giovedì 8 novembre 2018
PRIMO CONVEGNO NAZIONALE SULLA FAUNA SELVATICA CON PARTICOLARE RILEVANZA SULLA NUTRIA
mercoledì 17 aprile 2013
Sorella Nutria, come non te l'aspetti
Metti un venerdì sera a parlar di nutrie, un modo un po’ insolito per iniziare il fine settimana. Metti una squadra di esperti appassionati, ognuno dei quali ha le competenze necessarie per portare alla luce un lato diverso di questo argomento spinoso (e peloso).
Un argomento in apparenza insolito, certo, ma purtroppo molto attuale, a causa delle ordinanze comunali che autorizzano vere e proprie mattanze nei confronti del roditore: squadre di cacciatori armati (a volte anche nei centri urbani) addetti al “controllo della nutria” (leggi: abbattimento) con licenza di uccidere, utilizzando metodi dolorosi e violenti.
Pare infatti che qualsiasi danno si verifichi a colture, argini, ambiente, la migliore candidata al ruolo di colpevole sia sempre lei, la Terribile Nutria. E se la responsabilità fosse invece da ricercarsi nell’incuranza umana, sempre troppo a corto di iniziative civilmente ed eticamente corrette?
Cominciamo dalle presentazioni: per chi non la conosce, la nutria (detta anche castorino) è un roditore dalle modeste dimensioni, con abitudini fortemente semiacquatiche e simile per certi aspetti al castoro nordamericano e al capibara. Di indole docile, con un’alimentazione prettamente vegetariana, è dotata di una straordinaria capacità di adattamento a diverse condizioni ambientali (plasticità ecologica).
E ora vediamo una alla volta le accuse rivolte a Sorella Nutria: tutte quante prontamente smentite dalla conoscenza scientifica.
1° - Hanno invaso il nostro territorio!
Già, come potremo sopravvivere ora che tutti gli spazi sono stati colonizzati dal nemico?
Peccato però che le nutrie se ne sarebbero state comodamente a casa loro, se non fosse stato per la volontà umana che le ha strappate alla loro terra natia (il Sudamerica), per esportarle poi in tutto il mondo.
Tutto questo per rispondere in modo egoistico ad una propria esigenza: dapprima quella di bonificare le paludi (le nutrie si nutrono della vegetazione spontanea, e “puliscono” in questo modo il territorio, alla faccia di chi le considera animali sporchi) e poi quella di allevarne gli esemplari per la loro pelliccia.
2° - Fa schifo, sembra un topo gigante.
Ma lo avete mai visto un topo? E un castoro, lo avete mai visto? Evidentemente no, altrimenti vi sareste accorti da soli che quest’ultimo le assomiglia molto di più.
Il termine “nutria” infatti è frutto di un’errata traduzione; il vero nome di questo animaletto è Myocastor Coypus, detto anche Castorino.
Comunque, anche fosse un topo, non vedo quale sia il problema.
3° - Fa schifo, ha i denti arancioni.

Ahimè sì, i denti sono effettivamente arancioni. Ma conosco gente con denti molto più brutti, e non per questo mi sento in diritto di sterminarla. Inoltre trovo che l’arancione le doni: questione di gusti.
4° - Porta malattie come la Leptospirosi.
Sbagliato: studi recenti effettuati dagli Istituti Zoo-profilattici hanno dimostrato che non esiste alcun pericolo di tipo igienico – sanitario. La nutria non può essere considerata un vettore di agenti patogeni, non più di quanto non lo sia qualsiasi altro animale parte della fauna selvatica.
5° - Distrugge gli argini dei fiumi.
Alcune volte in mancanza di altri nascondigli, è costretta a scavare dei cunicoli da utilizzare come tana. Ma per sua natura, la nutria tende poi a occupare lo stesso luogo per tutta la vita. Insomma, non avrebbe bisogno di scavare ulteriormente.
Se non fosse ancora una volta per l’azione dell’essere umano (che sorpresa) che le da la caccia, causandole stress e inducendola ad allontanarsi e trovare altri rifugi, e di conseguenza creare altre tane.
Per risolvere questo inconveniente, sarebbe sufficiente inserire delle reti metalliche lungo gli argini, che rendano impossibile lo scavo. Costose? Molto meno di quanto sia già stato speso per le catture, violente e controproducenti.
6° - Crea danni alle colture.
Strano: la nutria preferisce i terreni incolti. Perché si spinge fino ai campi coltivati?
