e arrivato sul posto vide che l'esemplare investito da una macchina era una femmina gravida che a causa della botta aveva partorito i suoi cuccioli. Solo uno era sopravvissuto a questo incidente e tale piccola creatura era intento a cercare il latte dove in realtà non vi era rimasto più nulla.&lt;br /&gt;A.Z. prese uno strumento di fortuna, tagliò il cordone ombelicale e portò il cucciolo di Coypu in salvo, dando inizio così alle avventure e alle diverse vicissitudini di Willy, l&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a prima e più famosa nutria domestica italiana&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Attualmente Willy vive a casa con me ed è la dimostrazione più evidente del reale carattere biologico e comportamentale delle nutrie.&lt;br /&gt;E' molto interattivo, comunica con diverse vocalizzazioni, è curioso, obbedisce ai richiami ed è stato la fonte di tante conoscenze e avventure piacevoli.&lt;br /&gt;Proprio ultimamente Willy è stato presentato a diverse persone durante un seminario riscuotendo tra il pubblico un enorme successo. Molta gente ancora non conosce la verità su questi splendidi animali ma una volta visti da vicino tutte le falsità raccontate da chi non ha competenze in materia crollano.&lt;br /&gt;Chiunque voglia conoscere Willy può contattarci o iscriversi al suo &lt;a href="http://www.facebook.com/home.php?ref=logo#/pages/Willy-il-Castorino-Coypu-o-nutria/40076587275?ref=ts"&gt;fan club su facebook&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ecco il regalo di compleanno che Willy ha ricevuto quella sera:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria05apr08%20%284%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 424px; height: 318px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria05apr08%20%284%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 1 - il regalo di compleanno per Willy&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-3568420823633284037?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/3568420823633284037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=3568420823633284037' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3568420823633284037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3568420823633284037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/04/06042009-il-primo-compleanno-di-willy_17.html' title='06/04/2009: IL PRIMO COMPLEANNO DI WILLY il COYPU (nutria - Myocastor coypus)'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5730093414241744872</id><published>2009-04-03T19:06:00.003+02:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.750+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><title type='text'>STORIE DI COYPU (NUTRIA) - Hastung</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inauguro oggi questa nuova rubrica che tratterà delle storie relative al rapporto uomo-Coypu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hastung &lt;/span&gt;è un Coypu (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Myocastor coypus&lt;/span&gt; - erroneamente chiamato nutria) che circa 5 anni fa è stato comprato in un allevamento del Sudamerica da una persona, come tante, in quanto viene considerato - e a buona ragione in quelle zone - un animale da compagnia. In America appunto i Coypu sono considerati veri e propri animali domestici.&lt;br /&gt;Si è adattato molto bene allo stile di vita del suo padrone. All'inizio viveva solo in una casa poi però tutta l'azienda è divenuta suo territorio grazie anche all'amore e alla simpatia che questo animale suscita. Oltre a ciò è di fondamentale importanza la maggior conoscenza che i popoli sudamericani hanno nei confronti di questo animale. Fortunatamente grazie a questo blog le vere informazioni relative alle nutrie si stanno divulgando, in quanto risultano essere attendibili ed affidabili anche e soprattutto in termini scientifici.&lt;br /&gt;Hastung mi ricorda molto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Willy&lt;/span&gt;, l'ormai più famosa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nutria (Coypu) domestica italiana&lt;/span&gt;. Il modo in cui prende il cibo, il lasciarsi tenere in braccio e il modo buffo ma tenero e simpatico di vocalizzare sono la dimostrazione dell'affetto e della dolcezza che sanno trasmettere questi animali.&lt;br /&gt;Ho potuto vedere alcuni video divertenti di Hastung, ognuno dei quali si aggiunge alla mole di prove e dati che affermano la nutria essere un animale del tutto socievole e per nulla aggressivo. In questo video che vi propongo è possibile notare ulteriormente come si comporta anche con altri animali tra cui un cane.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il cane e la nutria&lt;/span&gt; si guardano, mentre il primo sembra essere molto curioso, il Coypu è più intento a bere l'acqua e a capire chi ha di fronte. Poco dopo il cane abbaia e di istinto Hastung cerca di difendersi provando la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tattica del più forte&lt;/span&gt;. Tale strategia prevede come prima mossa quella di avanzare verso l'avversario con fare "minaccioso" &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;con il solo intento di spaventare&lt;/span&gt; "l'intruso" in modo da poter &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;scappare&lt;/span&gt; e salvarsi la vita. Difatti subito dopo, il Coypu si gira, indietreggia verso un riparo mentre il cane si avvicina ulteriormente minando l'incolumità di Hastung. Il Coypu, siccome la prima tattica non ha funzionato, prova con il piano B ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cerca di nascondersi sotto un riparo&lt;/span&gt; dove il cane a causa della sua taglia non potrà raggiungerlo.&lt;br /&gt;Il cane annusa e il Coypu, approfittando della distrazione del canide, tenta un secondo "agguato di sopravvivenza" riuscendo nel suo intento: spaventare l'intruso e riappropriarsi della sua acqua!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cRPJKhbIO9o&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/cRPJKhbIO9o&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5730093414241744872?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5730093414241744872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5730093414241744872' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5730093414241744872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5730093414241744872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/04/storie-di-coypu-nutria-hastung_03.html' title='STORIE DI COYPU (NUTRIA) - Hastung'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-3322711865896126717</id><published>2009-03-28T10:21:00.003+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.770+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>Eradicazione delle Nutrie: inutile, dannosa e dispendiosa</title><content type='html'>Pubblichiamo un articolo della collega biologa che gestisce il sito &lt;a href="http://www.felinesoul.net/"&gt;http://www.felinesoul.net&lt;/a&gt; :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria08mar09%20%2829%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 456px; height: 342px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria08mar09%20%2829%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG.  1 - Coypu (Myocastor coypus)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L'areale originario della Nutria si estende