sabato 17 ottobre 2009

E' DIMOSTRATO: LA NUTRIA NON ARRECA DANNI ALL'AGRICOLTURA

Studi, testimonianze e osservazioni sul campo condotte in un Comune del Parco Agricolo Sud Milano (Sud-Ovest Milanese) hanno dimostrato la non fondatezza e l'inattendibilità delle false accuse mosse dagli organi di stampa ufficiali, da alcuni Consorzi, agricoltori e cacciatori secondo cui le nutrie (Coypu o castorini) causerebbero danni all'attività agricola. Questo e' FALSO e i dati lo dimostrano. Ma andiamo per gradi.
Come scrissi qualche articolo addietro le principali accuse imputate a questi roditori possono essere raggruppate nelle seguenti classi:
1) danni alle colture
2) danni agli argini
Analizziamo ora i dati che scagionano la nutria da queste infamanti e pretestuose accuse.


FIG. 1 - campi coltivati con argini per irrigazione. In questi posti è forte la presenza di nutrie

1) LE NUTRIE E L'AGRICOLTURA
In alcuni Comuni del Parco Agricolo Sud Milano (e non solo) sono state eseguite osservazioni sul campo per constatare gli effetti della presenza delle nutrie sulle principali pratiche agricole.
Anche se lo studio è iniziato da alcuni anni, dedicherò la mia attenzione agli utlimi 2 anni sia perchè sono i più recenti sia perchè secondo le solite fonti disinformative il fenomeno nutrie è in continuo aumento, ma questo ultimo punto lo spiegheremo più tardi.
Mais, frumento, grano, riso, marcite, foraggi, soia sono solo alcune delle colture poste sotto esame da questo studio, eseguito appunto su Comuni con una forte presenza di nutrie fin dagli anni passati (almeno 10 - 15 anni fa). Ogni anno le aziende agricole procedono con la semina, la concimazione, l'irrigazione, le pratiche per il mantenimento fino ad arrivare al raccolto. Ebbene, ad ogni termine di questo ciclo agricolo si assiste ad un raccolto che è prossimo almeno al 98% circa di quanto seminato.
In agricoltura è impossibile avere il 100% del raccolto in termini numerici ed è anche errato fissarsi su questa mentalità. Se l'immaginario collettivo pensa che da un seme seminato corrisponde una piantina è in errore. Non si tratta mai di rapporto 1:1 perchè, prendendo ad esempio il mais, da 1 seme di ricava una pannocchia con (per semplicità ma sono molti di più) 50 semi! Un rapporto di 1:50. Il raccolto sarà quindi sempre in positivo, salvo naturalmente incidenti o catastrofi naturali.
Durante la semina, fin dai tempi più antichi, gli uomini e in particolare i contadini (quelli veri che amano la Natura, oggi ormai sempre più rari perchè accecati dal denaro) hanno sempre convissuto con gli uccelli che si cibavano delle sementi ma nonostante questo - che si ripete tutt'oggi - i raccolti sono sempre disponibili.
Anche quest'anno appunto su estesi campi coltivati, il raccolto è stato abbondante e le eventuali perdite rientrano nel normale bilancio. Queste perdite sono causate sia dalla tecnica adottata (fattori interni) che da fattori esterni. Per i primi cito solo un fatto esemplare: durante la semina, quasi tutte le piantine presenti ai bordi esterni del campo hanno difficoltà a crescere e a produrre il raccolto perchè sono molto esposte alle intemperie, ad una cattiva esposizione, all'inquinamento delle auto che passano vicino etc. Questo gli agricoltori lo sanno e lo prendono sempre in considerazione e rientra in quel 2% di "perdite" che è indicato sopra.


FIG. 2 - Le piante ai confini dei campi non sono da considerare ai fini produttivi