Sempre tenendo presente che non è lei ad aver invaso casa nostra, ma al contrario siamo stati noi ad averla costretta a vivere lontana dal suo habitat naturale, bisogna sapere che quando esce dalla tana, si sposta nell’arco dei primi 5-10 metri dall’argine.
Lasciando quest’area incolta, si possono evitare molti danni. Ma siccome anche le colture sono ormai votate alla produzione industriale, si vuole occupare sempre più terreno, sempre più intensivamente.
7° - Si sono moltiplicate a dismisura, bisogna ucciderle. Perché non lasciare che questo accada in modo spontaneo, per mano (ops, zampa) del suo naturale predatore, cioè Sorella Volpe? Ah, perché la volpe è un’altra ambita preda dei cacciatori, al pari di lepri e fagiani di cui sopra.
Lo stress causato dalla caccia, oltre a creare la necessità di nuove tane, provoca anche un aumento della riproduzione. È un meccanismo di autoregolazione assai diffuso in natura, ovvia risposta di una specie che si sente minacciata.
8° - È feroce e in grado di sbranare una persona.
No comment! Ma non ve l’ho già detto che le nutrie sono vegetariane?!
La coda, ad esempio: oltre ad avere la funzione di timone (in acqua) e di termoregolazione, serve anche come base d’appoggio, per stare in equilibrio su due zampe. E le mammelle laterali, per poter allattare i cuccioli anche mentre la mamma è impegnata a nuotare?
La presenza umana in questo pianeta è cosa di poco conto. Da buoni ospiti momentanei, dovremmo avvicinarci al pianeta con educazione, rispetto, soggezione: dovremmo cercare di “non disturbare”.
[...] Da ciò risulta fondamentale promuovere e approfondire gli studi, le ricerche, le regolamentazioni e tutti quegli interventi che perseguano il fine della conservazione della biodiversità».
(Samuele Venturini, castorologo – Ecobioevoluzione)

- MI.F.A. Onlus - Nutrie: www.nutria.mifaonlus.com
- AAE - Nutrie: Pagina Facebook
- Volantini dettagliati, anche in versione illustrata per bambini: clicca QUI.
- In alto: la nutria Willy, foto di Mathilde Bonetti (Leggi la storia di Willy e Samuele).
- Con il carrellino: Mariah, la nutria fortunata (Leggi la storia di Mariah).
- A sinistra: Willy e Samuele Venturini, abbracciati.
sabato 30 marzo 2013
CONFERENZA SULLA NUTRIA A TREVISO - 05/04/2013
giovedì 8 dicembre 2011
LA VERITA' SULLA NUTRIA 1
sabato 5 novembre 2011
M’AMMALIA – IL CASTORINO: UNO STRANIERO NEI CORSI D’ACQUA
sabato 4 dicembre 2010
Buccinasco – Un nuovo metodo di contenimento delle nutrie
sabato 5 giugno 2010
IL COYPU O NUTRIA E’ LA MASCOTTE PER LA SALVAGUARDIA DELLE FORESTE
Nel 1976 CONAF, la Corporazione Forestale Nazionale del Cile, ha dato vita a Forestin, il simbolo della prevenzione degli incendi boschivi e per la salvaguardia e cura dell’ambiente.
La Nutria Forestin è un mammifero roditore che vive nelle paludi, nei prati e nei laghi nutrendosi soprattutto della vegetazione acquatica ivi presente. Sulle rive dei fiumi costruisce le proprie camere sia per riparo che per la prole.
E’ il più grande roditore nativo del Paese ed è caratterizzato da una coda cilindrica, orecchie e occhi piccoli, muso quadrangolare e le zampe posteriori sono palmate (4 dita su 5).
La sua preziosissima pelliccia è stata una delle cause principali della sua cattura intensiva. Attualmente egli è protetto in alcuni Parchi Nazionali.
La sua missione è quella di preoccuparsi di realizzare un cambiamento dell’atteggiamento delle persone verso il nostro ambiente. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso la partecipazione attiva di bambini e Partner come il Club Forestin e partecipare alla soluzione dei problemi ambientali locali. Grazie a Forestin e al suo Club saranno fornite informazioni sulla cura dei boschi, su come prevenire gli incendi boschivi e lottare per la conservazione della flora e della fauna.