dal Brasile, Bolivia e Paraguay fino alle zone più meridionali del Sud America (Argentina e Cile). A seguito di introduzioni per la produzione commerciale delle pellicce la specie risulta attualmente naturalizzata in diversi paesi del Nord America, Asia, Africa ed Europa. &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Allo stato attuale delle conoscenze i tentativi di eradicazione di popolazioni di Nutria nei paesi ove la specie è stata introdotta si sono rivelati infruttuosi. L’unica eccezione è rappresentata dalla Gran Bretagna dove, dopo una campagna di controllo numerico mediante trappolaggio durata diversi anni, si è arrivati, alla pressoché completa eliminazione della specie (Cocchi e Riga 2001). Tuttavia l’eradicazione della Nutria in Gran Bretagna sarebbe stata coronata da successo solo perché favorita da inverni particolarmente rigidi. La scomparsa della Nutria in Gran Bretagna sarebbe quindi da imputare più a fattori climatici che all’intervento umano, che può aver al più accelerato un processo naturale già in atto (Gosling e Baker, 1989). In Francia, nonostante il notevole sforzo intrapreso, non si sono ottenuti risultati analoghi. Le campagne di limitazione numerica condotte in alcuni comprensori mediante la somministrazione “controllata” di rodenticidi non sembrano aver sortito risultati definitivi. Il calo numerico della popolazione ottenuto con le campagne di controllo, supportato dalle gelate invernali e dalle alluvioni che hanno contribuito alla riduzione degli effettivi per morte e per dispersione, è stato ampiamente compensato da fenomeni d’immigrazione da aree limitrofe. Ciò ha riportato le consistenze su densità simili a quelle precedenti l’attuazione degli interventi. A titolo indicativo si consideri come, in assenza di fattori climatici estremi, una popolazione sottoposta a questo genere di campagne di controllo diretto possa recuperare le densità originarie in meno di un anno (Micol, 1990). In Italia si è tentato più volte di arginare la numerosità della Nutria tramite interventi di abbattimento con scarsi risultati (Velatta e Ragni 1991, Velatta 1994, Tocchetto 1997).  &lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;In una revisione critica circa le condizioni necessarie affinché l’eradicazione di specie introdotte possa sortire esiti positivi, Bomford e O’Brien (1995) individuano sei requisiti che occorre si realizzino contemporaneamente.  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal;" class="MsoNormal"&gt;Questi sono:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;1) un tasso di rimozione maggiore dell’incremento naturale della popolazione;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;2) la mancanza di fenomeni d’immigrazione;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;3) tutti gli animali riproduttivi devono essere potenzialmente catturabili;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;4) contattabilità degli animali anche a basse densità;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;5) analisi costi-benefici favorevole all’eradicazione;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;6) un adeguato consenso socio-politico. La contemporanea presenza di tutte le condizioni sopra evidenziate si verifica in un limitatissimo numero di casi. Ciò spiega il perché di tanti fallimenti.   &lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Al fine di ovviare almeno parzialmente a problemi contingenti di danno si ricorre spesso ad azioni locali di controllo numerico tramite abbattimento. Questi interventi di rimozione parziale rischiano tuttavia di destrutturare le popolazioni inducendo sostanziali alterazioni a livello demografico (classi d’età più giovani, cattura selettiva a favore dei maschi) creando le condizioni per un successivo incremento della capacità di crescita delle popolazioni (reclutamento ed immigrazione). Bisogna altresì tenere conto del notevole disturbo che tali pratiche arrecano alla fauna locale, soprattutto qualora si agisca nell’ambito di aree protette o parchi. In questo senso tali azioni appaiono tutt’altro che risolutive rischiando, in una prospettiva di medio termine, di  creare più problemi di quanti ne risolvano e fungere da volano biologico all’incremento del tasso di crescita delle popolazioni (Cocchi e Riga 2001).&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bibliografia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic;"&gt;&lt;span&gt;Bomford M., P. O’Brien, 1995 - Eradication or control for vertebrate pests? Wildlife Society Bulletin  1995, 23 (2): 249-255.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic;"&gt;Cocchi R. e F. Riga, 2001 - Linee guida per il controllo della Nutria (Myocastor coypus). Quad. Cons. Natura, 5, Min. Ambiente - Ist. Naz. Fauna Selvatica.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic;"&gt;&lt;span&gt;GOSLING L. M., S. J. BAKER, 1989 - &lt;/span&gt;&lt;span&gt;The eradication of muskrats and coypus from Britain. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Biol. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Journ. Limnean Society, 38: 39-51.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify; font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;VELATTA F., 1994 - Risultati della campagna sperimentale di controllo della popolazione di Nutria del Lago Trasimeno. Corso di gestione della fauna selvatica in aree ad elevata vocazione faunistica. Ozzano dell’Emilia, 23-27 maggio 1994.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-3322711865896126717?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/3322711865896126717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=3322711865896126717' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3322711865896126717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3322711865896126717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/03/eradicazione-delle-nutrie-inutile_28.html' title='Eradicazione delle Nutrie: inutile, dannosa e dispendiosa'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-2657626006106795633</id><published>2009-03-22T18:41:00.005+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.797+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>LEPTOSPIROSI e NUTRIE: UN'ANALISI CRITICA, BIOLOGICA e SCIENTIFICA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Leptospirosi &lt;/span&gt;è una patologia causata dalla specie spirocheta Leptospira. Esistono circa 230 specie patogene e 60 non patogene. La Leptospirosi si sviluppa in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;molti animali selvatici e domestici&lt;/span&gt;. Alcuni animali sono portatori (e vettori) ed eliminano l'agente patogeno con le urine, altri animali invece presentano un decorso letale.&lt;br /&gt;Le infezioni accidentali in specie non serbatoio possono dar luogo ad episodi clinici anche gravi, ma non evolvono mai nello stato di portatore e di regola non danno luogo a catene infettive autonome. L’uomo si configura come ospite accidentale.&lt;br /&gt;Di seguito verranno elencati schemi utili con le principali informazioni sulla leptospirosi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;CONTAGIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;diretto&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ingestione &lt;/span&gt;di urine e tessuti di animali infetti (carni poco cotte per esempio), contatto di tessuti o liquidi infetti con cute solo se abrasa.