In quel 2% circa di "perdite" sono incluse le attività degli animali, inevitabili per ovvi motivi:
- l'uomo ha disturbato l'ambiente in cui essi vivono
- le colture sono mangiate anche dagli animali che a loro volta (tutti) aiutano l'ecosistema a non collassare.
Esattamente: la fauna selvatica (sia essa autoctona che alloctona) è di fondamentale importanza perchè grazie ad essa gli sconvolgimenti umani dettati appunto dall'attività antropica, possono essere compensati e ridimensionati. Ricordo che l'agricoltura intensiva e gli allevamenti sono la causa principale dei dissesti idrogeologici e dell'inquinamento idrico e atmosferico. Ciò non viene detto solo perchè potrebbe destabilizzare il sistema in cui oggi viviamo ma la realtà è proprio questa e in Rete si trovano studi mirati che dimostrano ciò.
Nel caso particolare, le nutrie se non hanno a disposizione della vegetazione spontanea (erba, prati incolti, etc.) possono in casi di necessità cibarsi delle piante coltivate presenti vicino all'acqua, raramente di addentrano. Questo però non vale solo per le nutrie ma per tutti quegli animali che vivono in campagna, dagli uccelli ai mustelidi, dagli insetti ai conigli. Anche l'uomo fa la sua parte difatti sono stati ripresi furti di pannocchie di mais da alcune persone.
Concludendo, anche secondo uno studio della Regione Lombardia non esiste nessuna correlazione tra i castorini e le spesso gonfiate perdite agricole. Gli unici effetti che gli animali possono causare all'agricoltura consistono in un'effettiva alimentazione delle suddetto colture ma questo avviene solo in particolarissime circostanze. Un caso su tutti e che riguarda le nutrie è la presenza in passato (ma non è detto che sia anche attuale) di allevamenti di castorini e le pratiche insensate di abbattimenti con gabbie e armi da fuoco. Oltretutto l'immissione di fauna per fini venatori crea davvero perdite ai raccolti e squilibri ambientali. La responsabilità quindi, ad essere onesti con la propria coscienza, è sempre dell'uomo e dei suoi interessi meramente economici.



FIG. 3 - Raccolto abbondante e senza perdite

2) LE NUTRIE E GLI ARGINI
Le nutrie scavano tane anche negli argini, questo è risaputo e l'ho sempre spiegato. Ma nessuna nutria ha mai causato i disastri che crea l'uomo. A parte questa piccola parentesi doverosa, le tane delle nutrie possono essere anche ricavate tra la vegetazione del sottobosco e a seconda dell'argine le tane variano di lunghezza. In alcuni casi non si parla di "cunicoli" ma di conche perchè alla nutria basta solo uno spazio di terra per ricavarsi un posto dove ripararsi e vivere pacificamente. Durante le osservazioni di questi anni si sono notate dei piccoli cedimenti di argine che hanno provocato la fuoriuscita di acqua da un campo di riso alla roggia sottostante MA nonostante questo il "danno" è stato comunque molto relativo perchè la produzione e il raccolto sono stati ottimi. Spesso inoltre per riparare questi inconvenienti è sufficiente coprire con della terra il buco ma tale operazione avrà solo una durata limitata. Le fuoriuscite di acqua però avvengono prevalentemente dove gli argini sono "nudi", privi cioè di vegetazione. E' risaputo infatti che le radici delle piante svolgono una funzione di consolidamento degli argini e infatti la piantumazione di questi ultimi è una tecnica a favore della stabilità delle opere idriche. Dove vi è vegetazione e vi sono le nutrie e le loro tane, gli argini sono solidi e non si sono mai avute perdite di alcun tipo.
Tra l'altro non sono solo le nutrie a scavare tane negli argini, anche molti altri roditori lo fanno così come mustelidi, lagomorfi, rettili, invertebrati, altri mammiferi etc. Da testimonianze sia dirette che indirette, l'instabilità degli argini è causata proprio dai mezzi agricoli sia perchè la terra crolla sotto il loro peso sia perchè le pratiche agricole prevedono l'uso a volte massiccio di diserbanti. Questi percolano poi nel terreno e con le piogge stagionali, avendo i nostri suoli delle caratteristiche idrogeologiche precarie, gli smottamenti sono all'ordine del giorno. Oltretutto i cacciatori nella stagione venatoria camminano sugli argini facendoli anche crollare. E' facile poi dare la colpa agli animali!
Esistono molti modi per prevenire questi "danni" e come scriverò in un articolo più avanti, tali opere si basano sull'impiego di ingegneria ambientale e metodi ecologici.


FIG. 4 - Argini nel Sud-Ovest Milanese con presenza di nutrie (e altri animali). Attenzione, non vanno confuse le tane degli animali con gli anfratti naturali creati dall'erosione (naturale) dell'acqua.

Come si può notare le Nutrie sono INNOCENTI e non arrecano alcun danno all'agricoltura, anzi degi studi in corso stanno proprio rivalutando questa considerazione sotto aspetti positivi.
Questo studio procederà e sarà soggetto ad aggiornamenti in bae alle nuove scoperte e risultati raggiunti.


