sabato 12 luglio 2014

ROTTURA ARGINE MODENA: LA RELAZIONE TECNICA SCAGIONA GLI ANIMALI E INCOLPA L'UOMO

Analizziamo brevemente la relazione tecnico-scientifica effettuata dopo l'alluvione di Modena del Secchia il 19/01/2014. La relazione e i metodi utilizzati dimostrano che la colpa NON è degli animali ma dell'uomo e che aggiungere le paroline magiche "tecnico-scientifica" non scagiona le colpe dei veri responsabili ovvero amministratori e manutentori dei fondi.

Relazione tecnico-scientifica sulle cause del collasso dell’argine del fiume Secchia avvenuto il giorno 19 gennaio 2014 presso la frazione San Matteo

* Sommario. Gli eventi di piena che si sono verificati sul fiume Secchia nel gennaio 2014 sono stati esaminati al fine di valutare le possibili cause del collasso arginale, avvenuto il giorno 19 presso la frazione San Matteo in destra idrografica. Sono stati raccolti e analizzati i dati idrometeorologici e le evidenze osservazionali rilevanti ai fini della determinazione dei flussi idrici e della loro interazione con l’argine collassato. Sono state altresì eseguite indagini specifiche di laboratorio e in sito al fine di caratterizzare le proprietà idrauliche e geotecniche dei terreni costituenti i corpi arginali e i relativi terreni di fondazione. Sono stati poi implementati alcuni modelli idraulico-­‐idrologici e geotecnici, considerando (1) la geometria dell’argine, ottenuta, per la sezione collassata, utilizzando un modello digitale del terreno a elevata risoluzione, (2) le proprietà idrauliche dei terreni arginali rilevate – durante la presente indagine – in una sezione posta circa 600 m a valle di quella del collasso, e (3) le proprietà geotecniche dei terreni arginali e di fondazione determinate – sempre nel corso della presente indagine – in sezioni adiacenti al tratto d’argine interessato dal collasso. Sono stati infine presi in esame i possibili meccanismi di collasso del corpo arginale.
- l'analisi è stata fatta DOPO l'alluvione e questo è un primo dato che già diminuisce di molto l'attendibilità di tutta la relazione. Nella scienza occorre riferirsi sempre a un "controllo" che deve essere il più fedele possibile a ciò che si vuole confrontare. Cosa che qui per evidenti motivi spaziali (l'argine si è rotto) e temporali (l'analisi è stata fatta ben dopo l'alluvione) non è possibile.
Inoltre sono state fatte analisi di laboratorio che sono utili per analizzare certi parametri ma NON per risalire alle cause della rottura. Infine si dichiara che sono stati utilizzati modelli (al computer) per simulare l'evento alluvionale. Ma i modelli computazionali NON SONO MAI uguali alle condizioni degli eventi reali!

Attenzione particolare è stata dedicata alle evidenze di campo, alle testimonianze raccolte e alla documentazione fotografica che indicano, nel tratto di argine in esame, la presenza di tane di animali selvatici con spiccata capacità fossoria. In tale ottica, sono state analizzate le relazioni geomorfometriche fra le tane osservate nelle foto aeree a elevata risoluzione, riprese nel 2010 e 2012, e l’evoluzione dei limiti della breccia, desunta dalle fotografie scattate da elicottero nella mattina del giorno 19 gennaio 2014.
- attenzione!! si è fatto un confronto solo FOTOGRAFICO prima e dopo (che è un dato comunque oggettivo) e si sono raccolte testimonianze (che NON è un dato oggettivo in questi casi ma pur sempre valido). In tutti i casi comunque NON sono state indagate le reali CAUSE del collasso e anzi, si inizia a pilotare l'opinione pubblica sul fatto che sono presenti tane. Ciò non dimostra la correlazione ma il lettore comune assocerà la presenza di tane con la rottura dell'argine. 

La foto qui sopra è tratta dal rapporto della Commissione. Ebbene viene dichiarato che le riprese sono del 2012 (ben 2 ANNI prima dell'alluvione). In pratica ammettono che il "problema" era conosciuto ma è stata fatta omissione di atti e di soccorso. Il punto T4 poi non sembra di animale perchè rispetto alle tane segnalate è completamente diverso. Inoltre non corrisponde la geografia delle tane o meglio della breccia con le 2 (e si, solo 2, campione non statisticamente significativo sia per numero che per modalità e contenuto di testimonianza) testimonianze raccolte.

* Le analisi hanno evidenziato che sono plausibili due fenomeni d’innesco del cedimento della difesa arginale, che possono aver agito anche congiuntamente. Un primo tipo d’innesco, riconducibile a processi di erosione interna, è del tutto analogo a quello documentato da quanto osservato sull’argine destro del fiume Panaro nel pomeriggio dello stesso 19 gennaio 2014. Si tratta di un fenomeno che si sviluppa inizialmente mediante un processo di progressiva erosione interna coinvolgente il sistema di tane, eventualmente indebolito dalla precipitazione diretta al suolo. Una volta asportato un sufficiente quantitativo di materiale, la parte dell’argine sovrastante la cavità crolla, provocando un notevole abbassamento della sommità arginale.
-  Vero. Eventuali cavità (tane, o cavità per prelevare l'acqua, allacciamenti abusivi, mancanza di manutenzione, ecc.) possono provocare cedimenti. Ricordiamo che però questa è la prima IPOTESI che quindi NON è stata dimostrata.

Un secondo fenomeno d’innesco può essere ricondotto alla progressiva instabilità geomeccanica del corpo arginale, localmente indebolito dalla presenza delle menzionate cavità, favorita da condizioni di parziale saturazione indotte dalla piena e dalle precipitazioni dirette sul corpo arginale. La riduzione di resistenza a taglio dei terreni, indotta dalla loro saturazione anche locale, può causare una significativa diminuzione del grado di sicurezza della struttura arginale nei confronti della stabilità.
- Vero anche questo. Ma valgono le stesse considerazione fatte sopra. Le ipotesi sono congetture. Ma se anche vengono riprodotte in laboratorio, non si avrà mai la dimostrazione che sia andato veramente cosi. E comunque ciò sta dimostrando una falla molto grave a livello amministrativo. 