&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;indiretto&lt;/span&gt;: contatto con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;leptospire diffuse nell'ambiente&lt;/span&gt; (quindi già presenti indipendentemente dai vettori e di conseguenza dalla presenza della Nutrie).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;CONDIZIONI NECESSARIE AL CONTAGIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- solo soggetti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;anziani, malati o con sistema immunitario debole&lt;/span&gt; possono presentare dei rischi.&lt;br /&gt;- solo le &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sierovarianti patologiche&lt;/span&gt; sono causa della malattia.&lt;br /&gt;- solo i contagi diretti presentano una maggior probabilità di aver contratto il batterio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;DIAGNOSI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;90%&lt;/span&gt; dei soggetti colpiti può sviluppare una lieve malattia.&lt;br /&gt;- identificazione tramite impregnazione argentica, esame delle colture e PCR.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;EPIDEMIOLOGIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- la malattia colpisce moltissime specie di mammiferi sia domestici che selvatici, è quindi impossibile individuare a priori e senza uno studio approfondito i serbatoi del batterio.&lt;br /&gt;- tra gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;animali domestici&lt;/span&gt; che vengono colpiti e che possono essere portatori di questa patologia ci sono i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CANI, GATTI, BOVINI, SUINI, EQUINI&lt;/span&gt;. Non a caso la leptospirosi è una malattia professionale che colpisce soprattutto gli agricolotori, gli allevatori e gli operai che lavorano nella macellazione.&lt;br /&gt;- la leptospirosi è una malattia diffusa in tutto il mondo in aree urbane e rurali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;PORTATORI o VETTORI PRIMARI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ratti, cani, procioni, topolini dei campi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;PORTATORI OCCASIONALI o VETTORI SECONDARI&lt;/span&gt; (meno importanti)&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;roditori selvatici&lt;/span&gt; (Nutrie, scoiattoli), &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cervi, opossum, volpi, mammiferi marini&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un serbatoio di infezione molto vicino all' uomo può essere sovente il cane. Quest' ultimo può contagiarsi per ingestione delle urine di ratto infetto con il leccamento di queste. Le urine di ratto infatti possono ricordare l'odore di quelle delle cagne in calore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;DATI DI LETTERATURA SCIENTIFICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gli allarmismi diffusi periodicamente li additano come diffusori di zoonosi e tra esse della Leptospirosi. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Analisi mirate&lt;/span&gt; effettuate in questi anni presso gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Istituti di Zooprofilassi&lt;/span&gt; su carcasse di Nutrie provenienti da uccisioni programmate o da investimento stradale hanno fatto emergere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dati inequivocabili&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la frequenza di positività sierodiagnostica alle diverse forme di Leptospire è risultata bassa e paragonabile a quella normalmente riscontrata in altri animali selvatici presenti negli stessi ambienti, ma certamente inferiore a quella dei più comuni e ubiquisti ratti di chiavica. Il presupposto serbatoio epidemico delle Nutrie quali vettori di forme microbiche d'importanza zoonotica è comunque risibile di fronte a quello provocato volontariamente con l'introduzione a fini cinegetici&lt;/span&gt; di Lepri , Silvilaghi e Cinghiali (dati diffusi annualmente dalla sezione europea della WDA - Wildlife Disease Association). Introduzioni fermamente volute dalle associazioni venatorie e patrocinate dalle Province e che si rivelano estremamente rischiose per la sopravvivenza dei Leporidi e Ungulati autoctoni, oltre che per gli allevamenti di conigli e suini. (ODV, 1997; Wildlife Disease Association, 1998; Scaravelli &amp;amp; Martignoni, 2000; IZP Brescia, 2000).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto dal sito del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ministero dell'Ambiente&lt;/span&gt;: si è ipotizzato che la specie possa rappresentare un rischio di natura igienico-sanitaria conseguente alla riscontrata positività di alcuni esemplari alla leptospirosi, tuttavia il suo ruolo epidemiologico quale diffusore ambientale dell'infezione risulta solo secondario ed occasionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri studi (anche molto recenti) eseguiti in diverse zone in Italia hanno dimostrato che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non sussiste alcun pericolo sanitario che imputi la Nutria come unico o principale resposabile nella diffusione della leptospirosi.&lt;/span&gt; Le analisi che vengono eseguite si basano per lo più sulla sola presenza di anticorpi contro la leptospira il che non significa che l'animale in esame sia affetivamente un portatore. Solo in una scarsissima percentuale di nutrie (appartenenti ad un certo gruppo) è stato possibile isolare un ceppo di spirochete.&lt;br /&gt;Va ricordato inoltre che per una analisi corretta e preattamente scientifica, non ha senso effettuare tali misurazioni su campioni di Nutrie che vivono nei pressi di allevamenti di animali domestici in quanto è palese la presenza di leptospirosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Referenze:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- http://www.izsvenezie.it/dnn/Areetematiche/Zoonosi/Leptospirosi/tabid/347/Default.aspx&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- http://www.antropozoonosi.it/Malattie/Leptospirosi%20def/Leptospirosi.htm&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Manuale MERK per la salute&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- http://www.centrostudiarcadia.it/Myocastor%20coypus.htm&lt;br /&gt;- http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=904&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-2657626006106795633?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/2657626006106795633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=2657626006106795633' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2657626006106795633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2657626006106795633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/03/leptospirosi-e-nutrie-un-critica.html' title='LEPTOSPIROSI e NUTRIE: UN&amp;#39;ANALISI CRITICA, BIOLOGICA e SCIENTIFICA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-4181834442589244198</id><published>2009-03-13T22:16:00.004+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.811+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>NUTRIE IN GIARDINO: COSA FARE</title><content type='html'>A qualcuno forse sarà capitato di vedere una Nutria in un giardino pubblico o privato e, non sapendo di che animale si tratti, si sia domandato: "cosa posso fare"?