Il Coypu o Nutria Forestin
Il mio vero nome, e non ridete per favore che non ho colpa, è Myocastor coypus, chiamato comunemente “nutria” ed ora conosciuto a voi come “Il Coipo Forestin”. Ho due cugini ben noti, il castoro e la lontra. Mi hanno anche soprannominato “falsa lontra” e sono stati gli spagnoli che mi hanno dato quel nome. Anche se sono il miglior nuotatore della mia specie, così mi chiamano per via della mia lunga coda come quella delle lontre. Ma io di falso non ho niente.
Io provengo da una classe di alto rango sociale, chiamata Mammiferi, dell’ordine dei Roditori. La mia famiglia nel campo scientifico è nota come Miocastoride. Io sono il più fedele servitore di questa parte d’America, in questo bellissimo paese, io sono la mascotte e il simbolo di cura per le foreste.
Miisuro dalla testa al tronco 43-63 cm, ho una bella pelliccia con peli marrone, giallo sul dorso e grigio sulla parte dell’addome. peso da adulto intorno al 7-8 chili, la mia coda è lunga, circa 30 o 40 cm, e la curo con attenzione. Il mio cibo è costituito da piante fresche.
Mi preparo a nascere dopo circa 17-18 settimane di gestazione, di solito non nasco da solo, ci sono a volte 4 o 6 fratelli. La mia crescita è rapida e quando divengo più autonomo è in acqua l’ambiente che mi piace.
Ho cugini in tutto il mondo e in base a ciò che ci raccontano, ovunque ci perseguitano e ci uccidono i cacciatori per approfittare della nostra pelliccia e venderla. Ecco perché ci nascondiamo nel folto del bosco, lontano dagli esseri umani e da altri animali predatori, vicino alle sponde di fiumi e laghi, dove l’erba cresce con l’acqua. Questo mi aiuta più come una difesa che come fonte di cibo.
Vi sfido a cercarmi, mi troverete dove c’è acqua pulita, erbe aromatiche e una vicina foresta. Non sarà facile perché mi nascondo molto bene. Ma c’è una speranza, perché tu possa aiutarmi a prendere cura delle acque e delle foreste e solamente insieme riusciremo a fare bene tutto questo.
sabato 27 febbraio 2010
TUTTO (o quasi) SUL CASTORO SUDAMERICANO (NUTRIA)
domenica 22 novembre 2009
CONVEGNI, SEMINARI E CONFERENZE SULLA NUTRIA
La nuova Associazione MIFA è lieta di annunciare la disponibilità, da parte del biologo esperto di Nutrie Samuele Venturini, di tenere corsi, convegni, conferenze e seminari per divulgare le vere informazioni scientifiche relative a questo roditore e proporre progetti e metodi ecologichi funzionanti per una corretta ed efficace gestione faunistica di questi meravigliosi animali.
Proprio il giorno 14 novembre 2009 in occasione della manifestazione intitolata “incontro con gli animali esotici e la fauna selvatica” (organizzato con il patrocinio del Comune di Buccinasco e con la collaborazione delle Associazioni Banca del Tempo e dei Saperi, Tom & Jerry, MIFA) nel Comune di Buccinasco è stata tenuta la prima conferenza di questo tipo ed è stata un successo. La popolazione è intervenuta con domande molto attente e mirate e l’esito è stato veramente positivo.
Il sottoscritto si propone di collaborare con le varie Amministrazioni Comunali italiane e le Associazioni che fossero interessate ad approfondire questa tematica.
Per informazioni, appuntamenti e dettagli si prega di rivolgersi alla mail presente nel menù “contatti”.
sabato 12 settembre 2009
A TU PER TU CON LA NUTRIA
Basta mandare una mail all'indirizzo del blog con:
- città
- numero di telefono
(naturalmente i trasgressori e i perditempo saranno puniti a norma di legge)
domenica 26 luglio 2009
IL BLOG SULLA NUTRIA AL LAVORO
A causa di questo impegno il blog non sarà aggiornato regolarmente ma sarà sempre attivo e pronto in prima linea alla divulgazione delle vere informazioni sul castorino e alla sua tutela.