* Entrambi i fenomeni d’innesco comportano un sensibile ribassamento della sommità arginale e il conseguente sormonto della struttura da parte della corrente idrica, animata da velocità in uscita particolarmente sostenute. Una volta attivato il sormonto, la breccia evolve rapidamente, sia approfondendosi sia allargandosi, per effetto dell’erosione prodotta dalla corrente in uscita. In entrambi i casi si ritiene che, con riferimento all’evento specifico, la presenza di un sistema articolato di tane sia stata determinante ai fini del collasso arginale.
- Certo, è un'ipotesi. Da dimostrare però. La commissione è onesta: parla al condizionale. Il problema è l'interpretazione che ne fanno i politici e i giornalisti pagati dalle lobbies venatorie e agricole. Nei documenti scientifici come questo l'uso dei termini è importante ed esiste una sola interpretazione. Attualmente quindi si ritiene, ovvero è probabile ma NON E' DIMOSTRATO e DIMOSTRABILE che sia andata proprio così. Fino ad ora quindi ne le tane ne gli animali sono "colpevoli" anzi viene dichiarata una situazione assai grave:

PUR SAPENDO DA CIRCA 4 ANNI CHE ERANO PRESENTI TANE IN QUEL TRATTO, CHI AVEVA LA RESPONSABILITA' DI METTERE IN SICUREZZA L'ARGINE NON LO HA FATTO. SI TRATTA DI INADEMPIENZA, SI TRATTA DI REATO. 

E infatti ecco cosa dichiara la presidente Confagricoltura Modena: "Tane negli argini, "C'è chi avrebbe dovuto ma non ha vigilato" Esiste un ente incaricato di vigilare gli argini, fare vigilanza e manutenzione e provvedere alla chiusura delle tane. Se fossero state applicate le norme si sarebbe evitata questa calamità annunciata". (fonte: http://www.modenatoday.it/cronaca/confagricoltura-vigilanza-argini.html )

Ecco altre dichiarazioni ufficiali prese dal sito http://gazzettadimodena.gelocal.it/:
FAVIA: "DANNI DA MANCATA PREVENZIONE". "Sul dissesto idrogeologico la Regione investe poco e male, nonostante l'Emilia-Romagna sia il territorio più colpito da questo fenomeno. Occorre puntare sulla manutenzione e uscire una volta per tutte dalla logica dell'emergenza continua. E' tre anni che mi batto per aumentare i fondi regionali dedicati alla messa in sicurezza idrogeologica del territorio. Ma qualcuno nelle torri di Viale Aldo Moro ha preferito investire un miliardo e mezzo in nuove autostrade e lasciare le briciole al resto". E' questo il commento di Giovanni Favia, consigliere regionale indipendente. "Quello che sta succedendo a Modena è diretta conseguenza di una insufficiente politica di prevenzione - spiega Favia - il 15% dei residenti della nostra regione vive su una frana o una zona alluvionale senza magari esserne a conoscenza. A dimostrazione di come il problema del dissesto idrogeologico sia reale e drammaticamente importante. Non per i nostri amministratori, però, che lesinano risorse e investimenti, preferendo puntare sulla costruzione di autostrade e viadotti dell'Alta Velocità, che di certo non mancano nelle zone colpite dall'alluvione di ieri". 

E qui sotto Confagricoltura smentisce l'AIPO, la responsabile e rea per mancata manutenzione!

CONFAGRICOLTURA: TRAGEDIA ANNUNCIATA "Mi dispiace dare torto al presidente Errani ma non mi possono dire che questo evento non si poteva prevedere. È Una vera e propria tragedia annunciata. Io abito esattamente davanti al punto in cui l'argine si è rotto e posso garantire che in tutto il 2013 non ho visto nessuno fare manutenzione". È La presidente di confagricoltura modena, eugenia bergamaschi, ad intervenire sulla tragedia che si è abbattuta su parte di modena e sui comuni dell'area nord. L'alluvione che da ieri ha allagato diverse zone della bassa modenese e che sta continuando ad avanzare verso medolla e san felice "non è stata dovuta alla piena", continua bergamaschi "perchè quella di ieri non era una piena eccezionale", ma da un buco che si è aperto nell'argine, tra l'altro nel tratto in cui il fiume scorre in rettilineo, e dunque dove dovrebbe essere più sicuro". Per bergamaschi, che spiega di aver "segnalato, da imprenditrice agricola, più volte la situazione", la rottura dell'argine è stata dovuta "alla presenza di diversi buchi all'interno degli argini, fatti dalle nutrie e da altri animali", che hanno reso fragili le strutture. Inoltre "la manutenzione manca anche all'interno del letto del fiume", continua la presidente, e questo lo "può vedere chiunque". Si tratta di "ramaglie e veri e propri alberi che inevitabilmente rallentano il corso dell'acqua che deve defluire".

Qui invece le immagini parlano chiaro: la distruzione del territorio e la mancanza di manutenzione per mezzo dell'uomo ha provocato e agevolato la rottura! http://www.sulpanaro.net/2014/01/largine-del-secchia-che-si-e-rotto-cosa-mostrano-le-foto-dal-2003-a-oggi-alluvionemo/


Già nel 2012 sono stati spesi soldi proprio per attuare dei lavori nel Secchia nei Comuni colpiti nel 2014 dall'alluvione:



Nel rapporto della Commissione possiamo leggere l'inquadramento geografico in cui si è avuta la rottura e l'alluvione:


Ecco cosa appare sul sito dell'AIPo (responsabile della manutenzione degli argini):


Ovvero poco più di 1 anni prima sono stati fatti dei lavori ma che visti i risultati non sono stati eseguiti con tutti i criteri necessari. Abbiamo quindi il vero responsabile dell'alluvione e dei relativi danni: AIPo.

Per ironia della sorte, proprio 1 anno prima ci fu un'apertura di una falla nell'argine del Secchia a Nord di Modena, ma tutto fu allora sotto controllo (per fortuna):


Si leggono poi articoli di giornali in cui alcuni portavoce di AIPo si scagionano incolpando la "non prevedibilità" della rottura, o accusando senza prove le tane di chissà quali animali. Non solo, viene anche dichiarata la carenza di fondi...

Il rapporto della Commissione prosegue con tutta una disamina tecnica e scientifica opportuna e valida e le conclusioni si riassumono in queste poche righe:

Entrambi gli schemi dimostrano – pur nei limiti delle incertezze insite nelle variabili idro-­‐ meteorologiche di controllo, nella parametrizzazione dei modelli, nelle descrizioni matematiche dei complessi fenomeni naturali considerati – una soddisfacente consistenza tra i risultati ottenuti e le osservazioni disponibili. Alla luce di quanto emerso dal presente studio, si ritiene che la presenza di un articolato sistema di tane sia stata determinante ai fini del collasso arginale.
- Ovvero si ammettono le incertezze delle variabili e dei modelli ma dato che tali rapporti sono "commissionati" da una certa linea "politically correct", la forzatura la si può vedere nelle ultime due righe. In pratica si ritiene (quindi non è certo) che la presenza di tane - anzi, sarebbe meglio dire cavità - sia stata determinante ai fini del collasso. 
Bene, ammettiamo che fosse andata veramente così. ciò non toglie e non scagiona quanto detto sopra. Chi doveva vigilare sapeva della presenza di cavità e non ha fatto nulla per prevenire questo disastro. Questa purtroppo è l'amara conclusione e il rapporto dimostra che l'unica colpa l'ha l'uomo. Ora mi auguro che le autorità possano indagare e far pagare i diretti responsabili.