&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, se l'animale in questione è un Coypu (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Myocastor coypus&lt;/span&gt;) - o nutria - non c'è nulla da temere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di tutto bisogna sapere che la Nutria:&lt;br /&gt;1) è un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CASTORO SUDAMERICANO&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roditore, prettamente vegetariano&lt;/span&gt;),&lt;br /&gt;2) è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;docile &lt;/span&gt;e mansueto ma anche curioso e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;timoroso&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NON &lt;/span&gt;è aggressivo e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NON &lt;/span&gt;attacca (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;è una preda e in condizioni normali tende sempre a scappare; solo se molestato o impaurito tende a difendersi come ogni altro animale&lt;/span&gt;),&lt;br /&gt;3) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NON &lt;/span&gt;è portatore di malattie (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;può rappresentare tutto al più un vettore secondario ma solo in determinati casi, di conseguenza, anche a detta degli Istituti Zooprofilattici, non esistono pericoli igienici o sanitari derivanti dalla presenza delle Nutrie, anzi, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;sono animali molto puliti&lt;/span&gt;),&lt;br /&gt;4) è una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;creatura vivente&lt;/span&gt; e come tutti gode del diritto all'esistenza (v&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a ricordato che è stata importata dall'uomo e tutt'ora vi sono individui che allevano illegalmente nutrie per introdurle illecitamente a scopo venatorio&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appurato ciò, per sapere se l'animale che si ha di fronte è davvero un Coypu, consiglio di scattare qualche foto e inviarle al sottoscritto tramite i contatti presenti in questo blog.&lt;br /&gt;Una volta accertato che si tratta di un Coypu:&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;avvisare &lt;/span&gt;gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Uffici Diritti Animali &lt;/span&gt;della zona o gli Uffici Ecologia del proprio Comune,&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;avvisare associazioni animaliste e ambientaliste&lt;/span&gt; come LAV, LAC e altre locali,&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;contattate &lt;/span&gt;il sottoscritto per eventuali consigli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, fermatevi un attimo e osservate questo dolcissimo roditore: è da circa 30 milioni di anni che vive sul Pianeta Terra ed è un'emozione poterlo vedere vivere tranquillamente "pascolando" nel giardino di casa o nuotanto in un corso d'acqua. Contemplare la vita aiuta a vivere meglio.&lt;br /&gt;E' di gran lunga preferibile qualche filo d'erba in meno (che poi ricresce) piuttosto che aria, terra e acqua inquinata dalle attività umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria08mar09%20%2819%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 434px; height: 324px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria08mar09%20%2819%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;FIG. 1 - Coypu (Nutria) in braccio ad una persona. Dimostrazione della affettuosità e dolcezza di questi animali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-4181834442589244198?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/4181834442589244198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=4181834442589244198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4181834442589244198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/4181834442589244198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/03/nutrie-in-giardino-cosa-fare_13.html' title='NUTRIE IN GIARDINO: COSA FARE'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-3810519150714219657</id><published>2009-03-06T21:16:00.001+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.824+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>LETTERATURA SCIENTIFICA: SERIETA', COMPETENZA E AFFIDABILITA' DEL BLOG SULLA NUTRIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A breve saranno pubblicati alcuni estratti di articoli scientifici che riguardano le vere informazioni relative al Coypu (Nutria) dalle quali il qui presente blog trae spunto.&lt;br /&gt;Il blog "&lt;a href="http://nutria-myocastor.blogspot.com"&gt;La Nutria - Myocastor coypus&lt;/a&gt;" si basa su fonti e riferimenti bibliografici seri e di stampo rigorosamente scientifico. Si avvvale inoltre del metodo empirico ed è super-partes nella discussione del fenomeno Nutrie.&lt;br /&gt;Torno a ricordare che in questa sede vengono fornite solo informazioni veritiere su questo roditore e vengono smascherate e ribatture tutte le disinformazioni scritte o dette su giornali e tv. Spesso gli articoli sono scritti per essere facilmente compresi dal grande pubblico in quanto gli scopi del blog sono proprio volti alla divulgazione scientifica, alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica, allo studio e ricerca di questo affascinante animale.&lt;br /&gt;Verranno oltremodo citati e approfonditi alcuni aspetti relativi al controllo dell'attività del Coypu (Nutria) nei riguardi dell'ambiente.&lt;br /&gt;Il curatore del blog, biologo, è in possesso di diversi articoli scientifici redatti sulla base di ricerche serie e competenti. Tutto ciò qui pubblicato si basa quindi su prove sia ufficiali del mondo accademico che empiriche sull'osservazione diretta. Essendo indagini eco-etologiche hanno pertanto un importante valore sia culturale che scientifico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-3810519150714219657?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/3810519150714219657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=3810519150714219657' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3810519150714219657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/3810519150714219657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/03/letteratura-scientifica-serieta_06.html' title='LETTERATURA SCIENTIFICA: SERIETA&amp;#39;, COMPETENZA E AFFIDABILITA&amp;#39; DEL BLOG SULLA NUTRIA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5909215512822943622</id><published>2009-02-28T00:09:00.004+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.835+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>Il Coypu o nutria: chi è e perchè è qui</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In questo articolo molto breve vorrei illustrare in maniera del tutto semplice la panoramica del reale fenomeno Nutrie. NON CREDETE AI GIORNALI, ALLE TV O AI SITI E FORUM VENATORI E DI PARTE, SONO IN MALAFEDE E ALTAMENTE DISINFORMATIVI! Qui vengono esposte in maniera affidabile e scientifica le vere informazioni su questo Roditore. Per approfondimenti potete consultare il qui presente blog.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Esiste un animale che appartiene all'ordine dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roditori&lt;/span&gt;, originario del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sud America&lt;/span&gt; e che ha fatto la sua comparsa sul nostro pianeta nell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Oligocene&lt;/span&gt; (circa 30 milioni di anni fa). Il suo nome è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Coypu&lt;/span&gt;, meglio conosciuto come castorino o Nutria.