Lo staff del blog sulla Nutria
sabato 9 maggio 2009
IL BLOG SULLA NUTRIA PER LA CORRETTA INFORMAZIONE E DIVULGAZIONE SUL COYPU (Myocastor coypus)
Ci si può anche mettere d'accordo per la creazione e distribuzione di materiale sia cartaceo che multimediale informativo.
domenica 15 febbraio 2009
Nutrie, colpa degli allevatori
Vorremmo ricordare a tutti coloro che si stanno scatenando contro le nutrie che:
1. Le nutrie non facevano parte dell'ecosistema italiano e in esso sono state introdotte a forza dagli allevatori;
2. Le nutrie sono arrivate per essere allevate da persone incompetenti e attirate da facili guadagni perche'; con le loro pelli si producevano le cosiddette "pellicce di castorino";
3. Le liberazioni effettuate da "animalisti" di esseri viventi (detenuti in gabbie in condizioni raccapriccianti e non conforme alla natura degli animali stesse) non hanno mai riguardato le nutrie;
4. Le nutrie sono state liberate dalle gabbie non dagli animalisti ma dagli allevatori al tramontare della moda passeggera delle "pellicce di castorino";
5. La soppressione indiscriminata non risolve il problema.
Come sempre, quando alcune specie di animali si riproducono in maniera esorbitante l'unica soluzione proposta da mezzi di informazione ed amministratori e' quella di sterminarli e le associazioni animaliste, che difendono cioe' il diritto alla vita di tutti gli esseri viventi, vengono accusate di aver creato il problema.
Cosi' sembra sempre che sia colpa nostra se ci sono i topi , i piccioni, le volpi, i gatti e i cani randagi...
Invece di sparare a zero e proporre solo la morte, perche'; non istituiamo la Consulta Comunale Affari Animali da noi proposta da almeno 15 anni per affrontare insieme in modo scientifico gli argomenti che riguardano gli animali, tutelando sia il cittadino che l'animale stesso?
Siamo invece d'accordo quando i "media" se la prendono con chi assalta gli allevamenti e libera gli animali.
La LAV ha sempre condannato tali metodi, denunciando alle autorità competenti gli allevamenti abusivi (fenomeno rilevante di cui non si parla abbastanza) e impegnandosi per il reinserimento degli animali piuttosto che per il loro abbandono nell'ambiente.
Noi siamo a disposizione per proporre, costruire e difendere la vita.
Siamo contrari alla morte.
LAV home
Fermiamo il trappolaggio. Animali, un’inutile crudeltà
Se può essere vero che qualche volta questi animali provocano «danni» all’uomo, occorre anche pensare che l’uomo è ancora più dannoso per l’ambiente e gli animali stessi. Se i piccioni sporcano le facciate delle case o le strade, che dire dell’inquinamento causato dall’uomo? Con i lavori idraulici lungo i corsi d’acqua vengono a sparire i canneti dove gli uccelli costruiscono il nido, con le monocolture l’uomo crea un deserto faunistico nelle zone circostanti, e l’elenco è lungo...
Durante una recente sperimentazione di trappolaggio condotta nella pianura irrigua lombarda si è accertato che in oltre il 70% delle zone testate, catture giornaliere protratte per un periodo variabile da 14 a 92 giorni non hanno prodotto alcuna diminuzione della popolazione locale di nutrie. In estese aree agricole, interconnesse da una fitta rete di piccoli corsi d’acqua, il calo numerico ottenuto con i piani di eradicazione viene compensato in pochi mesi dalle nascite e da fenomeni di immigrazione: in breve il numero di animali torna ad essere lo stesso. Il continuo ricorso al trappolaggio non porta alcun vantaggio pratico e ha costi altissimi in termini economici e di sofferenza degli animali.
Vogliamo ricordare, con l’esempio delle nutrie, la sofferenza degli animali «altri», quelli non d’affezione, sofferenza che rimane perlopiù nascosta. L’approccio al problema del contenimento può essere intrapreso comunque, come è emerso anche dal recente convegno sulle specie alloctone in Italia, tenutosi a Milano. Occorre educare le Amministrazioni seriamente e correttamente, evitando tutti i maltrattamenti, qualunque sia la specie che ne è vittima e qualunque siano i motivi: nulla autorizza a procurare sofferenze fisiche e psichiche a un animale. Ogni animale prova i medesimi sentimenti di paura-gioia-dolore-voglia di vivere che ha qualsiasi umano. Troppo spesso si dimentica che gli animali sono esseri viventi esattamente come noi e si prendono decisioni terribili decretando la loro eradicazione. Come reagirebbe l’opinione pubblica se venisse decretata l’eradicazione di cani e gatti? Va superata la distinzione tra sofferenza e sofferenza, tra vita e vita. L’innocenza dell’animale, la sua lealtà e mitezza, il suo spontaneo fuggire da ogni violenza gratuita, sono mete ancora da raggiungere dalla maggior parte degli uomini.