E non siamo solo noi a dirlo, qui infatti un politico ammette:

Esondazione Secchia, quali responsabilità. Il Consigliere Filippi presenta interrogazione in Regione
“Quali le cause del cedimento dell’argine del fiume Secchia? Quali responsabilità e se collegate alla scarsa manutenzione del fiume? Questo sono le domande cui pretendiamo, dal Presidente della Regione Emilia-Romagna, risposte. Lo stesso Sindaco di Modena, Giorgio Pighi, ha rilevato che l’argine del Secchia ha ceduto di fronte ad una piena «significativa ma non eccezionale», la cassa di espansione nel punto in cui l’argine ha ceduto avrebbe dovuto avere una capacità di contenimento di acqua in altezza, dai primi rilevamenti dei tecnici, di ulteriori due metri. Evidentemente, qualcosa non ha funzionato. Gli incaricati della manutenzione del fiume non hanno operato in modo adeguato. La situazione è ancora di estrema allerta, diversi sono i comuni evacuati. I danni sono ingenti sia in ambito civile sia in ambito commerciale e industriale, si parla anche di una persona dispersa.” A dichiararlo è il Consigliere regionale di Forza Italia Fabio Filippi, il quale in mattinata ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionali chiedo chiarimenti sull’accaduto.

http://www.carpi2000.it/2014/01/20/esondazione-secchia-quali-responsabilita-il-consigliere-filippi-presenta-interrogazione-in-regione/


giovedì 10 luglio 2014

LE MENZOGNE DELLA PROPAGANDA VENATORIA E POLITICA SUL FENOMENO NUTRIE

Come volevasi dimostrare, quando le persone sono in vacanza, in pieno periodo estivo, ecco che i politicanti di mestiere senza competenze impongono leggi che peggiorano la già precaria situazione naturalistica del territorio lombardo e italiano. Ma andiamo a vedere come funziona analizzando due articoli davvero bizzarri.

http://www.oglioponews.it/2014/07/10/la-battaglia-alle-nutrie-nel-convegno-di-spineda-fava-eradicalizzazione/
*La battaglia alle nutrie Fava: “Ora non sono più specie protetta”
- FALSO, la nutria è specie selvatica italiana e pertanto ricade ancora nella tutela della legge nazionale 157/92.

Gli agricoltori non sono più soli nella lotta contro questo autentico flagello che sono le nutrie.
- i contadini non sono mai stati soli visto i finanziamenti che ricevono e che possono richiedere anche senza dimostrare la correlazione tra i danni e l'animale imputato. Il vero autentico flagello sono certi agricoltori che non sanno fare il loro mestiere cosi come il politico che si lascia corrompere dalle solite lobbies venatorie per esempio approvando certe leggine anticostituzionali.

* Al loro fianco ci sono le Associazioni di categoria, la Regione e anche finalmente il Governo che nei giorni scorsi ha emanato un decreto attraverso il quale questi  prolifici roditori non dovrebbero più essere considerati specie protetta.
- insomma il solito teatrino fatto solo tra i soliti noti che se la cantano e se la suonano senza nemmeno un contradditorio e senza la benchè minima competenza e argomentazione. Non risulta ad oggi che il Governo abbia fatto un decreto specifico per le nutrie. Questa è disinformazione per pilotare l'opinione pubblica. Tipica manovra di giornali e pseudogiornalisti pagati dalle lobbies venatorie.

Ma c’è stato anche chi ha ammesso di aver iniziato a percepire il problema leggendo i giornali, dove si riportavano testimonianze di mamme preoccupate per essersi imbattuti nelle nutrie presenti nei parchi gioco dei loro bambini.
- certo che se chi amministra si basa solo sul gossip, siamo messi proprio bene! Anche perchè non è affatto vero che le mamme si sono lamentate anzi le persone si lamentano delle scelleratezze di certi amministratori perchè vogliono invece tutelare i castorini dato che i loro figli adorano vedere questi animali.

Un motivo in più per cominciare a considerare la situazione di vera e propria emergenza sociale e sanitaria, il cui epicentro è a Cremona e Mantova.
- ma se è da decenni che i giornali considerano sempre la situazione come emergenza. Poi attuano piani di abbattimento inutili (soprattutto le amministrazioni di Mantova e Cremona) e come risultato cosa ottengono? il problema si AGGRAVA e buttano via soldi. In pratica le lobbies venatorie, agricole e alcuni politici RAPINANO i cittadini delle finanze pubbliche che potrebbero essere usate per veri problemi molto più seri.

* L’assessore Gianni Fava, parlando di una presenza spaventosa sul territorio di un milione di nutrie, di cui solo 47mila finora catturate, ha spiegato che il costo economico per contenere un simile fenomeno era arrivato a sfiorare i cinque milioni di euro, sia per i molteplici risarcimenti richiesti sia per il ripristino di argini e canali.
- quindi le nutrie sono 500.000...a no sono 2.000.000...a no ora invece sono 1.000.000. Ma sul territorio di chi? del Nord Italia? di Cremona? di Cremona e Mantova? della Lombarida? di MARTE??? sono state catturate 47.000 nutrie in questi mesi del 2014 in una provincia però. E sono state ABBATTUTE e i cadaveri smaltiti PAGANDO con i soldi pubblici tali metodi che non servono a NULLA se non a far passare i soldi dalle tasche comunali a quelle private delle lobbies di categoria! Per le opere idrauliche la responsabilità di manutenzione è guarda caso degli agricoltori e dei consorzi di bonifica, che ovviamente preferiscono NON FARE NULLA ed essere pagati lo stesso.

A cui aggiungere l’altro rischio di tipo sanitario anche se l’Asl nega che urina, feci e saliva possano diventare motivo di contagio per l’essere umano.
- Qui l'ignoranza e la malafede sono palesi. E' scientificamente provato che le nutrie non sono un problema igienico-sanitario ma i politici e le lobbies di categoria pur di compiere atti illegali, vanno contro l'evidenza.

Che fare a questo punto, anche per evitare che il numero possa crescere ancora di più?
- Vogliamo dar loro una possibilità. Se sono intelligenti, onesti e leali allora vieteranno l'abbattimento delle nutrie, perchè fino ad ora non è servito a nulla. Proporranno sicuramente dei metodi ecologici efficaci che tra l'altro già esistono.