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti di noi lo hanno visto nuotare per le rogge o i fontanili della pianura padana o mangiare sulle rive degli argini dei corsi d'acqua ma non solo.&lt;br /&gt;Tante sono le voci che circondano questo animale ma prima di lasciarsi trasportare dai pregiudizi, sempre infondati, è buona norma conoscere la reale entità del fenomeno in questione. Iniziando dalla sua storia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Nutria è stata importata&lt;/span&gt; in Italia alla fine degli anni '20 per produrre le famose &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pellicce di castorino&lt;/span&gt; e il primo allevamento si trovava in Piemonte. Nel secondo dopoguerra, a fronte di una crisi che colpì proprio il business di queste pellicce, i&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; piccoli imprenditori per evitare i costi di abbattimento degli animali, decisero di liberare intenzionalmente le nutrie&lt;/span&gt; e il risultato è sotto gli occhi di tutti.&lt;br /&gt;Spesso si leggono notizie che parlano di fantomatici danni causati dalle nutrie; ebbene, qualcuno si è mai chiesto se è davvero così? In questi casi è sempre buona norma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non dare mai nulla per scontato&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;A questo punto una premessa è d'obbligo: le condizioni idrogeologiche dei suoli planiziali come i nostri sono alquanto particolari. Si tratta di terreni alluvionali composti da materiale facilmente malleabile e duttile, adatto a diverse coltivazioni.&lt;br /&gt;Si imputano alle Nutrie i danni alle sponde e agli argini dei corsi d'acqua ma in realtà l'attività di scavo di questo Roditore è solo una concausa. Infatti è stata la non curanza dell'Uomo a importare nel nostro Paese degli animali alloctoni che non sarebbero mai dovuti stare qui.&lt;br /&gt;Certo, nei casi in cui il numero di esemplari è elevato si possono avere danni ad alcuni punti degli argini e/o a qualche porzione di raccolto, ma il numero deve essere davvero consistente. Ciò non significa comunque che dappertutto vi siano questi danni anzi, proprio a causa della capacità di autoregolazione delle nutrie, spesso gli eventuali danni sono molto più contenuti di quanto si creda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriescarlatti08feb09%20%288%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 407px; height: 304px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriescarlatti08feb09%20%288%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;"&gt;FIG. 1 - Cuccioli di Coypu presso un parco pubblico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La Nutria (Coypu) è un Roditore prettamente vegetariano, timoroso e docile. Solo se provocato può assumere atteggiamenti di difesa ma questo è un comportamento normale adottato da ogni animale. Spesso la gente interpreta erroneamente alcuni aspetti etologici perché non conosce il soggetto o perché è stata indotta ad aver paura di un semplice castoro (sudamericano). I motivi di tali disinformazioni si possono trovare nei business che ancora esistono nei confronti di questi animali.&lt;br /&gt;Da un punto di vista ecologico la Nutria vive in armonia con l'avifauna locale (Gallinelle d'acqua, Germani reali, Oche cignoidi, etc.), se il suo equilibrio non viene destabilizzato il Coypu è in grado di autoregolarsi e quindi l'ambiente non risente di particolari problemi. La Nutria inoltre presenta un periodo di gestazione piuttosto lungo per essere un roditore: circa 130 giorni. Di conseguenza è stato calcolato che in buone condizioni una Nutria potrebbe essere in grado di partorire 2.7 volte in un anno. Le cucciolate sono mediamente costituite da 4-6 cuccioli a seconda però della disponibilità delle risorse trofiche.&lt;br /&gt;Nonostante le Nutrie siano animali alloctoni, si sono adattati molto bene ai nostri ambienti tanto che per la legge 157/92 questi roditori non sono specie cacciabile e sono considerati animali naturalizzati.&lt;br /&gt;I nemici naturali dei Coypu, soprattutto dei cuccioli, sono molteplici e tra di essi si annoverano lupi, volpi, mustelidi, gatti selvatici, uccelli rapaci e ciconiformi, pesci come il luccio e il siluro (quest'ultimo alloctono). Il freddo può costituire un pericolo mortale per le Nutrie.&lt;br /&gt;Da un punto di vista igienico sanitario infine, la Nutria, salvo casi particolari, non rappresenta alcun genere di pericolo e ciò è dimostrato dalle analisi effettuate dagli Istituti Zooprofilattici.&lt;br /&gt;Non è giusto che siano gli animali a pagare con la vita gli errori degli uomini ed è importante che ognuno possa prendere coscienza di questo in modo da optare per soluzioni eticamente e scientificamente efficaci e biocompatibili. L'uomo arreca danni di gran lunga superiori all'ambiente e ai suoi simili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yOpj31N68wk&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/yOpj31N68wk&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5909215512822943622?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5909215512822943622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5909215512822943622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5909215512822943622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5909215512822943622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/02/il-coypu-o-nutria-chi-e-e-perche-e-qui_28.html' title='Il Coypu o nutria: chi è e perchè è qui'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-8932688677906107765</id><published>2009-02-15T22:55:00.003+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.850+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='denunce e opinioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>Nutrie, colpa degli allevatori</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lettere ai giornali e servizi TV in queste settimane hanno rilanciato la questione delle nutrie, citando gli animalisti fra i responsabili del problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorremmo ricordare a tutti coloro che si stanno scatenando contro le nutrie che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le nutrie non facevano parte dell'ecosistema italiano&lt;/span&gt; e in esso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sono state introdotte a forza dagli &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;allevatori&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;2. Le nutrie sono arrivate per essere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allevate da persone incompetenti  e attirate da facili guadagni&lt;/span&gt; perche'; con  le loro pelli si producevano le cosiddette "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pellicce di castorino&lt;/span&gt;";&lt;br /&gt;3. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le liberazioni effettuate da "animalisti" di esseri viventi &lt;/span&gt;(detenuti in gabbie in condizioni raccapriccianti e non conforme alla natura degli animali stesse) n&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;on hanno mai riguardato le nutrie&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;4. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le nutrie sono state liberate dalle gabbie&lt;/span&gt; non dagli animalisti ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dagli allevatori&lt;/span&gt; al tramontare della moda passeggera delle "pellicce di castorino";&lt;br /&gt;5. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La soppressione indiscriminata non risolve il problema&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sempre, quando alcune specie di animali si riproducono in maniera esorbitante l'unica soluzione proposta da mezzi di informazione ed amministratori e' quella di sterminarli e le associazioni animaliste, che difendono cioe' il diritto alla vita di tutti gli esseri viventi, vengono accusate di aver creato il problema.&lt;br /&gt;Cosi' sembra sempre che sia colpa nostra se ci sono i topi , i piccioni, le volpi, i gatti e i cani randagi...&lt;br /&gt;Invece di sparare a zero e proporre solo la morte, perche'; non istituiamo la Consulta Comunale Affari Animali da noi proposta da almeno 15 anni per affrontare insieme in modo scientifico gli  argomenti che riguardano gli animali, tutelando sia il cittadino che l'animale stesso?&lt;br /&gt;Siamo invece d'accordo quando i "media" se la prendono con chi assalta gli allevamenti e libera gli animali.&lt;br /&gt;La LAV ha sempre condannato tali metodi, denunciando alle autorità competenti gli allevamenti abusivi (fenomeno rilevante di cui non si parla abbastanza) e impegnandosi per il reinserimento degli animali piuttosto che per il loro abbandono nell'ambiente.&lt;br /&gt;Noi siamo a disposizione per proporre, costruire e difendere la vita.&lt;br /&gt;Siamo contrari alla morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://www.infoverona.it/lav.htm"&gt;LAV home&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-8932688677906107765?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/8932688677906107765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=8932688677906107765' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/8932688677906107765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/8932688677906107765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/02/nutrie-colpa-degli-allevatori_15.html' title='Nutrie, colpa degli allevatori'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-372238579143654266</id><published>2009-02-15T21:57:00.002+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.869+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>Fermiamo il trappolaggio. Animali, un’inutile crudeltà</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molto spesso si sente usare la terminologia «animali        nocivi», solitamente riferita a innocui animali colpevoli solo di        disturbare le attività dell’uomo, in primis la caccia. Varie le        considerazioni sull’argomento: molte volte la presenza inopportuna di        animali è dovuta proprio all’uomo. Così è accaduto per i cinghiali,        «selvaggina da ripopolamento venatorio», immessa in natura in condizioni        già precarie e destinata comunque a prematura morte, per i «castorini»        (nutrie), importati in Italia decenni fa per essere allevati per la        produzione di pellicce, poi, una volta fallito l’esperimento, liberati sul        territorio e considerati ora dannosi.&lt;br /&gt;Se può essere vero che qualche        volta questi animali provocano «danni» all’uomo, occorre anche pensare che        l’uomo è ancora più dannoso per l’ambiente e gli animali stessi. Se i        piccioni sporcano le facciate delle case o le strade, che dire        dell’inquinamento causato dall’uomo? Con i lavori idraulici lungo i corsi        d’acqua vengono a sparire i canneti dove gli uccelli costruiscono il nido,        con le monocolture l’uomo crea un deserto faunistico nelle zone        circostanti, e l’elenco è lungo...&lt;br /&gt;Durante una recente sperimentazione        di trappolaggio condotta nella pianura irrigua lombarda si è accertato che        in oltre il 70% delle zone testate, catture giornaliere protratte per un        periodo variabile da 14 a 92 giorni non hanno prodotto alcuna diminuzione        della popolazione locale di nutrie. In estese aree agricole, interconnesse        da una fitta rete di piccoli corsi d’acqua, il calo numerico ottenuto con        i piani di eradicazione viene compensato in pochi mesi dalle nascite e da        fenomeni di immigrazione: in breve il numero di animali torna ad essere lo        stesso. Il continuo ricorso al trappolaggio non porta alcun vantaggio        pratico e ha costi altissimi in termini economici e di sofferenza degli        animali.&lt;br /&gt;Vogliamo ricordare, con l’esempio delle nutrie, la sofferenza        degli animali «altri», quelli non d’affezione, sofferenza che rimane        perlopiù nascosta. L’approccio al problema del contenimento può essere        intrapreso comunque, come è emerso anche dal recente convegno sulle specie        alloctone in Italia, tenutosi a Milano. Occorre educare le Amministrazioni        seriamente e correttamente, evitando tutti i maltrattamenti, qualunque sia        la specie che ne è vittima e qualunque siano i motivi: nulla autorizza a        procurare sofferenze fisiche e psichiche a un animale. Ogni animale prova        i medesimi sentimenti di paura-gioia-dolore-voglia di vivere che ha        qualsiasi umano. Troppo spesso si dimentica che gli animali sono esseri        viventi esattamente come noi e si prendono decisioni terribili decretando        la loro eradicazione. Come reagirebbe l’opinione pubblica se venisse        decretata l’eradicazione di cani e gatti? Va superata la distinzione tra        sofferenza e sofferenza, tra vita e vita. L’innocenza dell’animale, la sua        lealtà e mitezza, il suo spontaneo fuggire da ogni violenza gratuita, sono        mete ancora da raggiungere dalla maggior parte degli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Lav        Mantova &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-372238579143654266?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/372238579143654266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=372238579143654266' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/372238579143654266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/372238579143654266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/02/fermiamo-il-trappolaggio-animali_15.html' title='Fermiamo il trappolaggio. Animali, un’inutile crudeltà'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5062830210865880509</id><published>2009-02-04T20:14:00.003+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.899+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><title type='text'>LA STORIA DI WILLY IL CUCCIOLO DI COYPU (Castorino o Nutria)</title><content type='html'>La storia dell'ormai famosa Nutria Willy è presente anche sul sito "viverevegan" a cui vanno i miei ringraziamenti. Questo il link originale: &lt;a href="http://www.viverevegan.org/annunci/willy.htm"&gt;http://www.viverevegan.org/annunci/willy.htm &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è la storia di Willy, un cucciolo       di castorino (comunemente chiamato nutria) che è stato salvato da morte certa.&lt;br /&gt;   Tutto ebbe inizio la notte del 6 aprile quando per le strade di campagna nella       periferia nord di Milano, il mio amico A., passando in macchina, vide sull'asfalto       una carcassa di nutria. Onde evitare di lasciarla in mezzo alla strada decise       di fare retromarcia per spostarla almeno in prossimità del ciglio.