FIG. 5 - Coypu (Castorino o nutria) che mangia pacificamente l'erba spontanea che cresce sulle sponde di una roggia.

domenica 4 ottobre 2009

SULL'ALIMENTAZIONE E SULLA CONVIVENZA CON L'AVIFAUNA DELLA NUTRIA

Ultimamente mi è capitato di sentire persone che credono che il Coypu (Nutria) sia onnivoro e mangi anche pesce, uccelli e addirittura gatti!! Niete di più FALSO ovviamente e naturalmente.
Ma andiamo con ordine: la nutria è un roditore prettamente vegetariano, si ciba quindi solo ed esclusivamente di vegetali, ortaggi, frutta, verdura e farinacei. Tutto al più potrebbe occasionalmente cibarsi dei molluschi per il semplice fatto che questi invertebrati sono costituiti come una noce: il guscio con all'interno il "seme" (l'animale in questo caso). L'azione corrisponde esattamente all'apertura di un guscio in entrambi i casi. C'è da dire inoltre che spesso le nutrie mangiano molluschi alloctoni (portati dall'uomo) ma questo è in fase di studio.
Un'altra osservazione che invece ho documentato recentemente è stata che la nutria si ciba anche della Robinia pseudoacacia, una pianta alloctona importata dall'uomo anni fa e ora diffusa in tantissime zone.
Per quanto riguarda l'alimentazione, è comprovato che l'anatomia e la fisiologia degli organi interni digestivi e dell'apparato boccale sono a tutti gli effetti quelli di un CASTORO e soprattutto di un erbivoro.


FIG. 1 - Coypu (nutria) che mangia vicino alla sua roggia un vegetale

Certo, se una persona mette vicino ad una nutria una carcassa di un animale, è ovvio che provi ad assaggiarla ma questo dimostra ancor di più due cose:
1) la nutria è vegetariana perchè non è un predatore in quanto non va a caccia ad uccidere animali;
2) in natura la Nutria è prettamente vegetariana ma l'uomo interviene creando squilibri, immettendo cioè alimenti che non sono pertinenti con l'alimentazione vera di questi castori sudamericani, oltretutto se non fosse vegetariana non mangerebbero le colture agricole! E qui i disinformatori si sono tirati la zappa sui piedi!
Mi è stato detto anche che la nutria ha ucciso dei gatti e che attacca le gallinelle d'acqua. Anche qui risulta essere TUTTO FALSO, sia perchè chi dice queste cose non ha le prove ma parla solo per sentito dire, sia perchè è scientificamente provato che ciò non avviene! Difatti i roditori come le nutrie e i castorini non hanno lo scheletro adatto e le articolazioni giuste per mordere altri animali, inoltre quasi sempre la moria di altri animali è da imputarsi all'uomo e vi illustro un tipico esempio sconcertante.

FIG. 2 - Scheletro di Castor fiber (Castoro), del tutto simile a quello del Coypu, entrambi erbivori. Si noti come le vertebre del collo e la conformazione delle ossa delle zampe e della schiena sia quella tipica di un erbivoro.

FIG. 3 - Scheletro di un Leone (un predatore carnivoro). Da notare le vertebre e le articolazioni del collo, delle spalle e delle zampe sia anteriori che posteriori.

Alcuni giorni fa ho sentito una voce dire che le nutrie avevano attaccato delle gallinelle d'acqua quando, dopo alcune indagini, ho scoperto dal proprietario di un laghetto in cui vivono questi animali, che non sono state le nutrie bensì dei ragazzi che si "divertono" a tirare i sassi agli uccelli (gallinelle d'acqua in questo caso) e che per ripararsi salivano sugli alberi. Questo dimostra il vandalismo e la pericolosità dell'essere umano che addirittura vuole incolpare ingiustamente un animale così pacifico e affettuoso come il Coypu.


FIG. 4 - Nutrie insieme alle gallinelle d'acqua (giovani e adulti), ennesima prova e dimostrazione che le nutrie non arrecano nessun danno all'avifauna locale. Come si può notare sono intente a cercare cibo sul prato e tra le loro prelibatezze vi sono l'erba e il pane che le persone lasciano a loro.

venerdì 18 settembre 2009

SULLA PREDAZIONE DELLE UOVA DA PARTE DELLE NUTRIE

In questo blog, prettamente scientifico, non vengono prese in considerazione tutte le disinformazioni che circolano sui media e su altri siti che non conoscono la biologia. C'è da dire che "grazie" a loro ho molto materiale per la consueta rubrica "la verità sulla nutria".
Oggi però vorrei parlare di un fenomeno che alcuni articoli scientifici hanno riportato ma che non è mai stato fino ad ora documentato con foto e video. Si tratta della predazione di uova di uccelli acquatici da parte delle nutrie.