Si tratta di procedere ad una vera e propria “eradicalizzazione” di questi animali esercitata in collaborazione con tutte le provincie confinanti. Una forza congiunta per debellare una volta per tutte questo flagello
- come volevasi dimostrare. AMMAZZERANNO ancora le nutrie, senza risolvere il problema e anzi incrementando i danni e gli indennizzi. ma questa volta assolderanno più cacciatori così i soldi continueranno a essere rubati dalle casse pubbliche per finire nelle tasche di singoli individui senza scrupoli.

Fava che ha terminato dicendo che secondo il suo parere andavano chiusi anche i ventiquattro Parchi, ritenendoli altrettanti serbatoi di nutrie distruttrici.
- praticamente questo tizio (cui già il cognome è tutto un programma...si sa che certa gente non capisce una Fava...) voleva anche distruggere dei Parchi Naturali mandando sul lastrico intere famiglie che lavorano grazie a queste strutture!!

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http://www.altramantova.it/it/cronacaam/provincia-am/4909-emergenza-nutrie-fava-propone-piano-per-eradicazione-problema-per-agricoltori-sanitario-e-di-circolazione.html
* Emergenza nutrie, Fava propone piano per eradicazione: 'Problema per agricoltori, sanitario e di circolazione' 
- In realtà il MINISTERO DELL'AMBIENTE e l'ISPRA hanno dichiarato l'impossibilità e l'inutilità di eradicazione della nutria parlando solo di contenimento (con metodi ecologici e solo con metodi diretti in casi particolari). I problemi citati nel titolo devono essere dimostrati cosa che a tutt'oggi non lo sono quindi è un falso pretesto.

"Con una presenza di nutrie che è prudenzialmente stimata in 900mila esemplari...
- Siamo messi bene, ora sono 900.000, se qualcun altro volesse partecipare a questa lotteria è ben accetto. Si possono vincere ricchi premi se si indovina il numero esatto di nutrie presenti, non so, in Sibera...

* "L'entità dei danni causati dalle nutrie è ingente – dichiara Fava – al punto che fra il 2003 e il 2013 la Regione Lombardia ha sostenuto indennizzi agli agricoltori per quasi 1.250.000 euro, cifra alla quale devono essere aggiunti 3.050.000 per i piani di contenimento delle nutrie".
- si è speso di più per il contenimento delle nutrie che per gli indennizzi!! e poi i veri dati sono omessi e camuffati, le cifre sono molto più alte. Comunque ammesso e non concesso che sia veri, sono stati rubati 3 MILIONI DI EURO ai cittadini (a noi) e scusate il francesismo, sono stati soldi buttati nel cesso perchè il problema non si è risolto e serviranno altrettanti soldi nei prossimi anni per non risolvere ancora nulla. Questa è l'amara verità. Poi ciascuno di noi è libero di farsi fregare quanto vuole. Noi non ci stiamo però.

"Fra le proposte avanzate da alcune sigle agricole era quella di inserire la nutria fra le specie cacciabili – ricorda Fava – ma non è la soluzione efficace in termini di contenimento dell'emergenza. Anche i cinghiali sono stati inseriti nell'elenco delle specie cacciabili, ma sono ancora presenti nelle campagne a danneggiare i raccolti e i campi".
- ma come?? nell'articolo sopra si dice che la nutria è già cacciabile con tanto di legge e qui si dice che non è cacciabile e non servirebbe a nulla renderla cacciabile perchè per esempio ciò è stato fatto col cinghiale e i risultati sono pessimi!

Da qui la necessità di andare verso l'eradicazione delle nutrie. "Il primo impegno assunto è stato quello di approvare un progetto di legge regionale, che sostanzialmente modifica l'attuale legge 20/2002 e inserisce come finalità della legge l'eradicazione della nutria
- Eradicazione non significa abbattimento ma semmai intervenire mediante art. 19 legge nazionale 157/92 utilizzando metodi di contenimento ecologici. Comunque il nostro amico "leguminoso" dice che non si devono abbattere le nutrie ma l'unico modo per affrontare il problema è abbattere le nutrie. Signori, questi sono i politici che vi rappresentano e gestiscono i vostri soldi e l'ambiente!

Perché parliamo di un problema che riguarda principalmente il Nord
- FALSO! anche al Sud ci sono nuclei di nutrie. Ma lor signori preferiscono aspettare così poi posso intervenire ancora con il fucile e rubare cosi altri soldi pubblici per i loro meri interessi!

"perché tali animali rappresentano un'emergenza sul piano igienico sanitario, per la trasmissione di malattie pericolose per l'uomo e per gli animali".
- questa è dichiarazione di FALSO come già mostrato in vari articoli e come chiunque può verificare consultando le analisi delle ASL e degli Istituti Zooprofilattici.

Fra le possibili soluzioni per l'eradicazione delle nutrie sarà presa in considerazione una accurata campagna di sterilizzazione, attraverso le nuove tecnologie a disposizione".
- L'unica cosa giusta! che poi è quello che noi (e nessun altro prima di noi) ha da sempre consigliato. Tant'è che ci appoggiamo ad un biologo che fa proprio questo con esiti positivi!








mercoledì 25 giugno 2014

NUTRIE, IL TEMPO E' SCADUTO (?)

Qui di seguito vengono riportate le VERE informazioni che confutano le DISINFORMAZIONI dette da Coldiretti Cremona.



*Vogliamo fare un confronto con tutte le parti in causa per risolvere una volta per tutte il problema delle nutrie e di tutta la fauna selvatica che danneggia le nostre produzioni"
- In realtà non è la fauna selvatica che danneggia le produzione ma gli stessi proprietari e conduttori dei fondi che non attuano le opportune misure di precauzione e prevenzione dei danni come disciplinato dalle varie normative. Sarebbe buona cosa che prima dimostrassero ciò.

*l'incontro 'Nutrie, il tempo è scaduto',
- la finestra temporale ben conosciuta per intervenire al fine di arginare un fenomeno di questo tipo è pari a 5 anni. La nutria è presente in Italia da circa 1 secolo (cento anni) e per mano di agricoltori, allevatori e imprenditori. Sono proprio queste le categorie che devono pagare i danni.

*agricoltori, allevatori, esperti di settore, ma anche amministratori locali del territorio cremonese, e responsabili dei consorzi d'acqua,
- ovvero se la sono cantata da soli senza nessun VERO esperto del settore. Gli argomenti sono stati due: politica ed economia.