Lav Mantova
sabato 22 novembre 2008
La Nutria NON è causa di incidenti stradali!
Fatto questo preambolo, con l'articolo di oggi voglio discutere del fatto che è facile imbattersi in queste affermazioni false e prive di senso, nonchè di dimostrazione: "le nutrie causano incidenti stradali".
Niente di più FALSO!
Questa è la solita scusa che introducono lobbies venatorie e alcuni associazioni agricole per avere un movente da utilizzare per la "caccia alla nutria" (leggasi: caccia alle streghe).
Analizziamo e dimostriamo perchè la colpa non è della nutria ma dell'uomo. Qui di seguito elencherò quindi le prove che dimostrano l'innocenza del Coypu e la follia umana.
1 - SOLO LA NUTRIA?
Ogni anno vengono abbandonati centinaia (ma anche migliaia) di cani, gatti e altri animali. I primi addirittura vengono lasciati sulle strade e autostrade. Il fautore di questa crudeltà è l'uomo. All'uomo quindi si deve la responsabilità della morte di questi animali e degli incidenti stradali e delle vittime ad essi collegati.
In campagna gli animali sono sempre vissuti fin dai tempi più antichi. E' l'uomo che sta cementificando anche questi spazi e invece di rispettare la Natura si arroga il diritto di distruggere tutto ciò che è vivo.
Oltre alla Nutria però ci sono tanti altri animali che attraversano le strade di campagna come roditori (topi, ratti), lagomorfi (conigli, lepri), mustelidi (tassi, donnole, faine), carnivori (lontre, volpi, lupi, gatti), rettili (tartarughe, serpenti), anfibi (rane, rospi), uccelli (fagiani, piccioni), insetti e artropodi. Ma anche le persone sono vittime di incidenti.
Secondo alcuni cacciatori e le associazioni sopra citate, bisognerebbe abbattere tutte le specie (e sono solo una minima parte) sopra elencate compresi gli uomini.
Questa la dice lunga sull'abissale malafede di questi individui.
2 - REATO DI BIOCIDIO
Gli animali, così come gli uomini, sono esseri viventi e senzienti. Ciò che li accomuna è la "Vita". Uccidere l'uno o l'altro non fa nessuna differenza, solo un punto di vista antropocentrico può commettere l'errore madornale di fare la benchè minima distinzione.
Chiunque investa e uccida un animale ha commesso un biocidio (salvo fatalità), ha privato della vita una creatura e sicuramente ne pagherà le dovute conseguenze.
A tale reato poi va aggiunta l'omissione di soccorso, difatti sono ben pochi gli autmobilisti o motociclisti che si fermano a prestare soccorso ad un animale investito dai medesimi.
3 - OMISSIONE DI RESPONSABILITA'
Ovvero: la vigliaccheria umana.
Caso A) Se una persona X investe e uccide una persona Y, la colpa è della persona X che sarà condannata.
Caso B) Se una persona X investe e uccide un animale Y, la colpa è dell'animale e la persona scappa e non viene condannata.
Come si suol dire: 2 pesi e 2 misure. Finchè la società umana non vivrà nel pieno rispetto e nell'amore nei riguardi della Natura e dei propri simili, allora non potrà mai divenire felice e raggiungere la pace.
Investire un animale e abbandonarlo al suo destino (interrotto dall'uomo) è un atto di crudeltà immensa che non rimarrà impunito.
4 - LA VERA CAUSA DEGLI INCIDENTI STRADALI: LA VELOCITA', GLI AUTOMOBILISTI E MOTOCICLISTI. IN UNA PAROLA: L'UOMO
Parlando con cognizione di causa, la stragrande maggioranza degli autmobilisti (e motociclisti), guida in modo spericolato attraverso le strade di campagna, mettendo a repentaglio la vita propria e quella degli altri (sia umani che animali).
Secondo il codice della strada (ma direi secondo logica e buon senso), colui che provoca un incidente è il diretto responsabile. Siccome anche in campagna vige tale regolamento (per legge) allora ci troviamo di fronte ad un sopruso e un atto illegale perpetrato ai danni della fauna da un numero spropositatamente grande di automobilisti e motociclisti.
Se questi individui andassero più piano e facessero molta più attenzione, incidenti di questo tipo non ce ne sarebbero più.
Siccome dopo attenta analisi si evince che questi 4 punti sono incontrovertibili, l'unico e vero pericolo per l'uomo e per le persone che viaggiano sui mezzi di locomozione, è l'uomo stesso!