FIG. 1 - Coypu (nutrie) che vivono in armonia con tutta l'avifauna

Secondo alcuni studi, i coypu causerebbero un disturbo dell'avifauna perchè si cibano delle loro uova e perchè, camminando, ne distruggono i nidi e di conseguenza le covate.
In certi contesti questo potrebbe effettivamente accadere ma si tratta solo di casi particolari per cui totalmente estranei alla normalità e quindi non statisticamente significativi.
Per un corretto esame sulla questione, occorre porsi una domanda: "la predazione di uova da parte delle nutrie cosa provoca?".
Innanzitutto, parlo sempre in via generale, tale fenomeno è solo marginale e non va ad intaccare minimamente l'equilibrio dell'avifauna, salvo nei luoghi dove alcune specie di uccelli acquatici siano già in pericolo di estinzione ma come al solito ciò sarebbe una condizione causata esclusivamente dall'uomo.
Le nutrie vivono in ambienti "paludosi" che alle nostre latitudini significano stagni, fontanili, cave, rogge, corsi d'acqua e zone umide. In questi particolari habitat vivono diversi animali come mammiferi, rettili, anfibi, uccelli, artropodi, pesci, etc. Qui spesso nidificano vari uccelli acquatici come gallinelle d'acqua, folaghe, germani reali, oche, svassi maggiori, cormorani, etc.
Questi uccelli si cibano di vegetali e piante acquatiche ma anche di animali come molluschi e piccoli pesci. Come in tutte le situazioni, un'eccessiva presenza di avifauna può arrecare "danni" e squilibri all'ambiente dove vivono, depauperando suolo e acqua di alcuni elementi fondamentali.
La Natura, che è perfetta e si autoregola, per evitare ciò interviene con meccanismi di predazione appunto. Ma quali sono i predatori dell'avifauna?
Allo stato adulto sono principalmente mammiferi (carnivori e onnivori) mentre le uova e i nidiacei sono predati da rapaci, corvidi, ghiri,, marmotte, rettili, mustelidi, etc. Anche ratti e topi predano le uova mentre solo marginalmente sono citate anche le nutrie ma per ovvi motivi naturali: condividono tutti lo stesso spazio e contribuiscono all'equilibrio dell'intero ecosistema. Se non ci fosse la predazione (entro i limiti naturali ovviamente) delle uova e dei nidiacei, la biodiversità calerebbe a picco.
Oltretutto da testimonianze raccolte, dove ci sono le nutrie il numero di topi diminuisce e di conseguenza diminuisce anche il pericolo di potenziali trasmissioni di patologie. Ciò rende alcuni tipi di ambienti più sani.
Da precisare infine che "calpestare" le uova e cibarsi delle stesse avviene per la nutria in modo passivo. In parole semplici non è la nutria che va a cercare le uova ma vivendo insieme e in armonia con l'avifauna se le trova appresso, contribuendo così, come gli altri animali, al mantenimento dell'equilibrio e alla propagazione naturale delle diverse specie.
Questa è la reale entità del fenomeno in questione, spesso gonfiato solo per creare finti allarmismi e dare la possibilità ai soliti noti di compiere inutili crociate e mattanze contro creature viventi innocenti e non mi riferisco solo alle nutrie ma anche a tutti gli altri animali.

sabato 12 settembre 2009

A TU PER TU CON LA NUTRIA

Per tutti coloro che sono interessati a "toccare con mano" e a verificare tutte le informazioni che sono qui presenti nei riguardi delle nutrie, possono contattarmi per fissare un appuntamento con il famoso castorino (Coypu) Willy.
Basta mandare una mail all'indirizzo del blog con:
- nome, cognome
- città
- numero di telefono


FIG. 1 - Willy (Coypu) che si lava in bagno

Si sceglierà così il modo per mostrare Willy (via web-cam o dal vivo) o per parlare direttamente con il suo biologo.
(naturalmente i trasgressori e i perditempo saranno puniti a norma di legge)

sabato 29 agosto 2009

TENTATIVI DI GESTIONE (ed eradicazione) DELLA NUTRIA (Myocastor coypus)

In questo articolo vengono esposti alcuni tentativi di eradicazione e controllo della nutria in varie parti del mondo. Come è possibile notare in quasi tutti questi esempi l'esito è stato negativo e la nutria è ancora presente. In Inghilterra solo una fortuita coincidenza di inverni rigidi consecutivi e l'habitat frammentario hanno reso possibile la scomparsa di questo Roditore dal paese. Sempre qui inoltre i tentativi di controllo numerico erano stati presi quasi immediatamente alla comparsa del fenomeno. In molti casi infine, l'eradicazione della nutria è solo un pretesto economico che i cacciatori usano per lucrare denaro.


FIG. 1 - distribuzione della nutria nel mondo

Austria

La cattura delle nutrie non in cattività è iniziata nel 1935. (Aliev, 1967; in Carter, 2007)

Fiume Baztan (Spagna)
Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.

Fiume Bidasoa (Spagna)
Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.

California (Stati Uniti (USA))
Un piccolo programma di eradicazione ha avuto successo e la specie è stata eradicata dal 1978

Catalunya (Spagna)
Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.