*"Il proliferare delle nutrie è ormai un problema sociale, igienico per chi lavora nei campi ma soprattutto anche per i cittadini e per la salute di tutti. Solo insieme - ha richiamato il presidente di Coldiretti Cremona -, con un confronto corretto e trasparente, possiamo dare un contributo di svolta per dare un segnale positivo al fine di debellare questo flagello della natura"
- Intanto mancano prove e dati alla mano. Siccome proprio in quelle zone da anni vengono attuate campagne di abbattimenti, è la conseguenza naturale quella che vede il proliferare del roditore proprio nei medesimi siti. In pratica coloro che parlano di "problema sociale, ecc." sono gli stessi che hanno favorito e incentivato
proprio la proliferazione dell'animale con gli impatti che ne sono seguiti. Il vero flagello della natura è l'uomo perchè per onestà intellettuale se la nutria si trova qui è anche per via della categoria che lui rappresenta: gli agricoltori.

*tanto che il suo adattamento ha visto crescere in maniera esponenziale il numero di esemplari, decuplicato in una decina d'anni.
- la dinamica della popolazione di Myocastor coypus come di tutti gli animali non è esponenziale ma segue una certa tendenza che dipende dalla capacità portante e dagli stress. Proprio da alcuni decenni (in
particolare in questo ultimo decennio) sono aumentate le campagne di abbattimento le quali hanno infatti portato ad un aumento del numero di questa specie.

*Oggi si contano circa due milione di nutrie nelle terre del Po.
- con che metodo sono stati fatti i censimenti? [non è dato sapere...] e 2 milioni rispetto a cosa? perchè le terre del Po rappresentano tutto il Nord Italia (varie Regioni)

*Una popolazione che provoca qualcosa come 20 milioni di euro di danni all'anno.
- su che basi è stata stimata tale cifra? Non è dato sapere...

*Il contrasto è affidato ad un piano provinciale, ma dal 2003 si parla di un coordinamento regionale che sinora non ha trovato realizzazione.
- sia prima del 2003 che dopo il 2003 i piani di abbattimento NON hanno sortito alcun effetto anzi hanno favorito l'aumento della popolazione e i relativi danni.

*In molti casi sono i sindaci ad adottare ordinanze specifiche, che vengono però impugnate dalle associazioni animaliste cui il Tar dà ragione.
- certo che il TAR da ragione perchè le ordinanze non rispettano i parametri legali, giuridici, amministrativi e soprattutto scientifici!

*Trappolaggio e abbattimento con fucile sono pratiche sì diffuse, ma non troppo efficaci secondo Coldiretti.
- bene, almeno sanno che gli abbattimenti sono inutili, quindi Coldiretti finalmente vieterà questi inutili metodi.

*Le testimonianze di agricoltori, cittadini, amministratori pubblici hanno dipinto il resto del quadro
- le testimonianze in questo caso non rappresentano dati scientifici ufficiali ma solo nozioni di indagine conoscitiva. Questo perchè è impossibile verificare la veridicità di quanto dichiarato.

*nutrie che rappresentano un pericolo sempre maggiore sulle strade e nei campi, che si spingono nei centri abitati, che arrivano alle mangiatoie degli allevamenti, che 'minano' alle fondamenta argini e canali con il pericolo di cedimenti. "L'analisi della situazione è stata netta e condivisa: gli strumenti di contenimento finora messi in campo non sono riusciti a fermare il fenomeno, che al contrario è diventato sempre più massiccio e pericoloso. S'impone un cambio di passo, un intervento straordinario e Coldiretti è pronta a fare la propria parte
- sono proprio i vari piani di abbattimenti (elargiti da agricoltori, allevatori, amministratori, ecc.) che hanno provocato i danni sopra citati (la maggior parte dei quali è da dimostrare per il motivo detto poc'anzi). Infatti il contenimento mediante abbattimento provoca lo spostamento degli esemplari verso i centri abitati (dove non si può sparare) e favorisce la profondità di scavo delle tane. In pratica chi appoggia ed esegue gli abbattimenti è il responsabile della situazione odierna.

*la Regione può farsi promotrice di un provvedimento legislativo nazionale che trasformi questi animali in specie cacciabile e che li riconosca come nocivi. Solo così sarà possibile superare quegli ostacoli che finora hanno impedito di ottenere veri risultati nella lotta alla nutrie"
- Ok, mi trattengo dalle risate perchè se non fosse vero sarebbe una barzelletta ben riuscita. Prima dichiarano che i metodi impiegati fino ad oggi (sparo, trappolaggio, quindi abbattimento) sono stati inutili e dispendiosi e poi la Coldiretti con una misera manovra orwelliana suggerisce alla Regione (si, la stessa Regione che ha dichiarato il fallimento della legge del 2002 sul contenimento della nutria con i metodi di abbattimento...) di rendere la nutria cacciabile ovvero di continuare con lo sparo! E io che li avevo sopravvalutati! ;)

*con mezzi di lavoro che si ribaltano a causa dei buchi prodotti dalle nutrie.
- è da dimostrare perchè la responsabilità è di chi guida il trattore che non conosce il campo e che pur di ricavare un certo profitto arriva a coltivare oltre i limiti consentiti, se non altro, dal buon senso! Ovvero spesso i campi giungon fino a pochi centimentri dal corso d'acqua. Indipendentemente dagli animali (ma poi quali? nutrie, tassi, volpi, gamberi??).

*I rappresentanti dei consorzi d'acqua hanno sottolineato il rischio che gli argini possano cedere davvero, rappresentando un pericolo per la comunità.
- quindi i consorzi stanno dichiarando che nessun argine è crollato davvero per le nutrie! ottimo e buona a sapersi. Infatti tutti i casi di alluvioni da 2000 anni a questa parte non sono mai stati dovuti agli animali (nutrie comprese) ma solo da responsabilità antropiche. Però incitano a intervenire perchè potrebbero cedere davvero. Un po' come dire che gli italiani potrebbero diventare davvero tutti mafiosi quindi bisogna abbatterli... Non ho parole!

*si viene a contatto con le nutrie, portatrici di leptospirosi e altre infezioni. E i sindaci hanno ribadito la preoccupazione per la comunità che rappresentano: vogliamo aspettare che un bambino sia morso da una nutria, perché ci si renda conto della gravità del problema?".
- E' dimostrato dagli IZS che le nutrie NON sono portatrici di patologie se non in percentuale pari a quella della fauna selvatica presente nell'ambiente. Questa disinformazione unita allo spauracchio del bambino che viene morso rappresentano dei meschini trucchi di allarmismo e di incitazione all'odio e al maltrattamento verso altre specie viventi.

*l'impegno ad operare perché il problema nutrie sia affrontato come un'emergenza sanitaria,
- Siccome costoro non riescono ad avere le argomentazioni giuste per parlare di questo fenomeno allora cercano di inventare finti allarmismi (a mezzo stampa...) puntando il dito sul pericolo (INESISTENTE) sanitario! Sappiamo che fa più presa sulle persone che non conoscono la realtà dei fatti.