Dare la colpa agli animali è segno di estrema crudeltà, follia e idiozia.
Quale è la soluzione? Esistono diverse soluzioni ma le più comuni e semplici da adottare sono:
- guida prudente
- prestare soccorso in caso di incidenti
- utilizzo di precauzioni come l'uso di catadriotti lungo i margini delle strade.
sabato 25 ottobre 2008
STOP ALL’UCCISIONE DELLE NUTRIE NELLA PROVINCIA DI MILANO
Riporto qui di seguito una interessante notizia (e vittoria) a favore delle nutrie di Milano. La notizia è tratta dal sito: http://www.oipaitalia.com/caccia/notizie/nutrie.html

da Associazione “Amici di Tigro”
Dopo una giornata di accese e frenetiche controversie per ottenere l'annullamento della soppressione delle nutrie con armi da fuoco, finalmente in tarda serata la notizia che la Provincia di Milano a rinviato l'intervento che sarà riprogrammato con l'impiego delle gabbie trappola.
Infatti dopo l'ultimo tentativo, coordinato con il dott. Meyer, di inviare una richiesta di annullamento dell'intervento direttamente al dirigente del servizio faunistico della Provincia ed al Presidente Penati, nel tardo pomeriggio è arrivato lo stop.
Pertanto questa sera [14 ottobre 2008] i castorini di viale dell'Aviazione riposeranno in pace ed insieme a loro tutti gli animali selvatici ed i gatti che vivono a Milano nel parco di Monluè lungo il fiume Lambro.
Oggi è stata una giornata importante, anche se il traguardo raggiunto è un piccolo passo avanti, comunque è stato negato ad una elite di cacciatori il gusto di giocare al tiro a segno in piena città, questo grazie alla tenacia di tutti coloro che hanno rispetto per la propria vita e per quella di tutti gli esseri viventi senza distinzione di specie.
Noi tutti che curiamo le colonie feline ed i mici ringraziamo di cuore:
- il Dott. Edgar Meyer dell'Ufficio diritti animali della Provincia di Milano, che ha tenuto duro fino alla fine giocando fino all'ultima carta;
- il Presidente della Provincia di Milano;
- Carmine Abagnale, Consigliere del Comune di Milano (Movimento "Non Remare Contro");
- Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia;
- Guido e Simone della L.A.C.;
- Stefania Geri, Guardia Ecozoofila dell'OIPA;
- tutte le Associazioni Animaliste e Ambientaliste che hanno dato il proprio contributo;
- il Comandante del Q.G. del Comando 1^ R.A. di Milano;
- tutti coloro che si sono attivati ed hanno dato l'adesione per la partecipazione al presidio che si sarebbe tenuto in viale dell'Aviazione;
- tutti gli amici animalisti dell' A.P.I. e della Polizia di Stato che con il loro alto senso civico mi hanno dato il supporto specifico in materia giuridica.
Grazie a tutti!
Associazione di Volontariato
sabato 20 settembre 2008
NUTRIA IN FOTO
lunedì 11 agosto 2008
PROCESSO ALLA NUTRIA - COYPU - (Myocastor coypus)
DICHIARAZIONI PRELIMINARI.
a) DICHIARAZIONI DEL PROCURATORE:
Il sottoscritto Tursiops, nelle veci di Procuratore, in base ai poteri conferitimi dalla Legge, indice un processo civile che, a seconda delle circostanze, potra' trasformarsi in processo penale. Questo processo vede confrontarsi due parti giuridiche:
la parte privata, alias popolazione di Nutria (Myocastor coypus), d'ora innanzi "Nutria";
la parte pubblica, nelle vesti di agricoltori (alcuni), consorzi (alcuni), giornalisti (alcuni), media ufficiali, Istituzioni (alcune) e taluni cittadini, d'ora innanzi "Enti".
La Nutria figura come imputato principale.
Il sottoscritto Tursiops, avendo competenze biologiche, etologiche e natularistiche nei riguardi della Nutria prendera' anche il ruolo di Difensore dell'imputato. Al termine della sentenza, sara' lo stesso Procuratore a dichiarare il verdetto, che sara' inopinabile.
b) DICHIARAZIONI DELL'IMPUTATO:
Ai sensi dell'art. 84 reg. proc., le dichiarazioni preliminari precedono la presentazione dei mezzi di prova da parte dell'accusa; l'imputato ha la facoltà, se lo vuole, di fare tale dichiarazione dopo la presentazione dei mezzi di prova dell'accusa e prima della presentazione dei propri.