Francia
Tra il 1974 e il 1985 il numero di nutrie è cresciuto ed è stato utilizzato l'impiego di farmaci anti-coagulanti come forma di avvelenamento. (Abbas, 1991; in Carter, 2007)

Georgia
Quando presenti con alta densità di popolazione, le nutrie hanno livellato la copertura erbacea in aree paludose della Georgia. (Laurie, 1946; in Carter, 2007)

Guipuzcoa (Spagna)
Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.

Honshu. (Giappone)
Nella prefettura di Hyogo, un Comitato di gestione dell'ecosistema è stato istituito nel 2004 per tutelare la libellula e per la gestione dell'habitat della nutria.

Indiana (Stati Uniti (USA)
Una piccola popolazione di nutrie selvatiche create da individui fuggiti da allevamenti da pelliccia è stata debellata.

Italia
L'eradicazione della nutria in Italia non è considerata fattibile perché adesso è presente in gran parte del paese. È stata anche introdotta illegalmente in Sardegna e in Sicilia. Il mite clima invernale che caratterizza la maggior parte d'Italia rende l'habitat adatto per la specie. Programmi di controllo sono effettuati da molte amministrazioni locali, tramite la cattura di animali vivi e l'eutanasia degli stessi. In alcuni casi i programmi adottati possono ridurre efficacemente il livello dei danno. L'Istituto Nazionale Fauna Selvatica (ora ISPRA) ha recentemente elaborato linee guida per il controllo delle specie per il ministero dell'Ambiente (Cocchi e Riga, 2001. Linee guida per il controllo della nutria (Myocastor coypus). Quad. Cons. Natura, 5, Min. . Env. - Nat.Wildl. Inst. [In italiano con sintesi in inglese]). Esse sono inoltre la realizzazione di un indagine sui costi di gestione della specie, utilizzando questionari inviati a tutte le amministrazioni locali, aree protette, ecc. Essa dovrebbe essere finita nel 2002 (Piero Genovesi, Istituto Nazionale Fauna - Italia).

Giappone
Le Nutrie sono state cacciate dal Giappone con un metodo di controllo / eradicazione dal 1963. (Miura, 1976; in Carter, 2007)

Kenya
C'è stato un tentativo fallito di eradicazione dei Coypu dal Lago Naivasha tramite l'introduzione dei pitoni (rebae Python).

Louisiana (Stati Uniti (USA))
La specie è selvatica in Louisiana e viene controllata con le catture e dagli alligatori.

Maryland (USA) (Stati Uniti (USA))
All'inizio i tentativi di eradicazione non avevano avuto successo, ma la ricerca è attualmente in fase di studio per determinare la migliore strategia per l'eradicazione della specie da lle zone umide del Maryland. (Carter, 2007).

Fiume Montseny (Spagna)
Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.

Navarra (Spagna)
Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.

Paesi Bassi
La Nutria è considerata un candidato per l'eradicazione dalle agenzie europee a causa del suo danno alla coltura della barbabietola da zucchero. Il metodo di controllo in uso nei Paesi Bassi è la cattura. (Litjens, 1980; in Carter, 2007)

Fiume Rieral (Spagna)
Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.

Tailandia
Il governo thailandese considera la Nutria come un problema e ha proibito l'importazione di altre specie in paese. Anche se non in modo ufficiale è stato organizzato un piano di controllo, alcuni individui sono stati consumati dalla popolazione locale. (Kanwanich, 1998; in Carter, 2007)

Fiume Tordera (Spagna)
Sono in corso i preparativi di uno studio sulla distribuzione, la densità della popolazione e l'impatto della specie al fine di elaborare un piano per la sua gestione.

Regno Unito (UK)
Nel 1962, il possedimento di Coypu è stato vietato ai sensi di una particolare legge, tuttavia questa volta si sono verificati alcuni impatti a causa delle dimensioni della popolazione. Un programma di ricerca e di cattura è stato anche promosso dal Ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione (MAFF). Questa prima campagna di cattura è stata infruttuosa. Il 90% della popolazione di nutria è stato ucciso a causa dell' estremo inverno del 1962/63, ma a causa di successivi inverni miti, c'è stata una rinascita ed espansione demografica. Ciò ha portato ad una seconda campagna di eradicazione iniziata nel 1981. La seconda campagna traeva beneficio da più conoscenza ed esperienza, e sono stati utilizzati modelli matematici per esaminare il potenziale di cattura e i diversi regimi basati sulla dinamica della popolazione della specie. Nell' aprile 1986 sono stati stimati meno di 40 nutrie nella parte occidentale della Gran Bretagna e la campagna di eradicazione è stata arrestata nel 1989. (Gosling e Baker, 1989).

fonte: http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/index.htm

venerdì 7 agosto 2009

Buone Vacanze!