*Per Coldiretti Cremona è una promessa: da Cappella de' Picenardi riparte l'offensiva sul problema nutrie.
- ecco che si dimostra la vera pasta di questi signori: la violenza, il sopruso, il mero profitto politico ed economico a discapito del capro espiatorio chiamato "nutria". In questo modo si comprende come certe persone non vogliano mai imparare dai propri errori.

Ma state tranquilli, tra non molto gli stessi agricoltori, allevatori, cacciatori e amministratori vi diranno che la nutria non crea danni ma diverrà una risorsa e verrà inserita tra la selvaggina. Così si avranno profitti nella caccia, nel controllo sanitario e nella vendita della carne di questo animale e con ciò si alimenterà la scusa del controllo numerico perchè ci sarà solo l'interesse nel MANTENERE la nutria stabile e sopra una certa soglia come numero di esemplari. Altrimenti il profitto non si avrebbe!

sabato 22 febbraio 2014

LA NUTRIA NON E’ SPECIE INVASIVA – IUCN

Il titolo naturalmente è provocatorio ma veritiero. Prima di tutto rispondiamo a coloro che si imputano sui dogmi e gli “ipse dixit” del tipo “…la nutria è tra le 100 specie più invasive del mondo…lo ha detto lo iucn…”. Bene! Anche il gatto se è per questo e allora via con lo sterminio di gatti. Munizioni e cartucce pagate dai CITTADINI contribuenti a loro insaputa (e NON gratis) per ammazzare politicamente gli animali. Purtroppo è stato davvero proposto anche l’abbattimento dei gatti randagi in passato. In realtà la versione corretta dello IUCN è la seguente: LA NUTRIA FIGURA TRA LE 100 SPECIE CHE L’UOMO HA RESO PIU’ INVASIVE DEL MONDO.
Ritornando all’articolo, anche quest’anno, come il 2009, 2010, 2011 e 2012, l’andamento della popolazione della specie Myocastor coypus (coypu, castorino o nutria) è in decremento. Ciò non è dovuto agli abbattimenti ma alla normale dinamica di popolazione! Ricordiamo infatti che in Italia ma anche in Francia gli abbattimenti hanno causato un aumento della popolazione di nutria.

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venerdì 21 febbraio 2014

LA STORIA SI RIPETE: E’ L’UOMO IL SOLO RESPONSABILE DELLE ALLUVIONI

Pubblichiamo un interessante articolo che dimostra quanto noi andiamo ad asserire con dati alla mano da tempo nonostante ci sia anche qualcuno che tra gli addetti ai lavori rema contro per meri interessi personali. La verità, ne eravamo sicuri, viene sempre a galla.

La messa in sicurezza del Secchia? «Era nota la mancanza di fondi»

L’audizione alla Regione del direttore di Aipo, Fortunato: «Segnalate più volte situazioni di rischio». Nutrie «assolte»



L’alluvione nel Modenese del 19 gennaio? A sorpresa le nutrie – quelle poste sotto accusa dal senatore Ncd Carlo Giovanardi – sono state scagionate. «Fanno fa le tane basse a livello dell’acqua quando il fiume è a regime normale». Semmai colpevoli sono altri. Ecco l’ammissione che «dal 2001 non si fanno i piani di tutela e di sicurezza». E ancora: «Della mancanza di fondi e delle situazioni di rischio del territorio la Regione era perfettamente a conoscenza». E’ quel che è venuto fuori giovedì durante l’audizione del direttore di Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po) Luigi Fortunato presso la commissione Territorio della Regione Emilia Romagna. «J’accuse» pesantissimo, il suo.  MANCANZA DI FONDI? «NOTA» – Che mancassero i fondi per una reale messa in sicurezza del bacino idrogeografico per Fortunato «era cosa nota da tempo», in quanto «si tratterebbe di fare un allargamento delle due arginature sul piano capmagna», intervento che «costa parecchi milioni di euro”» piu’ precisamente «circa cinquanta milioni, per quanto riguarda l’area del modenese». Fortunato ha precisato che ssulla gestione del suolo la politica, in primis nazionale, e’ sorda, perche’ quando va bene non fa notizia e quando fa notizia non sono belle notizie». Il direttore dell’Agenzia chiarisce di aver «segnalato la mancanza di fondi», e che «la amministrazione regionale ne e’ pienamente a conoscenza» mentre la stessa Autorita’ di bacino «aveva segnalato piu’ e piu’ volte come ci siano situazioni di rischio nel territorio regionale». Situazioni «di cui il nodo idraulico di Modena e’ un caso eclatante», ma non isolato, visto che «ci sono altre situazioni del bacino padano a rischio» aggiunge Fortunato.  LA DIFESA DI AIPO – Fortunato difende anche l’Aipo: è «inutile cercare i colpevoli» per la rottura, perchè «con 18 milioni l’anno semplicemente non si può fare la manutenzione degli argini» e «l’Aipo non ha l’autonomia di bilancio per poter intervenire in maniera strutturale»; inoltre «è impossibile garantire in maniera assoluta sicurezza su fenomeni naturali», tanto che solo nella zona coinvolta «ci sono una decina di situazioni potenzialmente pericolose ogni anno».  DE FRANCESCHI (M5s): NON C’E’ PREVENZIONE» -Terminata l’audizione le opposizioni hannop attaccato. «Abbiamo appreso che dal 2001 non si fanno i piani di tutela e di sicurezza – sbotta Andrea De Franceschi, consigliere regionale M5s che parla di «ammissioni gravissime» – . Non solo quindi non si investe in manutenzione che preveda interventi extra ordinari – a malapena si riesce a fare quella ordinaria – ma non esiste la minima prevenzione, tutela o pianificazione di una qualunque protezione del territorio da quasi vent’anni.  «SONO SCELTE POLITCHE» – Stando a De Franceschi, Fortunato ci ha detto di più: «che il motivo per cui non vengono stanziati i fondi necessari, sono “scelte politiche”. L’ultima notizia eclatante che abbiamo imparato, o meglio, che hanno imparato dirigenti e funzionari oggi, è che “si è costruito troppo”». E ancora: «Finalmente qualcuno lo ammette: Fortunato, dirigente di Aipo, l’ha spiegato chiaramente: “impatto antropico ha determinato le conseguenze che subiamo oggi”». Secondo l’esponente M5s «è già il secondo tecnico che lo ammette: la cementificazione sta distruggendo la tenuta del terreno. Abbiamo costruito troppo in riva ai fiumi, ma non solo.
ASSOLTE LE NUTRIE – Quanto alla «nutria, questo è un animale semiacquatico – ha chiarito Fortunato rispondendo alla domanda del consigliere Giovanni Faviam, indipendenti – E fa le tane basse a livello dell’acqua quando il fiume è a regime normale». Scagiona to il roditore. ome potenziale colpevole del cedimento dell’argine del Secchia il 19 gennaio scorso, il direttore Aipo, ha detto che «volpi, tassi e conigli selvatici sono pericolosi», in quanto«“fanno le tane più ampie e passanti», con un innesco «di movimento d’acqua che vuota l’argine». Pur «constatando un aumento preoccupante di scavernamenti nei corpi arginali per lo più collegata alla presenza di una serie di animali», non esiste la prova «che l’evento del 19 gennaio sia legato a questo», e che poi «non salti fuori che diamo la colpa alla fauna», ha concluso fortunato. 20 febbraio 2014

venerdì 14 febbraio 2014

Morso da una nutria, ragazzo in ospedale - E' UN FALSO!