Ai sensi dell'art. 84 bis reg. proc., dopo le dichiarazioni preliminari, l'imputato può effettuare, se lo desidera, una deposizione, con l'accordo e sotto il controllo della Camera. Tale deposizione non costituisce una dichiarazione solenne e non può essere oggetto di interrogatorio. La Camera giudica sul valore probatorio della deposizione.
- Nutria: "noi siamo animali e tutto cio' che facciamo serve alla nostra sopravvivenza. Siamo stati ingiustamente deportati, privati del nostro ambiente, brutalmente uccisi per i vostri scopi puramente ricreativi (pellicce). Tutto quello che scrivete o dite di noi e' falso, come mostrato in questo blog e dalle ricerche prettamente scientifiche del dott. Tursiops (biologo e ricercatore indipendente sulla Nutria). Forse possono esserci casi in cui i nostri simili competano per alcune risorse con l'avifauna, ma fintanto che esistera' anche una sola prova e un sol posto in cui la nostra specie vive in completa armonia con l'avifauna locale, allora crollano tutte le vostre fantomatiche accuse".
PRESENTAZIONE DELLE PROVE DELL'ACCUSA.
Gli Enti (l'accusa) dichiarano che la Nutria:
1) assomiglia ad un grosso topo
2) L'unica certezza che abbiamo è che le nutrie rappresentano un problema per diverse fasce della popolazione, rappresentano un pericolo anche per i numerosi automobilisti che, specialmente di notte, devono compiere manovre pericolose per schivarle
3) e' una minaccia alla biodiversità
4) e' un rischio sanitario
5) e' un rischio idraulico
6) crea danni all'agricoltura
7) e' un emergenza ambientale
Tutte queste accuse sono reperibili nelle frasi scritte in rosso presenti negli articoli "la verita' sulla Nutria" del qui presente Blog.
CONTRO-ESAME DELLA DIFESA.
Il biologo Tursiops (la difesa) dopo un analisi delle dichiarazioni dell'accusa dichiara che:
"L'accusa e' stata solo in grado di insultare e diffamare la Nutria, in tutti i casi in cui l'accusa ha denunciato dei danni, non ha mai dimostrato prove, dati, fonti inattaccabili che potessero dimostrare quanto asserito. Le basi su cui si fonda l'accusa sono molto fragili.
1) La Nutria NON e' un topo bensi' un castoro sudamericano. Non esistono infatti topi con le zampe palmate e non esistono ratti giganti (ovvero non raggiungono le dimensioni di una Nutria).
2) Gli automobilisti sono un pericolo per diverse fasce della popolazione (i pirati della strada) e oltre che per le Nutrie anche per altri animali della campagna. L'imprudenza e l'ignoranza di alcuni autisiti e motociclisti e' un rischio per la vita di molte creature viventi ivi compreso l'uomo. Se andassero piano si eviterebbero incidenti inutili.
3) Prove? Dimostrazioni? Fonti? Dati? La Nutria NON e' una minaccia alla biodiversita', come dimostrato qui: http://nutria-myocastor.blogspot.com/2008/03/la-prova.html
4) Prove? Dimostrazioni? Fonti? Dati? La Nutria NON e' un rischio sanitario difatti alcuni Istituti Zooprofilattici (nella fattispecie quello di Brescia) riconosco la Nutria come NON vettore primario di leptospirosi ma solo occasionalmente come vettore secondario, cio' significa che NON esiste alcun rischio sanitario. Cio' e' dimostrato in questo articolo: http://www.centrostudiarcadia.it/Myocastor%20coypus.htm
5) Prove? Dimostrazioni? Fonti? Dati? La Nutria NON e' un rischio idraulico o per la precisione la Nutria puo' tutto al piu' essere una concausa difatti la natura idrogeologica del nostro territorio rende gli argini molto deboli e malleabili anche per via delle sole condizioni atmosferiche avverse. Ben altri pericoli affliggono la stabilita' degli argini ovvero una cattiva conduzione da parte di agricoltori inesperti e altri animali come arvicole e ultimamente il gambero della louisiana. Come mostrato in questi articoli:
http://www.casaleinforma.it/pcivile/rischio_idro/scarica/animali_che_interagiscono.pdf
http://www.enterisi.it/doc/06052008.pdf
http://www.uniurb.it/giornalismo/lavori2002/fedeli/la_storia/biologo.htm
6) Prove? Dimostrazioni? Fonti? Dati? La Nutria NON arreca danni evidenti all'agricoltura, spesso sono proprio alcuni contadini che per ricevere sovvenzioni dallo Stato accusano la Nutria ingiustamente e senza prove di essere la causa della perdita di raccolti. In realta' le Nutrie solo in caso di scarsita' di cibo si addentrano nei campi perche' in generale prediligono cibarsi di prati ed erbe comuni. Come mostrato qui:
http://nutria-myocastor.blogspot.com/2008/07/nutria-la-reale-entita-dei-danni.html
FIG. 1 - Coypu (Willy, cucciolo di Nutria domestica) che pascola nel prato di un parco.