Il Blog sulla Nutria augura a tutti buone vacanze!
Come accennato nel precedente articolo, stiamo lavorando a progetti sul campo molto interessanti in collaborazione con diversi Enti e Istituzioni. A settembre ci saranno molte novità.
Continueremo con le uniche e vere informazioni scientifiche relative a questo meraviglioso roditore.
A presto!

Lo Staff

domenica 26 luglio 2009

IL BLOG SULLA NUTRIA AL LAVORO

Il Blog sulla Nutria è attualmente impegnato in una ricerca sul campo relativa allo studio di questo meraviglioso roditore, insieme con altri Enti ed Istituzioni.
A causa di questo impegno il blog non sarà aggiornato regolarmente ma sarà sempre attivo e pronto in prima linea alla divulgazione delle vere informazioni sul castorino e alla sua tutela.

Lo staff del blog sulla Nutria

venerdì 3 luglio 2009

DIFFUSIONE E DISTRIBUZIONE DELLA NUTRIA (Coypu - Myocastor coypus) IN EUROPA

Il Coypu (Nutria) è un roditore nativo della Patagonia e il suo areale comprende la parte settentrionale dell'Argentina, della Bolivia, Paraguay, Uruguay, Brasile meridionale e Cile.
I principali motivi di introduzione della Nutria in altri Paesi (al di fuori del Sud America) sono da ricercarsi in:
- rilasci intenzionali: la stragrande maggioranza delle popolazioni presenti al di fuori dell'areale di origine sono dovute alle liberazioni intenzionali dei piccoli allevatori di aziende per la produzione della pelliccia di castorino;
- fughe accidentali: corrispondono ad una piccola percentuale ma sono dovute a scarse misure di sicurezza degli stessi allevamenti di castorino.
Spesso, le popolazioni naturalizzate di nutria derivano proprio da nuclei rilasciati intenzionalmente dagli allevatori. In Spagna ad esempio le Nutrie sono entrate dalla Francia.
Le popolazioni naturalizzate di Myocastor coypus conosciuto fino ad ora si trovano in Nord America, Europa, Asia centrale e settentrionale, Giappone, Africa orientale e Medio Oriente.
Nell'Inghilterra orientale la specie è stata eradicata dopo 11 anni per i seguenti motivi:
- nuclei isolati,
- successione di inverni particolarmente rigidi,
- campagne di controllo numerico immediate.
Nonostante ci siano diversi programma di contenimento relativi a questo animale soprattutto in America ed Europa, i range di distribuzione e la densità di popolazione stanno aumentando in diversi Paesi.

Paese Stato

Albania: Aliena/Naturalizzata
Austria: Aliena/Naturalizzata
Bielorussia: Aliena/Non Naturalizzata
Belgio: Aliena/Naturalizzata
Bulgaria: Aliena/Naturalizzata
Croazia: Aliena/Naturalizzata
Repubblica Ceca: Aliena/Non Naturalizzata
Danimarca: Aliena/Non Naturalizzata
Russia europea: Aliena/Naturalizzata
Finlandia: Aliena/Estinta
Francia: Aliena/Naturalizzata
Germania: Aliena/Naturalizzata
Gran Bretagna: Aliena/Estinta
Grecia: Aliena/Naturalizzata
Irlanda: Aliena/Estinta
Israele: Aliena/Naturalizzata
Italia: Aliena/Naturalizzata
Lituania: Aliena/Non Naturalizzata
Lussemburg:o Aliena/Naturalizzata
Macedonia: Aliena/Naturalizzata
Olanda: Aliena/Naturalizzata
Norvegia: Aliena/Estinta
Polonia: Aliena/Non Naturalizzata
Romania: Aliena/Naturalizzata
Sardegna: Aliena/Naturalizzata
Serbia: Aliena/Naturalizzata
Sicilia: Aliena/Naturalizzata
Slovacchia: Aliena/Naturalizzata
Slovenia: Aliena/Naturalizzata
Spagna: Aliena/Naturalizzata
Svezia: Aliena/Estinta
Svizzera: Aliena/Non Naturalizzata
Ucraina: Aliena/Naturalizzata


FIG. 1 - diffusione e distribuzione della nutria (Myocastor coypus)

Austria: le Nutrie sono state allevate in Austria (Laurie, 1946). La cattura degli esemplari liberati è iniziata nel 1935 (Aliev, 1967)

Belgio: le nutrie sono state allevate in cattività dal 1930 e sono ora selvatiche (Laurie, 1946; Aliev, 1967; Litjens, 1980).

Bulgaria: Aliev (1967) non ha osservato nutrie qui. Mitchell-Jones e altri (1999) hanno segnalato la nutria lungo le frontiere con la Grecia e la Romania.