&lt;br /&gt;   Una volta avvicinatosi al corpo si accorse che qualcosa si muoveva ancora,       probabilmente erano gli ultimi riflessi muscolari.&lt;br /&gt;   Giunto vicino al corpo dell'animale vide che quello che si muoveva non       era la coda, come ipotizzava, ma un cucciolo di nutria appena nato che       cercava il latte dove però non       c'era più nulla a causa dell'incidente. In realtà i cuccioli       erano 3 ma solo lui si salvò.&lt;br /&gt;   Preso da tale compassione e amore per la vita, A. salì in macchina e prese       il primo strumento che gli capitò in mano per tagliare il cordone ombelicale       e salvare cosÏ il piccolo castorino       da una fine orrenda ma certa.&lt;br /&gt;   Una volta preso il cucciolo, A. lo portò con lui in macchina e lo curò tenendolo       sempre vicino a sé per 2 giorni.&lt;br /&gt;   Nel frattempo gli diede il nome di Willy e lo portò da un veterinario       per controllare il suo stato di salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriacucciolowilly08apr08%20%2835%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 385px; height: 288px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriacucciolowilly08apr08%20%2835%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 1 - Willy a pochi giorni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;   Siccome il veterinario era impossibilitato a tenere Willy, tramite contatti       con varie associazioni sono giunti a me, biologo, che mi occupo indipendentemente       anche dello studio delle nutrie.&lt;br /&gt;   E così io e A. ci siamo aiutati ad accudire il piccolo Willy. Lo abbiamo       portato in alcuni parchi per abituarlo al suo ambiente naturale anche se è praticamente       imprintato sull'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriawilly06giu08%20%2830%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 389px; height: 290px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutriawilly06giu08%20%2830%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 2 - Willy mangia vicino alle gambe&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;   Ora ha 9 mesi ed è un buon animale da compagnia. Purtroppo la sua reputazione       non è buona a causa della cattiva disinformazione che dilaga su questo roditore.&lt;br /&gt;   Occorre pertanto trovare per questa creatura un luogo protetto, un giardino       o un'oasi dove possa continuare ad essere in contatto con l'uomo.&lt;br /&gt;   In tutto questo tempo ho imparato molto da lui e Willy si è affezzionato       molto alle persone. Praticamente il suo peggior nemico (l'uomo) è ora       il suo miglior amico.&lt;br /&gt;   Gli piace essere coccolato, chiama quando ha fame e risponde al suo nome. Non       si allontana mai dalle persone perchè sa che può trovare protezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie21set08%20%282%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 389px; height: 291px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutrie21set08%20%282%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 3 - Willy mangia dalla mano. Dimostrazione provata della docilità delle nutrie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;   Per qualunque informazione relativa a questo cucciolo fortunato, potete       rivolgervi a me.&lt;br /&gt;   Grazie e un saluto a tutti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5062830210865880509?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5062830210865880509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5062830210865880509' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5062830210865880509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5062830210865880509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/02/la-storia-di-willy-il-cucciolo-di-coypu_04.html' title='LA STORIA DI WILLY IL CUCCIOLO DI COYPU (Castorino o Nutria)'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-2393690562936342525</id><published>2009-01-10T17:12:00.003+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.916+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accudire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>Come accudire una Nutria - LEZIONE 7: LA VITA DOMESTICA</title><content type='html'>Nel qual caso una persona dovesse accudire un Coypu (nutria) per diversi mesi è bene dotarsi di una gabbia da roditori come conigli. Analizziamo ora le principali attività che occorre svolgere per la cura di questo simpatico e docissimo Roditore.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci tengo a precisare prima che essendo un animale selvatico (nonostante fin dalla nascita sia stato imprintato alla vita domestica) è buona norma trovare una sistemzione opportuna in un giardino, oasi, parco o area protetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;MATERIALE A DISPOSIZIONE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- gabbia&lt;br /&gt;- fieno&lt;br /&gt;- tutolo di mais&lt;br /&gt;- cibo / acqua&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;PULIZIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Occorre pulire la gabbietta una volta al giorno. Se non si sa come controllarlo durante questa operazione consiglio di porlo nella vasca da bagno riempita di acqua per circa 1/3 del volume.&lt;br /&gt;Una volta lavata la gabbietta, spargere il tutolo fino a coprire quasi l'intero ripiano (in ampiezza) della gabbia. Dopo il tutolo si procede con la posa del fieno. Più se ne mette e meglio è per il Coypu in quanto può mangiare e anche costruirsi la sua tana con questo materiale.&lt;br /&gt;Almeno una volta al giorno è buona norma che il Coypu possa fare il bagno sia per idratarsi che per pulirsi e tenere attive le sue funzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria3-16dic08%20%283%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 482px; height: 361px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria3-16dic08%20%283%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 1 - Coypu (Willy) che si lava in vasca da bagno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;LA STAGIONE CALDA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In primavera ed estate il Coypu è nella sua piena attività ed è bene portare l'animale fuori di casa (in giardini pubblici o parchi naturali) almeno ogni weekend. Se in casa poi non c'è nessuno tende a dormire ma durante il giorno è sveglio. Non soffre il troppo caldo e neanche le correnti d'aria presenti in casa. E' consigliabile comunque non esporre un cucciolo di pochi mesi agli spifferi d'aria di porte e finestre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;LA STAGIONE FREDDA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In autunno ma soprattutto d'inverno la vitalità del Coypu rallenta perchè entra in una fase di letargo chiamata "torpore". Difatti durante il giorno il nostro animale aumenta la quantità di tempo dedicata al sonno e quindi all'accumulo e al risparmio di energie.&lt;br /&gt;Le temperature gelide sono un nemico letale per le nutrie per cui è vivamente sconsigliato liberare eventuali esemplari nei mesi autunnali e invernali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;GIOCO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Vivendo in casa il Coypu necessita, per quanto possibile, di svolgere attività fisica per cui è consigliabile lasciarlo libero, ma sotto la vostra visione, per un tempo a vostra discrezione.