7) Prove? Dimostrazioni? Fonti? Dati? La Nutria NON e' un' emergenza ambientale, quello semmai e' l'uomo. La Nutria difatti e' un animale che si autoregola e vive in armonia con l'avifauna locale. Inoltre qualunque provvedimento deve essere preso in base alle leggi in materia di tutela della fauna di cui la Legge 157/92.
Tutte le risposte della difesa sono accompagnate da prove e fatti molto validi che sono consultabili nella colonna destra del blog scorrendo poco piu' in basso alla voce LETTERATURA SCIENTIFICA SULLA NUTRIA.
ISTANZA DI PROSCIOGLIMENTO (art. 98 bis reg. proc.).
In base all'articolo 98 bis la Camera su istanza dell'imputato pronuncia il proscioglimento in quanto ritiene che "gli elementi di prova presentati non siano sufficienti a giustificare una condanna per queste imputazioni". Dato che il Procuratore ha optato pero' di proseguire con l'udienza, il proscioglimento viene revocato di ufficio.
PRESENTAZIONE DELLE PROVE DELLA DIFESA.
Il qui presente Blog sulla Nutria http://nutria-myocastor.blogspot.com/ costituisce una raccolta unica, inequivocabile e scientificamente attendibile di prove, fatti e dimostrazioni secondo cui la Nutria e' a tutti gli effetti fauna locale italiana e vive in completa armonia con l'ambiente e la biodiversita' locale. Ammetto nonstante tutto che ci possano essere episodi in cui un eccessivo numero di Nutrie possa creare danni ma soltanto circoscritti alla zona in esame.
REQUISITORIE FINALI E MEMORIE CONCLUSIVE.
L'accusa non e' d'accordo con quanto detto dalla difesa ma come fatto notare piu' volte cio' che fa muovere l'accusa sono:
- disinformazione dovuta a ignoranza (e a volte malafede)
- minacce da parte dei cacciatori
- pressioni dalle lobby delle armi
Inoltre l'accusa si deve far carico di rispondere ad alcuni reati tra cui:
- dichiarazione del falso a mezzo stampa
- allarmismo ingiustificato
- tentativi di raggirare le leggi nazionali (da parte dei cacciatori)
- biocidi
- truffe ai danni dello Stato e traffico di armi
SENTENZA.
Dopo le requisitorie finali, la Camera dichiara chiuso il dibattimento e si ritira per deliberare in camera di consiglio. Ai sensi dell'art. 87 A) reg. proc., l'imputato può essere dichiarato colpevole solo qualora la maggioranza della Camera di primo grado ritenga che la colpevolezza dell'imputato sia stata provata "al di là di ogni dubbio ragionevole".
SENTITI i capi di imputazione da parte dell'accusa,
PRESO ATTO delle prove della difesa,
STUDIATO le informazioni scientifiche (biologiche, etologiche, ecologiche e naturalistiche) del suddetto Roditore,
CONSULTATO le requisitorie finali,
io, Tursiops, nelle vesti di Procuratore per questo processo, dichiaro la Nutria (Myocastor coypus)
- gli Enti (cacciatori, IFTF, giornalisti, media) a risarcire tutti i danni provocati in passato, presente e in futuro dalla specie Myocastor coypus,
- l'IFTF e gli allevamenti (e gli allevatori) italiani di pelliccia di castorino, di aver creato i danni ad eventuali infrastrutture idriche e ai raccolti agricoli,
- i giornalisiti, politici e loro tirapiedi ad essere radiati dalla loro professione.
Cosi' deciso, l'udienza e' conclusa.
Tale Udienza ha valore irrevocabile nel tempo.