Ex Repubblica della Cecoslovacchia (Repubblica Ceca e Slovacchia): in base a Kinler e altri (1987) e Aliev (1967), le nutrie sono state allevate in cattività.

Danimarca: Stubbe (1989) ha segnalato esemplari di nutria in natura in Danimarca nel 1930 e 1940, ma non potrebbero sopravvivere a successivi inverni rigidi. Attualmente, non sono segnalati individui di nutria in Danimarca (Mitchell-Jones e altri, 1999).

Inghilterra: Il primo nucleo di nutria è stato importato in Gran Bretagna nel 1929 per la loro pelliccia dalle aziende agricole (Laurie, 1946). Una campagna di eradicazione lunga 10 anni è stata avviata nel 1981,(Gosling e Baker, 1987). Il 10 gennaio 1989 la nutria è stata dichiara estinta.

Finlandia: Aliev (1967) ha stilato una mappa in cui sono indicate le popolazioni selvatiche di nutria in Finlandia. Nei primi anni 1990 sono stati segnalati esemplari di Coypu fuggiti da allevamenti da pelliccia. Popolazioni selvatiche esistevano nel sud della Finlandia nei pressi di Turku (K. Jutila, orale comune.). Le nutrie sono considerate come un gioco per le associazioni di caccia (finlandese Hunters' Central Organizzazion, 2000). Tuttavia, Mitchell-Jones (1999) li classifica come estinte allo stato selvatico. Si ipotizza che inverni rigidi abbiano causato la morte in queste zone (K. Jutila).

Francia: La nutria è stata introdotta in Francia già nel 1882, qui sono iniziati gli allevamenti per la produzione di pellicce in modo serio dal 1925 al 1928 (Bourdelle, 1939). Alcune nutrie sono fuggite e sono divenute selvatiche (Bourdelle, 1939). Dal 1974 al 1985 sono aumentate in numero e sono stati controllati con avvelenamento tramite farmaci anti-coagulanti (Abbas, 1991).

Germania: Le Nutrie sono state introdotte per la prima volta in Germania nel 1926, e dal 1935 le piccole colonie selvatiche cominciarono ad apparire nel canale Elbe-Trave (Van Den Brink, 1968; Stubbe, 1992; Gebhardt, 1996).

Grecia: Le Nutrie sono state allevate in cattività in Grecia (Aliev, 1967). Tra il 1948 e il 1966 sono state osservate in natura in diversi di habitat, come stagni, laghi, canali, fiumi, paludi, prati e zone boschive (Ehrlich, 1967).

Ungheria: Le Nutrie sono state allevate in Ungheria (Sztojkov e altri, 1982; Kinler e altri, 1987; Salyi e altri, 1988). Tuttavia, Mitchell-Jones e altri (1999) indicano la Nutria presente in Ungheria meridionale vicino al confine.

Irlanda: Aliev (1967) ha disegnato una mappa dove ha registrato la loro presenza qui, ma non ha fornito ulteriori informazioni. Mitchell-Jones e altri (1999) non hanno riportato la presenza di castorini.

Italia: Il primo caso di importazione di Nutria in Italia risale al 1928 per uso commerciale (Cocchi e Riga, 1999). Gruppi di Nutria sono stati segnalati allo stato selvatico nel 1960 (Reggiani e altri, 1993). Nutria si sono diffuse da Italia alla Sicilia e Sardegna e sono attualmente considerati come una specie invasiva a causa dei danni che provocano al riso delle ziende agricole (Cocchi e Riga, 1999). Piero Genovesi (2003) ha calcolato che tra il 1996 e il 2000, la nutria ha causato 14 milioni di euro i danni e le perdite dovute alla nutria sono previste in aumento di 9-12 milioni di euro / anno.

Paesi Bassi: Le Nutrie sono state introdotte nei Paesi Bassi per la loro pelliccia intorno al 1930 dal settore agricolo, e dal 1940 sono stati osservati i primi nuclei selvatici (Litjens, 1980). Poiché arrecano danni agli argini e alle colture di barbabietola da zucchero, sono considerati un candidato per l'eradicazione dalle agenzie europee (Litjens, 1980). Il controllo è attuato tramite cattura (Litjens, 1984). Nonostante le perdite di popolazione di Coypu dovute alle catture e agli inverni rigidi, le nutrie persistono nel Neatherlands perché l'inquinamento aumenta la temperatura dell’ambiente circostante consentendo di sopravvivere ad alcuni inverni rigidi e l’immigrazione dal Belgio e dalla Germania ricostituisce la popolazione (Litjens, 1980).

Norvegia: l'allevamento in cattività è stata praticato anche in Norvegia (Aliev, 1967; Laurie, 1946, Van Den Brink, 1968). Tuttavia, Mitchell-Jones e altri (1999) elencano le nutrie come estinte allo stato selvatico.