Durante la prima settimana di febbraio sono apparsi sui siti e giornali locali di Treviso alcuni articoli inventati di sana pianta per promuovere lo "spauracchio" della nutria assassina. Si perchè dopo che il roditore è stato dichiarato ovviamente innocente per via delle alluvioni di questi ultimi giorni, occorreva che qualche testata - pagata come al solito dalla solita lobby venatoria - tornasse ad alimentare la fobia e il terrore nelle persone. 
Vediamo quali sono i vari contrasti e dubbi che fanno presagire la malafede di questi giornalai (e non giornalisti). 
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2014/02/05/news/morso-da-una-nutria-ragazzo-in-ospedale-1.8607597
Per prima cosa non si sa bene se il ragazzo abbia 12 o 14 anni. Almeno mettersi d'accordo sull'età che è un dato facilmente verificabile. Già da qui si può notare l'inaffidabilità della notizia.
Si parla di "aggressione" quando in realtà non si tratta affatto di aggressione anche perchè come vedremo più avanti è stato il ragazzino a importunare l'animale.
Poco dopo si paventa l'incubo di malattia e la corsa al pronto soccorso. Certo, andare al pronto soccorso è sempre la prassi per qualunque morso, caduta, ferita, ecc. E' tutto normale. Così come per qualunque morso, caduta, ferita, ecc. è possibile prendere malattie che si possono tranquillamente prevenire e curare. Anche qui tutto normale. Nessun incubo, nessuna corsa, nessun affanno quindi. Solo il tono allarmistico di chi ha scritto l'articolo. Ma soprassediamo.
Come mai padre, figlio e figlia stavano camminando con gli stivali, immersi in qualche centimetro d'acqua, lungo il fiume? E' un po' pericoloso visto il maltempo. Ma va bene, ognuno è libero di fare ciò che crede. 
Hanno visto all'improvviso (si certo...la nutria Flash che si materializza più veloce della luce) una nutria attraversare la strada. E si è diretta verso la sorella minore! Certo come no...ha proprio puntato la bambina perchè ha la carne più morbida....ma per favore! Le nutrie sono prede e sono anche miopi. Se la sorellina si trovava sul tragitto dell'animale è solo colpa della sorellina che poteva benissimo spostarsi. Aveva tutto il tempo visto che l'avevano vista prima ma probabilmente avevano già intenzione di importunarla.
Ed ecco il vero colpevole: il fratello è intervenuto per scacciarla! Errore!! il ragazzino sprovveduto e il padre che non sa fare il padre sono stati loro stessi la causa del morso. In pratica è il ragazzino che si è fatto mordere!
Poi l'autore del pessimo articolo aggiunge che il roditore "di una specie che ha invaso i nostri fiumi e distrutto rive e argini"...cioè secondo il giornalaio la nutria appartiene alla specie "homo sapiens"! Non male ma...si è tirato la zappa sui piedi da solo. L'autore continua dicendo che il roditore si è rivoltato contro il ragazzo...si certo, come no! infatti il giornalaio era li a vedere la scena. Ovvio che il padre difende l'incoscienza del proprio figlio altrimenti sai che figura ci farebbe?
Prosegue il padre dicendo che il roditore pesava 2 kg (e che cosa ha?? una bilancia negli occhi??) con i tipici denti dei roditori, arancioni, tanto che sembravano insanguinati. Ok...o ha dei problemi alla vista oppure non ha mai visto di che colore sia il sangue. E' talmente palese che sia una frase inventata di sana pianta che non vale nemmeno la pena commentare.
L'articolo poi si conclude col balzo improvviso della nutria sul dito indice della mano destra con la quale il ragazzino ha tentato di scacciarla (ecco l'ennesima ammissione di colpa). E dove sono le foto del morso?
Questi articoli dimostrano ancora una volta come la disinformazione prezzolata sia ormai alla stremo eppure purtroppo qualcuno ci crede ancora. Peggio per lui!

mercoledì 17 aprile 2013

Sorella Nutria, come non te l'aspetti


WillyMetti un venerdì sera a parlar di nutrie, un modo un po’ insolito per iniziare il fine settimana.
Metti una squadra di esperti appassionati, ognuno dei quali ha le competenze necessarie per portare alla luce un lato diverso di questo argomento spinoso (e peloso).
Il risultato è la scoperta di una nutria "che non ti aspetti", diversa, lontana dai luoghi comuni, vittima dell’inciviltà umana e delle sue comode necessità, tristemente eletta a ruolo di “nutria espiatrice”.

Un argomento in apparenza insolito, certo, ma purtroppo molto attuale, a causa delle ordinanze comunali che autorizzano vere e proprie mattanze nei confronti del roditore: squadre di cacciatori armati (a volte anche nei centri urbani) addetti al “controllo della nutria” (leggi: abbattimento) con licenza di uccidere, utilizzando metodi dolorosi e violenti.

Pare infatti che qualsiasi danno si verifichi a colture, argini, ambiente, la migliore candidata al ruolo di colpevole sia sempre lei, la Terribile Nutria. E se la responsabilità fosse invece da ricercarsi nell’incuranza umana, sempre troppo a corto di iniziative civilmente ed eticamente corrette?

Cominciamo dalle presentazioni: per chi non la conosce, la nutria (detta anche castorino) è un roditore dalle modeste dimensioni, con abitudini fortemente semiacquatiche e simile per certi aspetti al castoro nordamericano e al capibara. Di indole docile, con un’alimentazione prettamente vegetariana, è dotata di una straordinaria capacità di adattamento a diverse condizioni ambientali (plasticità ecologica).

E ora vediamo una alla volta le accuse rivolte a Sorella Nutria: tutte quante prontamente smentite dalla conoscenza scientifica.