&lt;br /&gt;Al Coypu piace correre, curiosare, scoprire nuovi posti ma bisogna porre attenzione a dove cammina perchè come tutti i roditori è attratto dai fili e dal legno.&lt;br /&gt;Il Coypu è anche un animale a cui piacciono le coccole, si lascia prendere in braccio e gli piace molto farsi coccolare sul ventre, sul dorso e sotto il collo.&lt;br /&gt;Con la bocca si avvicina sia per annusare la vostra mano sia per prenderla in bocca tra il diastema ma senza mai mordere con forza. E' solo il suo modo di manifestare contetezza e legame affettivo in quanto vi considera come suoi fratelli e compagni di gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria28dic08%20%285%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 481px; height: 360px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria28dic08%20%285%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 2 - Coypu (Willy) che esplora la casa durante le sue libere uscite&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria3-16dic08%20%2815%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 484px; height: 362px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/nutria3-16dic08%20%2815%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 3 - Coypu (Willy) che si fa coccolare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-2393690562936342525?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/2393690562936342525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=2393690562936342525' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2393690562936342525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/2393690562936342525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2009/01/come-accudire-una-nutria-lezione-7-la_10.html' title='Come accudire una Nutria - LEZIONE 7: LA VITA DOMESTICA'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-5285948864497183791</id><published>2008-12-13T12:34:00.003+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.960+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>I SENSI DEL COYPU (Nutria) - IL GUSTO</title><content type='html'>Il gusto e' il penultimo senso di importanza per il Coypu (e i Roditori in generale) prima della vista che e' quello meno sviluppato dei 5 sensi presi in esame.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come la maggior parte degli animali, e' plausibile affermare che sulla lingua del Coypu siano presenti recettori e papille gustative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/gusto.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 426px; height: 318px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/gusto.JPG" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;FIG. 1 - il senso del gusto del Coypu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In questo modo il Coypu potra' decidere e successivamente ricordare quali fonti di cibo sono per lui commestibili e quali invece e' meglio evitare in futuro.&lt;br /&gt;Gli studi su questo organo sensoriale sono molto scarsi per cui l'argomento è terreno fertile per ipotesi e programmi di studio e ricerca.&lt;br /&gt;Anche i baffi giocano però un ruolo imortante nel gusto infatti, oltre a riconoscere il terreno, il Coypu utilizza le vibrisse per spostarsi e direzionarsi verso le fonti di cibo a lui più congeniali.&lt;br /&gt;Possiamo dire però che, a seconda delle mie osservazioni, il gusto è un senso in cui partecipano più organi.&lt;br /&gt;E' infatti possibile notare come il Coypu, per "tastare" l'ambiente, utilizzi anche l'olfatto e a seconda dei profumi potrà prendere decisioni in merito agli spostamenti e alle fonti di cibo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/gusto%20%281%29.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 420px; height: 313px;" src="http://www.tursiops-biology.com/images/foto%20sito/gusto%20%281%29.JPG" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;FIG. 2 - L'olfatto del Coypu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-5285948864497183791?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/5285948864497183791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=5285948864497183791' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5285948864497183791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/5285948864497183791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2008/12/i-sensi-del-coypu-nutria-il-gusto_13.html' title='I SENSI DEL COYPU (Nutria) - IL GUSTO'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-7691101657563744213</id><published>2008-11-29T13:37:00.001+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.363+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>LA STERILIZZAZIONE DELLE NUTRIE COME NUOVO METODO DI CONTENIMENTO</title><content type='html'>&lt;div class="PostContent"&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nel marzo 2007, il biologo Samuele Venturini e l’associazione Tom&amp;amp;Jerry hanno ideato il progetto di un nuovo metodo di contenimento ecologico delle nutrie tramite sterilizzazione. Questo progetto venne proposto e autorizzato grazie al Museo di Storia Naturale di Milano e il 27-28 novembre 2008 fu pubblicato come poster in occasione del Convegno Nazionale sugli Alloctoni.&lt;br /&gt;Il progetto è già in fase di sperimentazione ed è stato il primo al mondo nel suo genere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per maggiori informazioni:&lt;br /&gt;Chiozzi G. &amp;amp; Venturini S&lt;em&gt; &lt;/em&gt;., 2008 – &lt;strong&gt;Sterilizzazione chirurgica della nutria (Myocastor coypus): potrebbe essere un potenziale strumento di controllo?&lt;/strong&gt; – Le specie alloctone in Italia: censimenti, invasività e piani di azione Memorie della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano Volume XXXVI – Fascicolo I&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5381235946797223809-7691101657563744213?l=nutria-myocastor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/feeds/7691101657563744213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5381235946797223809&amp;postID=7691101657563744213' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/7691101657563744213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5381235946797223809/posts/default/7691101657563744213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nutria-myocastor.blogspot.com/2008/11/la-sterilizzazione-delle-nutrie-come_29.html' title='LA STERILIZZAZIONE DELLE NUTRIE COME NUOVO METODO DI CONTENIMENTO'/><author><name>nutria.myocastor</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5381235946797223809.post-1710429617679400938</id><published>2008-11-22T00:32:00.007+01:00</published><updated>2010-01-26T22:14:57.946+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nutria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='myocastor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='informazioni scientifiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='castorino'/><title type='text'>La Nutria NON è causa di incidenti stradali!</title><content type='html'>Come ormai sappiamo bene, i giornali e i media ufficiali sono la fonte primaria di disinformazioni. Una persona attenta, sensibile, sveglia e consapevole non leggerà mai un giornale o non darà mai retta a quello che appare in tv perchè