Polonia: Nutrie allevate in cattività, ma anche gestite in stato semiselvatico negli stagni in Polonia (Ehrlich, 1962; Kinler e altri, 1987). Osservati in natura dal 1948 (Ehrlich, 1967).

Romania: Aliev (1967) non ha indicato gli animali come presenti in Romania. Nella recensione di Stubbe (1989) sulla nutria in Germania, ha rilevato che erano stati osservati degli animali selvatici. Sono ora al confine sud con la Bulgaria e lungo il Mar Nero (Mitchell-Jones e altri, 1999).

Spagna: Le Nutrie sono state allevate in cattività in Spagna (Aliev, 1967). Nel 1999, (Mitchell-Jones e altri) le hanno indicate come estinte allo stato selvatico in Spagna. Tuttavia, i recenti studi (Piero Genovesi, 2003) indicano che le piccole popolazioni di nutria si sono stabilite nel nord della Spagna, lungo il confine con la Francia, dove a quanto pare la migrazione continua.

Svezia: Una mappa indicata la loro presenza allo stato selvatico nel 1967 (Aliev 1967), e continuano ad essere allevati in aziende agricole. Tuttavia, Mitchell-Jones e altri (1999) le elencano come estinte allo stato selvatico.

Svizzera: Mitchell-Jones e altri (1999) hanno riportato la presenza di coypu in Svizzera, anche se Aliev (1967) non ha avuto riscontri.

Ex Repubblica di Jugoslavia (Serbia, Montenegro, Bosnia - Herz., Macedonia, Croazia e Slovenia): Nutria sono state allevate in cattività in Jugoslavia (Aliev, 1967). Il loro stato attuale non è noto.

fonte: http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/europe.htm

venerdì 26 giugno 2009

ORIGINI DEL COYPU (Myocastor coypus - nutria)

Il Myocastor coypus (che qui chiameremo Coypu ma che comunemente viene denominato "nutria") è un roditore appartenente alla famiglia monofiletica "Myocastoridae".
Il Coypu è originario della regione sub-tropicale del Sud America e delle aree temperate del Cile e dell'Argentina. Sono stati osservati esemplari di castorino anche nella Terra del Fuoco.


FIG. 1 - areale di origine del Myocastor coypus
(http://www.nwrc.usgs.gov)

La famiglia dei Miocastoridi si è evoluta nell'Oligocene, circa 30 milioni di anni fa da un echimide della sottofamiglia Adelophomynae.
La prima forma di fossile riconosciuta come appartenente alla famiglia dei Miocastoridi è il Prospanyomis del tardo Oligocene rinvenuto in Patagonia.
La sistematica del Coypu annovera 5 sottospecie presenti nell'areale di origine:
- Myocastor coypus bonariensis
- Myocastor coypus coypus

- Myocastor coypus melanops

- Myocastor coypus santacruzae

- Myocastor coypus popelairi

All'interno dell'areale di origine sudamericano, il Coypu occupa ambienti molto diversi tra loro caratterizzati da condizioni climatiche che variano dai caldi delle regioni sub-tropicali agli inverni freddi della Patagonia.
Nel secolo scorso la specie è stata introdotta, per motivi industriali (pellicce) in molti Paesi del Nord America e in Europa stabilendo anche nuclei di popolazione naturalizzati.
Descriveremo successivamente l'areale di diffusione al di fuori dell'ambiente di origine.

Ringraziamenti e bibliografia:
http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=766

domenica 7 giugno 2009

La Nutria e l'aggressività: osservazioni, dati e prove empiriche

Questo è un video dedicato a tutti quelli che dicono che le Nutrie sono aggressive. Questa è la dimostrazione della loro palese malafede. Tutte le Nutrie sono timorose in quanto sono prede e sono anche vegetariane. Il loro primo istinto è quello di scappare (strategia di fuga). Solo se minacciate simulano atteggiamenti da "attacco" ma con l'unico scopo di far fuggire il nemico e guadagnare tempo per mettersi in salvo. Willy, il Coypu domestico più famoso d'Italia, è la dimostrazione provata della docilità e della possibilità di addomesticare questi animali. Sconsiglio comunque la loro detenzione a fini domestici perchè essendo fauna selvatica deve rimanere nel suo ambiente. Willy, come tutti ormai sanno, è stato salvato da morte certa quando sua mamma ha partorito ed è morta a causa di un incidente. Questa è l'unica eccezione che la legge permette. Attualmente Willy vive in un'area protetta del Centro Italia.
In attesa di un articolo più approfondito su questo aspetto etologico, invito il pubblico a visionare questo video che risulta essere a tutti gli effetti una delle prove scientifiche e affidabili che esistano su questo argomento.