1° - Hanno invaso il nostro territorio!

Già, come potremo sopravvivere ora che tutti gli spazi sono stati colonizzati dal nemico?
Peccato però che le nutrie se ne sarebbero state comodamente a casa loro, se non fosse stato per la volontà umana che le ha strappate alla loro terra natia (il Sudamerica), per esportarle poi in tutto il mondo.
Tutto questo per rispondere in modo egoistico ad una propria esigenza: dapprima quella di bonificare le paludi (le nutrie si nutrono della vegetazione spontanea, e “puliscono” in questo modo il territorio, alla faccia di chi le considera animali sporchi) e poi quella di allevarne gli esemplari per la loro pelliccia.
Una volta passata la moda, molti allevatori e imprenditori, per evitare i costi di abbattimento e smaltimento delle carcasse, decisero di liberare e immettere intenzionalmente questi animali in natura.
Oggi la nutria è specie naturalizzata, protetta dalla Legge Nazionale 157/92.


E a proposito di invasioni, guardate il trailer “The Invasion” realizzato da Silos Production: «Every action has consequences...»!

2° - Fa schifo, sembra un topo gigante.

Ma lo avete mai visto un topo? E un castoro, lo avete mai visto? Evidentemente no, altrimenti vi sareste accorti da soli che quest’ultimo le assomiglia molto di più.
Il termine “nutria” infatti è frutto di un’errata traduzione; il vero nome di questo animaletto è Myocastor Coypus, detto anche Castorino.

Comunque, anche fosse un topo, non vedo quale sia il problema.


3° - Fa schifo, ha i denti arancioni.
Willy
Ahimè sì, i denti sono effettivamente arancioni. Ma conosco gente con denti molto più brutti, e non per questo mi sento in diritto di sterminarla. Inoltre trovo che l’arancione le doni: questione di gusti.

4° - Porta malattie come la Leptospirosi.

Sbagliato: studi recenti effettuati dagli Istituti Zoo-profilattici hanno dimostrato che non esiste alcun pericolo di tipo igienico – sanitario. La nutria non può essere considerata un vettore di agenti patogeni, non più di quanto non lo sia qualsiasi altro animale parte della fauna selvatica.


5° - Distrugge gli argini dei fiumi.

Alcune volte in mancanza di altri nascondigli, è costretta a scavare dei cunicoli da utilizzare come tana. Ma per sua natura, la nutria tende poi a occupare lo stesso luogo per tutta la vita. Insomma, non avrebbe bisogno di scavare ulteriormente.
Se non fosse ancora una volta per l’azione dell’essere umano (che sorpresa) che le da la caccia, causandole stress e inducendola ad allontanarsi e trovare altri rifugi, e di conseguenza creare altre tane.

Per risolvere questo inconveniente, sarebbe sufficiente inserire delle reti metalliche lungo gli argini, che rendano impossibile lo scavo. Costose? Molto meno di quanto sia già stato speso per le catture, violente e controproducenti.

6° - Crea danni alle colture.

Strano: la nutria preferisce i terreni incolti. Perché si spinge fino ai campi coltivati?
Sempre tenendo presente che non è lei ad aver invaso casa nostra, ma al contrario siamo stati noi ad averla costretta a vivere lontana dal suo habitat naturale, bisogna sapere che quando esce dalla tana, si sposta nell’arco dei primi 5-10 metri dall’argine.
Lasciando quest’area incolta, si possono evitare molti danni. Ma siccome anche le colture sono ormai votate alla produzione industriale, si vuole occupare sempre più terreno, sempre più intensivamente.
A proposito di danni agli argini, vogliamo parlare di quelli fatti dai trattori, il cui leggiadro peso viene spinto fino al limite del corso d’acqua? Oppure di quelli (molto più numerosi) creati da fagiani e lepri? Di questi nessuno parla, e nessuno se ne lamenta, probabilmente perché vengono introdotti artificialmente ai fini delle attività venatorie. In pratica, sono liberati intenzionalmente per accontentare i cacciatori!

Mariah7° - Si sono moltiplicate a dismisura, bisogna ucciderle.
Perché non lasciare che questo accada in modo spontaneo, per mano (ops, zampa) del suo naturale predatore, cioè Sorella Volpe? Ah, perché la volpe è un’altra ambita preda dei cacciatori, al pari di lepri e fagiani di cui sopra. 
Allora forse sarebbe meglio dare più spazio agli altri metodi di contenimento ecologici, come la sterilizzazione e il controllo delle risorse alimentari.

Lo stress causato dalla caccia, oltre a creare la necessità di nuove tane, provoca anche un aumento della riproduzione. È un meccanismo di autoregolazione assai diffuso in natura, ovvia risposta di una specie che si sente minacciata.


8° - È feroce e in grad
o di sbranare una persona.
No comment! Ma non ve l’ho già detto che le nutrie sono vegetariane?!

Infine, mi sento di chiedervi una riflessione: se anche tutte queste accuse verso Sorella Nutria fossero fondate, c’è sul serio bisogno di sterminarla, ucciderla barbaramente?
Mi sono bastati pochi istanti per innamorarmi di quelle caratteristiche che rendono questo animale così particolare, così unico.
La coda, ad esempio: oltre ad avere la funzione di timone (in acqua) e di termoregolazione, serve anche come base d’appoggio, per stare in equilibrio su due zampe. E le mammelle laterali, per poter allattare i cuccioli anche mentre la mamma è impegnata a nuotare?

L’essere umano si sente padrone di tutto il territorio, dimenticando sempre che siamo invece solo una specie fra tante. E questa non è casa nostra, non ne siamo i padroni. Siamo dei semplici ospiti, destinati ad andarcene presto.
La presenza umana in questo pianeta è cosa di poco conto. Da buoni ospiti momentanei, dovremmo avvicinarci al pianeta con educazione, rispetto, soggezione: dovremmo cercare di “non disturbare”.

«Da quando l’uomo ha iniziato a interagire in modo diretto e invadente con la biodiversità, si sono avute conseguenze anche abbastanza disastrose che hanno impattato fortemente sugi ecosistemi. Tra queste si possono annoverare numerose estinzioni, l’eccessivo strruttamento e consumo delle risorse, l’inquinamento e la veloce modificazione ambientale.
[...] Da ciò risulta fondamentale promuovere e approfondire gli studi, le ricerche, le regolamentazioni e tutti quegli interventi che perseguano il fine della conservazione della biodiversità».
(Samuele Venturini, castorologo – Ecobioevoluzione)

 Willy e Samuele
PER APPROFONDIRE:

FOTO:




http://www.cercodivolare.com/rubriche/ben-essere-animale/373-sorella-nutria-come-non-te-l-aspetti.html